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01
DIC
2014

Congresso AIMAR “Current updates in respiratory diseases”

COMUNICATO STAMPA   L’Associazione Italiana Malattie Respiratorie organizza in Puglia il Congresso AIMAR “Current updates in respiratory diseases”. In programma a Palazzo San Giorgio a Trani dal 04 al 06 dicembre p.v., l’evento scientifico vedrà la partecipazione di centinaia di medici provenienti da ogni parte d’Italia. Obiettivo del congresso saranno condividere e mettere a confronto le esperienze mediche e le più recenti acquisizioni scientifiche sulle malattie dell’apparato respiratorio fra cui la BPCO, le infettivologie polmonari, le fibrosi polmonari e l’asma. “I malati hanno bisogno di assistenza pneumologia da effettuarsi a 360 gradi, sul fronte intraospedaliero ed extraospedaliero. E’ necessaria ,  afferma il dott. Tupputi, Presidente di AIMAR – Puglia, la costituzione di una rete di professioni sanitarie che abbiamo lo stesso obiettivo: “la salute del paziente. Per fare questo bisogna articolare un modello di gestione basato su un percorso integrato che coinvolge tutte le figure professionali impegnate nel processo di presa in carico dei pazienti affetti da queste patologie, dalla fase di diagnosi fino a quella di trattamento”. [Documento Allegato]
29
NOV
2014

LA SIMG: “OGNI GIORNO IN ITALIA registriamo 1600 decessi tra gli Over 65. Molti si sono vaccinati o stanno per prendere il vaccino CONTRO L’INFLUENZA”

COMUNICATO STAMPA I dati contenuti nei database della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie LA SIMG: “OGNI GIORNO IN ITALIA registriamo 1600 decessi tra gli Over 65. Molti si sono vaccinati o stanno per prendere il vaccino CONTRO L’INFLUENZA” Il presidente Claudio Cricelli: “La profilassi è fondamentale, altrimenti avremmo molte più morti” Firenze, 29 novembre 2014 – “I dati dell’Istat dicono che ogni giorno in Italia muoiono circa 1800 persone, con punte fino a duemila nei mesi invernali. La maggior parte dei decessi, circa 1600 al giorno, avviene in persone anziane. Il tasso vaccinale supera il 50% negli over 65. Quindi ogni giorno muoiono circa 800 persone che si sono vaccinate. Non vi è alcuna correlazione tra la somministrazione del vaccino ed i decessi. Salvo circostanze eccezionali, tutte da dimostrare, le cause della morte sono le solite: cancro, malattie cardiovascolari, respiratorie etc. Dobbiamo dunque ricondurre gli eventi che si stanno verificando nelle ultime ore a una seria analisi scientifica. Come dimostrano i dati epidemiologici a nostra disposizione, è evidente che le morti fra gli anziani, da sempre, sono più frequenti e non sono causate dalla vaccinazione antinfluenzale”. Il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), nel corso del XXXI Congresso Nazionale di Firenze, chiede ai medici di diffondere questi dati e alle autorità sanitarie di rendere noti quanto prima i risultati degli esami autoptici disposti per fare chiarezza sui decessi sospetti avvenuti negli ultimi giorni. “Gli anziani - aggiunge il dott. Cricelli - costituiscono la popolazione più fragile e, indipendentemente dalla vaccinazione antinfluenzale, fanno registrare percentuali di mortalità più elevate. Ma, proprio per la loro condizione di fragilità, è importante che si vaccinino contro l’influenza. Altrimenti assisteremmo a un numero di morti sicuramente maggiore”. Ufficio stampa SIMG Intermedia intermedia@intermedianews.it 3351892975 – 335265394 – 3293146572
28
NOV
2014

Nasce il progetto “Psychè” per formare il medico di famiglia

COMUNICATO STAMPA L’iniziativa presentata al 31° Congresso Nazionale SIMG in corso a Firenze DEPRESSIONE, LA TERAPIA è APPROPRIATA SOLO PER IL 20% DEI PAZIENTI  “NASCE IL PROGETTO ‘psychè’ PER FORMARE IL MEDICO DI FAMIGLIA” Il presidente Claudio Cricelli: “Venti camici bianchi istruiranno 500 colleghi. Vogliamo fornire gli strumenti per migliorare la gestione dei malati”. Sono 7,5 milioni gli italiani colpiti  Firenze, 28 novembre 2014 – In Italia la depressione colpisce 7,5 milioni di persone, il 12,5% della popolazione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la malattia, oggi, è il primo motivo di disabilità. Un problema serio che coinvolge famiglie e mondo del lavoro: una persona depressa su 3 lo è ancora dopo un anno, una su 10 deve continuare la terapia dopo 5 dal primo episodio, oltre la metà avrà una ricaduta nell’arco della sua esistenza. La concomitanza di altre patologie croniche, come ipertensione o diabete, peggiora la qualità di vita. Nella gestione di questi pazienti è fondamentale il ruolo del medico di famiglia. Per questo nasce il progetto “Psychè”, presentato al 31° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) in corso a Firenze. L’iniziativa, realizzata con il contributo incondizionato di Angelini in collaborazione con la Società Italiana di Psichiatria (SIP), ha l’obiettivo di trasferire ai camici bianchi del territorio le conoscenze diagnostiche e terapeutiche per la gestione del paziente con depressione (e disturbo bipolare). “L’impatto della malattia purtroppo è sottovalutato – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG -. Le linee guida raccomandano un trattamento di almeno 6 mesi, per l’alto rischio di recidiva. Ma diversi studi, condotti anche in Italia, hanno dimostrato che la percentuale di persone che assumono farmaci antidepressivi in maniera continuativa e appropriata è pari solo al 20%, mentre circa il 50% sospende il trattamento nei primi 90 giorni e oltre il 70% nei primi 6 mesi. Questo comporta una mancata efficacia delle terapie, un aumento ingiustificato della popolazione esposta a possibili effetti collaterali e un aggravio di spesa per il servizio sanitario nazionale”. Il progetto “Psychè” si articola in una fase iniziale di formazione di 20 medici di famiglia con “speciale interesse” in ambito neuropsichiatrico, che a loro volta hanno il compito di formare 500 colleghi, seguito da una fase attuativa a livello locale. In questo modo le conoscenze acquisite verranno utilizzate sul campo nella gestione del paziente con disturbi psichiatrici, rimandando allo specialista nei casi più complessi. “La morbilità psichiatrica - dichiara Fabio De Luca, General Manager della Divisione Pharma Angelini - costituisce uno dei problemi di salute pubblica più rilevanti  e la depressione è una delle patologie croniche prevalenti, come evidenziato anche dall’OMS. Ciò ha come conseguenza inevitabile che la maggior parte di tali pazienti venga gestito nell’ambito delle cure primarie. Il medico di medicina generale costituisce, dunque, un importante presidio per il riconoscimento, il trattamento e l’eventuale invio al servizio specialistico di pazienti affetti da tali patologie. ‘Psychè’ è un progetto senza precedenti, che mira a fornire approcci e strumenti determinanti per migliorare la gestione del paziente affetto da tali patologie”. Il progetto è partito a giugno 2014, a settembre e ottobre si sono svolti i primi corsi territoriali da parte dei medici di famiglia precedentemente “formati” che si protrarranno per tutto il 2015. Ufficio stampa SIMG Intermedia 3351892975 - 3293146572 – 335265394 intermedia@intermedianews.it
28
NOV
2014

Ogni medico di famiglia esegue 35 visite al giorno, aumenta il lavoro, ma calano le prescrizioni di farmaci

COMUNICATO STAMPA L’VIII Report Health Search presentato al 31° Congresso Nazionale della società scientifica LA SIMG: “OGNI MEDICO DI FAMIGLIA ESEGUE 35 VISITE AL GIORNO AUMENTA IL LAVORO, MA CALANO LE PRESCRIZIONI DI FARMACI” Il presidente Cricelli: “L’aumento dello stress professionale può avere conseguenze anche sulla qualità dell’assistenza. Il rapporto è uno strumento essenziale per la clinical governance del sistema” Firenze, 28 novembre 2014 –  In 9 anni è aumentato in maniera significativa il carico di lavoro dei medici di famiglia italiani. Se nel 2005 il numero medio di contatti all’anno per paziente era di 6,9, nel 2013 è salito a 8,1, che equivale a circa 35 visite al giorno. Chi va dal medico di medicina generale è soprattutto donna, ma non dai 75 anni in poi, quando a prevalere sono gli uomini. Sono i dati principali contenuti nell’VIII Report Health Search della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), presentato oggi a Firenze al 31° Congresso nazionale della Società scientifica. La ricerca ha coinvolto 900 camici bianchi che hanno consentito di aggregare i dati di oltre 1 milione e 200mila italiani. “Health Search – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG - è uno strumento che si è evoluto fino a offrire uno spaccato degli effetti degli interventi di cura, essenziale per favorire la Clinical Governance del sistema. Per contatti medico-paziente si intendono le visite ambulatoriali che terminano con la registrazione di una diagnosi, di una prescrizione farmaceutica, di un’indagine diagnostico-strumentale o di qualunque altro intervento registrato nella cartella clinica informatizzata”. Tra malattie che hanno generato il maggior numero di contatti, l’ipertensione non complicata è quella maggiormente rappresentata (15,2% dei contatti totali nel 2013), seguita dal diabete mellito di tipo II (5,4%) e dalla dislipidemia (3,8%). Considerando le differenze di genere, si nota che il carico di lavoro legato alla depressione e all’osteoporosi è maggiore per le donne, mentre quello dovuto alle malattie ischemiche del cuore è superiore per gli uomini. “È cruciale – spiega il dott. Ovidio Brignoli, vicepresidente SIMG - mantenere attivi punti di osservazione che consentano di misurare l’attività dei medici di famiglia. L’analisi del carico di lavoro, presente nei Report Health Search a partire dal 2010, riscuote grande interesse sia tra i medici di medicina generale che tra gli esperti di politica sanitaria. Queste analisi hanno fornito un dato oggettivo sul costante incremento nel numero di contatti per paziente, che rappresenta una delle principali cause dell’aumento dello stress lavorativo, con potenziali conseguenze anche sulla qualità dell’assistenza”. Il carico di lavoro legato alle prescrizioni farmaceutiche è diminuito leggermente negli anni, andando da 72,5 richieste di prescrizione su 100 contatti nel 2005 a 71,4/100 nel 2013; al contrario, si nota un aumento delle richieste di indagini diagnostico-strumentali e di laboratorio (da 26,5/100 contatti nel 2005 a 28,1/100 nel 2013) e delle richieste di visite specialistiche e di ricovero (da 13,8/100 contatti nel 2005 a 14,6/100 nel 2013).  Nel Report è stimato il numero medio di visite annuali che il medico effettua per la gestione di una determinata patologia (contatti/paziente/anno). I risultati di questa analisi mostrano che nel 2013 le patologie che hanno richiesto più di 5 contatti/paziente/anno sono, nell’ordine: malattie ischemiche del cuore (8,55), morbo di Parkinson (7,79), diabete mellito di tipo II (7,65), fibrillazione atriale (7,54), diabete mellito di tipo I (7,11), ipertensione non complicata (6,89), scompenso cardiaco congestizio (6,32), disturbi neurologici (5,40), ipertensione complicata (5,09), disturbi dell’umore (5,06). Dai dati riportati nell’VIII Rapporto emerge un trend crescente nella prevalenza dell’ipertensione arteriosa che varia dal 21% del 2005 al 26,7% del 2013, con stime sensibilmente maggiori nelle donne rispetto agli uomini. Dalle analisi effettuate, si registra per molte patologie un costante aumento di prevalenza, determinato da vari fattori, compresa la capacità del medico di famiglia di diagnosi anticipate, in presenza di sintomi precoci. Oltre all’ipertensione, nel corso degli anni 2005-2013 l’ictus ischemico è passato dal 2,2% al 3,8%, le malattie ischemiche del cuore dal 3,5% al 4,1%, il diabete mellito di tipo II dal 5,9% al 7,7%, la BPCO dal 2,5% al 3%, l’asma dal 3,6% al 6,9%, la depressione dal 3,4% al 45,5%, l’artrosi dal 14,1% al 17,4%, la demenza dall’1,3% al 2,5%, l’ipertrofia prostatica benigna dal 9,7% al 14% e la malattia da reflusso gastroesofageo dal 6,2% al 15,3%. Se il diabete mellito di tipo II è in crescita soprattutto nei maschi, l’asma fa registrare un aumento maggiore nelle donne. Ufficio stampa SIMG Intermedia intermedia@intermedianews.it  3351892975 – 3293146572 - 335265394
28
NOV
2014

Italiani rimandati a tavola, Solo il 15% consuma 5 dosi di frutta e verdura ogni giorno

COMUNICATO STAMPA Firenze, al Congresso nazionale SIMG dibattito sul ruolo del counselling sulle abitudini nutrizionali Medici di famiglia: “ITALIANI RIMANDATI A TAVOLA Solo il 15% consuma 5 dosi di frutta e verdura ogni giorno” Anche se conoscono le regole della sana alimentazione, i cittadini faticano a metterle in pratica nella prassi quotidiana e una quota minoritaria riesce ad assumere la quantità di frutta e verdura raccomandata, secondo quanto emerge da una recente indagine GfK Eurisko e appare confermato dai risultati del test della Campagna Curarelasalute.com, sostenuta dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie  Il Physicians’ Health Study II, trial clinico “di frontiera”, per la prima volta ha dimostrato che l’assunzione quotidiana e prolungata nel tempo di integratori multivitaminici-multiminerali non comporta rischi per la salute e sembra contribuire alla riduzione del rischio di sviluppare patologie croniche, in particolare neoplastiche Firenze, 27 novembre 2014 – Il 44% degli italiani mangia solo 1-2 porzioni giornaliere di frutta e verdura, ben il 45% è sedentario e il 20% è molto al di sotto o al di sopra del proprio peso forma. Sono i principali risultati emersi dal test online presente sul sito Curarelasalute.com nell’ambito della campagna realizzata con il patrocinio della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). Al sondaggio, presentato oggi al 31° Congresso nazionale della Società scientifica e realizzato tra maggio e ottobre 2014, hanno risposto circa 2.000 persone. Questi risultati mettono in luce errori e cattive abitudini pericolose per la salute e confermano il quadro emerso da una recente indagine GfK Eurisko svolta proprio su questo tema, secondo la quale solo il 15% degli italiani mangia le 5 porzioni di frutta e verdura giornaliere raccomandate dall’OMS. Ben 7 su 10 non fanno inoltre uso di integratori e oltre il 60% di questi indica, tra le motivazioni del mancato consumo, di non ritenersi a rischio di deficit nutrizionali.  La maggior parte degli italiani, pur avendo una buona conoscenza delle regole della sana alimentazione, fatica quindi a metterle in pratica. Il medico di medicina generale è riconosciuto come una figura di riferimento con cui dialogare su questi aspetti: il 43% dei rispondenti al questionario online dichiara infatti di confrontarsi con il proprio medico su argomenti quali alimentazione e stili di vita e ben l’80% si rivolge a lui per consigli sull’integrazione alimentare. “A fronte di dati che ci confermano quanto le abitudini alimentari diffuse nella maggior parte della popolazione, soprattutto nel quotidiano, siano scorrette e che, per contro, un’alimentazione sana, completa ed equilibrata è una determinante fondamentale per il benessere e la salute, sempre più il medico di base è chiamato a consolidare il proprio ruolo di counselling al paziente su questi aspetti - spiega il dott. Claudio Cricelli, Presidente della SIMG –. I professionisti che erogano assistenza sanitaria nell’ambito delle cure primarie sono chiamati, da un lato, a monitorare le abitudini dietetiche ed evidenziare possibili carenze nutrizionali e, dall’altro, a fornire consigli e indicazioni su alimentazione varia ed equilibrata, importanza dell’attività fisica ed eventuale necessità di integrazione alimentare, suggerendo le soluzioni più indicate, più studiate ed evitando così che si affidino a rimedi fai-da-te.” Approfondire come nutrizione e integrazione possono contribuire al mantenimento della salute nella popolazione generale e discutere il ruolo di counselling che è chiamato a svolgere il medico di medicina generale, alla luce delle più recenti evidenze scientifiche: è questo l’obiettivo del workshop “Gli integratori e i multivitaminici: c’è chi dice sì… c’è chi dice no… c’è chi dice forse…”, in programma oggi a Firenze al Congresso SIMG. Al centro del dibattito, i risultati di un importante trial randomizzato e controllato, il Physicians’ Health Study II, promosso dal National Institutes of Health americano, che – per la prima volta – ha indagato i benefici e il profilo di sicurezza correlati all’assunzione quotidiana e prolungata di un integratore alimentare multivitaminico-multiminerale. Il trial indipendente, durato oltre 10 anni, è stato condotto su una popolazione di oltre 14mila medici americani over 50, con uno stile di vita virtuoso e un’alimentazione corretta. Secondo le evidenze raccolte, l’assunzione dell’integratore è risultata sicura ed efficace anche in una popolazione sana come questa, dimostrando di avere un effetto preventivo su alcune delle patologie più diffuse dell’età adulta-anziana. In particolare, il gruppo che assumeva il multivitaminico-multiminerale ha registrato una riduzione dell’8% dell’incidenza complessiva di cancro rispetto a placebo, quota che aumenta in modo significativo se si considera la sotto-popolazione di soggetti già colpiti da tumore e dove si osserva una riduzione di nuovi episodi pari al 27%. I risultati hanno anche accertato una diminuzione del 9% del rischio di sviluppare cataratta. Nel corso del dibattito, moderato dal dott. Cricelli, il prof. Roberto Bernabei, Direttore del Dipartimento Geriatria, Neuroscienze ed Ortopedia del Policlinico Gemelli di Roma, il Prof. Michele Carruba, Direttore del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano e il dott. Luigi Santoiemma, Medico di Medicina Generale, si confronteranno, portando ciascuno il proprio punto di vista, sulle implicazioni che le nuove evidenze possono avere nella pratica clinica del medico, concordando sulla considerazione che studi di frontiera come il PHSII stanno configurando nuove prospettive in termini di uso dell’integrazione multivitaminica-multiminerale anche in chiave preventiva, ma che, ad oggi, non esiste ancora una raccomandazione univoca in tal senso. Nuove indagini, unitamente a momenti di confronto multidisciplinare come questo, sono apprezzabili e da incoraggiare. Ufficio stampa SIMG Intermedia intermedia@intermedianews.it  030.226105 – 3351892975 - 335265394
28
NOV
2014

Miglioriamo la gestione dei pazienti in rete

COMUNICATO STAMPA MEDICI DI FAMIGLIA 2.0: “MIGLIORIAMO LA GESTIONE DEI PAZIENTI IN RETE” NASCE IL NETWORK PER UNIFORMARE L’ASSISTENZA SUL TERRITORIO La struttura virtuale è accessibile online e permette la consultazione live delle informazioni. Il dott. Gerardo Medea: “Gestiamo 4 milioni di malati, è il campione di popolazione più vasto al mondo. Possiamo applicare così percorsi diagnostici simili, diminuendo gli errori” Firenze, 27 novembre 2014 – I medici di famiglia diventano “social” e fanno rete tra loro. Nasce infatti GPG Network, la prima struttura virtuale dedicata alla medicina generale e accessibile con un semplice clic da internet (www.gpgnetwork.it), che permette ai camici bianchi di condividere informazioni aggiornate sulle modalità di gestione delle principali patologie e sulla loro efficacia sia sul piano clinico che "economico". Il Network è presentato oggi al 31° Congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), in corso a Firenze. Il sistema, utilizzato già da 3 mila medici circa, consente così di ottenere una fotografia reale e costantemente aggiornata del management di 4 milioni di malati, il campione più vasto al mondo. Medici e amministratori possono in questo modo effettuare confronti e valutazioni utili ai fini clinici e gestionali. L’innovazione digitale si sposa all’assistenza continua sul territorio. “Ciascuno di noi è responsabile della salute di una media di circa 1.100 assistiti – spiega il dott. Gerardo Medea, responsabile SIMG dello sviluppo del progetto –. Come risulta dall’ultimo rapporto Health Search della SIMG, i cui dati sono confrontabili in tempo reale con i valori registrati da GPG Network, il carico di lavoro dei medici di famiglia è aumentato in maniera esponenziale: da 6,6 contatti all’anno per paziente del 2003 a 8,3 del 2011, che equivale a oltre 30 visite al giorno. Un dato in crescita in particolare per i camici bianchi che lavorano nel Sud e nelle Isole. Ecco perché diventa fondamentale fare rete, comunicare e condividere informazioni aggiornate e avvalorate dall'immensa mole di dati gestiti ed originati dalla nostra categoria: grazie al network possiamo applicare con maggior facilità gli stessi percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali in tutta la Penisola, sulla base di linee guida nazionali o locali, diminuendo i margini di errore e abbattendo così anche i costi”. Ufficio stampa SIMG Intermedia 030.226105 – 3293146572 - 3351892975  intermedia@intermedianews.it
28
NOV
2014

Un manifesto contro la violenza domestica, è la seconda causa di morte nelle donne in gravidanza

COMUNICATO STAMPA Si apre oggi a Firenze il 31° Congresso Nazionale dei medici di famiglia con 1500 camici bianchi LA SIMG: “UN MANIFESTO CONTRO LA VIOLENZA DOMESTICA E' LA SECONDA CAUSA DI MORTE NELLE DONNE IN GRAVIDANZA” Il presidente Claudio Cricelli: “Chiediamo alle pazienti di parlare degli abusi con noi. Il poster rientra nel progetto ‘Vìola’ e sarà distribuito in tutti i commissariati di polizia” Firenze, 27 novembre 2014 – Ogni medico di famiglia ha, fra le sue pazienti, almeno 120 donne che hanno subito violenza fisica o sessuale. Ma il fenomeno è sottostimato e, purtroppo, sottovalutato. Infatti solo il 30% delle vittime ne parla con il proprio medico di medicina generale, perché pensano che non rientri fra le sue competenze. Le conseguenze degli abusi possono essere molto gravi. Nel 2013 si sono registrati in Italia 179 femminicidi, nel 70% dei casi il reato è avvenuto nel contesto familiare o affettivo. E la violenza domestica è la seconda causa di morte per le donne in gravidanza. I camici bianchi del territorio possono rappresentare le prime vere sentinelle dell’integrità delle donne, grazie al rapporto diretto con le pazienti. Per questo, la Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) lancia il manifesto contro la violenza domestica, che sarà distribuito non solo nelle sale d’aspetto degli ambulatori, ma anche in tutti i commissariati di polizia e nelle Procure della Repubblica. Il progetto è presentato al 31° Congresso Nazionale della società scientifica, che si apre oggi a Firenze, e fa parte di “Vìola”, la prima campagna di sensibilizzazione dei medici di medicina generale su questo tema. “Gli abusi sono compiuti quasi sempre da uomini che la vittima conosce bene, come il marito o il fidanzato – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG -. Il manifesto è strutturato come un’agenda settimanale: ogni giorno è descritto un tipo di violenza fisica, psicologica o economica. Chiediamo alle donne di parlare con il medico di famiglia prima che sia troppo tardi. Fino ad oggi la ‘patologia della violenza’ è stata relegata al Pronto Soccorso, alla Medicina d’Urgenza, alla Ginecologia, alla Ortopedia, alla Gastroenterologia, alla Cardiologia, alla Psichiatria e alla Psicologia. La SIMG vuole far parte della squadra. Il primo passo è costituito da questo manifesto, che colpisce l’attenzione di tutti: le donne violate, i loro aguzzini e le persone che non vogliono vedere”. Nei Paesi industrializzati circa il 30% delle donne ha subito nel corso della vita maltrattamenti fisici o sessuali da un partner o un ex partner. Gli abusi psicologici sono ben più frequenti. “‘Vìola’ è un progetto articolato – sottolinea la dott.ssa Raffaella Michieli, segretario SIMG -. Gli obiettivi? Innanzitutto sensibilizzare i medici di medicina generale perché prendano in considerazione la violenza domestica nelle diagnosi differenziali dei disturbi più comunemente associati al fenomeno, per intercettarne i segnali. Registrare il problema nella cartella informatizzata: ciò permetterà di ottenere i dati di incidenza del fenomeno. Aiutare la donna fornendo le informazioni sulle reti di sostegno locale (numero verde e centri antiviolenza). Sensibilizzare le assistite attraverso l’esposizione nella sala d’aspetto di poster informativi con i riferimenti delle organizzazioni locali preposte all’aiuto. Infine, sensibilizzare tutti gli utenti dello studio per aumentare la percezione del problema”.  Il progetto “Vìola” rispecchia il nuovo ruolo del medico di famiglia, chiamato a curare non solo il corpo, ma la persona. “La nostra professione – continua il dott. Cricelli – sta affrontando cambiamenti radicali, paragonabili a quelli avvenuti 30 anni fa quando il cosiddetto ‘medico della mutua’ diventò ‘medico del servizio sanitario nazionale’. Non ci sarà un’organizzazione sanitaria unica, ma a livello locale e regionale tutto il sistema dovrà essere sottoposto a una grande sperimentazione in itinere. Questo congresso segna la svolta, testimoniata anche dal nuovo nome della nostra società scientifica, evocativo di questa rivoluzione. Il nuovo sistema dovrà essere focalizzato sulle malattie croniche e sul cosiddetto ‘Chronic care model’. A differenza della precedente organizzazione, generica e indifferenziata, quella futura sarà molto più specifica, in grado di adattarsi e di rispondere ai bisogni degli anziani, dei non autosufficienti, dei malati cronici, senza dimenticare le acuzie e i giovani. Anche se ciascuna condizione clinica richiede intensità di cura e tempi diversi, ogni paziente deve avere pari dignità, diritti e attenzione”. Il nuovo ruolo del medico di medicina generale è testimoniato anche dal progetto dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), di straordinaria importanza, che consentirà a 2.000 camici bianchi del territorio di prescrivere i farmaci innovativi sottoposti a Piano Terapeutico, facoltà finora limitata solo agli specialisti. “La decisione dell’AIFA – spiega il dott. Ovidio Brignoli, vicepresidente SIMG - pone rimedio a una situazione che risale a circa 15 anni fa e che abbiamo più volte denunciato. L’istituzione del Piano Terapeutico ha determinato ‘distorsioni’: parte dal presupposto che solo alcuni professionisti siano in grado di prescrivere determinate terapie e altri invece debbano essere privati di questa facoltà. Nessuno meglio del medico di famiglia è in grado di compiere l’intero processo di conoscenza, identificazione del paziente eleggibile, selezione della terapia appropriata, valutazione degli ‘outcome’”. Il 31° Congresso nazionale SIMG si caratterizza anche per la rilevante presenza dei giovani medici, più di 600. “Non partecipano al congresso solo come uditori – conclude il dott. Cricelli -, in ogni sessione è previsto un giovane come discussant. Vogliamo costruire con loro il passaggio generazionale che sta portando alle nuove cure primarie”. Ufficio stampa SIMG Intermedia intermedia@intermedianews.it  3351892975 – 3293146572 - 335265394
28
NOV
2014

Dichiarazione del presidente Cricelli sui decessi sospetti per il vaccino antinfluenzale

COMUNICATO STAMPA DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE CRICELLI SUI DECESSI SOSPETTI PER IL VACCINO ANTINFLUENZALE Firenze, 27 novembre 2014 – “Il nostro obiettivo è la salvaguardia dei cittadini, ma non è giustificabile l’allarmismo generalizzato. Invitiamo tutti gli operatori sanitari e i cittadini a controllare l’eventuale presenza nei frigoriferi dei lotti di vaccino antifluenzale a rischio. I medici di medicina generale di questo Paese sono stati avvertiti, ma non deve diffondersi il panico”. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) commenta così la decisione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) di vietare l’utilizzo di due lotti di un vaccino contro l’influenza dopo tre decessi. “Quanto avvenuto è un evento circoscritto. Informeremo tutti i medici italiani su quanto avvenuto”.
14
NOV
2014

Al via la prima scuola di alta formazione del farmaco. Insegniamo ai medici di famiglia a gestire i medicinali innovativi

COMUNICATO STAMPA Il progetto dell’agenzia regolatoria italiana cambia le regole di prescrizione delle terapie più complesse  LA SIMG: “AL VIA LA prima SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE DEL FARMACO INSEGNIAMO ai medici di famiglia A GESTIRE I MEDICINALI INNOVATIVI” Il presidente Claudio Cricelli: “Per troppi anni siamo stati esclusi dall’informazione scientifica su questi trattamenti, riservata agli specialisti. Con la nuova struttura forniamo direttamente ai professionisti del territorio conoscenze da utilizzare nel processo di cura” Firenze, 14 novembre 2014 – “Da molti anni  i farmaci innovativi sottoposti al Piano Terapeutico non sono oggetto di informazione scientifica rivolta ai medici di medicina generale. Ma questa situazione è destinata a cambiare radicalmente. Il progetto dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), di straordinaria importanza, consentirà a 2.000 medici di famiglia di prescrivere questi medicinali, facoltà finora limitata solo agli specialisti. In questi giorni infatti si sta definendo l’elenco dei camici bianchi che hanno aderito all’iniziativa dell’agenzia regolatoria. Abbiamo sostenuto con forza questo progetto e vogliamo offrire opportunità formative ai medici di famiglia. Per questo abbiamo deciso di creare all’interno dell’Alta Scuola della SIMG la prima Scuola di alta formazione del farmaco”. Il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), annuncia l’avvio della nuova struttura, con l’inizio dei corsi il prossimo dicembre. “Le aziende farmaceutiche – spiega il dott. Cricelli – per molti anni  hanno rifiutato il principio che l’informazione medico-scientifica dovesse essere destinata a tutti i medici di famiglia, indipendentemente dal Piano terapeutico. Mi auguro che adesso collaborino con noi piuttosto che farsi da sole paladine dell’informazione medico-scientifica. E’ bene ricordare che noi forniremo direttamente la formazione ai nostri professionisti. Non ci limiteremo al contenuto del foglietto illustrativo, ma vogliamo insegnare la gestione del farmaco all’interno della complessità del processo di cura. Il progetto dell’AIFA è il riconoscimento della grande capacità della medicina generale di gestire con appropriatezza ogni farmaco. La scuola rappresenta uno strumento indispensabile di formazione manageriale dei camici bianchi”. “Per troppi anni – conclude il dott. Cricelli -, anche se privi di conoscenze sui nuovi farmaci e sui relativi effetti collaterali, abbiamo preso in carico pazienti a cui questi medicinali venivano prescritti dagli specialisti. E non ci siamo sottratti alle nostre responsabilità. La SIMG ha cercato di sopperire a questi problemi, garantendo in ogni caso una formazione ai medici di famiglia. Oggi la nuova struttura si affianca alla Scuola nazionale di ricerca della SIMG, che ha 20 anni, e alla Scuola di tecnologia e cure primarie che abbiamo inaugurato lo scorso ottobre”. Ufficio stampa Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
24
OTT
2014

Grave LUTTO

La SIMG si stringe alla Famiglia nel dolore per l’improvvisa e prematura scomparsa dell’amicodr. Alessandro Filippi indimenticabile Medico di Famiglia e scienziato. Firenze, 24 Ottobre 2014            
10
OTT
2014

La SIMG adegua il nome alla nuova missione. Da oggi è denominata “SIMG: Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie”

COMUNICATO STAMPA Dopo 30 anni, cambia il nome dell’associazione, che riunisce più di 7000 camici bianchi CLAUDIO CRICELLI: “LA SIMG adegua il nome alla nuova missione Da oggi è denominata  “ SIMG  - SOCIETÀ ITALIANA DI MEDICINA GENERALE E DELLE CURE PRIMARIE.” Il presidente : “I nostri obiettivi: sostenibilità, ricerca e qualità misurabile delle cure erogate ai cittadini”   Firenze,  10 ottobre 2014  – “Da oltre trent’anni il senso dell’appartenenza e del rigore scientifico caratterizza la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). Siamo una comunità che si prende cura dei propri membri e della loro qualità professionale. E  intendiamo garantire a tutti i cittadini l’accesso alla nuova organizzazione territoriale delle Cure Primarie anche in collaborazione  con altre Associazioni della medicina del territorio e della Sanità Pubblica. Abbiamo proposte e idee precise sulle politiche sanitarie, sulla sostenibilità del sistema e sui nuovi modelli delle cure primarie. In particolare abbiamo una consolidata esperienza dei percorsi di formazione dei MMG. Abbiamo quindi pensato che anche nel nome, la nostra società scientifica debba  quindi riflettere l’evoluzione profonda della nostra professione: da Medici di Medicina Generale a Medici delle Cure Primarie. Da oggi, la nostra associazione avrà quindi  il nome di “ SIMG - Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie’ Il dott. Claudio Cricelli, presidente della SIMG, spiega così i motivi del cambiamento del nome dell’associazione, discusso e approvato all’unanimità dall’Assemblea nazionale SIMG lo scorso settembre. “Promuoviamo ricerche da più di 10 anni e abbiamo pubblicato oltre 100 lavori su riviste indicizzate – continua il dott. Cricelli -. Abbiamo costituito nel 1998 il maggior database delle medicina generale italiana, ‘Health Search’, per fornire dati epidemiologici ,di prescrizione dei farmaci di ricerca clinica ed economica. Nel 2007 abbiamo istituito la Fondazione SIMG per la ricerca, per disporre di uno strumento idoneo a produrre studi e lavori in questo ambito, in collaborazione con Istituzioni nazionali e internazionali. Forti di questa storia e di questa tradizione rilanciamo il progetto ambizioso di portare i Medici di Medicina Generale , grazie alla loro consolidata esperienza professionale , verso la nuova Sanità Pubblica e le nuove Cure Primarie  . Ufficio stampa Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
03
OTT
2014

Medici di famiglia: “sì alle case della salute in emilia romagna insieme per condividere obiettivi e contenuti”

COMUNICATO STAMPA Oggi (a Parma) e domani (a Modena) un Workshop promosso dalla SIMG regionale MEDICI DI FAMIGLIA: “sì alle  CASE DELLA SALUTE IN EMILIA ROMAGNA INSIEME PER CONDIVIDERE OBIETTIVI E CONTENUTI” La dott.ssa Maria Stella Padula, presidente della sezione modenese della società scientifica: “Queste strutture devono diventare davvero il luogo per la salute e non della malattia. Il confronto fra i professionisti coinvolti è fondamentale per definire un nuovo modello di assistenza” Modena, 3 ottobre 2014 – “è necessario evitare disuguaglianze nell’offerta di salute ai cittadini. Per questo noi Medici di Medicina Generale vogliamo offrire un contributo culturale e pratico per riempire di ‘contenuto’ le Case della Salute, strutture destinate a cambiare profondamente l’assistenza sanitaria e la professione del medico di famiglia. In Emilia Romagna ci sono tipologie diverse, per grandezza, attività e numero di professionisti: in alcune strutture lavorano 3 professionisti, in altre fino a 16 o più. In questo modo rischiamo di creare discriminazioni nell’offerta di assistenza. Noi medici di medicina generale vogliamo che il binomio ‘casa’ e ‘salute’, così indovinato perché evoca la casa come luogo caro a tutti e in cui si sta bene, sia davvero il luogo della salute e non della malattia. È ciò che vogliamo contribuire a realizzare”.  La dottoressa Maria Stella Padula, presidente della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) provinciale di Modena, spiega l’obiettivo del Workshop che si apre oggi a Parma (nella Casa della Salute “Parma Centro”) e si concluderà domani a Modena (nel Centro Servizi della Facoltà di Medicina e Chirurgia), affiancato dalle Aziende Sanitarie di Parma e di Modena. “I Convegni e i corsi di formazione organizzati dalla Regione Emilia-Romagna sulle Case della Salute, dal decreto istitutivo ad oggi, sono stati numerosi, a dimostrare l’investimento della nostra Regione in questo nuovo modello – continua la dott.ssa Padula -. Ma queste strutture, in costante crescita, sono diverse per tipologia, per attività offerte, per stato di realizzazione. Nascono da un’idea forte: che i cittadini possano avere una sede territoriale di riferimento, visibile, alla quale rivolgersi in ogni momento della giornata, che rappresenti una certezza di risposta concreta, competente  e adeguata ai diversi bisogni di salute e di assistenza. Ma occorre una condivisione di obiettivi fra tutti i professionisti coinvolti”. Il confronto affronterà vari aspetti: dalla nuova job description del medico di medicina generale nelle case della salute, all’integrazione della sua attività con quella dell’infermiere, all’inserimento dei giovani medici, alla valutazione dell’attività svolta e da svolgere “insieme”, fino alla definizione del valore aggiunto rappresentato da questo modello di assistenza.   Ufficio stampa Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
03
OTT
2014

SIMG: “al via la prima scuola di alta formazione in europa così prepariamo i nuovi professionisti delle cure primarie”

COMUNICATO STAMPA Firenze, iniziano oggi nella sede della società scientifica i corsi aperti a tutti i medici di famiglia SIMG: “AL VIA LA PRIMA  SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE IN EUROPA COSì PREPARIAMO I NUOVI PROFESSIONISTI DELLE CURE PRIMARIE” Il presidente Claudio Cricelli: “Le lezioni riguardano tutti gli elementi della nostra attività: dalla diagnostica di base a quella più complessa, fino alla chirurgia ambulatoriale. Una sezione dedicata ai giovani camici bianchi”. È una struttura unica nel suo genere nel Vecchio Continente   Firenze, 3 ottobre 2014 – Un scuola aperta tutto l’anno, la prima in Europa, per formare i nuovi medici di famiglia. Iniziano oggi a Firenze, nella sede nazionale della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) completamente rinnovata, i corsi della Scuola di Alta Formazione della società scientifica. “Questa struttura – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG – ha carattere permanente, con una particolare attenzione rivolta ai giovani professionisti a cui offriamo borse di studio e a cui dedicheremo una specifica sezione. Ogni settimana offriremo nuovi corsi e le classi saranno formate da non più di 20 discenti, proprio per favorire l’apprendimento. Tutti i contenuti della scuola sono organizzati in una prospettiva di lavoro all’interno delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e delle Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP), cardine della nuova assistenza sul territorio. Il primo corso sarà dedicato all’ecografia internistica e  della tiroide, ma non ci occuperemo solo di diagnostica complessa. è necessaria infatti una ‘riappropriazione professionale’ da parte dei medici di famiglia del futuro. Insegneremo tutti gli elementi qualificanti della pratica medica: dalla diagnostica di base (ad esempio,l’elettrocardiogramma), alla piccola chirurgia ambulatoriale, fino al management ed all’IT. Queste competenze devono rientrare nel curriculum di un moderno medico del territorio. Non vogliamo formare specialisti, ma professionisti che sappiano offrire ai cittadini tutti gli strumenti che qualificheranno le nuove cure primarie”. L’avvio della scuola ha richiesto un notevole impegno economico da parte della SIMG, che ha acquistato numerose apparecchiature diagnostiche (ad esempio ecografi ed elettrocardiografi), grazie a un accordo con Gima-Doctor Shop La struttura è aperta non solo ai soci SIMG, ma a tutti i medici di medicina generale.     Ufficio stampa Intermedia intermedia@intermedianews.it 030.226105  
25
SET
2014

SIMG: “Con le nuove cure primarie i risparmi diventano funzionali”

A Capri la Convention Nazionale della Società Italiana di Medicina generale per definire le linee del cambiamento SIMG: “Con le nuove cure primarie i risparmi diventano funzionali così possiamo realizzare i principi del patto per la salute” Il Presidente Claudio Cricelli: “L’accesso più facile ai servizi sanitari avrà un impatto concreto sulla vita di tutti i cittadini. È la maggiore trasformazione del Servizio Sanitario dal 1978” Capri, 25 settembre 2014 – “La nuova organizzazione delle cure primarie costituisce la più grande trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale dopo la sua istituzione nel 1978. I benefici di ogni riforma del SSN sono oggi prevalentemente ricercati in termini economici. In realtà, siamo di fronte alla transizione storica dalla medicina generale a quella primaria, che consentirà di realizzare risparmi funzionali, gli unici in grado di determinare un reale impatto sulla vita dei cittadini, perché rendono più facile l’accesso ai servizi sanitari. La nuova organizzazione del territorio deve offrire nuove prestazioni, servizi innovativi, un’eccellente assistenza al domicilio del paziente tagliando le liste di attesa e dimezzando le migrazioni sanitarie. Siamo pronti a mettere in pratica i principi enunciati nel Patto della Salute, approvato lo scorso 16 luglio”. Il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), alla convention nazionale dell’associazione in corso a Capri fino al 26 settembre, illustra i tre pilastri su cui si muove la trasformazione delle cure primarie. “Nuova organizzazione, information technology e formazione costituiscono le tre vie da seguire – spiega il dott. Cricelli -. Nel Patto per la Salute 2014 sono privilegiate forme organizzative estese e complesse, che superano l'azione professionale del singolo medico. Il quadro che sta emergendo si presenta in continua e rapida evoluzione. In aggiunta alle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) e alle Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP), già cardine della nuova assistenza sul territorio, le cooperative di medici si configurano sempre più come un’offerta integrata di servizi, soprattutto in termini di prestazioni sanitarie che spaziano dalla cura fino alla riabilitazione. Più del 20% delle cooperative del settore ritiene che la gestione imprenditoriale delle attività di provider di servizi complessi, rivolti a pazienti cronici, sia un’opportunità di sviluppo”. La SIMG è la società scientifica che più di qualunque altra associazione ha investito e promosso lo sviluppo di strumenti informatici sempre più potenti e sofisticati. “Questi programmi supportano il professionista in tutte le fasi del processo di cura e nella governance - continua il dott. Cricelli -. Oggi infatti siamo in presenza della quasi totale dematerializzazione della ricetta, che segue la già avvenuta informatizzazione del certificato di malattia e delle pratiche INAIL e, dalla fine di settembre, delle esenzioni”. Infine la formazione. “è assolutamente velleitario affrontare queste grandi trasformazioni – conclude il dott. Cricelli - senza definire un percorso di insegnamento rivolto ai medici e ai collaboratori delle cure primarie. Per questo il prossimo 5 ottobre a Firenze apre la Scuola di Alta Formazione della SIMG con l’obiettivo di addestrare nuove figure professionali. Cioè medici di medicina generale ‘con interessi disciplinari speciali’, in grado di coordinare al meglio le attività svolte sul territorio con quelle dell’ospedale. Una vera e propria interfaccia, una cerniera evoluta con la medicina specialistica, già presente in altri Paesi Europei ma non ancora in Italia. Il medico di famiglia non è più il ‘muro di gomma’ contro cui un tempo ‘rimbalzava’ il problema clinico del paziente, che poi veniva subito indirizzato allo specialista. Diventa invece il recettore che può affrontare direttamente ogni disturbo del cittadino. Per raggiungere questo obiettivo, ogni unità di cure primarie dovrà essere dotata di tutti gli strumenti necessari, che vanno dagli ecografi alle apparecchiature per la diagnostica di base. Il cambiamento a cui assistiamo trova un riscontro anche nel nome della nostra associazione. Proporrò infatti all’Assemblea della SIMG una nuova denominazione che potrebbe chiamarsi ‘Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie’”. Ufficio stampa Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
24
SET
2014

La SIMG: “sì a nuove regole per prescrivere i farmaci innovativi”

La medicina generale viene inclusa nella somministrazione delle terapie più complesse La SIMG: “sì a nuove regole per prescrivere i farmaci innovativi 2000 MEDICI DI FAMIGLIA parteciperanno alla sperimentazione AIFA” Il presidente Claudio Cricelli: “Ora anche i camici bianchi del territorio sono coinvolti grazie ad un progetto dell’agenzia regolatoria” Firenze, 24 settembre 2014 – “I medici di medicina generale sono in grado di prescrivere qualunque farmaco, purché siano messi nella condizione di conoscerlo e utilizzarlo appropriatamente. Plaudiamo all’iniziativa dell’AIFA di selezionare 2000 medici di famiglia per inserirli nei percorsi terapeutici in appropriatezza. Questi professionisti potranno quindi prescrivere i farmaci innovativi sottoposti a Piano Terapeutico, facoltà finora limitata solo agli specialisti. Nessuno meglio del medico di famiglia è in grado di compiere l’intero processo di conoscenza, identificazione del paziente eleggibile, selezione della terapia appropriata, valutazione degli ‘outcome’”. Il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), ipotizza alcuni criteri per la selezione dei professionisti della medicina generale, che devono includere la qualità professionale misurabile dell’operatore e la possibilità di evidenziare gli ‘outcome’, cioè i risultati ottenuti attraverso la terapia “La decisione dell’AIFA – sottolinea il dott. Cricelli - pone rimedio a una situazione che risale a circa 15 anni fa e che abbiamo più volte denunciato. L’istituzione del Piano Terapeutico ha determinato ‘distorsioni’: parte dal presupposto che solo alcuni professionisti siano in grado di prescrivere determinate terapie e altri invece debbano essere privati di questa facoltà. Questa meritoria iniziativa sta suscitando uno straordinario consenso tra i nostri medici che hanno inviato la loro adesione al progetto. Conclusa la selezione iniziale, entreremo con AIFA nel merito della realizzazione pratica del progetto”. Ufficio stampa Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
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