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MAR
2013

20 Dicembre 2010: I dati del VI Rapporto Health Search della SIMG che fotografa la situazione nazionale

OGNI MEDICO DI FAMIGLIA ESEGUE 30 VISITE AL GIORNO "AUMENTA IL LAVORO, IN 7 CASI SU 10 PRESCRIVIAMO FARMACI” L’ipertensione è il problema più diffuso, causa oltre il 15% dei "contatti”, e  i pazienti con diabete mellito sono i più assidui frequentatori degli ambulatori   Firenze, 20 dicembre 2010 – Il carico di lavoro dei medici di famiglia è aumentato in maniera esponenziale: da 6,6 contatti all’anno per paziente del 2003 a 7,1 del 2009, che equivale a circa 30 visite al giorno. Un dato in crescita in particolare per i camici bianchi che lavorano nel Sud e nelle Isole. Senza considerare il peso degli adempimenti burocratici che occupano più della metà della vita professionale. Chi va dal medico di famiglia è soprattutto donna (ma non dai 75 anni in poi, quando a prevalere sono gli uomini) e ha più di 55 anni (anche se dagli 85 anni l’accesso diminuisce). Su 100 visite, 23 terminano con la richiesta di accertamento diagnostico-strumentale, 14 con una richiesta di visita specialistica e 72 con una prescrizione farmaceutica. È la fotografia scattata dal VI Rapporto Health Search della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) che ha monitorato i comportamenti di un campione statisticamente significativo di 650 professionisti. "Health Search è il prototipo di ciò che manca al nostro Paese – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG -. Tutti, dal Ministero dell’Economia fino ad ogni singolo Direttore Generale, ne avrebbero un bisogno drammatico. Nato per raccogliere informazioni sui comportamenti dei medici, Health Search è un database che si è evoluto fino a offrire uno spaccato degli effetti degli interventi di cura. Oggi rappresenta un sistema di valutazione dei costi sanitari ‘pesati’ per risultati, uno strumento essenziale per favorire la Clinical Governance del sistema”. Per contatti medico-paziente si intendono le visite ambulatoriali che terminano con la registrazione di una diagnosi, di una prescrizione farmaceutica, di un’indagine diagnostico-strumentale o di qualunque altro intervento registrato nella cartella clinica informatizzata. L’ipertensione arteriosa essenziale è la patologia che impegna maggiormente il medico di famiglia (15,5% delle visite), seguita dal diabete mellito (5,3%) e dai disordini del metabolismo lipidico (3,3%). "Ma analizzando in particolare il numero medio di visite annuali eseguite per la gestione di una determinata patologia – continua il dott. Cricelli –  il diabete mellito ha fatto registrare più contatti, con un incremento dal 7,11% del 2005 al 7,57% del 2009. Seguono i pazienti con cardiopatia ischemica cronica (7,3%) e infarto miocardico acuto (7,27%)”. Si è registrata una sostanziale continuità nel numero delle prescrizioni di farmaci: da 73,5 su 100 visite nel 2003 a 72 nel 2009 (con una prevalenza nelle Regioni del Centro-Sud). L’intero rapporto può essere consultato nel sito web di Health Search www.healthsearch.it   Un capitolo interamente nuovo del rapporto Health Search 2010 rispetto alle versioni precedenti riporta i dati del progetto "SiSSI” (Simulazione Spesa Sanitaria Italiana) e nasce dalla volontà comune del CEIS (Centre for Economics and International Studies) dell’Università di Roma Tor Vergata e della Fondazione SIMG di dare risposta ad una serie di quesiti sull’andamento dei costi e sulla sostenibilità finanziaria del sistema sanitario nazionale valutandone efficienza ed efficacia. Un paziente assistito dal medico di famiglia costa mediamente in un anno 382,7 euro (un ricovero ospedaliero ordinario invece è pari a poco più di 3000 euro per le donne e a 3500 euro per gli uomini). È emerso che la spesa media più elevata si registra per la classe di età tra 75 e 84 anni, mentre quella per i più anziani (85+) è decisamente più bassa. Dai dati riportati nel VI Rapporto emerge un trend crescente nella prevalenza dell’ipertensione arteriosa che varia dal 17,5% del 2003 al 22,9% del 2009, con stime sensibilmente maggiori nelle donne rispetto agli uomini. Dalle analisi effettuate, si registra per molte patologie un costante aumento di prevalenza, determinato da vari fattori, compresa la capacità del medico di famiglia di diagnosi anticipate, in presenza di sintomi precoci. Oltre all’ipertensione, nel corso degli anni 2003-2009 l’ictus ischemico è passato dall’1,7% al 2,7%, la BPCO dal 2% al 6%,  la depressione dal 2,4% al 4,2%, l’artrosi dal 13,6% al 18,8%, la demenza dall’1% all’1,8%, l’ipertrofia prostatica benigna dall’8,5% all’11% e la malattia da reflusso gastroesofageo dal 4,5% al 9,9%. Se il diabete mellito di tipo 2 è in crescita soprattutto nei maschi (7,2% vs 6% nelle donne nel 2009), l’asma fa registrare un aumento maggiore nelle donne (3,2% vs 5,6% tra il 2003 e il 2009).     Ufficio stampa SIMG Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
18
MAR
2013

26 Novembre 2010. Al Congresso SIMG presentato il primo rapporto nazionale sull’assistenza domiciliare

CURE PALLIATIVE  A CASA: IL 60% DEGLI ITALIANI NON HA SERVIZI DEDICATI IL MEDICO DI FAMIGLIA È IL SOLO RIFERIMENTO PER 6 MILIONI DI PERSONE Gli esperti: "Sono necessari più infermieri e organizzazione: con una rete efficiente possono bastare  8 euro l’anno procapite per garantirle ad ogni paziente”. Buono il livello dove opera personale specifico   Firenze, 26 novembre 2010 – L’adeguata assistenza domiciliare per seguire un paziente in fase terminale di malattia è oggi un miraggio per il 60% degli italiani, circa 36 milioni di persone. E per ben 6 milioni, l’unica figura di riferimento è il medico di famiglia. Figli, mogli, mariti costretti a provvedere a proprie spese a infermieri e altre figure necessarie. Un costo che può raggiungere i 3.000 euro mensili in assenza di organizzazione e supporti. Con una programmazione centralizzata, sarebbero invece sufficienti soli 8 euro all’anno della quota capitaria che lo Stato destina ad ogni cittadino (1.700 euro ogni 12 mesi) per assicurare figure professionali specializzate per assistere il malato a casa fino agli ultimi giorni. "Per la prima volta si è realizzata in Italia un’indagine a tappeto che ci ha permesso di scattare una fotografia completa ed aggiornata e di capire quali sono i punti deboli – afferma il dr. Pierangelo Lora Aprile, Responsabile dell’Area Cure Palliative della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), che celebra fino a domani a Firenze il congresso nazionale -. Noi siamo di fatto, in alcune realtà del Paese, l’unico baluardo che sta affrontando il problema dell’assistenza ai malati in fase terminale a livello capillare sul territorio. Il problema è organizzativo e richiede il potenziamento immediato dei servizi di assistenza domiciliare già esistenti e funzionanti con personale infermieristico e medico specializzato. Questo potrebbe migliorare da domani la situazione in larga parte della penisola”. Esiste un gradiente nord sud, che vede il meridione in situazione più critica, ma anche in alcune zone settentrionali il servizio è carente. "Per costruire una rete nazionale delle cure palliative, come vuole la recente legge 38 del 2010, occorre integrare la presenza degli hospice, con quella di cure domiciliari adeguate – afferma il dr. Giovanni Zaninetta, presidente della Società Italiana di Cure Palliative (SICP) - E queste ultime devono possedere gli stessi standard di qualità su tutto il territorio nazionale”. Il dr. Gianlorenzo Scaccabarozzi, Direttore del Dipartimento della Fragilità di Lecco propone una ricetta: "Occorre che lo sviluppo della rete nei suoi nodi fondamentali (casa, hospice, ospedale) diventi una priorità nella programmazione regionale e locale, attraverso obiettivi specifici di mandato per i Direttori generali. Oggi non è così. A questa prima ricerca, compiuta a livello nazionale hanno risposto ben il 97% delle Asl presenti sul nostro territorio e centinaia di Centri. Emerge, purtroppo, che le cure palliative restano spesso l'espressione dell'iniziativa singola”. In questo percorso virtuoso la pubblicazione, un supplemento al n. 26 dei quaderni di Monitor che viene presentata oggi al Congresso, rappresenta un tassello importante: "Ha un duplice obiettivo – spiega il dr. Fulvio Moirano Direttore dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) -:  da un lato, offre l’opportunità al sistema dei professionisti di verificare lo stato dell’arte, prendendo atto delle differenze regionali e distrettuali che ancora permangono. Dall’altro, analizza la percezione che di queste cure hanno gli operatori sanitari, esplorando le opinioni, il livello di conoscenza del problema, le attitudini e i comportamenti dei principali professionisti dell’assistenza domiciliare in ogni Regione”. Su questo fronte i risultati sono incoraggianti: la cultura media è buona e il servizio, dove esiste, raggiunge livelli di eccellenza. Il 53% garantisce una continuità assistenziale sulle 24 ore ed il 45% una pronta disponibilità medico-infermieristica. Le cure palliative rappresentano da tempo una priorità per i medici di medicina generale che già nel 2008 avevano condotto al proprio interno un’indagine per verificare il livello di sensibilità e competenze: "Il 93% di noi è pronto a gestire il paziente terminale a casa, ma chiede di poter essere aiutato da un’equipe formata – afferma il dr. Claudio Cricelli, presidente nazionale SIMG – buone le conoscenze anche sul fronte farmaci: il 92% sa che non vi sono limiti alla dose massima di morfina, un importante indicatore di appropriatezza. Esistono però ambiti di miglioramento, ad esempio sul livello di prescrizione degli oppiacei, che in Italia è ancora troppo basso. Per questo, anche in questo nostro congresso nazionale dedichiamo così ampio spazio a questo tema”. Un impegno che vede una stretta collaborazione con le altre figure di riferimento: "Lo scorso anno palliativisti, infermieri e medici di medicina generale hanno firmato un documento di consenso – aggiunge Scaccabarozzi -. Dieci enunciati che affermano, tra l'altro, il valore e l'importanza dell'équipe multidisciplinare e multi professionale, riconoscendo la necessità che la responsabilità clinica sia definita dal piano assistenziale individuale. Questa collaborazione, ormai una realtà concreta in molti contesti regionali, si rafforzerà di certo grazie ai decreti relativi alla legge 38 che ha come punto di riferimento a cui guardare la centralità del malato e della sua famiglia”. Ad oggi, il 60% dei decessi avviene in una corsia di ospedale per acuti e molti di loro ogni anno sono malati terminali. "Attenendosi ai dati risulterebbe che nel 59% delle Asl è attiva una rete di cure palliative, ma, purtroppo, sappiamo che la realtà italiana non è ancora a un livello così alto – spiega Zaninetta -. Dunque occorre  fare chiarezza sui termini definendo nei fatti che cosa si intenda con questo termine. Questa ricerca è un ottimo punto di partenza per riuscirci”. "Un documento che – conclude Moirano - mi sembra particolarmente utile in questo momento, in cui è in fase avanzata la discussione sul provvedimento di definizione dei Livelli essenziali di assistenza, che tratta anche delle "cure palliative domiciliari alle persone in fase terminale della vita”.       Intermedia Ufficio stampa SIMG intermedia@intermedianews.it 335-265394; 347-9186442; 335-1892975
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MAR
2013

25 Novembre 2010. Si apre oggi a Firenze il 27° Congresso SIMG con la partecipazione di 2000 camici bianchi. I Medici di Medicina Generale promuovono il piano sanitario nazionale; “ogni giorno cogliamo i nuovi bisogni di salute del paese”

Il presidente Cricelli: "La proposta del Ministro Fazio va a vantaggio dei cittadini e mette al centro il nostro ruolo come prime sentinelle e cardine della continuità dell’assistenza”   Firenze, 25 novembre 2010 – "I medici di Medicina Generale costituiscono una risorsa da utilizzare: siamo i soli in grado di cogliere in tempo reale lo stato di salute del Paese. Per la prima volta un documento importante come il Piano Sanitario Nazionale 2011-2013 ci valorizza pienamente”. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) esprime tutta la soddisfazione della Società scientifica che inaugura oggi a Firenze il 27° Congresso nazionale. "Il testo inviato in questi giorni dal Ministro Fazio alla Conferenza Stato-Regioni, condivide la nostra ‘filosofia’ e ci vede al centro della rete assistenziale, come parte integrante dell’alleanza tra cittadini, Istituzioni e professionisti. Troppo spesso in passato siamo stati considerati come interlocutori ‘esterni’, talvolta guardati con sospetto. Oggi invece si riconosce che i progetti sviluppati in questi anni dalla SIMG rappresentano il modello concreto per raggiungere gli obiettivi di efficacia e appropriatezza e di presa in carico globale del cittadino. Riteniamo che questo Piano, che si pone come obiettivo l’efficienza del sistema, sia estremamente rigoroso”. I principi chiave cui si ispira sono la centralità delle cure primarie e delle strutture territoriali, la continuità assistenziale attraverso l’integrazione ospedale-territorio, il concetto di governance, il rilancio delle misure di prevenzione. "I medici di famiglia sono in grado di offrire un contributo essenziale, perché dispongono degli strumenti per governare con consapevolezza, appropriatezza ed efficacia i percorsi clinico-assistenziali dei pazienti – spiega Ovidio Brignoli, vicepresidente della SIMG -. Abbiamo introdotto modelli organizzativi nuovi, da Health Search, al progetto SISSI, alla rete Mille GPG.  Strumenti che ci permettono di ricavare una fotografia sempre aggiornata dei nostri assistiti e di capire giorno per giorno i nuovi bisogni e le emergenze. Disponiamo di conoscenze approfondite della epidemiologia della popolazione italiana, dei costi associati ai comportamenti dei medici, della qualità delle prestazioni erogate. Un "patrimonio” che ci pone in una posizione privilegiata nel valutare l’impatto delle nuove soluzioni sanitarie”. Dal Congresso, che riunisce 2.000 MMG e numerosi specialisti, giunge però anche una preoccupazione legata all’attuale crisi politica. "è necessario che il Sistema Sanitario Nazionale veda davanti a sé stabilità, concretezza e continuità – afferma Cricelli -. Non è più tollerabile che ogni momento di instabilità si traduca in un cambiamento radicale di rotta, con la conseguente rivoluzione dei principi cardine. Ribadiamo il nostro impegno nel sostenere il sistema con gli strumenti della medicina generale. Perché tutti i cittadini, colpiti da malattie acute o croniche, abbiano la miglior cura al minor costo possibile”. Una delle criticità evidenziate dal Piano Sanitario Nazionale è rappresentata dalla sostenibilità del sistema. La spesa sanitaria nel 2009 è pari a circa 105 miliardi di euro ed è destinata a crescere nei prossimi anni, raggiungendo percentuali pari all’8% del PIL. Dati allarmanti che impongono di adottare con urgenza contromisure. "Vi sono Regioni che presentano disavanzi eccessivi – continua il dott. Cricelli -. Perché il processo di governance si realizzi, è necessario valorizzare anche i nostri  strumenti di valutazione economica e di audit che permettono di indicare non il costo di una misura sanitaria, ma quale risultato si ottiene attraverso l’impiego di ogni singola unità monetaria. La sostenibilità infatti non può essere separata dalla valutazione dei risultati”. Altro punto evidenziato dal Piano, su cui la SIMG è impegnata da tempo, è quello delle azioni di controllo dei  "determinanti di salute”, cioè i fattori ambientali, sociali, legati agli stili di vita e all’alimentazione, che svolgono un ruolo fondamentale nella pratica della medicina, quali innovativi e poliedrici strumenti di prevenzione e promozione del benessere dei cittadini. "Da un sistema di linee guida ad un sistema di rete” è il titolo del Congresso SIMG di quest’anno, che si conclude il 27 novembre. Nel corso della prima giornata ampio spazio è dedicato al tema delle cure palliative e della terapia del dolore. Si parlerà anche di fibrillazione atriale, di influenza pandemica e gestione dei pazienti a rischio, di salute della donna. I lavori proseguiranno con semiari dedicati alle malattie croniche (ad esempio diabete e osteoporosi) e  si spazierà dai temi clinici e scientifici a quelli di politica sanitaria.     Ufficio stampa SIMG Intermedia 335.265394; 335.1892975; 347.9186442 intermedia@intermedianews.it
18
MAR
2013

2 Novembre 2010. Inaugurato oggi a Firenze. È realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica di Roma. MEDICI DI FAMIGLIA, NASCE IL CENTRO NAZIONALE DI HTA, ECCO COME USARE AL MEGLIO LE TECNOLOGIE SANITARIE

Claudio Cricelli, presidente SIMG: "è uno strumento utile per ricavare i maggiori benefici dalle terapie, anche dopo l’introduzione in commercio. Garantito il costante monitoraggio”   Firenze, 2 novembre 2010 – Avere una fotografia di come ogni nuova tecnologia sanitaria possa essere utilizzata al meglio, per trarne i maggiori benefici a vantaggio sia del paziente che del Servizio Sanitario Nazionale. È l’obiettivo del Centro Nazionale di HTA (Health Technology Assessment) della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), il primo in Italia di questo genere, realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Igiene del Policlinico Gemelli dell’Università Cattolica di Roma diretto dal prof. Walter Ricciardi e inaugurato oggi a Firenze nel corso di un seminario sul tema. "Vogliamo indicare la via per il buon uso delle terapie – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente della SIMG -, non solo prima della registrazione ma soprattutto dopo l’introduzione in commercio. Siamo infatti in grado di realizzare un monitoraggio in tempo reale dei comportamenti dei medici in rapporto alle abitudini prescrittive e ai risultati ottenuti con l’impiego delle diverse risorse sanitarie, ad esempio di una soluzione farmacologica, di un dispositivo o di una terapia medica. In tal modo possiamo evidenziare i benefici che derivano da questi strumenti se usati in maniera appropriata e suggerire al nostro interlocutore, cioè al Servizio Sanitario Nazionale, le soluzioni da adottare”. Analisi preliminare all’introduzione delle tecnologie sanitarie e monitoraggio costante sono i principi ispiratori del Centro di HTA della SIMG, che riunisce i risultati delle iniziative sviluppate dalla Società scientifica (da Health Search, al progetto SISSI, alla rete MilleGPG). "L’esperienza maturata in questi anni – continua il dott. Cricelli - ci permette di disporre di conoscenze approfondite della epidemiologia della popolazione italiana, dei costi associati ai comportamenti dei medici, della qualità delle prestazioni erogate, e quindi, di avere una capacità di valutazione dell’impatto delle nuove soluzioni sanitarie”. Il Centro di HTA della SIMG copre tutte le aree terapeutiche che interessano la medicina generale. "La nostra analisi – conclude il dott. Cricelli - si estende a tutti i farmaci inseriti nel piano terapeutico. Talvolta vi è l’illusione che, se usati dagli specialisti, portino a un risparmio e a un maggior rispetto dei criteri di appropriatezza. Vogliamo dimostrare che il medico di famiglia è la figura di riferimento per trarne i maggiori benefici sia in termini di costi che di efficacia”. L’iniziativa è realizzata anche grazie al supporto della Public Affairs Association,  che ha come scopo di sviluppare conoscenze e competenze per l’elaborazione di specifici programmi di accesso alla sanità.     Ufficio stampa Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
18
MAR
2013

In memoria di Claudio Carosino

Siamo profondamente addolorati per la scomparsa di Claudio Carosino , caro amico , grande e sobrio dirigente della SIMG, medico valente, scrupoloso e appassionato. Partecipiamo come colleghi e amici e collegialmente come Associazione della quale era Dirigente al lutto della famiglia e di quanti hanno lavorato con lui e gli sono stati vicini. Testimoniamo il contributo che ha dato alla SIMG in tanti anni di collaborazione. In particolare testimoniamo la stima professionale che lo circondava, l’affetto che in tanti avevamo nei suoi confronti, la dolcezza e l’orgoglio con cui affrontava i problemi della professione, della famiglia, della vita quotidiana. La tragedia che lo ha colpito ci induce ad una  riflessione senza retorica o sdegno su questo evento triste e luttuoso. Della nostra professione e del nostro lavoro si sa poco. Prevalgono gli stereotipi, i luoghi comuni, le banalità. Siamo invece consapevoli di quanto sia dura e complessa questa professione, per la quale molti vagheggiano ruoli da medico di campagna d’altri tempi. Claudio è scomparso in campagna vittima della sua e della nostra stessa  professione che ci porta nelle case degli altri , a volte in posti sconosciuti sempre esposti all’imprevedibile ed all’imprevisto. Questi aspetti e queste complessità, l’essere esposti a rischi imprevedibili di aggressione, di violenza e a  tentativi di intimidazione, sono ben noti ai medici e di quando in quando compaiono sulla stampa. Ma solo quando un medico viene aggredito, ferito o perde la vita nel corso di un evento criminoso . Poi tutto torna nel silenzio. La nostra professione sembra serena e tranquilla, quasi una routine alla quale non merita dedicare altra attenzione che quella che si riserva occasionalmente allo scandalo. Eppure Claudio Carosino ha sacrificato la sua vita sul lavoro. Ha corso un rischio che non esiste nella giurisprudenza, del quale a parte il dolore della famiglia e degli amici presto si affievolirà il ricordo. Al contrario occorre ribadire che quei rischi noi li corriamo tutti  i giorni. Nessuno conosce la realtà delle paure dei timori, delle violenze subite dai medici di famiglia. Solo gli inglesi pubblicano  una rassegna sulle aggressioni subite dai GP. In alcune città esistono ambulatori blindati, le aggressioni sono all’ordine del giorno. Presumo che anche nel nostro Paese, in realtà sociali difficile, la vita quotidiana del medico non sia meno difficile e pericolosa. Per ricordare l’amico Claudio Carosino, vittima del suo lavoro dobbiamo oltre all’espressione del  cordoglio, promuovere  la prevenzione delle violenze grandi e piccole che affliggono il nostro agire quotidiano. Anche questo fa parte del nostro dovere professionale di migliorare  con ogni mezzo la Medicina Generale. Claudio Cricelli, Presidente SIMG
18
MAR
2013

23 Settembre 2010. L’EMEA annuncia la sospensione dell’immissione in commercio dei medicinali contenenti Rosiglitazone. SIMG: “E’ ESSENZIALE GARANTIRE LA CONTINUITA’ DELLA TERAPIA”

Il 23 settembre 2010, l’EMEA ( European Medicines Agency ), facendo seguito ad un precedente provvedimento di "restrizione” nelle indicazioni terapeutiche della Food and Drug Administration (FDA), ha annunciato la sospensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio dei medicinali antidiabetici contenenti Rosiglitazone: Avandia (in monocomponente), Avandamet (in associazione a metformina) ed Avaglim (in associazione a glimepiride). I medicinali contenenti rosiglitazone sono utilizzati nella terapia del diabete di tipo 2, specie se complicato da insulinoresistenza, peraltro molto frequente in questa malattia. Il Rosiglitazone, appartenente alla classe dei  'tiazolidinedioni',  agisce sui  recettori PPRA-gamma presenti nel tessuto adiposo, nei muscoli e nel fegato dove è in grado di aumentare la sensibilità all’insulina (e quindi di ridurre l’insulinoresistenza).   Questi medicinali, commercializzati in Italia fin dal 2000 da GSK, non saranno, dunque, più disponibili in Europa entro i prossimi mesi. La sospensione resterà in vigore a meno che il titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio, fornisca dati convincenti per identificare un gruppo di pazienti in cui i benefici dei medicinali superino i rischi. La sospensione è la conseguenza dei risultati di alcuni studi britannici e americani (1-2) che dimostrerebbero un aumentato rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti trattati con rosiglitazone. L’uso del farmaco era già ristretto ad una seconda linea di trattamento e controindicato nei pazienti con cardiopatia ischemica ed insufficienza cardiaca (in atto o pregressa)  a causa del frequente riscontro di ritenzione idrica tra gli effetti collaterali.   L’attuale revisione del dossier Rosiglitazone da parte del Comitato per i medicinali per uso umano dell'EMEA  era stata avviata il 9 luglio 2010.   I dati provenienti da studi clinici, studi osservazionali e meta-analisi hanno confermato un possibile aumento del rischio di cardiopatia ischemica associata all'uso di Rosiglitazone. Il Comitato ha, pertanto, concluso che i benefici di Rosiglitazone non superano più i rischi e ne ha di conseguenza  raccomandato la sospensione dell'autorizzazione all'immissione in commercio. Cosa deve sapere e fare il medico di medicina generale in conseguenza di questo provvedimento?   I medici non devono più prescrivere nuove terapie a base di rosiglitazone  I pazienti (si stima 1-2 per MMG) che stanno attualmente assumendo questo farmaco (anche in associazione)  devono essere convocati al più presto per discutere i trattamenti alternativi adatti alla loro situazione clinica I pazienti non devono sospendere autonomamente l’assunzione di farmaci contenenti rosiglitazone fino a che non ne abbiano discusso col proprio medico curante, onde evitare pericolosi aumenti della glicemia Esistono valide alternative al rosiglitazone per continuare a mantenere i pazienti in compenso metabolico. Poiché  essi, tranne rari casi, dovrebbero già essere in terapia con metformina, le alternative possibili sono: la repaglinide, gli inibitori della DPP-IV o gli analoghi del GLP-1, le sulfaniluree di 2° generazione, l’acarbose e il pioglitazone. La scelta dipende dalla situazione metabolica (glicemie a digiuno e postprandiali, emoglobina glicata) e clinica (BMI, età, complicanze, altri antidiabetici già in terapia) di ciascun paziente Il pioglitazone, in particolare, ha lo stesso meccanismo d’azione insulinosensibilizzante del rosiglitazone e appare sicuro sotto il profilo cardiovascolare (3)    Altre informazioni sul sito ADA http://www.diabetes.org/for-media/2010/fda-announces-it-will-significantly-restrict-access-to-avandia.html?utm_source=Homepage&utm_medium=Bluebar&utm_content=Avandia&utm_campaign=PR Bibliografia 1 Graham DJ et al. Risk of acute myocardial infarction, stroke, heart failure, and death in elderly Medicare patients treated with rosiglitazone or pioglitazone. JAMA doi:10.1001/jama.2010.920; Nissen SE et al. Rosiglitazone revisited. An updated meta-analysis of risk for myocardial infarction and cardiovascular mortality. Arch Intern Med doi:10.1001/archinternmed.2010.207. 2 Nissen SE, Wolski K. An Updated Meta-analysis of Risk for Myocardial Infarction and Cardiovascular Mortality. N Arch Intern Med 2010; Epub ahead of print. 3 Lincoff AM, Wolski K, Nicholls SJ, Nissen SE. Pioglitazone and risk of cardiovascular events in patients with type 2 diabetes mellitus: a metaanalysis of randomized trials. JAMA 2007; 298: 1180-8.
18
MAR
2013

17 Maggio 2010. SIMG – MMG a scuola per un miglior approccio al dolore

ANSA ROMA, 17 MAG - I medici di medicina generale sono ancora poco preparati su come aiutare i loro pazienti colpiti da dolore cronico. Secondo una ricerca condotta dalla Società italiana di medicina generale (Simg), presentata ad un seminario della fondazione ISAL, il 55% dei pazienti con dolore viene trattato con normali farmaci anti-infiammatori, mentre il 28,8% non viene curato con alcun farmaco. per questo tutte le sigle sindacali di mmg e il Ministero stanno dando il via ad un programma formativo. ' 'Abbiamo condotto una ricerca per due anni - spiega Pier Angelo Lora Aprile, responsabile cure palliative Simg - analizzando le prescrizioni fatte da 100 medici in 14 regioni, tramite una scheda elettronica da noi predisposta sulla terapia del dolore, e sono emerse varie criticità''. Il dato fondamentale è che il trattamento del dolore è ''quasi sconosciuto, in particolare quello di tipo meccanico-strutturale e neuropatico - continua - I medici di famiglia non sono abituati a misurare il dolore del paziente, e c'e' un uso inappropriato della prescrizione di farmaci adiuvanti e della terapia con oppiacei. La conseguenza è che, non sapendo valutare la gravità del dolore del paziente, non sanno quando inviarlo dallo specialista''. Per questo partirà a fine maggio, precisamente il 24-25, un ciclo di formazione per i medici di medicina generale, in collaborazione con il ministero della Salute. ''Partiremo da Parma per poi proseguire in altre tre regioni, cioè Lazio, Veneto e Sicilia, identificate per questa prima fase di sperimentazione''. In questo primo ciclo verranno formati 40 medici, i quali a loro volta faranno da 'trainer' ad altri 50 medici ciascuno, in modo da arrivare a 2000 medici specializzati sul dolore, che faranno da consulenti regionali su questo fronte. Poi si passerà a tutte le altre regioni.
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MAR
2013

17 Maggio 2010. MMG: Vogliamo gestire al meglio il paziente. MilleGPG, un nuovo software, permette di evitare gli errori. È già disponibile per 18.000 camici bianchi di tutta Italia ed è stato illustrato a Firenze nel corso di un master dedicato al tema.

Ovidio Brignoli, vicepresidente SIMG: “I dati contenuti nella cartella clinica informatica sono elaborati in base a più di 70 indicatori riferiti a 16 patologie”   Firenze, 17 maggio 2010 – Un nuovo strumento di lavoro per il medico di medicina generale. Si chiama Mille GPG (General Practice e Governance) e permette di effettuare con rapidità e semplicità analisi approfondite dei dati registrati nella cartella clinica: per monitorare i risultati di cura in termini di salute, costi e sicurezza. È già disponibile per 18.000 camici bianchi di tutta Italia ed è stato illustrato a Firenze nel corso di un master dedicato al tema. “Il medico di famiglia – spiega Ovidio Brignoli, vicepresidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e responsabile del progetto - non può più lavorare attraverso interventi ‘puntuali e tra loro scoordinati’, ma ha bisogno di chiedersi e di sapere, per esempio, quanti sono i pazienti con particolari patologie, le loro comorbilità, come essi sono trattati, se hanno raggiunto determinati obiettivi di salute, se hanno criticità gestionali (e quindi se corrono particolari rischi clinici) e quali sottogruppi generano costi elevati o comprimibili con una migliore strategia assistenziale. Mille GPG rappresenta un sistema innovativo per il controllo di gestione dello studio del medico di famiglia”. Contiene più di 70 indicatori riferiti a 16 patologie, soprattutto croniche, elaborati con il supporto degli specialisti di queste aree. Ogni medico non solo può valutare se stesso nel corso del tempo, ma può anche confrontare la propria attività con quella degli altri utenti.  “Questo strumento di gestione – continua Bignoli - consente, mediante i dati registrati nella cartella clinica informatica, trasformati prima in indicatori di processo ed esito e poi in informazioni leggibili, di operare nella consapevolezza delle proprie azioni”. Oltre agli indicatori di performance, sarà infatti possibile far emergere criticità clinico-gestionali che potrebbero mettere a rischio i pazienti per interventi carenti, inappropriati o errati. “Grazie alla diffusione di GPG, destinato presto a diventare una suite complessa di programmi gestionali per il medico di medicina generale - sottolinea Claudio Cricelli, Presidente della SIMG - siamo già oggi in grado di definire la soglia di efficienza del medico rispetto alla globalità del suo lavoro oltre che per singola patologia. Da settembre cominceremo a comunicare i costi standard definiti come ‘costi dell’efficienza’ ed intesi come impiego ottimale di una singola unità monetaria € per unità convenzionale di outcome prodotta”. È possibile utilizzare il software (realizzato da Genomedics e Millennium) scaricando la versione di prova dal sito www.millegpg.it. Gli utenti Millewin ne riceveranno una copia con il Cd Rom di aggiornamento Millewin  vers. 13.37 attualmente in distribuzione.  Ufficio stampa: Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it  
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10 Marzo 2010. Cure Palliative, una conquista di civiltà

Firenze, 10 marzo 2010 - Claudio Cricelli, presidente SIMG: “Ringraziamo il Ministro Fazio per averci reso parte di questo processo nella lotta contro il dolore” “Esprimiamo soddisfazione e orgoglio per avere contribuito attraverso il nostro impegno e disponibilità all’approvazione della legge sulle cure palliative”. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), plaude alla approvazione del disegno di legge sull’“accesso alle cure palliative ed alla terapia del dolore” che ieri, dopo il via libera definitivo della Camera, è diventato legge dello Stato, ponendo il nostro paese tra i primi al mondo in questo settore. Verrà creata una rete di hospice e strutture, partendo da quelle già esistenti sul territorio e verrà reso più facile l’accesso ai farmaci antidolore, tra cui gli oppiacei. “È solo un punto di partenza. Da oggi – spiega il dott. Cricelli - comincia un percorso che deve portare alla completa applicazione di queste disposizioni. Sarà nostro compito attivare un’importante campagna di informazione e formazione rivolta sia ai medici che ai cittadini. In particolare è essenziale ricordare ai medici che è loro assoluto dovere combattere il dolore in ogni sua forma. E informare i cittadini che è un loro assoluto diritto non soffrire a causa del dolore, acuto o cronico.” “La novità contenuta in questa legge – sottolinea il dott. Pier Angelo Lora Aprile, Responsabile Nazionale Area Cure Palliative della SIMG -, che pone il nostro Paese fra i più avanzati nell’approccio sistematico alla cura dei pazienti con dolore cronico e in fase terminale di malattia, è l’aver colto che il salto di qualità assistenziale è determinato dalla gestione in Rete del problema ‘cura’. Le nuove disposizioni mettono ordine in un settore di cure e assistenza fino ad oggi confuso e inadeguato. Con la istituzione di due Reti distinte per la cura del Dolore Cronico e le Cure Palliative dà fondamento alla soluzione di uno degli aspetti più critici dei Servizi Sanitari, quello della organizzazione del processo assistenziale, che nelle cure palliative e nella medicina del dolore trova un elemento imprescindibile della qualità di Cura”. “Desideriamo ringraziare – conclude il dott. Cricelli - il ministro della Salute, professor Ferruccio Fazio, che ci ha costantemente coinvolto in questo processo con i suoi collaboratori e tutte le forze politiche che hanno contribuito a questa importante conquista civile”.
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6 Febbraio 2010. MilleGPG, il gestionale per la Medicina Generale ‘add-on’ di Millewin, è finalmente disponibile in anteprima pubblica

L'esplosione della epidemia delle “cronicità” a partire dalla centralità del rapporto medico di MG / assistito, ci costringe a sperimentare con rapidità nuovi modelli organizzativi in grado di migliorare i risultati clinici in termini di efficacia ed efficienza, garantendo l'appropriatezza delle prestazioni erogate e la sicurezza dei pazienti in un contesto di Percorsi Diagnostico Terapeutici condivisi tra cure primarie e specialistiche. Il MMG non può più lavorare attraverso interventi “puntuali e tra loro scoordinati” , ma ha bisogno di chiedersi e di sapere, per esempio, quanti sono i pazienti con particolari patologie, le loro comorbilità, come essi sono trattati, se hanno raggiunto determinati obiettivi di salute, se hanno criticità gestionali (e quindi se corrono particolari rischi clinici) e tra essi quali sottogruppi generano costi elevati e\o comprimibili con una migliore strategia assistenziale. A tutto ciò serve un “sistema informativo clinico” (uno dei fondamenti del “Chronic Care Model”), che mediante i dati registrati nella cartella clinica informatica, trasformati prima in indicatori di processo ed esito e poi in informazioni leggibili, permetta ai MMG di operare nella consapevolezza delle proprie azioni e in piena trasparenza rispetto all'amministratore (accountabilty). La tracciabilità degli eventi e l'analisi epidemiologica saranno le basi del sistema di cure primarie finanziato per obiettivi. Per tali motivi SIMG ha fornito ai medici di MG strumenti di governo del sistema in grado di: elaborare indicatori di performance facilitare l'audit singolo o di gruppo far emergere criticità clinico-gestionali che potrebbero mettere a rischio i pazienti per interventi carenti, inappropriati o errati ottimizzare le terapie, le procedure, il follow-up dei malati cronici e il rispetto delle note AIFA. Il software applicativo gestionale, chiamato GPG (General Practice e Governance), offre numerosi servizi anche in coerenza con le nuove necessità derivanti dal contratto nazionale e\o dagli accordi regionali\ASL, e quindi con interessanti prospettive d'integrazioni economiche rispetto al salario di base. In particolare il GPG permette di: registrare ed estrarre i dati in conformità a precisi obiettivi di cura (es: i PDT) o di ricerca monitorare e valutare (Clinical audit) l'efficacia e l'appropriatezza degli interventi riguardo ai principali problemi clinico-assistenziali con un set d'indicatori di processo ed esito e di confrontarli con i dati a livello nazionale (in Health Search) partecipare a progetti di ricerca clinica sia nazionali sia locali, senza interferenze nell'attività clinica quotidiana identificare le situazioni che generano rischi suggerendo possibili e praticabili soluzioni, al fine di aumentare la sicurezza dei pazienti (Risk management) interagire con la cartella clinica Millewin al fine di intervenire sull'appropriatezza e sicurezza del singolo paziente o di gruppi di pazienti … e molto altro ancora. Scarica l'anteprima pubblica di MilleGPG