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18
MAR
2013

La SIMG svela il suo progetto di rifondazione (dal GdM 24/2009 di A. Santoro)

Praticherà la medicina d'iniziativa, farà governo clinico, sarà collegato in rete con il Servizio sanitario e i colleghi della sua Regione e - nel caso in cui eserciti in singolo - invierà i pazienti all'Uccp della sua Aggregazione funzionale (le Aft della nuova Convenzione) per le prestazioni di media o bassa complessità. Ma soprattutto, sarà retribuito in base a un sistema di “pay for performance” direttamente ispirato al modello britannico. È il ritratto del medico di famiglia di domani così come la Simg l'ha disegnato al suo 26° Congresso nazionale, ospitato dal 26 al 28 novembre a Firenze. Un identikit che coniuga le novità dell'Acn con i progetti sui quali è da tempo al lavoro la società scientifica. «Siamo tra i pochi ad aver sempre realizzato tutto ciò che hanno promesso» ha rivendicato con orgoglio il presidente della Simg, Claudio Cricelli, nella conferenza stampa che ha inaugurato l'appuntamento congressuale. Tra gli esempi virtuosi citati da Cricelli c'è innanzitutto Sissi (Simulazione per la spesa sanitaria italiana), lo studio avviato in collaborazione con l'università di Tor Vergata: servendosi dei dati clinici e prescrittivi forniti dai medici della Simg, gli esperti dell'ateneo hanno cominciato a scattare una serie di radiografie che spiegano le dinamiche recondite della spesa pubblica per le principali patologie croniche. «Per fare un esempio» ha detto Vincenzo Atella, docente di economia nell'ateneo romano «grazie a Sissi abbiamo scoperto che se nel Lazio la spesa diagnostica per le colesterolemie è doppia rispetto a quella toscana la colpa non è dei prescrittori ma del tariffario regionale, che riconosce alle strutture convenzionate rimborsi assai superiori ad altre amministrazioni». «Grazie a questo progetto» ha invece commentato Cricelli «la Mg è la prima professione del Ssn realmente valutabile». a quello che più conta è l'obiettivo finale al quale mirano nel loro insieme i progetti di Simg: una Mg votata all'Evidence based practice e strutturata secondo livelli crescenti di complessità per la presa in carico di pazienti più o meno complessi. «La Pratica basata sulle evidenze» ha ricordato al Congresso Ovidio Brignoli, vicepresidente della Simg e presidente della Fondazione Simg «si può riassumere in quattro punti: saper formulare adeguatamente i quesiti clinici, ricercare con la massima efficienza le migliori evidenze disponibili, uniformarsi ai principi del critical appraisal - validità interna, rilevanza clinica, applicabilità – e infine applicare le evidenze a ogni singolo paziente». «Oggi» ha aggiunto Giorgio Monti, responsabile area Management della Simg «la Mg è organizzata in modo tale da poter erogare un livello di cure minime, ossia le prestazioni minime che il paziente deve ricevere. Dobbiamo passare a un'organizzazione che consenta l'erogazione di cure standard, ossia le prestazioni ottimali che ogni paziente dovrebbe ricevere secondo l'evidence based practice». Di qui la necessità che gli studi di Mg si mettano in rete, ma soprattutto l'auspicio di un'evoluzione in senso complesso dell'organizzazione sul territorio: «La programmazione aziendale e gli obiettivi di salute» sottolinea Monti «devono diventare il parametro sul quale dimensionare la rete dell'assistenza in ogni Aggregazione funzionale territoriale: ognuna, sulla base dei bisogni e della realtà sociale della popolazione assistita, definisce la complessità della sua rete e il numero delle Uccp di cui ha bisogno per erogare servizi complessi a beneficio dei medici dell'intera Aft. Il collegamento in rete e la verifica dei risultati assicura il governo clinico dell'Aggregazione e l'analisi dei bisogni». Quanto alle risorse per la riorganizzazione, Monti auspica una revisione dell'abituale sistema di remunerazione: «Si deve andare verso un sistema all'inglese che retribuisca la qualità della performance. Si potrebbe pensare, per esempio, a un modello misto basato sul “pay for performance” per i medici in rete e su una remunerazione “tipo drg” per le Uccp. I soldi? Se si facesse in modo che i risparmi assicurati dalla riorganizzazione dei territorio rimanessero nelle Cure primarie, le risorse ci sarebbero».
18
MAR
2013

27 Novembre 2009. Epatite B cronica, medici di famiglia sentinelle contro il virus

Firenze, 27 novembre 2009 – È un'epidemia “silenziosa”: in Italia vi sono circa 700 mila portatori cronici di epatite B, ma è ancora scarsa la percezione della malattia e preoccupa la mancanza di ricorso a cure appropriate. L'appello dei medici di famiglia, riuniti a Firenze fino a sabato nel 26° Congresso della Società Italiana di Generale (SIMG), è ad un attento monitoraggio dei pazienti perché oggi vi sono terapie efficaci in grado di tenere sotto controllo la malattia. “Il medico di famiglia – sottolinea il dott. Alessandro Rossi, responsabile dell'area infettivologica della SIMG – svolge il ruolo di ‘sentinella', per cogliere i sintomi della malattia e porre le domande giuste alle persone potenzialmente a rischio. Spesso infatti l'infezione si scopre per caso o anni dopo le complicazioni. Il virus si trasmette per via sessuale o per contatto con sangue infetto”. È molto importante mantenere il network tra medico di medicina generale e specialista, per una gestione coordinata dei malati, con risparmio di tempo e risorse per entrambi. “Se non trattata correttamente – spiega Massimo Levrero, professore associato presso il Dipartimento di Medicina Interna all'Università La Sapienza di Roma - l'epatite B cronica evolve in cirrosi nel 10-20% dei casi e i pazienti cirrotici andranno incontro ogni anno nel 5-10% dei casi a complicanze (sanguinamento, ascite, scompenso, carcinoma epatocellulare)”. I progressi terapeutici degli ultimi anni sono stati particolarmente rilevanti. In particolare entecavir molecola di nuova generazione e antivirale orale ad alta barriera genetica per il trattamento dell'epatite B cronica. La molecola, scoperta nei centri di ricerca di Bristol-Myers Squibb e disponibile in Italia da due anni, in uno studio italiano osservazionale recentemente presentato al Congresso americano sulle malattie del fegato (AASLD) che si è svolto a Boston, ha dimostrato di abbattere la resistenza virale e di ridurre i danni del fegato. Sono stati arruolati 376 pazienti (da 17 centri) non trattati precedentemente con altri farmaci. Il 96% ha raggiunto un livello di carica virale non rilevabile a 72 settimane. Non solo, nel periodo di osservazione non sono stati registrati eventi avversi. Ufficio stampa: Intermedia 030.226105 – 335265394 - 3351892975 intermedia@intermedianews.it
18
MAR
2013

30 Novembre 2009. Rete e Pay for Performance, la rifondazione secondo SIMG, di A.Santoro in GdM

Riferimento originale: http://www.gdmonline.it/portal_aree/portal_aree_attualita/portal_aree_attualita_politica_e_sanita/article-19942.view?dummy=1259607254181 Praticherà la medicina d'iniziativa, farà governo clinico, sarà collegato in rete con il servizio sanitario regionale e, nel caso in cui eserciti in singolo, invierà i pazienti all'Uccp della sua Aggregazione funzionale (le Aft della nuova Convenzione) per le prestazioni di media o bassa complessità. E sarà retribuito in base a un sistema di “pay for performance” direttamente ispirato al modello britannico. È il ritratto del medico di famiglia di domani secondo la SIMG, che sabato a Firenze ha chiuso il suo 26° Congresso nazionale. Un dipinto che coniuga le novità dell'Acn con i progetti sui quali è da tempo al lavoro società scientifica. «Siamo tra i pochi ad aver sempre realizzato tutto ciò che abbiamo promesso» ha rivendicato con orgoglio il presidente della SIMG, Claudio Cricelli, nella conferenza stampa che ha inaugurato l'appuntamento congressuale. Tra gli esempi virtuosi citati da Cricelli c'è Sissi (Simulazione per la spesa sanitaria italiana), lo studio sulle dinamiche della spesa pubblica avviato in collaborazione con l'università di Tor Vergata: dai dati clinici e prescrittivi forniti dai medici della Simg gli esperti dell'ateneo stanno svelando dinamiche e ragioni della spesa per le principali patologie croniche. «Grazie a questo sforzo» è il commento di Cricelli «la Mg è la prima professione del Ssn realmente valutabile». Due concetti cari alla SIMGcome clinical governance e accountability delle Cure primarie trova spazio anche MilleGPG (General practice governance), il gestionale di nuova generazione sviluppato da Millennium in collaborazione con un team di lavoro della società scientifica. Il software, infatti, mette a disposizione del Mmg una serie di “cruscotti” e di indicatori destinati a supportarlo nella verifica della sua attività rispetto alle linee guida e agli standard più diffusi. Ma quello che più conta è l'obiettivo finale al quale mirano nel loro insieme i progetti di SIMG: una Mg votata all'evidence based practice e strutturata secondo livelli crescenti di complessità per la presa in carico di pazienti più o meno complessi. «Oggi» ha detto non a caso Giorgio Monti, responsabile area Management della SIMG«la Mg è organizzata in modo tale da poter erogare un livello di cure minime, ossia le prestazioni minime che il paziente deve ricevere. Dobbiamo passare a un'organizzazione che consenta l'erogazione di cure standard, ossia le prestazioni ottimali che ogni paziente dovrebbe ricevere secondo l'evidence based practice». Di qui la necessità che gli studi di Mg si mettano in rete, ma soprattutto l'auspicio di un'evoluzione in senso complesso dell'organizzazione sul territorio: «La programmazione aziendale e gli obiettivi di salute» sottolinea Monti «devono diventare il parametro sul quale dimensionare la rete dell'assistenza in ogni Aggregazione funzionale territoriale: ognuna, sulla base dei bisogni e della realtà sociale della popolazione assistita, definisce la complessità della sua rete e il numero delle Uccp di cui ha bisogno per erogare servizi complessi a beneficio dei medici dell'intera Aft. Il collegamento in rete e la verifica dei risultati assicura il governo clinico dell'Aggregazione e l'analisi dei bisogni». Quanto alle risorse per la riorganizzazione, Monti auspica una revisione dell'abituale sistema di remunerazione: «Si deve andare verso un sistema all'inglese che retribuisca la qualità della performance. Si potrebbe pensare, per esempio, a un modello misto basato sul “pay for performance” per i medic i in rete e su una remunerazione “tipo drg” per le Uccp. I soldi? Se si facesse in modo che i risparmi assicurati dalla riorganizzazione dei territorio rimanessero nelle Cure primarie, le risorse ci sarebbero».
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MAR
2013

26 Novembre 2009. SANITA’: SIMG, DATABASE PER COMPARARE COSTI CURE E RISULTATI

ANSA - FIRENZE, 26 NOV - Un database per comparare i costi delle cure erogate con i risultati è stato presentato stamani dalla Società italiana di medicina generale (Simg), in occasione del 26/o congresso della Simg a Firenze. Nel database sono state raccolte 10 anni di cartelle cliniche relative a un milione di pazienti, dati poi incrociati con quelli economici per valutare impatto ed efficacia delle cure e delle visite prescritte. ''Siamo la prima professione che può render conto di tutto ciò che fa e ora è misurabile anche nel rapporto con i risultati ottenuti'', ha spiegato Claudio Cricelli, presidente della Simg. ''Abbiamo osservato - ha aggiunto - che molte procedure non sono corrette. Per esempio la misurazione del colesterolo viene prescritta agli ultra settantenni, quando è poco utile. Andrebbe invece effettuata la prima visita in età adolescenziale e poi dai 30 anni in su. Abbiamo registrato dati di overdiagnosis e overtreatment che portano ad uno spreco di risorse''.
18
MAR
2013

27 Novembre 2009. INFLUENZA A: SIMG, PANDEMIA IN CALO MA ATTENTI A STAGIONALE

Firenze, 27 nov. - La pandemia è in calo. Sono stati 682.000 gli italiani colpiti dal virus A/H1N1 nell'ultima settimana, rispetto agli oltre 750.000 della precedente rilevazione. Stiamo affrontando la seconda ondata pandemica che terminerà a fine dicembre e farà registrare in totale 6 milioni di casi. A fine anno, invece, comincerà l'influenza stagionale, che, prevedibilmente, colpirà altri due milioni di persone. Con un totale di 8 milioni di casi, la stagione influenzale 2009/2010 si preannuncia quindi come la piu' aggressiva degli ultimi 10 anni. Ma finora il sistema ha retto. E' quanto emerge dal 26° Congresso SIMG che vede riuniti a Firenze fino ad oggi più di 1500 medici di famiglia. "L'influenza suina non ha mai rappresentato un problema sanitario per il nostro Paese - spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) -, ma solo una sfida per l'organizzazione del sistema. Non si è determinata alcuna emergenza assistenziale. Abbiamo affrontato le criticità' legate all'arrivo della pandemia grazie alla collaborazione tra le diverse Istituzioni sanitarie. E' la dimostrazione che il sistema funziona e ciò potrà essere un insegnamento per il futuro". "La prevenzione col vaccino rimane la vera arma vincente - afferma Pietro Crovari, professore ordinario di Igiene generale e applicata dell'Università di Genova-. Anche se i casi stanno diminuendo, è importante proseguire la campagna vaccinale e non abbassare la guardia". "Abbiamo diversi strumenti per curare e prevenire l'influenza - sottolinea il dott. Aurelio Sessa, medico di medicina generale e componente del sottocomitato scientifico 'Influenza e Pandemie influenzali' del Ministero della Salute -. Oltre alla vaccinazione, secondo le raccomandazioni internazionali e nazionali, i farmaci antivirali devono essere somministrati ai pazienti ad elevato rischio di sviluppare le complicanze (donne incinte, ai bambini di età inferiore a 2 anni e ai pazienti con patologie croniche concomitanti) o alle persone con quadro clinico severo. La somministrazione deve avvenire in tempi rapidi (entro 48 ore dalla comparsa dei primi sintomi e senza attendere i risultati delle analisi di laboratorio). Queste persone infatti, se contraggono l'influenza, hanno un rischio di sviluppare complicanze gravi più elevato". Anche le persone che non appartengono a gruppi a rischio ma presso le quali i sintomi sono persistenti o si aggravano rapidamente (febbre alta, problemi di respirazione) devono essere trattate prima possibile con antivirali, come previsto dalle raccomandazioni internazionali. Il virus stagionale ha una capacità diffusiva inferiore rispetto a quello pandemico, estremamente contagioso. Solo il 25% dei casi infatti secondo le stime sarà attribuibile all'influenza stagionale. Queste percentuali possono essere desunte dall'andamento dell'infezione nell'emisfero australe, dove il picco pandemico si è concluso la scorsa estate. Attenzione però ai pericolosi allarmismi dei giorni scorsi. I medici di famiglia della SIMG hanno risposto concretamente all'ondata di panico, dando per primi l'esempio: 7 su 10 si sono vaccinati contro l'influenza A/H1N1. Un vero e proprio record, se si pensa che nelle precedenti stagioni influenzali solo il 40% degli operatori della sanità si è sottoposto a misure preventive. Secondo i dati del bollettino settimanale sull'influenza realizzato dalla SIMG: le tre Regioni con maggior incidenza sono state Marche, Abruzzo ed Emilia Romagna rispettivamente con 36.98, 23.00 e 18.66 casi per mille abitanti. Le tre regioni con minor incidenza sono state Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano e Calabria rispettivamente con 5.50, 6.15 e 6.47 casi per mille abitanti. La curva di incidenza e' rallentata in tutte le fasce di eta'. La tendenza al calo della diffusione del virus pandemico si registra anche nel resto d Europa. In allegato Rapporto A. Sessa.
18
MAR
2013

27 Novembre 2009. A Firenze fino a domani il 26° Congresso Nazionale della SIMG con focus sulla pandemia. INFLUENZA SUINA IN CALO, TERMINERÀ A FINE DICEMBRE

Il presidente dei medici di famiglia Cricelli: “L’H1N1 colpirà in totale 6 milioni di italiani, altri 2 con la tradizionale che arriverà dopo Natale. Non si registra nessuna emergenza, abbiamo tutte le armi efficaci per combatterle”   Firenze, 27 novembre 2009 – La pandemia è in calo. Sono stati 682.000 gli italiani colpiti dal virus A/H1N1 nell’ultima settimana, rispetto agli oltre 750.000 della precedente rilevazione. Stiamo affrontando la seconda ondata pandemica che terminerà a fine dicembre e farà registrare in totale 6 milioni di casi. A fine anno, invece, comincerà l’influenza  stagionale, che, prevedibilmente, colpirà altri due milioni di persone. Con un totale di 8 milioni di casi, la stagione influenzale 2009/2010 si preannuncia quindi come la più aggressiva degli ultimi 10 anni. Ma finora il sistema ha retto. “L’influenza suina non ha mai rappresentato un problema sanitario per il nostro Paese – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) -, ma solo una sfida per l’organizzazione del sistema. Non si è determinata alcuna emergenza assistenziale. Abbiamo affrontato le criticità legate all’arrivo della pandemia grazie alla collaborazione tra le diverse Istituzioni sanitarie. È la dimostrazione che il sistema funziona e ciò potrà essere un insegnamento per il futuro”. È quanto emerge dal 26° Congresso SIMG che vede riuniti a Firenze fino a sabato più di 1500 medici di famiglia. “La prevenzione col vaccino rimane la vera arma vincente – afferma Pietro Crovari, professore ordinario di Igiene generale e applicata dell'Università di Genova-. Anche se i casi stanno diminuendo, è importante proseguire la campagna vaccinale e non abbassare la guardia”.  “Abbiamo diversi strumenti per curare e prevenire l’influenza - sottolinea il dott. Aurelio Sessa, medico di medicina generale e componente del sottocomitato scientifico ‘Influenza e Pandemie influenzali’ del Ministero della Salute –. Oltre alla vaccinazione, secondo le raccomandazioni internazionali e nazionali, i farmaci antivirali devono essere somministrati ai pazienti ad elevato rischio di sviluppare le complicanze (donne incinte, ai bambini di età inferiore a 2 anni e ai pazienti con patologie croniche concomitanti) o alle persone con quadro clinico severo. La somministrazione deve avvenire in tempi rapidi (entro 48 ore dalla comparsa dei primi sintomi e senza attendere i risultati delle analisi di laboratorio). Queste persone infatti, se contraggono l’influenza, hanno un rischio di sviluppare complicanze gravi più elevato”. Anche le persone che non appartengono a gruppi a rischio ma presso le quali i sintomi sono persistenti o si aggravano rapidamente (febbre alta, problemi di respirazione) devono essere trattate prima possibile con antivirali, come previsto dalle raccomandazioni internazionali.Il virus stagionale ha una capacità diffusiva inferiore rispetto a quello pandemico, estremamente contagioso. Solo il 25% dei casi infatti secondo le stime sarà attribuibile all’influenza stagionale. Queste percentuali possono essere desunte dall’andamento dell’infezione nell’emisfero australe, dove il picco pandemico si è concluso la scorsa estate. Attenzione però ai pericolosi allarmismi dei giorni scorsi. I medici di famiglia della SIMG hanno risposto concretamente all’ondata di panico, dando per primi l’esempio: 7 su 10 si sono vaccinati contro l’influenza A/H1N1. Un vero e proprio record, se si pensa che nelle precedenti stagioni influenzali solo il 40% degli operatori della sanità si è  sottoposto a misure preventive.   Ecco nel dettaglio i dati del bollettino settimanale sull’influenza a cura della SIMG: le tre Regioni con maggior incidenza sono state Marche, Abruzzo ed Emilia Romagna  rispettivamente con 36.98, 23.00 e 18.66 casi per mille abitanti. Le tre regioni con minor incidenza sono state Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano e Calabria rispettivamente con 5.50, 6.15 e 6.47 casi per mille abitanti.  La curva di incidenza è rallentata in tutte le fasce di età. La tendenza al calo della diffusione del virus pandemico si registra anche nel resto d Europa. Per la prima volta in sette Paesi europei (Belgio, Bulgaria, Islanda, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia e Regno Unito) l’incidenza sta diminuendo. Dei 1745 tamponi raccolti da parte dei medici sentinella il 45% era positivo per il virus dell’influenza e di questi tutti erano positivi per il virus A/H1N1. “È importante seguire alcuni consigli pratici: coprirsi la bocca e il naso quando si tossisce e starnutisce; lavarsi spesso le mani; non stare nei luoghi affollati; quando si è ammalati stare a casa fino alla risoluzione dei sintomi – conclude il dott. Alessandro Rossi, responsabile dell’area infettivologica della SIMG -. Sono suggerimenti molto semplici, ma efficaci per ridurre la diffusione del virus”.     Ufficio stampa Intermedia 335265394 – 3351892975 - 3479186442 intermedia@intermedianews.it
18
MAR
2013

26 Novembre 2009. Si apre Firenze il 26° Congresso SIMG con la partecipazione di 1500 camici bianchi.OBIETTIVI CONCRETI, ECCO COME CAMBIA LA MEDICINA DI FAMIGLIA

Il presidente Claudio Cricelli: “Per primi abbiamo introdotto uno strumento per comparare i costi delle cure con i risultati. Siamo al centro della ri-creazione del sistema”   Firenze, 26 novembre 2009 – “Per la prima volta nella storia sanitaria del nostro Paese, la medicina generale acquisterà non solo un volto nuovo, ma anche un assetto definito”. Si apre oggi a Firenze il 26° Congresso della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e il presidente Claudio Cricelli sottolinea l’importanza della ri-creazione della professione e della centralità del ruolo del medico di famiglia. “Dopo tanti anni di disegni e proposte astratte – spiega Cricelli -, si apre oggi, grazie alle linee di indirizzo del Viceministro della Salute Ferruccio Fazio, una nuova stagione, quella della progettualità. Non più disegni faraonici e irrealizzabili, ma obiettivi raggiungibili nell’immediato indicando alcuni chiari strumenti da cui iniziare”. I primi risultati pratici si cominciamo già a vedere, anche se ancora nella fase di avvio: l’integrazione delle cure primarie, l’assistenza sanitaria sul territorio 24 ore su 24, l’utilizzo degli strumenti informatici, la clinical governance. L’attuale processo di trasformazione del sistema sanitario è dettato da impulsi pratici. “Compito delle nostra associazione – continua Cricelli – è offrire soluzioni concrete. E lo abbiamo fatto. Grazie ai nostri sforzi la medicina generale è oggi la prima professione realmente valutabile della sanità italiana. Siamo infatti in grado di misurare l’impatto di ogni decisione diagnostica e terapeutica e il beneficio che il paziente ricava da ogni ‘euro’ investito dal sistema sanitario. Abbiamo infatti introdotto uno strumento di valutazione economica per comparare i costi delle cure erogate con i risultati. E per dimostrare che ogni unità di costo, farmaco prescritto, ricovero eseguito, richiesta di accertamento diagnostico è finalizzata a un risultato”. È l’ultimo tassello di un percorso iniziato dalla SIMG anni fa con l’introduzione di strumenti pratici, dotati di validazione scientifica, con cui effettuare la ricerca epidemiologica, la valutazione della qualità, la segnalazione dei rischi, degli effetti collaterali e di impatto delle malattie. Per citare solo due esempi: la rete Health Search per monitorare le terapie e quella dei medici sentinella per l’influenza. “Vogliamo offrire solidità scientifica e professionale a tutte le soluzioni che sviluppiamo –  sottolinea Cricelli -. Ciò significa che al di là dei modelli organizzativi, propri di ciascuna Regione, di ciascun distretto e realtà locale, è necessario praticare una buona medicina che non può derivare che da una buona pratica. Quest’ultima è legata all’osservazione scientifica, da cui dipende anche l’erogazione delle migliori cure possibili al cittadino”.   “Insieme per un’assistenza personalizzata” (Le nuove idee per il futuro. Opportunità e strumenti per la medicina generale nelle cure primarie) è il titolo del Congresso SIMG di quest’anno: la medicina generale oggi è chiamata ad assumere un ruolo da vera protagonista e a giocare una partita decisiva per rispondere alla trasformazione del sistema ed alla mutata domanda di salute dei cittadini. I cambiamenti che avverranno dovranno corrispondere un’impostazione metodologicamente corretta del processo di diagnosi e di cura specifico per “quel” paziente affetto da “quel” problema. Nel corso della prima giornata congressuale ampio spazio è riservato alle novità in tema di epatite B cronica e alla steatosi epatica, al rapporto tra malattie respiratorie e ambiente e alla gestione del paziente diabetico. Nel corso delle altre due giornate dei lavori, si parlerà, tra gli altri argomenti, di cure palliative e del dolore cronico, dei pazienti ad alto rischio cardiovascolare, dei nuovi volti dello scenario contraccettivo e della prevenzione nelle diverse età della donna. Sempre venerdì 27 novembre alle 17 è previsto l’intervento del Viceministro alla Salute Ferruccio Fazio. Sabato 28 verranno approfonditi i temi della gestione dello scompenso cardiaco, del paziente affetto da demenza, e della prevenzione e terapia del carcinoma della prostata.     Ufficio stampa Intermedia 335265394 – 3351892975 - 3479186442 intermedia@intermedianews.it
18
MAR
2013

28 Ottobre 2009. Influenza A: “Medici di Famiglia, Vaccinatevi!”

L’appello di Claudio Cricelli, presidente SIMG. “È uno strumento di salute pubblica utile per tutti. Dobbiamo essere un esempio nei confronti dei nostri assistiti” Firenze, 28 ottobre 2009 – “Tutti i medici di medicina generale italiani dovrebbero recarsi presso le Asl per sottoporsi alla vaccinazione contro l’influenza A/H1N1”. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), riferendosi alla scarsa attitudine dei medici di famiglia nei confronti della vaccinazione contro la nuova pandemia, rivolge un appello, in particolare ai membri della SIMG. “È una misura che ha una duplice valenza – spiega Cricelli -, sia di tutela della popolazione, quindi di salute pubblica, sia di esempio nei confronti di tutti i propri assistiti”. Il richiamo è ad alzare il tasso di consapevolezza, innanzitutto fra gli operatori sanitari. “La reticenza nei confronti della vaccinazione – conclude Cricelli - deriva da una cultura distorta che scambia la gratuità del vaccino, nei casi previsti in cui è concesso gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale alle fasce più deboli e agli anziani, con la sua utilità. Il vaccino in realtà è utile per tutti, anche se lo Stato deve selezionare le categorie a rischio a cui somministrarlo in via prioritaria. Ma questo concetto ha creato nell’immaginario collettivo, e purtroppo anche nel medico, la visione per cui il vaccino è utile solo ai malati, mentre i sani non ne hanno bisogno. È arrivata l’ora di sfatare questa idea e proprio la pandemia ci obbliga a rivedere questo modo distorto di concepire la vaccinazione”.   Ufficio stampa Intermedia 030226105 intermedia@intermedianews.it
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MAR
2013

19 Ottobre 2009. Pubblicazione Health Search su Circulation: Adherence to Antihypertensive Medications and Cardiovascular Morbidity Among Newly Diagnosed Hypertensive Patients Circulation. Published online Oct 5, 2009

"Circulation published online Oct 5, 2009; “The real-world results from the present study indicate that high adherence to antihypertensive medication is associated with a relevant decrease in CVEs in the context of the primary prevention of cardiovascular diseases. These findings emphasize the need to optimize earlier and appropriate treatment strategies to maximize the beneficial effects of evidencebased therapies even among lower-risk hypertensive patients. Therefore, a systematic effort to improve the adherence to AHT is likely to provide major long-term benefits.” Claudio Cricelli, Presidente della Simg, si è congratulato con gli Autori per la pubblicazione su Circulation di uno studio dal titolo “Aderenza alle terapie antiipertensive e mortalità Cardiovascolare nei pazienti con nuova diagnosi di ipertensione arteriosa". L’articolo è il frutto di una collaborazione tra l’Istituto di Ricerca della Simg, Health Search, con illustri specialisti della materia. Cricelli ha in particolare ringraziato i mille Medici della Simg ricercatori di Health Search, i Dirigenti i Responsabili Scientifici , lo Staff e la Direzione Tecnica di Health Search. Il Presidente si è compiaciuto per l’importanza strategica dei dati presentati i quali dimostrano come la riduzione del rischio e degli eventi CV associati alla ipertensione arteriosa siano strettamente correlati nella pratica quotidiana , non tanto alla astratta efficacia farmacologica dei farmaci quanto alla aderenza dei pazienti al trattamento. Questo dimostra come le decisioni regolatorie sulle modalità di erogazione e rimborso dei farmaci debbano essere affidate a motivazioni e processi che tengono conto dei prescrittori quali decisivi determinanti , insieme con i pazienti , del successo e del beneficio di qualunque terapia; solo una terapia ben somministrata e ben assunta determina il successo e la bontà dell’investimento del SSN”. L’articolo è stato giudicato da Circulation rivista di primaria e assoluta autorevolezza nelle discipline C, di tale importanza da occupare l’intero Editoriale della rivista.
18
MAR
2013

13 Ottobre 2009. Elezioni SIMG: Claudio Cricelli confermato presidente. “Garantire la ricerca scientifica nella Medicina Generale”

L’Assemblea Nazionale ha definito la nuove cariche della Società ELEZIONI SIMG: CLAUDIO CRICELLI CONFERMATO PRESIDENTE “GARANTIRE LA RICERCA SCIENTIFICA NELLA MEDICINA GENERALE” “è lo strumento più innovativo realizzato negli ultimi anni. Siamo in grado di offrire prestazioni di alto livello a costi sostenibili. Sempre aperti al confronto con altre associazioni”   Firenze, 13 ottobre 2009 – Claudio Cricelli è stato riconfermato Presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) per il prossimo triennio. “Nel prossimo mandato –  spiega il dott. Cricelli – verranno affrontati alcuni punti cruciali. L’importanza della nostra associazione è non solo nei numeri, 7500 soci, ma soprattutto nelle competenze che dimostriamo nella nostra attività quotidiana. Vogliamo innanzitutto garantire la ricerca scientifica nella medicina generale: è lo strumento più innovativo che abbiamo messo in atto negli ultimi anni, per dimostrare la straordinaria capacità di innovare, scoprire e adattare nuovi strumenti e terapie al contesto della medicina generale. Inoltre intendiamo assicurare un forte adeguamento delle attività della SIMG alla costante evoluzione della professione attraverso il perfezionamento dei mezzi di supporto alla ricerca scientifica e alla valutazione dell’efficacia all’interno delle cure primarie. Un passo ulteriore è la realizzazione degli strumenti che rendono sostenibile il sistema sanitario nazionale e che dimostrano che la medicina generale all’interno delle cure primarie è in grado di offrire prestazioni non solo di alto livello ma anche di costo adeguato e inferiore a quelle erogate da altri comparti. È una sfida decisiva nel futuro riequilibrio della medicina generale”. L’Assemblea nazionale elettiva della SIMG ha eletto per acclamazione il nuovo Consiglio di Presidenza, il Collegio dei Revisori dei Conti e dei Probiviri. Oltre a Cricelli, il Consiglio ha riconfermato per il prossimo triennio: Ovidio Brignoli (Vice Presidente/Presidente Fondazione SIMG), Raffaella Michieli (Segretario Nazionale), Luigi Galvano (Tesoriere), Pierangelo Lora Aprile (Responsabile Segretariato Scientifico), Gaetano Piccinocchi (Responsabile Segretariato Organizzativo) e Alessandro Rossi (Responsabile Ufficio di Presidenza). “Siamo disponibili – conclude il dott. Cricelli - a costituire un gruppo tra le società scientifiche della medicina generale.   Sono già ampiamente sviluppati anche rapporti con le Società specialistiche. Per quanto riguarda la possibilità di dar vita a una sorta di confederazione scientifica della medicina generale, riteniamo sia essenziale basarci sui  principi della democrazia condivisa: ciascuno all’interno del mondo scientifico deve essere rappresentato sulla base dei numeri, ma soprattutto delle competenze, della produzione scientifica e complessivamente della capacità di fare ricerca. Sono questi punti essenziali a partire dai quali siamo aperti a qualunque confronto con qualunque associazione”. Ufficio stampa: Intermedia 030.226105; intermedia@intermedianews.it
18
MAR
2013

25 Settembre 2009. A Genova il 2° Congresso regionale SIMG. Per la prima volta coinvolte due aree cliniche: quella oncologica e delle cure palliative. Un dibattito con le Istituzioni

CANCRO, L'APPELLO DEI MEDICI DI FAMIGLIA DELLA LIGURIA “NON ESCLUDETECI DALLE CAMPAGNE DI SCREENING” Il dott. Brasesco: “Possiamo migliorare l'adesione della popolazione alle iniziative di sensibilizzazione, purtroppo quasi assenti nella regione”. 8000 nuovi casi ogni anno   Genova, 25 settembre 2009 – Prima e dopo il cancro. Il ruolo del medico di famiglia nella gestione del malato oncologico diventa sempre più rilevante, non solo nella fase successiva alla dimissione ospedaliera, ma anche e soprattutto nel favorire la diagnosi precoce con la partecipazione dei pazienti alle campagne di screening. Domani a Genova medici di medicina generale, oncologi e palliativisti si confronteranno nel corso del Convegno “Il paziente oncologico: dalla diagnosi alle cure palliative verso una rete integrata a beneficio del paziente”: è il 2° Congresso Regionale SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) Liguria, particolarmente importante perché per la prima volta coinvolge due aree cliniche nazionali SIMG, l'area oncologica e quella delle cure palliative. Ogni anno in Liguria si registrano circa 8000 nuovi casi di cancro. “Nel prossimo futuro – spiega il dott. Pierclaudio Brasesco, Presidente regionale SIMG Liguria - saremo chiamati sempre più a collaborare con gli oncologi su molte terapie che sono ormai domiciliari. E il tema della prevenzione oncologica attraverso gli screening cogestiti dai medici di famiglia va totalmente riaffermato, sopratutto in Liguria, dove non solo si assiste al mancato coinvolgimento dei medici di medicina generale ma vi è una quasi totale assenza degli screening stessi”. “Altre esperienze regionali – afferma il dott. Claudio Cricelli, presidente nazionale SIMG –, ad esempio quella veneta, hanno invece evidenziato il nostro apporto fondamentale nel migliorare l'adesione della popolazione alle campagne di sensibilizzazione. Grazie al rapporto costante con i nostri assistiti possiamo informarli nel corso della normale attività clinica, con il materiale divulgativo disponibile nelle sale d'attesa e con il richiamo rivolto a coloro che non si presentano al primo invito per effettuare gli screening”. Il congresso si pone l'obiettivo di un ulteriore confronto: quello con le istituzioni regionali e locali (ASL) con l'obiettivo di trovare un “consensus” verso una “rete integrata a beneficio del paziente”. Sono stati invitati Claudio Burlando, presidente della regione Liguria, e Marta Vincenzi, sindaco di Genova.   Il ruolo del medico di medicina generale non si esaurisce nella prevenzione e nella diagnosi precoce. Il paziente curato per un cancro, dopo la dimissione ospedaliera ha, generalmente, una duplice possibile reazione psicologica nei confronti dell'esperienza vissuta. Alcuni persone tendono a rimuovere la patologia da cui sono affetti, per cui in qualche modo rifiutano l'idea di sottoporsi a periodici controlli. Altri, viceversa, sviluppano una tipica ansia che potremmo definire “da ricaduta”, legata al timore di sviluppare recidive neoplastiche, che li spinge a richiedere continuamente indagini di controllo. Proprio in questa fase il medico di famiglia torna dunque a riappropriarsi, in collaborazione con lo specialista, di un ruolo importante: è suo compito stimolare e motivare, con le giuste parole, il paziente “indisciplinato” e resistente agli accertamenti periodici, tranquillizzando e sostenendo psicologicamente, nel contempo, chi è emotivamente più fragile e più preoccupato di rivivere l'esperienza passata. Altro tema che verrà affrontato nel corso del Congresso ligure è quello delle cure palliative domiciliari, un ambito di particolare interesse per i medici di famiglia vista la tendenza a ricoveri sempre più brevi in ospedale. “Vogliamo confrontarci – conclude il dott. Brasesco - con chi sul territorio si assume l'onere di gestire le reti di cure palliative. L'assistenza al paziente neoplastico terminale rappresenta per il medico di famiglia un momento di grande impegno e coinvolgimento professionale ed emotivo. In questa fase della malattia egli assume un ruolo centrale e diviene un punto di riferimento prezioso ed indispensabile, guida per il malato e per il nucleo familiare lungo le varie fasi di un'esperienza difficile e dolorosa, spesso drammatica. Nella malattia terminale gli interventi finalizzati al controllo della patologia devono essere limitati a ciò che può consentire un reale vantaggio per la qualità di vita del paziente”. Nella prima parte del convegno si parlerà delle reti oncologiche in Italia, a seguire la tavola rotonda su “Governo clinico e sanità regionalizzata: una sfida per la medicina generale”. Ampio spazio anche all'aggiornamento sulle principali tematiche cliniche, nella sessione dedicata alle “nuove terapie nel trattamento dei big killers”. A chiudere i corsi professionalizzanti concepiti insieme dai medici di famiglia e dagli specialisti per offrire un vero aggiornamento“pratico”.     Ufficio stampa Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
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1 Settembre 2009. Influenza A:i medici di famiglia pronti ad affrontare la nuova influenza d’intesa con l’autorità sanitaria

Claudio Cricelli (Presidente Società Italiana di Medicina Generale):  “Disponibili sul sito www.simg.it  istruzioni dettagliate su come affrontare la pandemia” Firenze, 1 settembre 2009 – “ Nessuna misura o iniziativa isolata è sufficiente ad arginare e combattere la pandemia di influenza A/H1N1. Tutte gli strumenti e gli operatori di sanità pubblica devono essere coordinati. Quando arriverà anche in Italia il picco pandemico non sarà sufficiente, chiudere o sospendere attività o esercizi né come prevenzione né come soluzione dei problemi”. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), in vista del tavolo tecnico sull’influenza A che si svolgerà domani a Roma, sottolinea come la miglior difesa contro la pandemia sia rappresentata dall’organizzazione sanitaria. “Riponiamo la massima fiducia – continua il dott. Cricelli - nell’opera di coordinamento del Ministero della Salute e dell’autorità sanitaria in generale. Il piano pandemico funziona soltanto se viene attuato in tutte le sue parti e per far questo serve una gestione integrata delle attività di tutti gli attori coinvolti. Se dovesse arrivare il momento dell’emergenza pandemica, saranno adottate misure ordinarie e straordinarie, ma vogliamo anche ricordare che ciascuno di questi strumenti da solo non è in grado di arginare e contenere la diffusione della pandemia”. E al tavolo tecnico del 2 settembre la SIMG presenterà un documento (già inviato al Ministero della Salute e disponibile sul sito www.simg.it) con istruzioni tecniche dettagliate indirizzate ai medici di famiglia, agli operatori sanitari e ai pazienti. “Abbiamo raccolto – conclude Cricelli - alcune schede in un cofanetto ‘da… rompere in caso di necessità’: contengono, ad esempio, istruzioni per parenti e familiari su come affrontare la pandemia, risposte alle domande più frequenti, un decalogo operativo per la medicina generale e l’indicazione di misure di protezione per gli operatori sanitari. Istruzioni non banali ma che entrano nel merito della questione con un linguaggio chiaro e diretto”. Ufficio stampa Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
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19 Giugno 2009. Medici di Famiglia: ‘Entriamo nella rete delle cure palliative’

Claudio Cricelli (Presidente SIMG) appoggia la proposta di legge del viceministro Fazio sulle terapie anti-dolore Firenze, 19 giugno 2009 – “Apprezziamo e sosteniamo le iniziative del viceministro della Salute Ferruccio Fazio in materia di semplificazione della prescrizione dei farmaci oppioidi per il trattamento del dolore. Il provvedimento agevola il lavoro dei medici e consente il corretto trattamento dei cittadini”. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), appoggia la posizione del viceministro Fazio criticato per la presunta mancanza di copertura finanziaria alla proposta di legge sulle cure anti-dolore. Le attività nel settore della sanità, e quindi anche quelle relative alle cure palliative, sono gestite dalle Regioni e debbano avvalersi non di finanziamenti isolati, ma di risorse che vanno date alle Regioni in modo congruo rispetto al resto del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale. “Supportiamo fortemente l'idea – continua Cricelli – che le cure palliative vengano inserite nel piano sanitario nazionale e adeguatamente finanziate con i fondi degli obiettivi di piano in modo che le Regioni possano finalizzarli al raggiungimento dei risultati stabiliti”. Uno dei punti chiave della polemica sulla proposta di legge 624 sulle cure palliative è rappresentato dall'articolo 10 che, “prevedendo l'istituzione di una rete di terapia del dolore”, è stato ritenuto “suscettibile di determinare nuovi e o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. “La copertura finanziaria al provvedimento – conclude Cricelli - è assicurata dal vincolo posto sui fondi già destinati agli obiettivi di piano. La rete delle terapie del dolore in realtà non è nuova ma, con il nuovo provvedimento, si estende alla medicina generale ed proprio questa sarà la vera differenza rispetto ai sistemi precedenti. La medicina generale supporta fortemente l'idea che questa rete non sia nuova, ma venga allargata a tutti gli operatori sanitari che curano il dolore, tra cui in particolare, come ribadito dal viceministro Fazio, i medici di medicina generale”. Ufficio stampa: Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
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20 Aprile 2009. SIMG: Misuriamo la qualità della spesa sanitaria

A Roma un workshop internazionale organizzato da OCSE e ISTAT Al via un progetto che coinvolge medici di famiglia ed esperti del Ceis Tor Vergata. I primi  risultati disponibili a partire da luglio. Due milioni i pazienti monitorati    Firenze, 24 aprile 2009 – Per la prima volta in Italia sarà possibile misurare in modo preciso e dettagliato la qualità della spesa sanitaria pubblica. È l’obiettivo del progetto per la costruzione di un “Modello di microsimulazione della spesa sanitaria italiana”, frutto della collaborazione scientifica tra il CEIS Tor Vergata e la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). Il progetto è presentato oggi a Roma durante il workshop internazionale “Government output e productivity measurement: lessons from the international experience” sponsorizzato dal Ministero della Funzione Pubblica e della Innovazione, organizzato dall’OCSE, dall’ISTAT e dal CEIS Tor Vergata e promosso dal Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta. Sono sufficienti alcuni dati per comprendere le potenzialità del modello: 2 milioni di pazienti monitorati, oltre 200 milioni di prescrizioni per test diagnostici e 160 milioni di prescrizioni farmaceutiche. Non solo, circa la metà dell’intera spesa sanitaria pubblica italiana è “intermediata” dai medici di medicina generale (l’altra metà è invece spesa ospedaliera). è quindi giusto partire da queste basi per capire come si spende in sanità in Italia. “L’obiettivo principale del modello – spiegano il prof. Vincenzo Atella dell’Università degli Studi Tor Vergata di Roma e il prof. Claudio Cricelli, presidente SIMG – è quello di evidenziare i risultati in termini di salute dei pazienti per ogni euro aggiuntivo di spesa. Sarà inoltre possibile capire quale, tra le varie voci della spesa sanitaria, è la più efficace nel migliorare lo stato di salute della popolazione. I primi risultati ufficiali saranno disponibili a partire da luglio, anche se sarà necessario attendere la fine del 2009 perché il modello operi a pieno regime e possa essere utilizzato come strumento di valutazione della spesa e di molte politiche sanitarie nazionali e, soprattutto, regionali”. Saranno disponibili analisi quantitative sugli outcomes, gli output, i costi, la spesa e la produttività del settore sanitario pubblico italiano, attraverso l’utilizzo di dati relativi al paziente e al medico.   Ufficio stampa: Intermedia 030.226105; intermedia@intermedianews.it
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10 Aprile 2009. Terremoto, pronte unità di medici di famiglia per l’abruzzo

Claudio Cricelli, presidente SIMG: “Appartengono a tutte le associazioni della medicina generale italiana e saranno coordinate dalla Protezione Civile” Firenze, 10 aprile 2009 – “Stanno partendo dall'Umbria e dalle Marche le prime unità ‘leggere' di medici di medicina generale che andranno ad affiancare i colleghi delle zone colpita dal sisma. E da domani cominceranno ad arrivare all'Aquila i medici delle province abruzzesi”. Lo annuncia Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). “Questi medici – continua Cricelli – appartengono alle tre associazioni della medicina generale italiana (SIMG, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale e Sindacato nazionale autonomo medici italiani) e opereranno sotto il coordinamento della Protezione Civile e dei medici dell'Aquila in due stazioni che si trovano a Monticchio e Aquila Stazione”. È previsto un avvicendamento continuo e quotidiano degli aiuti per non appesantire la già difficile situazione locale. Ufficio stampa: Intermedia
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