Home 20 Dicembre 2010: I dati del VI Rapporto Health Search della SIMG che fotografa la situazione nazionale

20 Dicembre 2010: I dati del VI Rapporto Health Search della SIMG che fotografa la situazione nazionale

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OGNI MEDICO DI FAMIGLIA ESEGUE 30 VISITE AL GIORNO

"AUMENTA IL LAVORO, IN 7 CASI SU 10 PRESCRIVIAMO FARMACI”

L’ipertensione è il problema più diffuso, causa oltre il 15% dei "contatti”, e  i pazienti con diabete mellito sono i più assidui frequentatori degli ambulatori

 

Firenze, 20 dicembre 2010 – Il carico di lavoro dei medici di famiglia è aumentato in maniera esponenziale: da 6,6 contatti all’anno per paziente del 2003 a 7,1 del 2009, che equivale a circa 30 visite al giorno. Un dato in crescita in particolare per i camici bianchi che lavorano nel Sud e nelle Isole. Senza considerare il peso degli adempimenti burocratici che occupano più della metà della vita professionale. Chi va dal medico di famiglia è soprattutto donna (ma non dai 75 anni in poi, quando a prevalere sono gli uomini) e ha più di 55 anni (anche se dagli 85 anni l’accesso diminuisce). Su 100 visite, 23 terminano con la richiesta di accertamento diagnostico-strumentale, 14 con una richiesta di visita specialistica e 72 con una prescrizione farmaceutica. È la fotografia scattata dal VI Rapporto Health Search della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) che ha monitorato i comportamenti di un campione statisticamente significativo di 650 professionisti. "Health Search è il prototipo di ciò che manca al nostro Paese – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG -. Tutti, dal Ministero dell’Economia fino ad ogni singolo Direttore Generale, ne avrebbero un bisogno drammatico. Nato per raccogliere informazioni sui comportamenti dei medici, Health Search è un database che si è evoluto fino a offrire uno spaccato degli effetti degli interventi di cura.
Oggi rappresenta un sistema di valutazione dei costi sanitari ‘pesati’ per risultati, uno strumento essenziale per favorire la Clinical Governance del sistema”. Per contatti medico-paziente si intendono le visite ambulatoriali che terminano con la registrazione di una diagnosi, di una prescrizione farmaceutica, di un’indagine diagnostico-strumentale o di qualunque altro intervento registrato nella cartella clinica informatizzata. L’ipertensione arteriosa essenziale è la patologia che impegna maggiormente il medico di famiglia (15,5% delle visite), seguita dal diabete mellito (5,3%) e dai disordini del metabolismo lipidico (3,3%). "Ma analizzando in particolare il numero medio di visite annuali eseguite per la gestione di una determinata patologia – continua il dott. Cricelli –  il diabete mellito ha fatto registrare più contatti, con un incremento dal 7,11% del 2005 al 7,57% del 2009. Seguono i pazienti con cardiopatia ischemica cronica (7,3%) e infarto miocardico acuto (7,27%)”. Si è registrata una sostanziale continuità nel numero delle prescrizioni di farmaci: da 73,5 su 100 visite nel 2003 a 72 nel 2009 (con una prevalenza nelle Regioni del Centro-Sud). L’intero rapporto può essere consultato nel sito web di Health Search www.healthsearch.it

 

Un capitolo interamente nuovo del rapporto Health Search 2010 rispetto alle versioni precedenti riporta i dati del progetto "SiSSI” (Simulazione Spesa Sanitaria Italiana) e nasce dalla volontà comune del CEIS (Centre for Economics and International Studies) dell’Università di Roma Tor Vergata e della Fondazione SIMG di dare risposta ad una serie di quesiti sull’andamento dei costi e sulla sostenibilità finanziaria del sistema sanitario nazionale valutandone efficienza ed efficacia. Un paziente assistito dal medico di famiglia costa mediamente in un anno 382,7 euro (un ricovero ospedaliero ordinario invece è pari a poco più di 3000 euro per le donne e a 3500 euro per gli uomini). È emerso che la spesa media più elevata si registra per la classe di età tra 75 e 84 anni, mentre quella per i più anziani (85+) è decisamente più bassa.

Dai dati riportati nel VI Rapporto emerge un trend crescente nella prevalenza dell’ipertensione arteriosa che varia dal 17,5% del 2003 al 22,9% del 2009, con stime sensibilmente maggiori nelle donne rispetto agli uomini. Dalle analisi effettuate, si registra per molte patologie un costante aumento di prevalenza, determinato da vari fattori, compresa la capacità del medico di famiglia di diagnosi anticipate, in presenza di sintomi precoci. Oltre all’ipertensione, nel corso degli anni 2003-2009 l’ictus ischemico è passato dall’1,7% al 2,7%, la BPCO dal 2% al 6%,  la depressione dal 2,4% al 4,2%, l’artrosi dal 13,6% al 18,8%, la demenza dall’1% all’1,8%, l’ipertrofia prostatica benigna dall’8,5% all’11% e la malattia da reflusso gastroesofageo dal 4,5% al 9,9%. Se il diabete mellito di tipo 2 è in crescita soprattutto nei maschi (7,2% vs 6% nelle donne nel 2009), l’asma fa registrare un aumento maggiore nelle donne (3,2% vs 5,6% tra il 2003 e il 2009).

 

 

Ufficio stampa SIMG

Intermedia

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