Variazione regionale nel coinvolgimento della medicina di base nel fine vita

Pubblicato su CURE C@RE La cultura del prendersi cura  a cura di Danila Cattaneo

Le variazione nell’assistenza di fine vita negli Stati Uniti è spesso guidata dal sistema sanitario. La ricerca ha valutata, alla fine della vita, l’associazione tra il coinvolgimento del medico di base ed i modelli assistenziali della terminalità.

Sono stati analizzati i dati del 2010 in Medicare parte B per le regioni di riferimento ospedaliero (HRR) degli Stati Uniti. La variabile indipendente è stato il […] […] rapporto tra la cura dei medici di base e le visite specialistiche negli ultimi 6 mesi di vita. Le variabili dipendenti includevano il tasso di morti in ospedale, l’uso dell’ospedale e della terapia intensiva negli ultimi 6 mesi di vita, la percentuale di pazienti visti da più di 10 medici e la spesa di Medicare negli ultimi 2 anni di vita. L’analisi di regressione lineare forte è stata utilizzata per misurare l’associazione tra il coinvolgimento del medico di base, alla fine della vita, e le variabili di risultato, con un aggiustamento per le caratteristiche regionali.

Sono state valutate 306 regioni di riferimento ospedaliero, individuando 1.107.702 deceduti affetti da una malattia cronica, assistiti da Medicare parte B.

L’intervallo interquartile del rapporto delle regioni di riferimento ospedaliero tra le cure primarie e le visite specialistiche di fine vita andava da 0,77 a 1,21.

Le regioni di riferimento ospedaliero con un coinvolgimento del medico di base alto a confronto di basso, alla fine della vita, erano significativamente diverse per le caratteristiche del paziente, della popolazione e del sistema sanitario. Con l’aggiustamento di queste differenze, le regioni di riferimento ospedaliero con il massimo coinvolgimento del medico di base hanno avuto una riduzione della spesa di Medicare negli ultimi 2 anni di vita ($ 65.160 contro $ 69.030; p = 0,003) e un minor numero di giorni di ricovero in unità di terapia intensiva negli ultimi 6 mesi di vita (2,90 contro 4.29; P <0,001), ma anche meno ricoveri in hospice (44,5% dei deceduti contro 50,4%; P = 0,004).

Le regioni con un maggiore coinvolgimento del medico di base durante il fine vita hanno complessivamente meno cure intensive.

vai all’abstract: >> Regional Variation in Primary Care Involvement at the End of Life Claire K. Ankuda, Ann Fam Med January/February 2017 vol. 15 no. 1 63-67

 

articolo segnalato da Edoardo Di Maggio