Home Notizie Comunicati Stampa Anno 2026 SIMG – Presentati al Senato le proposte dei Medici di Medicina Generale per garantire sostenibilità ed equità al SSN: prevenzione e sanità territoriale

SIMG – Presentati al Senato le proposte dei Medici di Medicina Generale per garantire sostenibilità ed equità al SSN: prevenzione e sanità territoriale

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Mercoledì 14 gennaio 2026

La comunità dei medici di famiglia ha rilanciato davanti al rappresentante OMS Hans Henri Kluge, al Presidente del Senato Ignazio La Russa e al Ministro della Salute Orazio Schillaci la propria visione di sanità territoriale e ha condiviso le proposte per una proficua collaborazione tra Scienza e Istituzioni.

“Il SSN potrà rimanere universalistico ed equo solo attraverso un deciso cambio di paradigma, che porti a considerare la prevenzione come un investimento strategico ad alto rendimento sanitario, sociale ed economico” ha sottolineato Alessandro Rossi, Presidente SIMG


La prevenzione e la promozione della salute devono diventare assi strutturali delle politiche sanitarie per garantire la sostenibilità, l’equità e il carattere universalistico del Servizio Sanitario Nazionale. È questo il messaggio centrale lanciato dalla Società Italiana dei Medici di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) nel convegno “La salute al primo posto: un futuro che costruiamo insieme. Il ruolo dei parlamenti nazionali nella promozione della salute e del benessere dei cittadini in Italia e in Europa”, promosso dal Sen. Francesco Zaffini e svoltosi oggi presso il Senato della Repubblica, alla presenza di numerose figure istituzionali nazionali ed europee.

IL CONTESTO DISEGNATO DALL’OMS - Durante il convegno l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto il punto sullo stato di salute dei cittadini europei, presentato dal Direttore regionale OMS Europa Hans Henri Kluge. Il quadro illustrato ha evidenziato un aumento delle fragilità, una maggiore incidenza dei disturbi di salute mentale, l’emergere di bisogni assistenziali sempre più complessi e un ampliamento delle disuguaglianze di accesso ai servizi sanitari. In questo scenario, SIMG ha evidenziato come il Medico di Medicina Generale sarà sempre più chiamato a farsi carico di bisogni che vanno oltre la gestione clinica della malattia, includendo il supporto all’autogestione, l’accompagnamento nelle attività quotidiane e la prevenzione delle complicanze.

IL CONVEGNO AL SENATO ALLA PRESENZA DEL PRESIDENTE LA RUSSA E DEL MINISTRO SCHILLACHI - I messaggi della SIMG sono stati presentati in un contesto istituzionale di alto livello, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Presidente del Senato Ignazio La Russa, del Ministro della Salute Orazio Schillaci, oltre a rappresentanti delle istituzioni europee, delle Regioni, del Parlamento e delle principali società scientifiche. Un confronto che ha ribadito il ruolo centrale dei Parlamenti nazionali nella promozione della salute e del benessere dei cittadini, in una prospettiva europea e di lungo periodo.

IL CAMBIO DI PARADIGMA PROPOSTO DA SIMG - “Il SSN potrà rimanere universalistico ed equo solo attraverso un deciso cambio di paradigma, che porti a considerare la prevenzione come un investimento strategico ad alto rendimento sanitario, sociale ed economico – ha sottolineato Alessandro Rossi, Presidente SIMG – Questo cambiamento presuppone il passaggio da un modello reattivo, centrato sulla gestione della malattia, a un modello fondato sulla proattività, sulla prevenzione personalizzata e sull’incremento di salute per ogni fascia di età. Questo percorso deve partire dalla medicina di famiglia, luogo in cui questi principi trovano applicazione concreta nella pratica quotidiana. La standardizzazione degli interventi non è più sufficiente a rispondere alla complessità dei bisogni di salute della popolazione: occorre invece evolvere verso modelli di prevenzione basati sulla conoscenza dell’individuo e sulla stratificazione del rischio”.

L’IMPORTANZA DELLA SANITÀ TERRITORIALE - Oggi si vive più a lungo, ma spesso con un numero crescente di anni in cattiva salute. Questo implica una crescente attenzione per le malattie croniche e per l’invecchiamento della popolazione, temi per i quali è fondamentale il ruolo della sanità territoriale.

Un presidio territoriale forte e continuativo, con percorsi integrati e una relazione fiduciaria tra medico e paziente, permette di prevenire e gestire al meglio le cronicità - ha evidenziato Alessandro RossiLa prevenzione, infatti, è un processo continuo, che richiede una forte integrazione tra servizi sanitari e sociali e percorsi assistenziali capaci di andare oltre la mera prescrizione farmacologica, con la programmazione di politiche ad hoc, a partire dagli screening e dalle campagne vaccinali. In questo senso, la medicina generale rappresenta l’unico presidio in grado di intercettare anche i determinanti sociali della salute, intervenendo nei contesti familiari e comunitari più fragili, dove l’isolamento sociale e la solitudine possono incidere profondamente sullo stato di salute delle persone. In questo processo, serviranno modelli organizzativi di prossimità, come le Case di Comunità e le Aggregazioni Funzionali Territoriali, capaci di adattarsi alle diverse realtà geografiche e di garantire continuità delle cure e integrazione multiprofessionale”.

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