Home Coronavirus Dosi di richiamo dei Vaccini Anti-Covid-19: i perché del Sì e del No. Riflessioni su analisi dei dati e pareri del CDC e dell’ACIP

Dosi di richiamo dei Vaccini Anti-Covid-19: i perché del Sì e del No. Riflessioni su analisi dei dati e pareri del CDC e dell’ACIP

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Documento adattato in traduzione dal report "Overview of data to inform recommendations for booster doses of COVID-19 vaccines (cdc.gov)” presentato al Meeting ACIP (Advisory Committee on Immunization Practices) 23/6/2021 dalla Dr.ssa Sara Oliver membro del Center for Disease Control and Prevention (CDC)

Premessa
Nelle ultime settimane, si sta discutendo sulla necessità di una terza dose di vaccino anti-COVID-19 soprattutto per alcune categorie di individui. Si valutano soprattutto i dati forniti da studi di laboratorio che riportano come la capacità neutralizzante dei sieri degli individui vaccinati contro il COVID-19 possa essere un poco meno attiva verso le nuove varianti di SARS-CoV-2. Queste osservazioni hanno direzionato l’interesse verso le vaccinazioni di richiamo attive contro le mutazioni del virus.
In realtà, mentre le aziende produttrici dei vaccini anti-COVID-19 a mRNA si dichiarano già pronte alla produzione ed alla distribuzione di ulteriori dosi, sia la FDA che l’EMA hanno frenato le iniziative dopo aver valutato i dati recenti e le dichiarazioni del CDC sulla necessità di una terza dose di vaccino in autunno. Secondo gli enti regolatori statunitense ed europeo al momento sarebbe troppo presto per confermare la necessità di dosi di richiamo in quanto i dati scientifici a disposizione sia sulla copertura vaccinale sia sull’utilità della terza dose in soggetti particolarmente a rischio sarebbero insufficienti. In questa fase FDA ed EMA stanno attivamente collaborando con gli sviluppatori di vaccini per valutare piani utili a produrre dati che possano dirimere le incertezze ancora presenti. D’altro canto, sembra che i 4 vaccini finora autorizzati nell’UE proteggano effettivamente contro tutti i ceppi di SARS-CoV-2 comprese le varianti delta.
Questo articolo si basa fondamentalmente sulla traduzione di un recente documento redatto da componenti del CDC e dell’ACIP che abbiamo ritenuto essere di attuale grande interesse scientifico.


ADDENDUM – 13 settembre 2021
A cura di Claudio Cricelli°, Ignazio Grattagliano°, Alessandro Rossi°, Roberto Ieraci^
°SIMG ^Referente scientifico per le vaccinazioni -Regione Lazio

A distanza di un mese dal precedente comunicato del CDC (Center for Disease Control and Prevention) e dopo due settimane dalle considerazioni pubblicate dall’EDCD (European Center for Disease Control and Prevention) e dall’OMS sulle potenziali indicazioni alla terza dose di vaccino anti-COVID, due giorni fa, sentito il parere del CTS ed allo scopo di contribuire a ridurre ulteriormente la circolazione del virus, lo sviluppo di varianti e prevenire efficacemente l’insorgenza di patologia grave, ricoveri e decessi, AIFA ha approvato ed il Ministero della Salute ha ratificato la necessità di procedere alla somministrazione di una dose supplementare in alcune categorie di individui. Nel frattempo, la FDA ha registrato i due vaccini ad RNAm con l’indicazione a profilassi nei confronti della malattia di COVID-19 includendo anche una eventuale terza dose e rivedendo quindi l'emendamento che ne limitava l’uso a situazioni di emergenza.

In pratica, alla luce dei recenti dati epidemiologici e di studi di immunologia sulla risposta alla vaccinazione anti-COVID, valutato che alcune classi di soggetti potrebbero essere non più coperte a sufficienza dal precedente ciclo primario completo ed in attesa di autorizzazione da parte di EMA, è stata proposta ed è in corso di rapida organizzazione in Italia la somministrazione di una terza dose di vaccino anti-COVID alle seguenti categorie di pazienti:

  • DOSE AGGIUNTIVA

Soggetti con immunodepressione moderata-severa:

  • Trattamento attivo per tumori solidi e neoplasie ematologiche
  • Ricezione di trapianto di organo solido e assunzione di terapia immunosoppressiva
  • Ricezione di trapianto di cellule CAR-T o di cellule staminali ematopoietiche (entro 2 anni dal trapianto o terapia immunosoppressiva)
  • Immunodeficienza primaria moderata o grave (es. Sindromi di Di George, Wiskott-Aldrich, …)
  • Infezione da HIV avanzata o non trattata
  • Trattamento attivo con corticosteroidi ad alte dosi (cioè ≥20 mg di prednisone o equivalente al giorno), agenti alchilanti, antimetaboliti, farmaci immunosoppressori correlati al trapianto, agenti chemioterapici classificati come gravemente immunosoppressivi, bloccanti del TNF e altri agenti biologici immunosoppressivi o immunomodulatori

Emodializzati o insufficienza renale grave (IV-V stadio = GFR < 29 mL/min/mq)

  • DOSE DI RICHIAMO

Sebbene non ci siano sufficienti evidenze per raccomandare in via prioritaria la somministrazione di una dose booster di vaccino nella popolazione generale, la somministrazione della terza dose ad alcuni soggetti è offerta e programmabile a scopo precauzionale.

Grandi anziani (>80 anni)

Istituzionalizzati e ricoverati nelle RSA

Operatori sanitari a seconda del livello di esposizione all’infezione e del rischio individuale di sviluppare forme gravi di COVID-19

Ulteriori informazioni

  • Si ricorda che per definizione occorre distinguere i due termini sull’uso della terza dose di vaccino in:
  • Dose aggiuntiva: dose somministrata dopo una serie iniziale completa di vaccino quando la risposta immunitaria iniziale è probabilmente insufficiente a mantenere l’immunizzazione.
  • Dose di richiamo (booster): dose di vaccino somministrata quando l'immunità iniziale è sufficiente ma è probabile che la risposta immunitaria sia diminuita nel tempo. Il bisogno e i tempi di una dose di richiamo anti COVID-19 sono al momento presumibili e non ancora del tutto stabiliti.
  • L’utilità di test sierologici o di test immunitari cellulari per valutare la risposta immunitaria alla vaccinazione e la necessità di una terza dose non è stata stabilita e non è al momento raccomandata.
  • Come terza dose dovrebbe essere somministrato uno dei due vaccini a RNAm autorizzati in Italia (Comirnaty e Spikevax). Qualora fosse stata eseguita una prima vaccinazione con vaccino adenovirale o nel caso in cui non fosse disponibile il medesimo vaccino a RNAm utilizzato per le prime due dosi, si potrà ricorrere alla somministrazione di una dose “eterologa” con il tipo diverso di vaccino a RNAm.
  • Il dosaggio raccomandato per la terza dose è uguale al dosaggio autorizzato per il ciclo primario.
  • La dose aggiuntiva dovrebbe essere somministrata dopo almeno 28 giorni mentre la dose booster dopo almeno 6 mesi dall’ultima dose del ciclo primario.
  • Quando possibile, le dosi di vaccino RNAm COVID-19 (sia le serie primarie che la dose aggiuntiva) devono essere somministrata almeno due settimane prima dell'inizio della terapia immunosoppressiva.
  • Resta importante ricordare che le persone immunocompromesse (comprese quelle che ricevono una dose supplementare di vaccino) dovrebbero essere informate sulla potenziale ridotta risposta immunitaria al vaccino anti COVID-19 e la conseguente necessità di seguire misure di prevenzione. I loro contatti stretti dovrebbero essere fortemente incoraggiati a vaccinarsi contro il COVID-19.
  • Secondo le decisioni dell’American Academy of Pediatrics e le linee guida del CDC, i vaccini anti COVID-19 possono essere somministrati contemporaneamente ad altri vaccini, anche nello stesso giorno. Nuovi dati mostrano che l'immunogenicità e i profili degli eventi avversi sono generalmente simili quando i vaccini vengono somministrati contemporaneamente rispetto a quando vengono somministrati da soli. Resta inteso che il medico vaccinatore valuterà il profilo di rischio del singolo paziente individualmente per ciascuno dei vaccini somministrati e che la somministrazione avvenga in sedi diverse e con siringhe differenti. In particolare, si ricorda che, a tutt’oggi la somministrazione del vaccino anti COVID-19 resta indicato a distanza di 1 mese da altre vaccinazioni; qualora EMA ed AIFA dovessero esprimersi diversamente, questo punto diventerebbe importante ai fini della possibile co-somministrazione con il vaccino anti-influenzale.
  • https://www.cdc.gov/vaccines/covid-19/clinical-considerations/covid-19-vaccines-us.html
  • https://www.aifa.gov.it/-/parere-della-commissione-tecnico-scientifica-di-aifa-sulla-somministrazione-di-dosi-aggiuntive-di-vaccini-contro-il-covid-19
  • https://eziz.org/assets/docs/COVID19/IMM-1385.pdf
  • https://www.cdc.gov/vaccines/covid-19/clinical-considerations/covid-19-vaccines-us.html

 


ADDENDUM – 15 agosto 2021

“Considerazioni sull'uso di una dose aggiuntiva di vaccino mRNA COVID-19 dopo una prima serie in persone immunocompromesse”

https://www.cdc.gov/vaccines/covid-19/clinical-considerations/covid-19-vaccines-us.html

In base alla recente revisione dei dati disponibili su sicurezza e immunogenicità, sembra emergere come le persone con immunodepressione manifestino un forte e rapido calo deli livelli di anticorpi circolanti anti-Spike dopo pochi mesi dal completamento del piano vaccinale primaio. La somministrazione di una terza dose ha dimostrato di innalzare i livelli di tali anticorpi in almeno il 50% dei pazienti senza grandi differenze per età e sesso ma soprattutto in coloro non presentanti immunodepressione moderata-severa (es – trapiantati riceventi un solo farmaco vs riceventi più di due farmaci immunosoppressivi).

La FDA sta valutando come regolamentare una dose aggiuntiva di vaccino anti COVID-19 in questi soggetti considerando che l'emendamento per l’uso in situazioni di emergenza ne consentirebbe la raccomandazione ma che al momento la licenza basata sulle indicazioni ne consentirebbe un uso "off label".

Si ricorda che per definizione occorre distinguere i due termini sull’uso di una dose aggiuntiva di vaccino:

  • Dose aggiuntiva: dose somministrata dopo una serie iniziale di vaccino quando la risposta immunitaria iniziale è probabilmente insufficiente a mantenere l’immunizzazione.
  • Dose di richiamo (booster): dose di vaccino somministrata quando l'immunità iniziale è sufficiente ma è probabile che la risposta immunitaria sia diminuita nel tempo. Il bisogno e i tempi di una dose di richiamo anti COVID-19 non sono stati ancora stabiliti.

Soggetti con immunodepressione moderata-severa:

  • Trattamento attivo per tumori solidi e neoplasie ematologiche
  • Ricezione di trapianto di organo solido e assunzione di terapia immunosoppressiva
  • Ricezione di trapianto di cellule CAR-T o di cellule staminali ematopoietiche (entro 2 anni dal trapianto o terapia immunosoppressiva)
  • Immunodeficienza primaria moderata o grave (es. Sindromi di Di George, Wiskott-Aldrich,…)
  • Infezione da HIV avanzata o non trattata
  • Trattamento attivo con corticosteroidi ad alte dosi (cioè ≥20 mg di prednisone o equivalente al giorno), agenti alchilanti, antimetaboliti, farmaci immunosoppressori correlati al trapianto, agenti chemioterapici classificati come gravemente immunosoppressivi, bloccanti del TNF e altri agenti biologici immunosoppressivi o immunomodulatori

Fattori da considerare nella valutazione del livello generale di immunocompetenza dei pazienti con malattie croniche da parte di un team clinico includono gravità della malattia, durata, stabilità clinica, complicanze, comorbilità, qualsiasi trattamento potenzialmente immunosoppressivo.

Ulteriori informazioni

L’utilità di test sierologici o di test immunitari cellulari per valutare la risposta immunitaria alla vaccinazione e la necessità di una dose aggiuntiva non è stata stabilita e non è al momento raccomandata. Quando possibile, le dosi di vaccino mRNA COVID-19 (sia le serie primarie che la dose aggiuntiva) devono essere somministrata almeno due settimane prima dell'inizio della terapia immunosoppressiva.
La dose aggiuntiva dovrebbe essere lo stesso vaccino mRNA della serie primaria. Fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati, la dose aggiuntiva deve essere somministrata almeno 28 giorni dopo il completamento della serie primaria iniziale
Resta importante ricordare che le persone immunocompromesse (comprese quelle che ricevono una dose aggiuntiva di mRNA) dovrebbero essere informate sulla potenziale ridotta risposta immunitaria al vaccino anti COVID-19 e la conseguente necessità di seguire misure di prevenzione. I loro contatti stretti dovrebbero essere fortemente incoraggiati a vaccinarsi contro il COVID-19.


Scarica il documento: Dosi di richiamo dei Vaccini Anti-Covid-19: i perché del Sì e del No
Aggiornamento al 21 Luglio 2021

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