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Considerazioni sull’uso preventivo dello iodio nelle catastrofi nucleari

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A cura di Daniele Morini, Erik Lagolio, Lucia Muraca, Ignazio Grattagliano, Claudio Cricelli

I periodi di emergenza sanitaria sono quelli in cui è più facile la diffusione di informazioni non corrette e non supportate da evidenza scientifica. In questi giorni, l’ipotetico rischio di danneggiamento bellico delle centrali nucleari in Ucraina sta provocando una corsa all’acquisto di preparati a base di iodio per fronteggiare alcuni potenziali danni da radiazioni. Occorre essere attenti a non cadere nella trappola delle notizie diffuse sui social e per i medici di attenersi scrupolosamente a prove scientifiche nel diffondere informazioni corrette ai propri assistiti. Ricordiamo a tutti, nelle prime fasi della pandemia di COVID-19, l’accavallarsi di presunte dimostrazioni aneddotiche sull’efficacia di preparazioni a base di iodio per la prevenzione dell’infezione di SARS-CoV-2. In questa breve rassegna, analizziamo alcuni aspetti della questione relativa alla iodoprofilassi.


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Aggiornamento al 7 Marzo 2022

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