Home Notizie Comunicati Stampa Anno 2000 Lettera al Presidente FIMMG, Dott. Mario Falconi

Lettera al Presidente FIMMG, Dott. Mario Falconi

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Il Presidente

Firenze, 7 Novembre 2000
Lettera aperta al
Segretario Generale FIMMG
Dott. Mario Falconi

Caro Mario,

Ho ricevuto la tua lettera nella quale mi esprimi il tuo profondo rammarico per l’articolo pubblicato sul numero 5 della Rivista SIMG a firma del dott. Brignoli.

In tale lettera mi informi inoltre di alcune iniziative da te intraprese volte a chiedere a Farmindustria modifiche al Codice Deontologiche da essa presentato anche al Congresso di Terrasini e che non erano state divulgate pubblicamente o delle quali comunque i dirigenti della SIMG ed io stesso non ero personalmente a conoscenza.

A tale proposito desidero sottolineare come le affermazioni contenute nell’articolo da te citato avessero un significato e finalità esclusivamente politiche non intendendo in alcun modo e, come è ovvio, recare offese personale a te e alla FIMMG.

Sembrava invece a noi tutti e a molti Colleghi, Medici di famiglia, di intravedere una intesa ufficiale tra Farmindustria e FIMMG che escludeva critiche sostanziali al Codice Deontologico. Ci pareva, al contrario, e ci pare tuttora, che il Codice Deontologico nella sua attuale formulazione fosse inaccettabile per la nostra professione e che ad esso occorresse reagire con forza e determinazione.

Tale preoccupazione ha determinato reazioni fortissime nella professione , delle quali la SIMG si è fatta interprete.

Per tale motivo abbiamo aspramente criticato l’iniziativa di Farmindustria e della FIMMG che molti organi di stampa hanno presentato come una operazione congiunta, al fine di ottenere un tavolo di incontro per ridiscutere, insieme con le altre parti interessate, nuove proposte sulla informazione scientifica,sulla formazione dei medici di famiglia e sulle iniziative da prendere per rimuovere la legge 541 del 1992. Questo era l’obiettivo e questo è stato raggiunto grazie alla mobilitazione di numerosi colleghi  che hanno prontamente risposto all’appello della SIMG.

Desidero esprimerti il mio rammarico per il fatto che tu abbia interpretato la nostra azione politica irrispettosa e lesiva della onorabilità e credibilità della FIMMG. D’altra parte anche noi siamo impegnati nella difesa della professione che è il nostro fine istituzionale e non eravamo stati messi nelle condizioni di conoscere le tue iniziative testimoniate dai carteggi che tu mi hai inviato il 2 Novembre u.s..

Solo alla luce di questi ultimi e delle tue assicurazioni verbali relative ad una critica della FIMMG nei confronti dei contenuti del Codice Deontologico di Farmindustria siamo oggi in grado di comprendere le posizioni tue e della FIMMG che appaiono politicamente assai vicine alle nostre.

Sulla base di questi presupposti io non trovo alcuna difficoltà ad esprimerti formalmente le nostre scuse collegiali rispetto ad un giudizio che avevamo erroneamente interpretato quasi di connivenza con Farmindustria e che solo tardivamente e alla luce di informazioni postume si è rivelato inesatto.

D’altra parte ritengo che il presente carteggio e la mia risposta avrebbe valore assai relativo qualora non fosse accompagnata dalla ripresa convinta, ragionata ed esplicita di una comune concertazione che noi non abbiamo mai cessato di auspicare.

Ambedue le Associazioni vengono infatti quotidianamente giudicate dai nostri Colleghi e dai nostri Iscritti solo sulla base delle posizioni e dei comportamenti pubblicamente espressi.

Mi auguro che la presente lettera ponga fine ad un dissidio che non ci rafforza e ci consenta di affrontare con maggiore serenità i compiti che ci attendono.

Auspico che tra  noi le minacce e le querele, peraltro totalmente prive di fondamento , lascino il posto ad una politica di confronto sulle idee e sulle iniziative comuni da intraprendere a tutela e difesa della professione.

Le querele non ci impauriscono . Ci preoccupa invece la  incapacità di comunicare , che era esattamente il senso del nostro incontro di Roma .

Questo sta indebolendo la medicina di famiglia che ambedue, con ruoli e funzioni diverse , rappresentiamo.

Cordiali saluti

Dott. Claudio Cricelli

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