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22 Agosto 2001. Nasce Pharmasearch, I Medici di famiglia attivano il laboratorio di farmacovigilanza

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Firenze, 22 agosto 2001
I medici italiani reagiscono alla bufera cerivastatina, il principio attivo dell'anticolesterolo Lipobay, annunciando la costituzione subito dopo l'estate di Farmasearch, "un laboratorio permanente di ricerca sui farmaci che ha l'obiettivo sia di produrre dati e informazioni indipendenti da fornire come servizi a tutti i camici bianchi e alle istituzioni pubbliche e private, sia di supportare e sostenere un progetto di farmacovigilanza che migliori la conoscenza del farmaco e il suo uso corretto".

A darne notizia sono i vertici della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) che, lo ricordiamo, da anni ha attivato una rete nazionale di medici sentinella che raccolgono dati epidemiologici-clinici sui farmaci e sulle prescrizioni. Questi dati, dopo la loro elaborazione da parte di Health Search, l'istituto di ricerca della società, vengono poi messi a disposizione delle istituzioni pubbliche.

La SIMG ricorda inoltre che "la sperimentazione clinica di fase 3 e di fase 4 estesa alla medicina generale deve essere un punto su cui investire per migliorare la conoscenza e le modalità d'uso dei farmaci e che recentemente il governo ha approvato un decreto che permette la realizzazione di questa attività".
In seguito infine alle vicende che hanno portato alla sospensione della cerivastatina e alle notizie diffuse alla popolazione, la Società intende precisare che:

  1. il ministero della Sanità e il Dipartimento Farmaci hanno correttamente e tempestivamente informato i medici sul dosaggio ottimale e sui rischi dell'uso in associazione attraverso il bollettino dei farmaci e una "dear doctor letter".

  2. i medici di medicina generale hanno tenuto conto di queste indicazioni e delle norme per la prescrizione del farmaco come dimostrato dal fatto che in Italia non vi sono stati eventi letali o gravi correlati all'uso di cerivastatina

  3. ridurre il colesterolo nelle persone a rischio evita un evento grave ogni 900 pazienti trattati mentre gli effetti collaterali gravi, ben noti ai medici, compaiono in un paziente su 100.000, sopratutto a dosaggi diversi da quelli consigliati in Italia e in associazione con altri farmaci.

"Questi dati - conclude la SIMG - non trovano riscontro nelle informazioni diffuse dagli organi di stampa e dagli organi istituzionali preposti alla valutazione dei fatti ai quali si raccomanda maggiore cautela per non turbare, come è avvenuto, il rapporto tra medici e pazienti, in assenza di prove documentate".

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