Home Notizie Comunicati Stampa Anno 2020 Identificare le persone fragili, prendersi cura di loro con un approccio personalizzato, proteggerle dal virus: questa la sfida che lancia la SIMG

Identificare le persone fragili, prendersi cura di loro con un approccio personalizzato, proteggerle dal virus: questa la sfida che lancia la SIMG

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Firenze, 30 Novembre 2020

Il Presidente Cricelli: “Non possiamo restare indifferenti alle migliaia di morti che in questa pandemia sono rappresentati soprattutto dai soggetti più fragili e vulnerabili. E’ pronto e disponibile uno strumento che permetterà a tutti i Medici di Medicina Generale di identificare e prendersi cura delle persone fragili”


E’ a tutti noto che l’età media dei cittadini deceduti e positivi a SARS-CoV-2 è di 80 anni e che oltre due terzi dei deceduti presenta 3 o più patologie. Tuttavia né l’età di per sé, né la presenza di più patologie possono spiegare il dato dell’eccesso di mortalità. I “grandi” vecchi si sono dimostrati a volte particolarmente resistenti al virus e soggetti “comorbidi” ma “in forma” non sembrano esposti al virus come invece i soggetti “fragili”. La fragilità, definita come condizione ad alto rischio di eventi avversi, che possono portare a morte o comunque ad eventi che richiedo ricoveri ripetuti è il vero bersaglio di questo virus.

“Abbiamo pensato – afferma Claudio Cricelli – che i dati registrati nelle cartelle cliniche potessero rappresentare una straordinaria fonte di preziose informazioni al fine di riuscire ad identificare nella popolazione assistita le persone fragili. Da tempo SIMG ha messo a disposizione dei Medici di Famiglia l’indice di Comorbidità, che permette di stratificare la popolazione in base al numero delle patologie presenti contemporaneamente. Ora, attraverso uno studio validato dal nostro Centro di Ricerca in collaborazione con Italia Longeva e con il Karolinska Institutet di Stoccolma, siamo in grado di fornire uno strumento a tutti i Medici di Famiglia che permette in modo automatico di estrarre dalla lista dei propri assistiti le persone fragili.”

 L’indice della fragilità “Frailty Index” , aggiungono il Dr Francesco Lapi, Direttore Scientifico del Centro di Ricerca SIMG , “health Search” ed il dr. Pierangelo Lora Aprile, Segreteraio Scientifico della SIMG,  si basa su un algoritmo informatico che, analizzando la combinazione di “25 deficit predefiniti” (malattie croniche, limitazioni funzionali, assunzione di specifiche terapie farmacologiche, indicatori di potenziale vulnerabilità sociale, ecc.), riesce a profilare, in maniera accurata, il rischio di ospedalizzazione e decesso, oltre ad identificare chi è a rischio di sarcopenia o di sviluppare demenza e/o disabilità.

Lo scopo è facilmente intuibile: la persona fragile ha necessità di un Piano Personalizzato di cure a partire dai suoi bisogni, più che dalle sue malattie. Bisogni che spaziano nelle quattro dimensioni: cliniche, psicologiche, sociali, esistenziali e che debbono essere rilevati attraverso strumenti di valutazione multidimensionali.  E questo al fine di prevenire gli eventi che comportano in primis sofferenza, ma anche accessi al Pronto Soccorso, ricoveri ospedalieri, responsabili di costi sempre meno sostenibili.

Ma oggi c’è un obiettivo molto più urgente da raggiungere. In questa pandemia è indispensabile conoscere con esattezza chi sono le persone fragili e più vulnerabili per preservarle dal contagio attraverso le misure di mitigazione, riservare loro la priorità di accesso alle vaccinazioni antinfluenzali, antipneumococcihe, antierpetiche e infine candidarli con priorità alla vaccinazione anti COVID di prossima introduzione, ma che sappiamo già arriverà in quantità limitate.

Dalle nostre ricerche nell’ambito della Medicina Generale -continua Cricelli- quasi 1 assistito su 4, sopra i  65 anni, è  fragile. Se riusciamo ad identificarlo, rilevare i suoi bisogni e indirizzarlo nel giusto setting di cura nella logica del percorso integrato con i Servizi esistenti nel SSN, che comunque debbono essere potenziati e resi efficienti, vinceremo non solo la sfida contro il COVID-19 ma anche verso quella molto più impegnativa della sostenibilità.”

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