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18
MAR
2013

SIMG E INIZIATIVE DI RICERCA IN MEDICINA GENERALE. Lettera aperta a tutti i soci SIMG

Il reiterarsi di iniziative rivolte “alla medicina generale italiana” per la partecipazione a ricerche promosse da attori diversi e proposte direttamente a singoli medici generali o a gruppi di essi, sia da parte di terzi che da professionisti pur qualificati (universitari, ospedalieri, esponenti di altre società scientifiche della medicina generale e non), ci induce a intervenire nel merito, al fine di dare una completa informazione a tutti gli appartenenti alla SIMG ed allo scopo di metterli nella condizione di operare al meglio le proprie scelte individuali. La SIMG è un’associazione libera e volontaria di professionisti che si riconoscono in essa, nei suoi valori, nei suoi obiettivi statutari. Tra le sue finalità primarie vi è quella di contribuire “alla promozione di iniziative dirette a favorire e valorizzare le attività di ricerca clinica, epidemiologica e di sperimentazione sui farmaci in medicina generale”. Per conseguire tali obiettivi essa si è dotata di un proprio Istituto di Ricerca Clinica ed Epidemiologica (Health Search) e di una propria Area per lo sviluppo della ricerca farmacologica in medicina generale (PharmaSearch), nell’ambito di una strutturazione in aree progettuali e di supporto, coordinate nel Segretariato Scientifico. Direttamente o attraverso il Segretariato Scientifico ed i propri istituti, la SIMG intrattiene rapporti di collaborazione con svariate istituzioni pubbliche e private, nazionali e internazionali, per lo sviluppo di iniziative di ricerca. Ad oggi, SIMG ha prodotto il maggior numero di ricerche nell’ambito della medicina generale italiana ed ha coinvolto il maggior numero di medici generali in questa attività. Qualsiasi iniziativa, anche se proposta “alla medicina generale italiana”, che non evidenzi in qualche maniera la partecipazione di SIMG o dei suoi istituti, è del tutto estranea alle politiche e alle strategie professionali della SIMG stessa, in quanto: non ha visto il coinvolgimento di SIMG, dei suoi istituti e dei suoi dirigenti in ogni fase di progettazione, sviluppo e proposta dell’iniziativa, oppure, avendone visto un coinvolgimento, non è stata giudicata tale da rispondere a criteri di qualità e di coerenza con le politiche e le strategie della SIMG stessa. In particolare, SIMG ha sempre ritenuto non compatibili con le proprie politiche di settore, le iniziative di ricerca: che non fossero state preliminarmente discusse e concordate con i medici coinvolti , attraverso la preventiva presentazione ad essi del protocollo e di ogni una adeguata informazione; in cui i medici generali svolgessero un ruolo subalterno e meramente esecutivo; in cui i medici generali fossero reclutati attraverso contatti individuali; che non prevedessero la distribuzione gratuita dei farmaci (anche se già in commercio) ai pazienti”. Si ribadisce la piena libertà di ogni iscritto di aderire individualmente a qualsiasi altra iniziativa che non sia lesiva del decoro e degli interessi della SIMG; si richiamano altresì tutti i soci ad un’estrema attenzione, pur nella salvaguardia della loro libertà di partecipazione, nei confronti di iniziative estranee alla SIMG e li si invita a denunciare ogni possibile rischio di strumentalizzazione. Infatti, anche se proposte con l’apparente buona finalità di essere rivolte a tutta la medicina generale, nel dichiarato intento di fare crescere la nostra professione e con l’accattivante, magari inconsapevole, complicità di personaggi di spicco del mondo sanitario nazionale o locale, tali iniziative possono essere in palese contraddizione con le finalità, le politiche e le strategie professionali della SIMG. Si confida pertanto, oltre che nell’affermazione dei principi di libertà individuale sopra affermati (caratteristica questa di cui la SIMG si è sempre fatta vanto), anche nell’esercizio attento delle capacità critiche di giudizio proprie di ogni “uomo libero” (quale riteniamo debba essere ogni associato alla SIMG) e nell’affermazione di quello spirito di appartenenza che caratterizza l’affiliazione alla nostra Società. dott. Germano BETTONCELLI - coordinatore nazionale del segretariato scientifico SIMG dott. Fabio SAMANI - responsabile nazionale dell’area della ricerca SIMG dott. Saffi Ettore GIUSTINI - responsabile nazionale dell’area delle politiche del farmaco SIMG
18
MAR
2013

29 Novembre 2001: L’ambulatorio diventa un Cyberstudio. Medici collegati in Rete per condividere le diagnosi

Firenze, 29 novembre 2001 - Teleconsulti, trasmissione di immagini e di referti in banda larga, diagnosi e controlli attraverso il computer palmare: la rivoluzione digitale entra in ambulatorio e apre prospettive e scenari tuttora inimmaginabili per la medicina di famiglia italiana. Il vecchio gabinetto medico diventa preistoria e sta per lasciare spazio ad un più moderno cyberstudio, dotato di tutti gli strumenti in grado di portare l’intero scibile scientifico sul pc, di far colloquiare in video il medico di famiglia sia con i suoi assistiti sia con i più prestigiosi specialisti. Nell’arco di un decennio, quella che viene definita la miniaturizzazione della tecnologia, con la messa a punto di apparecchiature sempre più sofisticate e facilmente accessibili, farà diventare realtà quotidiana un mondo fino a ieri assolutamente fantascientifico. Una rivoluzione questa ormai inarrestabile, che porterà sicuramente dei grandissimi vantaggi alla sanità, ma che ha anche assoluto bisogno di essere governata per evitare pericoli e storture. Di tutto questo, delle conoscenze e della tecnologia al servizio del medico e del paziente – si parlerà al XVIII Congresso Nazionale della SIMG, in programma al Centro Internazionale Congressi di Firenze da oggi a sabato 1 dicembre, e il cui titolo è proprio “Mai più soli”.Un titolo che, come spiega Ovidio Brignoli, vice presidente della Società, ha un doppio significato: “in primo luogo un’apertura al dialogo e al confronto con gli altri specialisti, che significa l’abbandono dell’idea di una medicina generale ‘protagonista’ per entrare in una logica di condivisione delle cure. In secondo luogo – aggiunge Brignoli – il Mai più soli di oggi è la conseguenza diretta di un percorso iniziato anni fa dalla SIMG con la costruzione di un network di medici, la rete Millenet, che ci ha di fatto tolti dall’isolamento. I medici sanno molte cose ma ne ricordano poche: la medicina nell’era del byte non ha più bisogno di una cultura smisurata, ma di avere a disposizione la cultura necessaria per il problema di quel singolo paziente. Ed è qui che Millenet, la ‘rete’, il ‘network’, supporta il medico”. L’avvento di questa globalizzazione delle informazioni sta cambiando anche il rapporto con il paziente. “Un paziente – spiega Giorgio Monti, segretario nazionale della SIMG – che oggi occupa il centro del sistema e che grazie alla tecnologia può soddisfare appieno la sua sete di informazioni. Internet consente già oggi di avere consulenze mediche, di accedere direttamente alle strutture sanitarie, di ordinare farmaci, ottenere diete personalizzate, fare prenotazioni per indagini diagnostiche e terapeutiche, informarsi nelle biblioteche mediche sulle proprie patologie. Quello che iniziamo a vedere è dunque un paziente che attinge da questa massa di notizie e che si presenta alla struttura con richieste e aspettative ben precise. E se da un lato ciò è sintomo di crescita culturale, dall’altro non bisogna sottovalutare che il cittadino non ha le conoscenze per poter pesare le notizie che recepisce sul web. Compito della medicina generale è quindi di farsi trovare pronta al passaggio da una realtà che potremmo definire off line ad una on line, cogliendo le opportunità che offre l’era digitale, ma soprattutto ritagliandosi un ruolo di driver del sistema. Nello stesso tempo – auspica Monti - il mondo di Internet deve iniziare a porsi il problema di certificare i siti per garantire la correttezza di quello che viene messo in linea”. Ormai il limite tecnologico della trasmissione di immagini e di referti è superato, per cui quando (entro breve) saranno pronte le connessioni, ci sarà un’esplosione di iniziative di questo genere: teleconsulti, teleformazione, teletrasmissione. Proiezioni nemmeno troppo azzardate ci dicono che fra una decina d’anni in America il 30% delle visite ambulatoriali si farà tramite canali digitali telematici. E visto la crescita in parallelo è lecito pensare che anche per l’Europa i tempi saranno gli stessi. Del resto in Inghilterra sono già attivi portali che danno risposte sanitarie ai pazienti. Così in Italia, dove le stesse Asl hanno spesso un sito web attraverso il quale hanno aperto una finestra di dialogo sia con i medici che con i pazienti.
18
MAR
2013

Claudio Cricelli: “Medici protagonisti sempre e comunque”. In qualunque sistema sarà garantito il massimo livello delle prestazioni

Firenze, 29 novembre 2001 - “In questo momento – afferma Claudio Cricelli, presidente della SIMG nell’inaugurazione ufficiale del XVIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale in corso a Firenze fino a sabato primo dicembre - sappiamo soltanto di essere alla vigilia di una profonda trasformazione delle regole di funzionamento del sistema di cure, ma non siamo in grado di prevedere quali effetti produrrà. Non lo sappiamo perché ancora non conosciamo i termini di queste regole: di che prestazioni avranno diritto i nostri pazienti, cosa potremo prescrivere, cosa potremo prescrivere nelle varie regioni, i Lea sono una novità…Noi apriremo il Congresso con una affermazione forte: qualunque cosa succeda, qualunque decisione politica venga presa, in qualsiasi regione, i medici generali italiani, e in particolare i medici della Simg, sono nella condizione ideale per fare in modo che qualunque processo di cura venga fatto al meglio. Ci assumiamo fino in fondo questa responsabilità, che è una responsabilità scientifica e professionale, sia di fronte alle istituzioni sia, soprattutto di fronte ai cittadini. I medici possono essere più o meno contenti, possono anche non condividere le decisioni politiche, ma in ogni circostanza faranno il massimo affinché il livello delle cure sia il più alto possibile”. Nell’ultimo anno – prosegue Cricelli - la SIMG ha realizzato una straordinaria alleanza con i farmacologi italiani, che porterà alla creazione di strutture di studio del farmaco in tutti i suoi aspetti, compresi i possibili effetti negativi, per controllarli e prevenirli. In questo Congresso presenteremo inoltre i termini dell’accordo stretto con la Società Italiana di Andrologia per lo studio e la cura congiunta, sul territorio e nei centri ospedalieri, dei problemi andrologici dei nostri pazienti. Abbiamo stretto una alleanza con il Coordinamento Nazionale delle Persone Sieropositive (Gita) per la creazione di una rivista e l’organizzazione di una trentina di corsi in tutta Italia sul problema Aids, perché è giunta l’ora che il medico di medicina generale si riappropri di una patologia come l’Aids. Infine daremo conto di un’altra importante partnership, con il Polo di Ricerca Biomedica dell’Istituto San Raffaele di Roma, per la creazione del Centro Nazionale di ricerca in medicina generale. Per la prima volta in questo Paese i medici di famiglia avranno a disposizione propri laboratori di ricerca, centri di formazioni, creeremo delle scuole regionali di medicina generale”. “I medici di medicina generale – conclude il presidente della SIMG - sono protagonisti ma non centrali nel sistema: la centralità implica infatti che tutti gli altri ti ruotino intorno, mentre in qualunque sistema sanitario non esistono prevalenze ma livelli di collaborazione, esiste una condivisione delle cure che deve essere raggiunta attraverso un’intesa con tutte le categorie professionali. Non siamo al centro di nulla: siamo nel continuum delle cure e per questo vogliamo trovare accordi strutturali con gli specialisti per curare le persone all’interno degli ospedali, sul territorio, negli ambulatori".
18
MAR
2013

Claudio Cricelli: “Tecnologia, Politica e Libertà”

Inizia una nuova legislatura e all’ordine del giorno si pongono immediatamente i problemi del sistema sanitario. L’agenda del nuovo ministro contiene infatti sia temi economici che temi di organizzazione sanitaria . Il nuovo ministro è il prof Girolamo Sirchia , noto immunologo di Milano, al quale inviamo un caloroso saluto. Ho avuto occasione di lavorare con il prof. Sirchia quando presiedeva una commissione Ministeriale che aveva il compito di studiare nuovi modelli professionali e retributivi per la Medicina Generale. A quel tavolo giunsero alcune proposte, peraltro mai applicate che sostanzialmente prevedevano una applicazione del budget per la medicina Generale (erano i tempi del Fundholding inglese ) e di un nuovo modello di remunerazione per il medico di famiglia. Ritrattava , se non ricordo male , di applicare una quota capitaria piu’ bassa di quella attuale e , in aggiunta , una sorta di premio di produttività legato ad alcune funzioni innovative di qualità. Malgrado gli anni trascorsi , i problemi non sono cambiati. La medicina generale soffre ancora di un eccesso di appiattimento legato all'assenza di un sistema premiante. Il riconoscimento della diversità della complessità dell’organizzazione in rapporto ai servizi erogati è del tutto insufficiente. I sistemi a quota capitarla assoluta non stimolano la competizione professionale e l’innovazione tecnologica. Resta peraltro irrisolto il problema cruciale che abbiamo sempre sottolineato . Per promuovere un vero decollo delle cure primarie occorre realizzare un investimento in conto capitale che veda la struttura e l’organizzazione della Medicina Generale alla stregua di qualunque altra struttura sanitaria pubblica. Occorre dotare di personale infermieristico gli studi , occorre investire nella creazione di studi professionali adeguati , occorre mettere a disposizione dei Medici di Famiglia tecnologie avanzate, senza le quali le dichiarazioni di intenti restano prive di conseguenze. Ci hanno già detto tutti , politici e amministratori , quanto la Medicina Generale sia considerata da loro indispensabile. Rispondiamo a tutti che abbiamo stimato come , attraverso un investimento iniziale di circa 3000 miliardi e con una spesa corrente di circa 1500 miliardi all’anno , aggiuntiva allo stanziamento per l’onorario professionale , si possa configurare un sistema di cure primarie di grande qualità e ricco di prestazioni avanzate , fondato su un modello organizzativo avanzato ed efficiente. D’altra parte se solo torniamo all’agenda di priorità del nuovo ministro , ci accorgiamo che la priorità numero 1 sarà rappresentata dalla spesa sanitaria. Gli sfondamenti previsti parlano di un aumento del 30% della spesa farmaceutica oltre all’inarrestabile ascesa della spesa totale e per gli ospedali. L’ennesima manovra di congiuntura , basata su ticket, "reference pricing" , farmaci generici , revisione delle note cuf, appartiene all’armamentario della macroeconomia , efficace sul breve ma ben presto annullata dalla evoluzione del sistema. Ricordiamo dunque che esiste un solo modo conosciuto e collaudato di stabilizzare i costi del sistema sanitario . Esso è un sistema basato sulla conduzione manageriale, estesa anche ai medici di medicina generale e fondata su un modello professionale che prevede potestà di allocazione delle risorse economiche e competizione professionale. Tale sistema, assimilabile al "fundholding" inglese , ma realizzabile anche su scala ridotta e meno complessa , consente di definire la spesa per obbiettivo e coinvolgere gli amministratori ed i professionisti sugli obiettivi attraverso la valutazione economica , L’EBM e la buona pratica clinica. Un sistema del genere risolverebbe inoltre il problema della formazione medica continua , che tornerebbe ad essere un supporto alla competenza professionale e non il fine della medicina , come sembra essere oggi secondo la legge 229 . E’ singolare come queste opinioni , nella forma di vere e proprie prese di posizione politiche , noi abbiamo sempre espresso come Società Scientifiche. Molti ricorderanno con quale lungimiranza abbiamo introdotto l’accreditamento (detto anche bollino blu) suscitando lo scherno e la irrisione di alcuni pochi sconsiderati che ci vestirono da banana Chiquita. Occorre allora ripetere a tutti , colleghi , amministratori e politici compresi che la strada della buona gestione , della buona organizzazione sanitaria e dell’investimento sulle cure primarie è senza ritorno. Costi e profitti della sanità non sono piu’ fondati su accordi burocratici , ma esclusivamente sulla capacità gestionale di applicare i buoni principi della medicina scientifica. A costo di apparire noioso e temerario , ripeto che il futuro della sanità e della medicina si fonda sempre piu’ su quelle creature che si chiamano Società Scientifiche . Esse associano i cultori professionali delle discipline e si dedicano a delineare e realizzare le procedure della buona pratica medica efficiente , efficace ed umana . Alla luce di questi convincimenti , è sempre piu’ avanzato il processo di aggregazione delle Società Scientifiche Italiane , che intendono costituirsi in Comunità scientifica allo scopo di presentarsi uniti di fronte ai problemi ed alle sfide che attendono la Comunità scientifica del nostro Paese. Tale processo di aggregazione attende dal ministro , che ne fu e ne è precursore , un segnale forte ed esplicito di attenzione, consapevoli come siamo della nostra terziarietà rispetto alle istituzioni , ma anche della nostra disponibilità alla collaborazione. La Medicina Generale e la Comunità Scientifica tutta , sono in grado e sono desiderose di offrire un contributo fattivo al lavoro del Ministro , al quale guardano con estrema simpatia . Ma l’agenda della Sanità dovrà anche affrontare temi sospesi nella precedente legislatura e solo parzialmente risolti. Abbiamo finalmente il decreto sulla Ricerca Farmaceutica di Fase III . La sua promulgazione conclude una lunga storia politica nella quale da sempre abbiamo sostenuto le ragioni della ricerca sul farmaco in MG. Abbiamo piu’ volte ribadito e lo diciamo ancora , che di questa decisione siamo riconoscenti al Ministero tutto ed in particolare al Dirigente dr. Nello Martini. Molti parvenu’ della scienza vantano oggi prelazioni e si fregiano di questo risultato . Chi ha vissuto per intero queste vicende vive con rassegnato fastidio le fanfare delle associazioni mediche, delle Università e dei molti altri, inclusi alcune aziende farmaceutiche che con fragore si felicitano per l’avvio della fase III in MG. Sappiano lor signori che trattasi di duro lavoro , non retribuito […]
18
MAR
2013

11 Aprile 2001: I medici chiamano Palazzo Chigi. “Le nostre richieste al futuro premier”

 Roma, 11 aprile 2001 - Un check up preventivo per il nuovo inquilino di Palazzo Chigi e per la sua squadra di governo. La conquista della poltrona di primo ministro passa anche, o soprattutto, attraverso l’attenzione che i due principali schieramenti politici sapranno e vorranno dare alle richieste dei 150 mila camici bianchi iscritti alle 80 società scientifiche italiane riunite nel Comitato di Coordinamento Nazionale. Ad aprire il delicato capitolo sanità e rivendicare per i medici un ruolo di primo piano nel Sistema sanitario nazionale è Claudio Cricelli, presidente delle Società Italiana ed Europea di medicina generale, rappresentante del Coordinamento. “Per prima cosa – spiega Cricelli – vogliamo avere da Polo e Ulivo un’indicazione precisa di come, una volta eletti, intendano equilibrare il Sistema sanitario nazionale, qual è la loro idea di qualità degli operatori e, di conseguenza, se vogliono che siano le società scientifiche a curare la formazione dei medici o se invece intendono imporre dall’alto sistemi amministrativo burocratici. Da troppo tempo vediamo programmi privi di qualsiasi garanzia e il nostro timore è che, per l’ennesima volta, i problemi sanitari vengano sottovalutati o addirittura insabbiati. I medici hanno bisogno di risposte immediate, anche per sapere dove indirizzare le loro decisioni di voto”. Altro tema scottante messo sul tavolo da Cricelli riguarda la riforma sanitaria. “Centro-destra e centro-sinistra – sostiene il presidente di SIMG - ci devono dire cosa intendono fare della legge 229, perchè così com’è configurato il sistema previsto dalla normativa non deve andare a regime: a nostro avviso è necessario ipotizzare una diversa strategia operativa fondata sulla sussidiarietà, sull’accreditamento e sulla selezione delle istituzioni. Vogliamo insomma un sistema bilanciato in cui i ruoli siano ben chiari e non sovrapponibili, dove gli ordini abbiano al massimo un compito regolatorio e non siano né erogatori né referee scientifici. Compiti questi che spettano solo alle società scientifiche e che nessun altro deve arrogarsi. Chi tenta di confondere i ruoli fa solo male ai cittadini e al sistema sanitario”. I medici italiani – prosegue Cricelli - chiedono ufficialmente alle forze politiche dei due schieramenti una riforma radicale dell’impostazione della formazione, dell’accreditamento e dei ruoli di interlocuzione all’interno del sistema sanitario. Chiedono che le società scientifiche siano subito accreditate e che questa sia la prima decisione del futuro governo, che nei programmi sanitari si dica con chiarezza se si vuole mantenere l’attuale sistema formativo fortemente burocratico, oppure se si vuole un sistema liberale in cui venga esaltata la qualità dei medici. “A tal fine chiediamo la proroga dell’inizio del programma ufficiale di ECM (Educazione continua in Medicina) allo scopo di rivedere la normativa”. Una riforma che, secondo i camici bianchi, avrebbe una ricaduta positiva anche sui cittadini. “Il vantaggio per l’intera popolazione è che a fronte di un sistema in cui il singolo impara quello che c’è scritto in un libro, qui è la società scientifica che traccia il percorso formativo per arrivare all’eccellenza, per conferire la certificazione di qualità attraverso l’ormai famoso bollino blu, che è poi anche l’unica tutela per il cittadino”. “Noi – chiude Cricelli – siamo disponibili a incontrare entrambi gli schieramenti per approfondire questi temi. Non nego che ci aspettiamo di essere consultati, altrimenti decideremo in autonomia i messaggi da dare sia ai nostri associati che ai nostri pazienti”. “COSI’ MIGLIOREREMO IL RAPPORTO COI CITTADINI” LE DIECI REGOLE DELLE SOCIETA’ SCIENTIFICHE Oggi in Italia una visita medica ha una durata media di sette minuti. Un tempo insufficiente non solo per fare una diagnosi ma anche per ascoltare il paziente, comprendere le sue esigenze, interpretarne i bisogni, raccogliere i suoi sfoghi. Sommerso com’è dalle urgenze burocratiche, talvolta il medico non riesce nemmeno a formarsi e ad aggiornarsi finendo con l’impoverire il suo bagaglio culturale, a tutto svantaggio del cittadino utente. Per questo le principali società scientifiche italiane si sono riunite in un Coordinamento nazionale che si è posto l’obiettivo di migliorare il livello scientifico della professione e di essere l’interlocutore privilegiato delle istituzioni. Alla vigilia delle elezioni politiche, il Coordinamento presenta una serie di richieste a chi sarà chiamato a governare il Paese. Ne scaturisce un decalogo di priorità che, se sarà rispettato, consentirà a tutta la popolazione di poter avere medici sempre più preparati. Meno burocrazia per una migliore gestione del paziente Maggiore autonomia professionale Ricerca in medicina generale Ruolo degli ordini limitato alle attività regolatorie Informatizzazione e telematizzazione degli ambulatori Separazione netta di ruoli e compiti di ciascuno degli attori del Sistema sanitario nazionale  Accreditamento delle società scientifiche Delega alle sole società scientifiche accreditate a gestire la formazione dei medici e a certificarne la qualità Inibizione dell’attività di formazione alle aziende farmaceutiche in qualità di provider Normativa concordata a livello europeo per l’ECM (Educazione continua in medicina)
18
MAR
2013

3 Maggio 2001: NOTE CUF, REGIONI E ASL FANNO DA SOLE. La Simg denuncia le disparità di applicazione del decreto

Firenze, 3 maggio 2001 Le difficoltà interpretative delle nuove Note Cuf, e in particolare della 13 sulle statine, stanno portando Regioni e Aziende sanitarie locali a decidere autonomamente la loro applicazione. A denunciarlo è la Società Italiana di Medicina Generale. In una lettera al dott. Nello Martini, direttore del Dipartimento di Valutazione dei Medicinali e di Farmacovigilanza, indirizzata per conoscenza anche al ministero della Sanità, agli assessori regionali alla Sanità e agli Uffici farmaceutici regionali, il presidente di Simg, Claudio Cricelli, chiede “un intervento di indirizzo e regolatorio che riaffermi con esplicita chiarezza la verità scientifica sulla suddetta nota e che ribadisca la sua interpretazione autentica”. “Sul problema delle statine – scrive Cricelli - registriamo prese di posizione regionali e locali che a nostro parere contraddicono non solo lo spirito e la lettera della Nota suddetta, ma il razionale scientifico che l’ha ispirato e che la comunità scientifica italiana ha unanimemente ribadito”. Ricordiamo infatti che nella Nota 13 la Cuf ha accettato l’effetto di classe delle statine, che ora possono quindi essere prescritte tutte gratuitamente ai pazienti che presentano ipercolesterolemia non corretta dalla sola dieta e a rischio elevato di un primo evento cardiovascolare o in pazienti con cardiopatia ischemica. Per questo – afferma il presidente di Simg – “siamo assai inquieti sulle pressioni che vengono esercitate sui medici di medicina generale, con l’intento di fare delle note ancora una volta uno strumento per il controllo della spesa e non di promozione della salute”. La Simg, chiude Cricelli, si impegnerà a tenere informato il Ministero “dei comportamenti di tutte quelle Regioni ed Aziende USL che invieranno ai medici interpetrazioni soggettive, tali da non far risaltare l’assunto scientifico secondo il quale l’effetto delle statine in prevenzione cardiovascolare è legato alla loro classe ed alla loro capacità oggettiva di abbassare i tassi di colesterolo plasmatici”.
18
MAR
2013

24 Gennaio 2001: LEGGE SUGLI OPPIOIDI: “PER L’ITALIA UNA SVOLTA EPOCALE”. LA SIMG APPLAUDE L’APPROVAZIONE DELLA NORMATIVA

Firenze, 24 gennaio 2001 “L’approvazione della legge sugli oppioidi rappresenta una svolta epocale attesa da tempo dai malati e dalle loro famiglie, che permetterà di lenire la sofferenza e di migliorare la qualità della vita di migliaia di persone”. La Società Italiana di Medicina Generale ha accolto con grande favore la notizia della conclusione positiva di questa querelle che faceva dell’Italia “l’unico tra i paesi europei a non aver modificato la legislazione sugli stupefacenti al fine di rispondere ai bisogni dei pazienti con dolore”. “Al ministro della Sanità Umberto Veronesi, al presidente del Senato Nicola Mancino alla presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Marida Bolognesi, ed a tutti i parlamentari che si sono impegnati nell’approvazione di questa legge – aggiunge il presidente della SIMG Claudio Cricelli - va il nostro ringraziamento per aver dato ascolto al forte segnale venuto dal mondo della Sanità in difesa dei malati”. Un segnale che – dice Cricelli – rappresenta però “solo il primo passo sulla strada dello sviluppo di modelli di assistenza che dovranno riportare al centro dell’attenzione i malati e il loro disagio. Ci sono ancora molte cosa da fare per far sì che questo primo passo dia i suoi frutti. C’è la necessità di formare medici, infermieri e operatori preparati che sappiano lavorare insieme al servizio dei malati. Ma c’è anche la necessità di sviluppare modelli organizzativi e di avviare iniziative di formazione, informazione e di controllo che garantiscano il trattamento efficace del dolore e degli altri sintomi e che favoriscano, quando è possibile, la cura domiciliare. La Medicina di famiglia – conclude Cricelli - si candida attraverso la sua Società Scientifica ad essere protagonista, accanto ai pazienti e alle loro famiglie, anche di questo cambiamento.
18
MAR
2013

21 Agosto 2001. Claudio Cricelli: “Nessuna responsabilità dei medici generali: in Italia i dosaggi di cerivastatina sono sicuri”

Firenze, 21 agosto 2001 "La classe medica respinge con forza le illazioni su presunte responsabilità di negligenza nelle prescrizioni di cerivastatina". A sostenerlo è Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) secondo cui nel nostro Paese "grazie ad una legislazione efficiente e di salvaguardia della salute dei cittadini, questa molecola, i cui effetti si conoscevano da tempo, viene usata dai medici di famiglia e dagli specialisti a dosaggi totalmente sicuri. Noi - continua Cricelli - non utilizziamo i dosaggi adottati dagli americani e questa è una decisione del ministero della sanità che i medici di questo paese hanno sempre rispettato rigorosamente". "Non solo, i medici di famiglia italiani - sottolinea il presidente di Simg - sono perfettamente consapevoli di quali siano le modalità corrette e sicure di prescrizione e non danno sicuramente ai propri pazienti la cerivastatina insieme ai fibrati". Tutto ciò spinge Cricelli a dire che "il meccanismo complessivo - legislativo, di controllo del ministero e di correttezza prescrittivi della professione - ha funzionato molto bene". "Per questo - prosegue ancora il presidente di SIMG - invitiamo i nostri pazienti a stare tranquilli perché sia i medici che l'autorità sanitaria sorvegliano la situazione con attenzione". "In ogni caso - anticipa Claudio Cricelli - la SIMG ha già in corso di attuazione un sistema avanzato di farmacovigilanza e di ricerca farmaceutica che verrà presentato il prossimo autunno".
18
MAR
2013

22 Agosto 2001. Nasce Pharmasearch, I Medici di famiglia attivano il laboratorio di farmacovigilanza

Firenze, 22 agosto 2001 I medici italiani reagiscono alla bufera cerivastatina, il principio attivo dell'anticolesterolo Lipobay, annunciando la costituzione subito dopo l'estate di Farmasearch, "un laboratorio permanente di ricerca sui farmaci che ha l'obiettivo sia di produrre dati e informazioni indipendenti da fornire come servizi a tutti i camici bianchi e alle istituzioni pubbliche e private, sia di supportare e sostenere un progetto di farmacovigilanza che migliori la conoscenza del farmaco e il suo uso corretto". A darne notizia sono i vertici della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) che, lo ricordiamo, da anni ha attivato una rete nazionale di medici sentinella che raccolgono dati epidemiologici-clinici sui farmaci e sulle prescrizioni. Questi dati, dopo la loro elaborazione da parte di Health Search, l'istituto di ricerca della società, vengono poi messi a disposizione delle istituzioni pubbliche. La SIMG ricorda inoltre che "la sperimentazione clinica di fase 3 e di fase 4 estesa alla medicina generale deve essere un punto su cui investire per migliorare la conoscenza e le modalità d'uso dei farmaci e che recentemente il governo ha approvato un decreto che permette la realizzazione di questa attività". In seguito infine alle vicende che hanno portato alla sospensione della cerivastatina e alle notizie diffuse alla popolazione, la Società intende precisare che: il ministero della Sanità e il Dipartimento Farmaci hanno correttamente e tempestivamente informato i medici sul dosaggio ottimale e sui rischi dell'uso in associazione attraverso il bollettino dei farmaci e una "dear doctor letter". i medici di medicina generale hanno tenuto conto di queste indicazioni e delle norme per la prescrizione del farmaco come dimostrato dal fatto che in Italia non vi sono stati eventi letali o gravi correlati all'uso di cerivastatina ridurre il colesterolo nelle persone a rischio evita un evento grave ogni 900 pazienti trattati mentre gli effetti collaterali gravi, ben noti ai medici, compaiono in un paziente su 100.000, sopratutto a dosaggi diversi da quelli consigliati in Italia e in associazione con altri farmaci. "Questi dati - conclude la SIMG - non trovano riscontro nelle informazioni diffuse dagli organi di stampa e dagli organi istituzionali preposti alla valutazione dei fatti ai quali si raccomanda maggiore cautela per non turbare, come è avvenuto, il rapporto tra medici e pazienti, in assenza di prove documentate".
18
MAR
2013

11 Settembre 2001. Cricelli: “Sulla formazione d’accordo con Sirchia. Ma i medici devono essere coinvolti e responsabilizzati

Firenze, 11 settembre 2001 - Esame di stato ogni 5-10 anni per i medici. Sull’ipotesi prospettata oggi in Commissione Affari Sociali dal ministro della Salute Girolamo Sirchia, Claudio Cricelli, presidente della SIMG e del Coordinamento Nazionale delle Società Scientifiche, si dice “d’accordo della necessità che i medici italiani mantengano il livello di competenza professionale il più elevato possibile. Per tale ragione – aggiunge - condividiamo la necessità di un sistema nazionale che consenta di valutare la formazione medica in tutti i suoi aspetti. Chiediamo però al ministro di voler considerare il modello da utilizzare, perché riteniamo che quello pensato finora sia inutilmente complicato e non raggiunga l’obiettivo”. Claudio Cricelli aggiunge quindi che la SIMG “sosterrà il ministro nella sua battaglia a favore di una professione medica qualificata e di alto livello che sia di tutela nei confronti della qualità della prestazione medica verso i cittadini. Riteniamo tuttavia – conclude - che in questo processo i medici debbano essere coinvolti e responsabilizzati e non sottoposti ad inutili pratiche burocratiche, sempre in agguato dietro sistemi di formazione farraginosi come quello proposto in passato”.
18
MAR
2013

8 Ottobre 2001. Nasce il centro di Ricerca dei medici di famiglia. Firmato l’accordo tra SIMG e San Raffaele

La struttura avrà sede al Parco Scientifico Biomedico di Castel Romano Rimini, 8 ottobre 2001 Il presidente della Società Italiana di Medicina Generale, Claudio Cricelli, e il direttore del Parco Scientifico Biomedico dell’Istituto San Raffaele di Roma, Carlo Caruso, hanno firmato il protocollo d’intesa per la costituzione di un Centro di Ricerca Nazionale che vedrà lavorare fianco a fianco i medici di famiglia e gli specialisti. L’accordo è stato ufficializzato ieri a Rimini durante l’ultima giornata dei lavori del Congresso “La Ricerca in Medicina Generale”, che ha visto la partecipazione di oltre 500 camici bianchi di tutte le sezioni della SIMG. La struttura, che troverà spazio nella sede del San Raffaele a Castel Romano, alle porte della capitale – 18.000 metri quadrati di laboratori su una superficie di 54 ettari – si occuperà di “ricerca epidemiologica, clinica, farmacologia, farmaceutica, nonché di sperimentazione in settori innovativi della medicina, quali la genomica e la genetica”. La nascita di questo Centro di Ricerca – hanno sottolineato sia Cricelli che Caruso - è la logica conseguenza di un processo di crescita della medicina di famiglia e apre un nuovo capitolo nella professione: promuovere la cultura della ricerca in medicina generale significa infatti migliorare in prospettiva la qualità e l’efficacia della cure primarie. “Del resto – ha spiegato Cricelli - le recentissime vicende legate agli effetti collaterali di alcuni farmaci utilizzati da tempo (cerivastatina) sono state la spia di un disagio, dell’impossibilità attuale per la sanità italiana di misurare l’effettiva validità dei farmaci e di mettere in atto strumenti di programmazione sanitaria, anche attraverso scelte politiche di tipo farmacoeconomico, in grado di fronteggiare o minimizzare questi rischi. La medicina generale, attraverso la sua presenza capillare sul territorio, è in grado di dare un contributo eccezionale in questo ambito”. “Andare a fare ricerca sui rischio cardiovascolare o su quello oncologico utilizzando i grandi numeri dei medici di famiglia – ha detto Caruso - significa per esempio fornire delle conoscenze che possano essere utili per chi deve decidere le strategie di politica sanitaria. Inutile infatti nascondersi – ha proseguito il direttore del Parco Biomedico del San Raffaele di Roma – che oggi la ricerca clinica in Italia è farraginosa e scollata: nel nostro Paese si investono attualmente in ricerca solo 1400 miliardi l’anno (500 in ricerca clinica), che rappresentano il 9,2% del fatturato lordo della farmaceutica. Una cifra irrisoria, che ci colloca al penultimo posto in Europa, davanti solo alla Spagna, dove si investe l’8,2% del fatturato, lontani dalla Francia (25,6%), dal Regno Unito (33,3%) e ad anni luce dalla Svizzera (88,2%)”. Il nuovo Istituto inizierà a lavorare da subito su progetti autonomi o su input privati, sui quali verranno preparati i protocolli di ricerca e coinvolti di volta in volta i medici del territorio. Nel corso del congresso è stato inoltre annunciato che entro un anno dalla firma del protocollo la SIMG inizierà la pubblicazione di una nuova rivista scientifica che presenterà i lavori fatti dai ricercatori del Centro.