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23
NOV
2013

La SIMG: “Vaccinazione antinfluenzale gratuita anche per gli over 50” – Ogni settimana 150.000 persone colpite da patologie respiratorie

COMUNICATO STAMPA I dati della rete Influnet si riferiscono al periodo compreso tra il 14 ottobre e il 10 novembre LA SIMG: “VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE GRATUITA ANCHE PER GLI OVER 50” OGNI SETTIMANA 150.000 PERSONE COLPITE DA PATOLOGIE RESPIRATORIE ACUTE Il presidente Claudio Cricelli: “Seguiamo l’esempio americano e estendiamo l’immunizzazione ad altre categorie”. Oltre 600.000 gli italiani costretti a letto. Il virus verrà isolato nella prima metà di dicembre. Firenze, 22 novembre 2013 – “Estendiamo la vaccinazione gratuita alla popolazione degli Over 50. L’abbassamento dell’età minima è già stato adottato in diversi Paesi europei tra cui la Gran Bretagna. Per l’Italia si tratterebbe di aggiungere ai circa 12 milioni di over 65 altri 7-8 milioni di persone, vaccinando praticamente un terzo della popolazione”. È l’appello del dr. Claudio Cricelli, presidente della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) durante la seconda giornata del 30° Congresso dei medici di famiglia in corso a Firenze. “Anche la circolare pubblicata dal Ministero della Salute con le raccomandazioni per la stagione 2013-2014 annuncia che le istituzioni coinvolte inizieranno una discussione in questo senso – continua Cricelli –. Numerosi studi farmaco-economici dimostrano la piena sostenibilità della vaccinazione al di sopra dei 50 anni. Uno di questi riporta addirittura che per l’Italia l'estensione di indicazione genererebbe un risparmio. Potremmo quindi sperimentare anche nel nostro Paese questa pratica, valutando poi il risultato in termini di costi ed efficacia dell’immunizzazione”. Il vaccino rimane la vera arma di prevenzione contro l’influenza. “Rappresenta una importante misura di protezione individuale e di tutela della salute pubblica, perché riduce le complicanze al proprio stato di salute, evita ricoveri a volte inutili e favorisce l’efficienza dell’assistenza sanitaria – continua Cricelli –. Per questo rivolgiamo un appello a tutti gli italiani, in particolare alle categorie più a rischio come over65 e bambini, perchè si sottopongano alla vaccinazione”. Gli italiani, invece, sembrano ancora diffidenti. “Ogni settimana sono 150.000 i connazionali costretti a letti da patologie respiratorie acute o sindromi parainfluenzali – aggiunge il dott. Aurelio Sessa, presidente regionale SIMG Lombardia e medico sentinella –, numero che sale a oltre 600.000 se consideriamo il periodo tra il 14 ottobre e il 10 novembre. Come nel 90% delle stagioni precedenti, il virus verrà isolato nella prima metà di dicembre, il che darà il via alla vera stagione influenzale. Il bilancio di questa prima fase di immunizzazione è positivo per quanto riguarda la popolazione anziana, meno per quanto riguarda gli under 65, i bambini portatori di patologie croniche e le altre categorie protette. Per questo rimane fondamentale l’impegno del medico di famiglia, che deve costantemente e quotidianamente ricordare l’importanza della vaccinazione ai cittadini e ai pazienti”.   Intermedia Ufficio stampa 030.226105 intermedia@intermedianews.it  
23
NOV
2013

La SIMG: “L’aspirina protegge dal cancro – Mortalità ridotta del 34% in 5 anni”

COMUNICATO STAMPA Al congresso dei medici di famiglia viene lanciato il progetto “2014 anno della prevenzione cardiologica e oncologica”. Presentati i dati di uno studio su più di 23.500 pazienti LA SIMG: “L’ASPIRINA PROTEGGE DAL CANCRO MORTALITà RIDOTTA DEL 34% IN 5 ANNI” Il presidente Claudio Cricelli: “I benefici sono evidenti in chi assume il farmaco per almeno un quinquennio per prevenire eventi cardiovascolari. L’effetto positivo si estende a varie neoplasie”   Firenze, 22 novembre 2013 – L’assunzione regolare di aspirina protegge dal cancro. Lo ha dimostrato l’analisi di 8 studi, pubblicata su Lancet, su 23.535 pazienti trattati con il farmaco nelle dosi utilizzate per prevenire eventi cardiovascolari, con una riduzione della mortalità per tumori del 34% dopo 5 anni e del 20% dopo 20 anni. I dati emergono dal 30° Congresso della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) in corso a Firenze. “Il 2014 – afferma il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG - sarà l’anno della prevenzione cardiologica e oncologica promosso dalla nostra società scientifica. Recentemente numerose ricerche hanno ipotizzato che nella scelta dell’utilizzo dell’aspirina, soprattutto in chi non ha mai avuto eventi cardiovascolari, debbano essere considerati anche i potenziali benefici che potrebbero derivare in ambiti patologici apparentemente distanti da quello delle malattie cardiovascolari. Se, in precedenza, il miglioramento della prognosi era limitato a pazienti con tumore del colon-retto, oggi questi dati estendono i benefici ad altri tipi di cancro, agli adenocarcinomi in generale”.Le malattie cardiovascolari si confermano la prima causa di morte con 224.830 decessi (anno 2009, ultimi dati Istat disponibili). Nel 2013 si stimano in Italia 366.000 nuove diagnosi di neoplasia e 173.000 morti. “La necessità di un periodo di latenza prima che l’effetto protettivo dell’aspirina cominci ad estrinsecarsi indica una possibile interferenza del farmaco con i meccanismi di cancerogenesi – conclude il dott. Cricelli -. Sulla base di queste ricerche, nell’elenco dei fattori che dovrebbero essere presi in considerazione nel calcolo beneficio/rischio di una terapia preventiva cardiovascolare con aspirina a bassa dose, è necessario annoverare anche gli effetti positivi aggiuntivi in termini di riduzione della mortalità per cancro, oltre al calo dell’incidenza delle metastasi”. Ufficio stampa SIMG Intermedia intermedia@intermedianews.it 030.226105 – 335.1892975 – 335.265394  
23
NOV
2013

La SIMG: “Siamo le sentinelle contro la violenza sulle donne – Parte ‘Vìola’, il progetto per abbattere il muro del silenzio”

COMUNICATO STAMPA Presentata al Congresso Nazionale della società scientifica l’iniziativa rivolta ai medici di famiglia LA SIMG: “SIAMO LE SENTINELLE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE PARTE ‘VìOLA’, IL PROGETTO PER ABBATTERE IL MURO DEL SILENZIO” L’obiettivo è individuare per tempo i casi sospetti. Il presidente Cricelli: “Oggi solo il 30% delle vittime parla degli abusi con i camici bianchi. Bastano poche domande mirate durante la visita per far emergere il non detto”. Un opuscolo per sensibilizzare i professionisti e un’indagine su tutte le pazienti Firenze, 22 novembre 2013 – Corrono un rischio doppio di depressione, abuso di alcol e psicofarmaci. Le donne vittime di violenza domestica nel nostro Paese sono circa 15.000 ogni anno, ma il fenomeno è sottostimato. Solo il 30% delle vittime parla con il proprio medico di famiglia della violenza subita, perché pensano che non se ne occupi e soprattutto perché non hanno ricevuto domande dirette sul tema. Per questo la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) lancia “Vìola”, la prima campagna nazionale di sensibilizzazione sulla violenza domestica rivolta ai medici di famiglia, presentata oggi al 30° Congresso della società scientifica in corso a Firenze. I dati disponibili su questo tipo di reato si possono ricavare dagli accessi ai centri antiviolenza. La grande maggioranza delle violenze compiute ai danni delle persone accolte in queste strutture è commessa fra le mura di casa da uomini con i quali le vittime hanno o hanno avuto un legame profondo: nel 60% dei casi infatti l’autore della violenza è il partner e nel 20% l’ex partner. Le conseguenze possono essere devastanti, perché, anche se si è liberata del proprio aggressore, la donna continua a percepire, in molti casi, la propria salute come negativa. “Grazie al nostro rapporto continuativo con le assistite – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG –, possiamo diventare le sentinelle contro la violenza sulle donne. Il progetto si articola in diverse iniziative. Verrà distribuito un opuscolo informativo a 30.000 camici bianchi: troppo spesso la mancata conoscenza e la sottovalutazione del fenomeno inducono i professionisti a ignorare i segnali d’allarme. È importante che il medico di famiglia pratichi lo ‘screening’ su eventuali abusi e due sono le domande fondamentali da porre alla paziente: ‘Si sente mai insicura in casa sua?’ e ‘Qualcuno ha mai provato a picchiarla o a farle male?’. èessenziale cioè far emergere il problema attraverso il colloquio clinico, per poi registrarlo nella cartella informatizzata, così otterremo i dati di incidenza del fenomeno. Inoltre dobbiamo aiutare le pazienti fornendo loro informazioni sulle reti di sostegno locale (numero verde, centri antiviolenza). E sensibilizzarle attraverso l’esposizione nella sala d’aspetto di poster informativi con i riferimenti delle organizzazioni locali preposte all’aiuto”. Nel 2012 in Italia sono state uccise 124 donne. Il 69% era italiano così come il 73% degli assassini. Il 60% dei femminicidi è avvenuto tra persone che avevano una relazione di affetto e fiducia e nel 63% dei casi il reato si è consumato in casa o della vittima o di un familiare. “Dobbiamo porci per primi alcune domande – afferma la dott.ssa Raffaella Michieli, segretario SIMG -: abbiamo dedicato attenzione alle parole dette dalle nostre pazienti? Abbiamo raccolto i segnali che alcune hanno trovato la forza di mandarci? Conosciamo i codici del linguaggio necessario per affrontare il tema della violenza, come richiesto da qualsiasi altro problema clinico? Siamo in grado di accogliere la sofferenza di queste pazienti? Se il medico di medicina generale prendesse coscienza dell’alto numero di donne tra le sue pazienti che potrebbero aver subito uno o più episodi di violenza domestica, presterebbe maggior attenzione nel riconoscerne i ‘campanelli d’allarme’, rappresentati dall’aumento dei problemi della sfera genitourinaria, ginecologica e gastroenterica, da mutamenti in senso negativo dell’umore e dalla perdita dell’autostima. In realtà la mancata conoscenza del fenomeno e l’enorme carico di lavoro quotidiano legato alle patologie croniche, rendono difficile per il professionista individuare i segni indiretti di qualche forma di abuso”. La relatrice speciale delle Nazioni Unite nel giugno 2012 ha rivolto allo Stato italiano una serie di raccomandazioni per la forte preoccupazione causata dal numero di femminicidi, per il persistere di tendenze socio culturali che minimizzano o giustificano la violenza domestica e per l’assenza del rilevamento dei dati sul fenomeno. “Un’indagine svolta su Health Search, il database della SIMG – continua la dott.ssa Michieli -, ha dimostrato che nel 2009 solo 20 medici di famiglia hanno registrato un problema legato alla violenza sulle donne. Ma ricerche svolte negli ambulatori hanno al contrario evidenziato che, analizzando attivamente il fenomeno, emerge una prevalenza, compresa fra il 25 e il 40%, in linea con i dati della letteratura. Ad esempio, da uno studio pilota svolto negli ambulatori dei medici di famiglia della provincia di Venezia su un campione di 153 donne, attraverso questionari anonimi, si è evidenziato che il 25% aveva subito episodi di violenza domestica. E il 25% delle donne vittime di abusi ha una percezione negativa del proprio stato di salute, contro solo l’8% delle pazienti che non l’hanno subita. Il 74% ha dichiarato di aver assunto un farmaco contro la depressione solo dopo l’episodio di violenza, gettando le basi per un legame stretto tra violenza e utilizzo di psicofarmaci”. Per analizzare il fenomeno in tutto il territorio nazionale la SIMG ha promosso, nell’ambito del progetto “Vìola”, un’indagine che prevede la diffusione di un questionario alle pazienti di ogni nazionalità che accedono agli studi dei medici di famiglia. La violenza può assumere varie forme: psicologica, fisica, economica (impegni economici imposti, controllo o privazione del salario), sessuale, fino allo stalking. “Subire abusi fa indubbiamente male alla salute – conclude il dott. Cricelli -. Eppure la violenza sulle donne e le sue conseguenze sono state ignorate nella società e nei servizi sanitari fino a poco tempo fa. è indispensabile un cambiamento culturale degli operatori coinvolti, a partire dai medici di famiglia. E il progetto ‘Vìola’ rappresenta il primo tassello in questa direzione”.     Ufficio stampa SIMG Intermedia intermedia@intermedianews.it 030.226105 – 335.1892975 – 335.265394  
22
NOV
2013

Medici di famiglia: “Integriamo ospedale e territorio così possiamo evitare il 35% dei ricoveri impropri”

COMUNICATO STAMPA   Si apre a Firenze il 30° Congresso Nazionale SIMG con la partecipazione di 1500 camici bianchi MEDICI DI FAMIGLIA: “INTEGRIAMO OSPEDALE E TERRITORIO  COSÌ POSSIAMO EVITARE IL 35% DEI RICOVERI IMPROPRI” Il presidente Claudio Cricelli: “Il nuovo modello di cure primarie prende in carico il paziente in tutte le fasi della malattia. È la sola alternativa al rischio di estinzione del Servizio Sanitario”   Firenze, 21 novembre 2013 – Il Servizio Sanitario Nazionale rischia di scomparire. Costa troppo e non è più in grado di rispondere ai bisogni reali dei cittadini. L’unica reale alternativa è rappresentata da un nuovo modello di assistenza, in cui ospedale e territorio sono strettamente connessi. Già realizzato da un anno in Toscana, ha dimostrato di evitare ricoveri impropri in ospedale fino al 35% dei casi e gli intasamenti dei pronto soccorso, con notevole risparmio di risorse. Si chiama sistema di cure primarie integrate e intercetta i bisogni di salute prima che si trasformino in malattie. Viene presentato oggi nella giornata di apertura del 30° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), in corso a Firenze fino a sabato. “L’esempio toscano – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG – può essere esteso al resto del Paese. Gli attuali criteri di cura vanno superati. È destinata a esaurirsi la figura del medico di medicina generale che lavora con modalità tradizionali. Già durante il ricovero devono essere attivati i meccanismi per assistere il paziente a casa, dopo le dimissioni. Il paziente, varcata la soglia dell’ospedale, non abbandona il legame con il territorio, che rimane la sua destinazione naturale. L’acuzie, il ricovero ospedaliero e l’evento critico sono una parentesi che impone il ricorso a una struttura complessa. La persona poi trova nelle nuove cure primarie un sistema che l’attende a casa, predisponendo tutti gli interventi necessari, dall’accoglienza al supporto domiciliare, in continuità con l’ospedale di cui rappresenta l’estensione ed il raccordo. Inoltre non possiamo più attendere la presentazione dei problemi e l’arrivo delle criticità: dobbiamo intervenire in tutte le fasi della malattia, delle complicanze e del ricovero. È il passaggio dalla medicina di attesa a quella della presa in cura, con la realizzazione di un modello a ‘media intensità di cura e assistenza’”. Il tema di fondo del 30° Congresso Nazionale SIMG è costituito dalla parola “cambiamento”. In base alle nuove norme infatti i medici di famiglia saranno obbligati a lavorare in associazioni mono-professionali (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e multi-professionali (Unità Complesse di Cure Primarie). “Il sistema salute – continua il dott. Ovidio Brignoli, vicepresidente SIMG - oggi risente di condizionamenti mai verificatisi negli ultimi 50 anni: l’esplosione delle malattie croniche, la drastica e drammatica riduzione delle risorse e, per contro, nuovi bisogni di salute della popolazione. Il cambiamento non si è fatto attendere a livello legislativo. La SIMG è pronta a raccogliere la sfida. In accordo con le prassi del chronic care model, il team delle cure primarie esplora tutte le fasi del processo assistenziale in maniera proattiva”.   Oggi la medicina generale deve sempre più farsi carico delle carenze del sistema. “Ciascuno di noi – spiega la dott.ssa Raffaella Michieli, segretario SIMG -  è responsabile della salute di una media di circa 1.100 assistiti. Sono oltre 25 milioni i malati cronici a cui dobbiamo garantire continuità di cura per evitare ricoveri e prestazioni inutili. Come risulta dall’ultimo rapporto Health Search della SIMG, il carico di lavoro dei medici di famiglia è aumentato in maniera esponenziale: da 6,6 contatti all’anno per paziente del 2003 a 8,3 del 2011, che equivale a più di 30 visite al giorno. Un dato in crescita in particolare per i camici bianchi che lavorano nel Sud e nelle Isole. Ricordiamo che gli adempimenti burocratici occupano più della metà della nostra vita professionale. Chi va dal medico di famiglia è soprattutto donna, ma non dai 75 anni in poi, quando a prevalere sono gli uomini”. La maggior parte delle visite è di tipo ambulatoriale (il 71,5% di tutte quelle registrate nel 2011). L’ipertensione non complicata è la patologia che impegna maggiormente i medici di famiglia (15,6% dei contatti totali nel 2011), seguita dal diabete mellito (5,5%) e dalla dislipidemia (3,6%). Il 30° Congresso Nazionale SIMG tocca i temi centrali per la professione: dall’ipertensione alla gestione del dolore al diabete all’osteoporosi alla BPCO fino alla fibrillazione atriale. Una sessione speciale è dedicata alle dipendenze: il medico di famiglia svolge infatti un ruolo fondamentale nell’individuazione di un nuovo modello per gestirle, grazie al rapporto privilegiato e continuo con gli assistiti. Senza dimenticare la ricerca scientifica. “Da più di 20 anni – continua il dott. Brignoli - siamo impegnati in studi clinici, epidemiologici e sperimentali e in un decennio abbiamo prodotto più di 150 articoli su riviste con Impact Factor. Lavoriamo con interlocutori internazionali e abbiamo stretto un accordo con un centro di ricerca inglese per definire il nuovo algoritmo sull’osteoporosi e con l’Università di Montreal per un progetto sulla farmacovigilanza. Abbiamo quindi deciso di dedicare, nella giornata finale del Congresso, un workshop internazionale alla ‘Ricerca clinica in Medicina Generale’, promosso dalla Fondazione SIMG. Verrà presentato un nuovo database per analizzare tutti i determinanti decisivi della salute dei cittadini, rappresentati dall’alimentazione, dagli stili di vita e dai comportamenti sociali”. Grazie alle informazioni dettagliate sulle abitudini alimentari delle singole comunità, sarà possibile realizzare anche efficaci programmi di prevenzione. Infine grande spazio alla formazione. “La Scuola Superiore delle Cure Primarie della SIMG – conclude il dott. Cricelli - è un progetto di grande respiro con cui vogliamo formare le nuove professionalità, gli esperti di management, di diagnostica e gestione clinica. E, anche in Italia, come già in altri Paesi, nel prossimo futuro serviranno medici di medicina generale con interessi speciali, cioè con competenze cliniche di secondo livello. Figure intermedie fra lo specialista e il medico di medicina generale, nel cui percorso formativo la SIMG darà un contributo fondamentale”.   Ufficio stampa SIMG Intermedia                       intermedia@intermedianews.it
22
NOV
2013

Medici di famiglia: “Italiani poco attenti alle calorie – Al via il network di 500 camici bianchi per ‘educare’ i pazienti”

COMUNICATO STAMPA Al congresso nazionale SIMG presentati i risultati dello studio LIZ sulle abitudini alimentari I MEDICI DI FAMIGLIA: “ITALIANI POCO ATTENTI ALLE CALORIE AL VIA IL NETWORK DI 500 CAMICI BIANCHI PER ‘EDUCARE’ I PAZIENTI”  Coinvolti 2000 cittadini. Distratti nella scelta dei cibi, ma virtuosi nel consumo di zuccheri, inferiore alla soglia limite dei 75 grammi al giorno. Dalle bibite gassate solo l’1% dell’apporto energetico necessario. Il presidente Claudio Cricelli: “Raccoglieremo informazioni sugli stili di vita per modificare quelli sbagliati”   Firenze, 21 novembre 2013 – Il 40% degli uomini e il 32% delle donne in Italia non fanno mai attenzione alle calorie assunte con il cibo e le bevande durante la giornata. Solo quando l’ago della bilancia si sposta verso destra cambiano idea. Però il livello di zuccheri introdotto con diversi tipi di alimenti (latte, succhi, bevande zuccherate, frutta, zucchero da cucina e dolci) è nettamente inferiore alle cifre raggiunte negli Stati Uniti e negli altri Paesi europei e si mantiene al di sotto della soglia indicata dagli esperti come limite (75 grammi). Gli uomini ne consumano ogni giorno 68 grammi e le donne 66 grammi (il saccarosio aggiunto rappresenta solo il 10% degli zuccheri totali). E solo poco più dell’1% dell’apporto calorico giornaliero deriva dalle bibite gassate. È quanto emerge dai dati dell’indagine LIZ (Liquidi e Zuccheri in Italia), raccolti su circa 2000 persone dai medici di famiglia della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), in collaborazione con Nutrition Foundation of Italy (NFI). Lo studio è presentato oggi al 30° Congresso della società scientifica in corso a Firenze e ha previsto la compilazione di due tipi di questionari, sul livello di informazione e sulle abitudini alimentari dei pazienti. “La ricerca sul consumo degli zuccheri – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG –  apre la via a un più ampio progetto sui cosiddetti ‘determinanti di salute’, cioè sui fattori ambientali e sociali, legati agli stili di vita, all’attività fisica, all’alimentazione e all’istruzione. Queste informazioni contribuiscono in maniera significativa alla definizione dello stato di benessere della persona. E, modificando alcuni ‘determinanti’, possiamo incidere sulla salute dei pazienti, prima di ricorre ai farmaci. Abbiamo realizzato infatti un network composto da 500 medici di famiglia che, in maniera strutturata, raccoglierà questi dati, inserendoli in un database dedicato. È la prima esperienza di questo tipo in Italia. I medici non solo inseriranno le informazioni nella banca dati, ma le comunicheranno ai pazienti che non sono sempre consapevoli dei propri errori”. “Dallo studio LIZ – continua il dott. Ovidio Brignoli, vicepresidente SIMG - emerge una significativa discrepanza fra ciò che gli italiani dichiarano di fare e come si comportano in realtà. Ad esempio, sanno qual è la quantità consigliata di bevande, due litri, da consumare ogni giorno, ma un terzo si ferma a un solo litro. Inoltre il 39,6% degli uomini e il 48,6% delle donne sostiene di mangiare molta frutta, in realtà in media ne consumano solo 2 porzioni rispetto alle 3 consigliate”. Da confutare invece gli allarmismi legati all’abuso delle bevande zuccherate. “Ne consumiamo, in media, 70 mL (uomini) e 60 mL (donne) al giorno. Si tratta di 28 e 24 Kcal/die, pari all’1,4% e all’1,2%, rispettivamente, dell’apporto calorico giornaliero necessario a una persona media con uno stile di vita moderatamente attivo (2.000 Kcal)”.   Ufficio stampa SIMG Intermedia                       intermedia@intermedianews.it 030.226105 – 3351892975 - 335265394
11
SET
2013

Disponibile la APP “ASCO”, l’applicazione dedicata ai camici bianchi

LA SIMG: "ECCO LA NUOVA APP PER IL MEDICO DI FAMIGLIA ORA L’AGGIORNAMENTO è A PORTATA DI MANO”   Il presidente Claudio Cricelli: "Un servizio innovativo e autorevole per vastità e autorevolezza dei contenuti. L’offerta informativa spazia dalla letteratura Scientifica, ai percorsi formativi fino alla segnalazione e commento di linee guida”. Stretta l’integrazione con il portale www.progettoasco.it   Firenze, 18 luglio 2013– Un’applicazione per aggiornare i medici di medicina generale sulle ultime recensioni della letteratura scientifica, sui percorsi formativi e sulle linee guida più aggiornate. Si chiama ASCO ed è un’APP gratuita per iOS (iPhone e iPad), presto disponibile anche per Android. Rientra nel più ampio progetto ASCO (Aggiornamento Scientifico Continuo Online – www.progettoasco.it), l’iniziativa editoriale di Aggiornamento e di Formazione Continua predisposta da SIMG (Società Italiana di Medicina Generale). "Il valore aggiunto di ASCO – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG - risiede nella stretta collaborazione con i Medici di Medicina Generale che sviluppano i contenuti secondo le peculiari necessità operative della professione. La nuova APP è uno strumento fondamentale di aggiornamento e permette di conoscere le più recenti acquisizioni emerse dalla letteratura internazionale, accedere a percorsi formativi (anche con crediti ECM), consultare un vasto patrimonio di contenuti di approfondimento clinico-gestionale ed in sintonia con le moderne dinamiche assistenziali”.   L’APP consente inoltre di ricevere notifiche "push” sugli aggiornamenti, di esplorare i contenuti del portale in mobilità e di iscriversi alla newsletter informativa inviata a circa 13.500 professionisti della sanità. Il portale ASCO, online dal 2007, espone tutta la produzione editoriale di SIMG ed è inoltre integrato con il software di Governo Clinico "GPG” (www.millegpg.it, circa 4.000 utenti ad oggi) con cui è possibile effettuare analisi approfondite dei dati registrati nella cartella clinica al fine di monitorare i risultati di cura in termini di salute, costi e sicurezza.     Ufficio stampa SIMG Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
11
SET
2013

SIMG: Progetto TESEO. 335 Medici di Famiglia formati su terapia del dolore

Firenze, 28 giu. (Adnkronos Salute) – IN UN ANNO SOFFERENZA DIAGNOSTICATA E TRATTATA IN 3.820 PAZIENTI. Porta il nome dell’eroe che sconfisse il Minotauro il progetto formativo sulla terapia del dolore presentato oggi a Firenze e destinato ai medici di medicina generale. ‘TESEO’, promosso da SIMG (Società italiana di Medicina Generale) con il grant educazionale di Angelini, ha sperimentato un nuovo modello formativo, centrato sulla figura del medico di medicina generale con particolare interesse in cure palliative e terapia del dolore, per dare attuazione alle Aft (aggregazioni funzionali territoriali) previste dalla Legge 38/2010 e migliorare la qualità di vita dei pazienti con dolore cronico. A un anno di distanza dal primo intervento formativo su un gruppo nazionale di 21 medici di famiglia, incaricati della formazione di 335 colleghi sul territorio e di un’attività continuativa di valutazione dell’impatto formativo (Audit), Teseo "si conclude con brillanti risultati”, spiegano i promotori, forti dei numeri: in quasi 4 mila pazienti il dolore è stato diagnosticato, tipizzato e trattato dal dottore di famiglia. "Il medico di famiglia, prima figura di riferimento per il paziente con dolore – dice Guido Fanelli presidente Commissione nazionale cure palliative e terapie del dolore – gioca un ruolo fondamentale nel modello di continuità assistenziale auspicato dalla Legge 38. La normativa ha un approccio così innovativo – continua Fanelli – da richiedere un cambiamento culturale che solo un’adeguata formazione può favorire”. Un primo traguardo raggiunto dal progetto è l’incremento di visite cliniche specifiche per il dolore, che prima di Teseo non rientravano nella pratica clinica del medico di medicina generale, e che hanno portato a diagnosticare e a tipizzare il dolore a 3820 pazienti, grazie all’impegno e al coinvolgimento dei medici formati (4 su 5 hanno aderito e completato il ciclo di Audit), somministrando una terapia appropriata. Nella metà dei pazienti visitati è stato diagnosticato un dolore di tipo infiammatorio, in un terzo uno di tipo meccanico strutturale e in un paziente su 5 è stato identificato un dolore neuropatico. Sul totale dei pazienti tipizzati, 2.725 sono stati inseriti dai medici nel registro delle early palliative care, con l’obiettivo di identificare precocemente i malati con bisogno di approccio palliativo come raccomandato dall’Oms. Di questi, solo il 28% è malato oncologico, mentre gli altri sono affetti da altre patologie, in primis di natura cardiovascolare (16%). Un dato che fa riflettere, se si pensa che oggi in Italia le cure palliative sono erogate quasi esclusivamente ai malati oncologici. "Essere seguiti da un medico specificatamente formato sul dolore – dichiara Pierangelo Lora Aprile, segretario scientifico e responsabile nazionale area dolore e cure palliative Simg, responsabile scientifico progetto Teseo – permette al paziente di essere sottoposto a un accurato esame clinico dedicato e di avere una proposta di percorso terapeutico. Questo percorso formativo – conclude Lora Aprile – ha dato la possibilità a 350 medici di medicina generale di riconoscere il tipo di dolore, misurarlo, favorire un aumento dell’appropriatezza diagnostico/terapeutica e identificare, tra i loro malati, coloro che si stanno avvicinando alla fine della vita, dedicando loro uno spazio specifico per valutarne i bisogni”. "In un periodo storico in cui le risorse a disposizione del Ssn si riducono e contemporaneamente aumenta la domanda di salute da parte dei cittadini – interviene Fabio De Luca, General Manager della Divisione Pharma Angelini – crediamo siano necessari nuovi modelli di partecipazione alla spesa sanitaria che implicano il coinvolgimento dell’industria privata. La nostra azienda intende continuare a giocare un ruolo attivo come partner del servizio pubblico ponendo al centro il paziente e lavorando a fianco della classe medica”. Nel segno della continuità, a Teseo segue Arianna, studio osservazionale promosso da Agenas con l’obiettivo di migliorare l’accesso alle cure palliative domiciliari per i malati con patologie croniche in fase evolutiva, attraverso la sperimentazione di un modello organizzativo integrato di cure palliative. "Il passaggio da Teseo ad Arianna – conclude Gianlorenzo Scaccabarozzi, vice presidente Commissione nazionale cure palliative e terapie del dolore e direttore scientifico progetto Arianna – ha l’obiettivo di valutare i percorsi integrati di cure palliative domiciliari, di base e specialistici, per individuare precocemente i malati che si avviano alla fine della vita, dando una risposta ai loro bisogni e a quelli dei familiari”. (Mal/Adnkronos Salute) 28-GIU-13 13:35
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LUG
2013

Giovanni Invernizzi non è più tra noi

  Giovanni Invernizzi non è più tra noi. Ma non ci ha affatto lasciato. La SIMG conserva intatti l’entusiasmo, la competenza, la passione con la quale svolgeva da sempre il suo lavoro. Straordinario esperto del fumo,  di qualità dell’ambiente e dell’aria, ha portato la sua esperienza nella nostra Associazione facendo della SIMG uno degli interlocutori più credibili nello studio  del fumo dell’inquinamento e dei suoi rapporti con l’apparato respiratorio. Siamo vicini alla famiglia di Giovanni e siamo certi che il sentimento di sgomento che ha preso tutti e  ci accomuna ai suoi cari , sia accompagnato da una grande simpatia e serenità del suo ricordo. Tutti gli amici ed i dirigenti della Società si stringono intorno alla famiglia di Giovanni ed io mi faccio portavoce del loro dolore e del loro affettuoso ricordo. Di lui mi piace soprattutto ricordare, oltre alle sue doti professionali, la straordinaria signorilità, gentilezza e affabilità, doti che desidero suggerire come il vero grande esempio da seguire in un mondo ed in tempi in cui sembrano virtù dimenticate. Un saluto Giovanni, grande medico ed amico Claudio Cricelli    
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LUG
2013

A Modena si formano i Docenti di Medicina Generale. Dal 22 al 26 Aprile una delle 6 settimane del Master -Imparare a Insegnare- dell’Università di Modena

  La dott.ssa Maria Stella Padula di SIMG: "Il nostro Ateneo prevede una preparazione ad hoc, come già accade in altri Paesi europei, per la valutazione delle competenze cliniche dello studente”   Modena, 24 aprile 2013 – Nascono i docenti specializzati nell’insegnamento della Medicina Generale. L’obiettivo del Master universitario di II Livello della Facoltà di Medicina di Modena e Reggio Emilia è infatti fornire metodi e strumenti per l’insegnamento clinico della Medicina Generale, inserita nelle Cure Primarie. Nell’ateneo emiliano questa disciplina è parte integrante del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia, grazie al progetto portato avanti da 20 anni dalla dott.ssa Maria Stella Padula, Coodinatore didattico-scientifico del progetto e referente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), insieme ai professori Aldo Tomasi e Gabriella Aggazzotti.  "Il Master ‘Imparare a insegnare’ – afferma la dott.ssa Padula - prosegue a un anno dall’avvio e vede la collaborazione fianco a fianco di SIMG, della Facoltà di Scienze della Formazione di Modena e della Società Italiana di Pedagogia Medica. Il corpo docente è formato da insegnanti di comprovata esperienza nell’ambito della didattica e della ricerca, come il prof. Mike Pringle, Past President del Royal College of General Pratictioners”. Nel Regno Unito e in altre realtà europee, a differenza di quanto avviene in Italia, esiste una laurea abilitante per il medico e il riaccreditamento professionale periodico dei medici di medicina generale. "Il master - aggiunge la dott.ssa Padula - è nato per formare docenti dotati di specifiche competenze nell’insegnamento della Medicina Generale all’interno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, nel triennio di ‘formazione specifica’ dei futuri medici di famiglia, nell’ambito della formazione continua (ECM) e nella valutazione delle competenze cliniche dello studente di Medicina e dei Tirocinanti in Medicina Generale. Una sessione del Master è interamente dedicata alla valutazione degli studenti del VI anno del SISM (Segretariato Italiano degli Studenti di Medicina) e delle loro capacità concrete alla fine del percorso formativo. Sono infatti previste simulazioni di situazioni cliniche in cui gli studenti dovranno dimostrare le abilità acquisite”. La formula del Master è innovativa perché mira a creare la figura del ‘nuovo’ medico di medicina generale, che possa rispondere agli attuali bisogni della popolazione, oggi curata sempre di più fuori dagli ospedali. I cambiamenti possono essere realizzati solo attraverso una formazione mirata, in contesti in cui le cure primarie sono organizzate a livello avanzato come avviene a Modena e in Emilia Romagna.   Allegato: "diario di bordo" per il progetto adotta un cronico  http://www.cdlmedicina.unimore.it/site/home/didattica/articolo107022293.html   Intermedia Ufficio stampa SIMG intermedia@intermedianews.it 030.226105  
19
MAR
2013

Influenza: un malato costa 330 euro. Finora quasi 4 milioni di casi. La SIMG: attenzione alle complicanze in piccoli e anziani

  Nella lettera settimanale dei medici di famiglia i dati sulla diffusione del virus Il presidente Claudio Cricelli: "L’evento più temibile è la polmonite. L’80% della spesa è dovuto alle assenze dal lavoro e all’assistenza ai malati”. Negli ultimi sette giorni 552.000italiani a letto   Firenze, 22 febbraio 2013 – L’influenza e le sue complicanze hanno un costo sociale e sanitario molto elevato: in media 330 euro a paziente. In una stagione 4-5 milioni di persone sono colpiti dal virus, per cui la spesa totale è di circa 1300-1600 milioni di euro, l’80% dovuto a uscite indirette (assenze dal lavoro e dalla scuola, perdita di produttività, assistenza ai minori e agli anziani, disagi familiari). Dall’inizio dell’epidemia l’influenza 2013 ha fatto registrare complessivamente quasi 4 milioni di casi e nella seconda settimana di febbraio ha costretto a letto 552.000 italiani. I numeri arrivano dal bollettino settimanale sull’epidemia della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). "Circa il 15% dei casi si complica – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG -. Si verifica cioè un decorso della malattia più lungo del previsto che corrisponde a 4-5 giorni. Le complicanze nei bambini sono rappresentate soprattutto da otiti acute, mentre negli adulti da sinusiti e bronchiti. Per i più piccoli e i grandi anziani l’evento più pericoloso e temibile è la polmonite. Normalmente una parte dei costi sanitari è assorbita dall’acquisto di farmaci sintomatici, ma, quando si verificano le complicanze, la percentuale maggiore delle uscite è dovuta agli gli antibiotici, alle indagini strumentali, alle visite specialistiche e ai ricoveri ospedalieri. Ricordiamo infatti che un giorno di ospedalizzazione costa al Servizio sanitario nazionale tra i 400 e i 600 euro”. Le regioni più colpite sono state Campania, Trentino ed Emilia Romagna rispettivamente con 14.7, 14.5 e 13.83 casi per mille abitanti, mentre quelle con minor numero di diagnosi sono Puglia, Sardegna e Lombardia rispettivamente con 6.13, 6.15 e 6.76 casi per mille abitanti. "Ogni complicanza implica almeno un secondo contatto con il medico di famiglia - sottolinea il dott. Aurelio Sessa, presidente regionale SIMG Lombardia e medico sentinella -. Nelle prime sette settimane del 2013 si è verificato un costante aumento del numero di malati e, nella seconda settimana di febbraio, l’incidenza è stata di 9.2 casi per mille abitanti. Anche le altre patologie respiratorie hanno un forte impatto, tanto che finora 3.894.700 italiani sono stati colpiti da disturbi simil-influenzali. In Europa continua la diffusione dell’influenza con una predominanza del virus A (H1N1 pandemico) (71%) e una co-circolazione del virus B e dell’A/H3N2 (29%)”. Ogni settimana la SIMG pubblica la lettera sull’influenza con i consigli su precauzioni e terapie da seguire (disponibile sui siti www.simg.it e www.ilritrattodellasalute.it). Ufficio stampa SIMG Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
19
MAR
2013

SIMG: il Servizio Sanitario rimanga universale. Supportiamo le forze politiche che sostengono questo principio

L’appello dei camici bianchi ai partiti per preservare l’attuale impianto del sistema pubblico. Il commento del dr. Claudio Cricelli, Presidente SIMG, alle proposte e comunicazioni giunte alla Società scientifica dall’on. Bersani e dal prof. Ricciardi in materia di sanità. Intenzioni ribadite nella lettera inviata dal segretario PD ai vertici della Società scientifica   Firenze, 21 febbraio 2013 – "Il servizio sanitario deve essere incentrato prioritariamente su un unico pilastro pubblico, che non selezioni i cittadini sulla base dell’etnia, del censo, dell’appartenenza religiosa e del reddito. Un sistema unitario, a copertura universale e fortemente solidaristico. Apprezziamo quindi in questo senso i programmi del Partito Democratico e le dichiarazioni dell’on. Bersani, candidato premier per il Partito Democratico e del prof. Walter Ricciardi, responsabile Sanità per la Lista Monti e Italia Futura, rilasciate ai mezzi d’informazione. Tali programmi e proposte rientrano nella visione di un Servizio Sanitario pubblico e universale, così come sottolineato ieri dallo stesso Segretario PD in sede pubblica e in una lettera inviata direttamente alla nostra Società Scientifica”. Commenta così il dr. Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), le proposte e le comunicazioni pubbliche e private pervenute alla SIMG dall’on. Bersani e dal prof. Ricciardi, come la  lettera inviata dal segretario PD ai vertici dei medici di famiglia italiani, in cui si legge "mi fa piacere che la SIMG condivida l’impostazione che abbiamo cercato di esporre nelle nostre proposte per il rilancio della sanità anche se, ovviamente non in maniera dettagliata. Ci saranno, mi auguro, altre sedi e momenti di maggiore tranquillità per approfondire gli aspetti che riguardano la medicina generale e speriamo di poter lavorare insieme in futuro in un clima costruttivo. Il nostro impegno a favore della sanità pubblica e, in questo contesto, anche del complesso tema della riorganizzazione delle cure territoriali è noto da sempre e nella prossima legislatura ci auguriamo davvero di poter realizzare i cambiamenti che tutti auspichiamo. Ma per questo è necessario non solo vincere le elezioni ma avere anche una maggioranza parlamentare adeguata ad approvare le leggi di riforma in cui crediamo fermamente”. "Quindi, in accordo con il mandato assembleare del novembre 2012 – conclude il dr. Cricelli –, abbiamo dato ampia informazione ai nostri iscritti sui programmi e comunicazioni intercorse con le forze politiche in maniera di programma sanitario. Suggeriamo quindi ai nostri soci, in modo neutrale e rispettando sempre la volontà individuale, di supportare preferibilmente tutte quelle forze politiche che di questi principi abbiano dato esplicite indicazioni e comunicazioni, sia in forma pubblica che privata”.     Ufficio stampa SIMG Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
19
MAR
2013

Nella lettera inviata dai medici di famiglia ai partiti l’appello per valorizzare le capacità dei singoli. La SIMG: Serve un sistema universale ma attento al merito. La sostenibilità economica sia legata alla qualità delle cure.

Il presidente Cricelli: "No a ulteriori tagli. Le società scientifiche diventino interlocutori riconosciuti. Va superata la divisione tra ospedale e territorio e l’assistenza primaria costituisca un LEA assoluto”   Firenze, 12 Febbraio 2013 – "La sostenibilità economica non deve rappresentare il riferimento astratto ed il totem per il rilancio del Servizio Sanitario Nazionale. Va invertito il processo di sottrazione progressiva di risorse e di mezzi che ha segnato gli ultimi anni. È necessario perseguire l’efficienza e l’efficacia delle cure erogate. Solo così avremo un’idea chiara di quanto costi davvero un buon sistema sanitario e di quale sia la misura reale della sua sostenibilità. Quest’ultima è il frutto della qualità dell’organizzazione sanitaria, della motivazione degli operatori, di una allocazione corretta delle risorse, e, soprattutto, della applicazione consapevole e raffinata delle conoscenze scientifiche”. Nella lettera inviata oggi dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) ai partiti politici che si candidano a guidare il Paese nella prossima legislatura l’appello a considerare l’importanza del merito. "Costituiamo una delle più importanti società scientifiche del Paese e la più grande della Medicina Generale – afferma il dott. Claudio Cricelli, presidente della SIMG. Finora poche forze politiche hanno chiarito quali obiettivi vogliono realizzare in ambito sanitario. Perseguiamo e sosteniamo l’idea dell’efficacia delle cure fondata non sull’astrattezza delle argomentazioni, ma sulla capacità dei professionisti di essere verificabili e misurabili sulla base dei benefici prodotti e della qualità delle prestazioni erogate. Il nostro slogan è ‘Non siamo tutti uguali’. Crediamo nel valore aggiunto straordinario della individualità e della diversità  dei cittadini e degli operatori sanitari. Il merito inteso come eccellenza delle cure e verificabilità dei risultati rappresenta un vantaggio per lo Stato e i cittadini”. "Sosteniamo con forza e convinzione – si legge nella lettera – l’idea di un sistema sanitario nazionale unitario, a copertura universale, fortemente solidaristico, fondato su un unico pilastro primario, con integrazioni private che non ledano la preminenza dell’interesse pubblico nella garanzia di salute nei confronti dei cittadini. Rivendichiamo la necessità ormai indifferibile che le società scientifiche, sottoposte a rigorosi strumenti di validazione e verifica pubblica, occupino una posizione finalmente chiara e definita nel nostro sistema sanitario che nessuno ha mai voluto sinora compiutamente e colpevolmente  riconoscere”. Un ‘no’ deciso alla divisione tra ospedale e territorio. "Si tratta di un noioso alibi per esercizi retorici da molti decenni – conclude il dott. Cricelli -. Chiediamo che qualunque cosa accada nel processo di evoluzione del sistema sanitario del Paese vi sia un luogo fisico, rappresentato dalle cure primarie, che costituisca un Lea Assoluto e inderogabile. In quell’ambiente qualunque cittadino avrà diritto alla tutela della salute indipendentemente dall’età, dal censo, dal reddito, dalla religione e dalla nazionalità o appartenenza religiosa”.   Ufficio stampa Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
19
MAR
2013

12 Febbraio 2013. Lettera della SIMG alle forze politiche del paese

Gentilissimo Segretario,   La Società Italiana di Medicina Generale che rappresento è composta prevalentemente da Medici di Medicina Generale di tutte le estrazioni ed idee politiche.   I medici iscritti alla Società sostengono tutti con forza e convinzione l'idea di un SSN unitario, a copertura universale, fortemente solidaristico, fondato su un unico pilastro primario, con integrazioni private che non ledano la preminenza dell'interesse pubblico nella garanzie di salute nei confronti dei cittadini.   Abbiamo apprezzato, discusso e diffuso il Programma sanitario del PD, al pari di quello diffuso dalla Lista civica di Monti, apprezzando la esplicita chiarezza del programma del PD su alcuni punti rispetto ai quali gli impegni e le posizioni non possono essere in alcun modo ambigue o reticenti.   La copertura universale il ruolo delle cure primarie, l'autonomia regionale il titolo quinto e gli opportuni adattamenti, il rifiuto di prestazioni differenziate legate al censo, il contributo integrativo legato al reddito che non escluda tuttavia ampie fasce di popolazione dalle garanzie di salute, sono posizioni di politica sanitaria, che sono state presentate nei nostri Congressi e proposte per una riflessione ad esponenti politici, locali e nazionali in più circostanze.   Costituiamo una delle più grandi Società Scientifiche del Paese e la più grande della Medicina Generale.   Rappresentiamo un'idea della efficacia delle cure basate non sull'astrattezza delle argomentazioni ma sulla capacità dei professionisti di essere verificabili, di essere misurabili sulla base dei benefici prodotti, di essere quindi pesati sulla base della qualità e del valore delle prestazioni.   Non abbiamo una visione meccanicistica del sistema sanitario. Crediamo fortemente nel valore sociale del SSN e attribuiamo alla professione del medico una finalità che comprenda innanzitutto le finalità che il Paese attribuisce al valore della salute, alla prevenzione, all'uso appropriato e frugale delle risorse, all'obbligo di documentare il risultato dell'impiego di ogni singolo euro.   Questi principi non vengono da noi affermati in prossimità delle elezioni politiche, ma vengono ribaditi da decenni, e resi esercibili dagli strumenti di Governance che abbiamo messo a disposizione della comunità medica che ci segue.   Non siamo e vogliamo essere un sindacato, ma rivendichiamo la necessità ormai indifferibile che le Società Scientifiche, sottoposte a rigorosi strumenti di validazione e verifica pubblica, occupino una posizione finalmente chiara e definita nel nostro Sistema Sanitario. Ogni idea di rilancio del SSN non ha come obbiettivo la sostenibilità, che al massimo costituisce una derivata. Non urliamo il nostro sostegno alla sostenibilità del SSN della consapevolezza che la sostenibilità sia il frutto della qualità dell'organizzazione sanitaria, degli operatori, di allocazione corretta delle risorse, di applicazione raffinata delle conoscenze scientifiche.   Il nostro slogan è "non siamo tutti uguali". Applicato alla individualità dei cittadini e degli operatori sanitari è una testimonianza di come il SSN deve rendersi adattabile ai bisogno delle persone e di come debba garantire a tutti, il meglio delle cure, erogate al più alto livello dai professionisti, con il miglior uso delle risorse. Non crediamo nel falso mito della divisione tra l'ospedale e territorio, alibi per esercizi retorici per molti decenni. Se ci organizziamo scopriremo di essere parte di un unico sistema facilmente gestibile se solo se ne ha voglia.   Riaffermiamo il concetto che il merito vada premiato non come un privilegio ma come espressione di duro lavoro, applicazione, analisi critica del proprio operato. In tale senso siamo contro il consociativismo e l'appiattimento tipico di alcune visioni contrattuali per cui si premiano adesioni formali e verbali a progetti di qualità, senza alcuna verifica della qualità "Vera" della prestazione erogata, che noi chiamiamo "outcome" o risultato.   Chiediamo infine che qualunque cosa accada nel processo di evoluzione del sistema sanitario del Paese vi sia un luogo fisico, rappresentato dalle Cure Primarie, che costituisca un Lea Assoluto e inderogabile.   In quell'ambiente qualunque cittadino ha diritto alla prestazione indipendentemente dall'età, dal censo, dal reddito, dalla religione e dalla nazionalità o appartenenza religiosa. Una porta aperta priva di selezione che promuova la salute con un minimo di formalità Strumento formidabile contro la disgregazione sociale e per promuovere l'omogenea identità sociale di un Paese di fronte alla sciagura rappresentata dalla perdita di salute e dalla malattie.   Il nostro motto è: "Cum Scientia Charitas".   Senza la Scienza non vi è dignità vera della professione sanitaria che rappresentiamo. Desidero salutare l'On Bersani, i candidati del PD e quanti si occupano del bene del Paese e del SSN. Vi chiediamo di poter diffondere la sua lettera ai nostri iscritti dandocene esplicita autorizzazione.   Cordialmente, Claudio Cricelli
19
MAR
2013

Influenza: raggiunto il picco. Colpiti finora 2,7 milioni di Italiani. La SIMG: il sistema ha retto, funziona la rete di sorveglianza

Nella lettera settimanale dei medici di famiglia i dati sulla diffusione del virus Il presidente Claudio Cricelli: "Finora non si sono registrate criticità. Abbiamo gli strumenti per controllare la malattia”. Nell’ultima settimana 100mila casi in più   Firenze, 8 febbraio 2013 – L’influenza 2013 finora ha fatto registrare 2 milioni e 725mila casi e nella settimana dal 28 gennaio al 3 febbraio ha messo a letto 567.000 italiani (quasi 100mila in più rispetto ai 7 giorni precedenti). "Stiamo superando il picco – afferma il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) -. Ogni anno l’influenza rappresenta una sfida per l’organizzazione del sistema sanitario, che ha retto molto bene. La campagna per la vaccinazione e il lavoro dei medici, oltre a una maggiore presa di coscienza da parte dei cittadini, stanno rendendo questa epidemia stagionale un evento finora privo di particolari criticità”. Nelle prime settimane del 2013 si è verificato un costante aumento del numero di malati e, negli ultimi sette giorni, l’incidenza è stata di 9.45 casi per mille abitanti. Le regioni più colpite sono state Marche, Val d’Aosta e Trentino (rispettivamente con 25.43, 17.55 e 15.35 casi per mille abitanti), mentre quelle con il minor numero di diagnosi sono Puglia, Molise e Sicilia. Anche le altre patologie respiratorie hanno un forte impatto, tanto che finora 3.643.200 italiani sono stati colpiti da disturbi simil-influenzali. "In totale, sommando questi casi a quelli dell’influenza vera e propria, possiamo dire che più di un italiano su 10 ha avuto una di queste forme - spiega il dott. Aurelio Sessa, presidente regionale SIMG Lombardia e medico sentinella -. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato, tra i cinque pilastri per la prevenzione del virus, la sorveglianza epidemiologica. La rete dei medici sentinella (oltre 1000 in Italia e circa 26000 in Europa) garantisce un continuo e costante controllo della diffusione dell’influenza. Questo sistema permette in tempo reale di mettere in atto tutte le azioni di prevenzione nel caso in cui l’impatto dell’epidemia raggiunga livelli di criticità non solo in termini sanitari ma anche sociali. L’OMS sottolinea anche l’importanza del vaccino, il più efficiente mezzo di controllo in termini di sanità pubblica nei confronti delle gravi complicanze e delle morti correlate alla malattia. Il grado di protezione garantito da questo strumento di profilassi varia dal 40 al 60% negli anziani fino all’80-90% negli adulti. È essenziale inoltre seguire alcune semplici misure di protezione individuale, come coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce o si starnutisce, lavarsi spesso le mani e usare la mascherina nei luoghi di cura come gli ospedali”. Esiste poi la cosiddetta ‘memoria immunitaria’: una persona di 70 anni ha vissuto 70 stagioni influenzali. Nella propria vita probabilmente ogni individuo può contrarre la malattia solo pochissime volte. La costante esposizione crea infatti una difesa immunitaria naturale nei confronti dei ceppi virali che mutano continuamente. "L’OMS – conclude il dott. Sessa - include tra gli strumenti efficaci terapie specifiche come gli antivirali, indicati anche per la prevenzione cosiddetta post-esposizione (da assumere dopo che si è venuti a contatto con un paziente colpito dal virus) o per coloro che non hanno eseguito la vaccinazione antiinfluenzale. Gli antivirali però non possono sostituire il vaccino a scopo profilattico”.Ogni settimana la SIMG pubblica la lettera sull’influenza con i consigli su precauzioni e terapie da seguire (disponibile sui siti www.simg.it e www. www.ilritrattodellasalute.it).     Ufficio stampa SIMG Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
19
MAR
2013

Influenza: sono 474.600 gli Italiani a letto. SIMG: No all’uso indiscriminato degli antibiotici

Nella lettera settimanale dei medici di famiglia i dati sulla diffusione del virus. Marche, Val d’Aosta e Campania le regioni più colpite. Dall’inizio dell’epidemia 2 milioni le diagnosi Il presidente Claudio Cricelli: "Le somministrazioni inutili rischiano di creare resistenze. Solo in caso di complicanze è opportuno assumere questi farmaci. E non serve intasare i Pronto Soccorso, la febbre alta è un sintomo comune che può essere controllato con gli antinfiammatori”   Firenze, 5 febbraio 2013 – Nella quarta settimana del 2013 l’influenza ha colpito  474.600 persone, con un trend in costante crescita (nei sette giorni precedenti erano 379.000). In media, dal 21 al 27 gennaio, 7.91 italiani su 1000 sono stati messi a letto dal virus. Le Regioni a maggior incidenza sono Marche, Val d’Aosta e Campania (rispettivamente con 22.73, 21.75 e 18.85 casi per mille abitanti), quelle che hanno fatto registrare il minor numero di diagnosi sono invece Puglia, Sicilia e Friuli. Complessivamente dall’inizio dell’epidemia 2.058.400 persone hanno contratto il virus e 3.397.800 le cosiddette sindromi respiratorie acute. I numeri arrivano dal bollettino settimanale sull’epidemia della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). "è fondamentale – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG – non assumere antibiotici, innanzitutto perché sono inattivi sui virus, non solo influenzali ma anche respiratori. Inoltre un uso indiscriminato rende questi farmaci inefficaci, aumentando il rischio di resistenze nei loro confronti da parte dei batteri. È compito del medico giudicare se l’influenza può essersi complicata (succede nel 15-20% dei casi) a tal punto da intraprendere una terapia con antibiotici”. Un appello anche a non intasare i Dipartimenti di emergenza degli ospedali. "Troppo spesso vengono riportate notizie di cronaca sul caos nei pronto soccorso per l’epidemia di influenza – continua il dott. Cricelli -. Anche in caso di febbre alta, non bisogna allarmarsi. è un sintomo molto comune dei primi giorni della malattia e dimostra che l’organismo ha messo in atto i sistemi di difesa per combattere l’infezione. I farmaci sintomatici aiutano a controllare la febbre e una buona idratazione permette di integrare le perdite di liquidi”. Ogni settimana la SIMG pubblica la lettera sull’influenza con i consigli su precauzioni e terapie da seguire (disponibile sui siti www.simg.it e www. www.ilritrattodellasalute.it). "La durata della malattia è di 4-5 giorni ed è consigliabile il riposo a casa per un pronto recupero – conclude il dott. Aurelio Sessa, presidente regionale SIMG Lombardia e medico sentinella -. Può essere utile l’assunzione di antipiretici oppure di antinfiammatori, in grado di controllare la febbre, il dolore muscolo-scheletrico e i processi infiammatori provocati dall’infezione. Questi medicinali di automedicazione devono essere assunti responsabilmente tenendo conto di un adeguato periodo di terapia (solitamente 3 giorni) e delle dosi indicate. È importante non cambiare i farmaci tra loro e completare il ciclo di terapia prescritto”.   Ufficio stampa Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
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