FRAHS : Il nuovo Score per la valutazione del rischio di frattura osteoporotica

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Interamente realizzato da popolazione Italiana afferente agli studi dei Medici di Medicina Generale, lo score FRA-HS è caratterizzato da un’elevata accuratezza predittiva.

Finalmente sarà possibile valutare in Medicina Generale il rischio di frattura così come già possibile tramite le carte del rischio cardiovascolare. Quindi, anche questa problematica, sempre più frequente tra i nostri pazienti, potrà essere affrontata con l’appropriatezza diagnostica e terapeutica necessaria.

La prevalenza media di osteopenia e di osteoporosi fra le donne italiane nello studio Esopo è risultata pari a 44,7% e 18,5%, rispettivamente, mentre le corrispondenti prevalenze sono state del 36% e del 10% nel sesso maschile. L’incidenza dell’osteoporosi e delle fratture da fragilità aumenta con l’età e quindi negli anni a venire, con l’aumento dell’età media della popolazione, assisteremo ad verosimile incremento delle fratture da fragilità..

Finora a poco tempo fa la diagnosi di osteoporosi si basava principalmente sulla misura della densità minerale ossea (BMD), espressa in T-score, accettando il valore di – 2,5 come soglia diagnostica dell’osteoporosi.
Tuttavia, gli altri fattori di rischio clinici indipendenti che forniscono informazioni sul rischio di frattura aggiungono elementi di valutazione importanti rispetto a quelli che si possono ottenere dalla semplice misurazione della BMD, la cui sensibilità (i.e. importanza dei falsi negativi) è stata più volte messa in discussione. La valutazione del rischio di frattura perciò va distinta dalla diagnosi di osteoporosi, e va fatta tenendo conto del valore individuale degli altri fattori di rischio clinico: anamnesi familiare di fratture da fragilità, pregresse fratture da fragilità, età, sesso, fumo, basso peso corporeo, eccessivo consumo di alcool, terapia con glucocorticoidi, patologie croniche osteopenizzanti.

Risulta però difficile nella pratica quotidiana analizzare, in modo composito, questi elementi. Per cui sono stati costruiti degli strumenti automatici di calcolo che riescono a fornirci il valore del rischio di frattura individuale a 10 anni. Finora avevamo a disposizione due algoritmi, il FRAX®, costruito in Inghilterra ma poi esteso a diverse popolazioni, o il Defra sviluppato dalla SIOMMS estendendo alcune caratteristiche del precedente. Ora abbiamo la possibilità di usare un algoritmo, il FRA-HS, che basa il calcolo dei vari indicatori sulla popolazione di riferimento del data base Health Search, interamente formato da popolazione italiana afferente agli studi dei medici di medicina generale, che ci fornisce una maggior affidabilità e accuratezza di valutazione. Grazie a questo potremo ragionare in termini di rischio di frattura così come già siamo abituati a fare con le carte del rischio cardiovascolare, ed anche questa problematica, sempre più frequente tra i nostri pazienti, potrà essere affrontata con l’appropriatezza diagnostica e terapeutica necessaria.

La metodologia di validazione dello score FRA-HS si basa su un approccio condiviso dalla letteratura internazionale, già adottato per la validazione dello score FRAX®, che costituisce il progenitore più solido di tutti gli algoritmi predittivi relativamente al rischio di frattura osteoporotica.

E’ stata selezionata una coorte di pazienti 40enni o più anziani nel database Health Search nel periodo tra il 1 gennaio 1999 al 31 dicembre 2002. Dato che l’obiettivo era quello di mettere a punto uno score prognostico per le fratture osteoporotiche a 5 e 10 anni, conoscendo le caratteristiche del database (all’epoca dello studio i dati coprivano fino al 31 dicembre 2012) la popolazione eleggibile poteva quindi, potenzialmente, essere osservata fino a 10 anni (es.: dal 1999 al 2009, dal 2002 al 2012). La data del primo contatto con il proprio medico di medicina generale nella finestra temporale 1999-2002 costituiva la data di inizio del periodo di osservazione. I pazienti venivano quindi seguiti fino all’insorgenza della frattura osteoporotica (esito in studio), il decesso, la fine di registrazione del dato con il proprio medico di medicina generale. Ogni fattore di rischio (sesso, età, fumo, BMI, abuso di alcool, precedente frattura osteoporotica, artrite reumatoide, osteoporosi secondaria, uso di corticosteroidi a lungo termine) registrato alla data di ingresso, è stato quindi associato, tramite un modello di Cox a rischi competitivi con la mortalità (i.e. i pazienti più anziani andando incontro più frequentemente a decesso potevano altrimenti risultare eccessivamente associati al rischio di frattura), al rischio di frattura osteoporotica. Le stime di rischio così ottenute per ogni singolo fattore di rischio a livello di ciascun paziente sono state sommate, ed ogni paziente classificato in un certo livello di rischio. Lo score ha quindi dimostrato una buona capacità predittiva, distinguendo in modo accurato i soggetti con e senza frattura (capacità discriminante) e non risultando molto distante dal rischio osservato (calibrazione). La soglia di trattamento farmacologico (i.e., livello di rischio predetto dallo score per il quale l’intervento farmacologico è consigliato), sempre seguendo l’impostazione della letteratura internazionale, si basa sia per i pazienti di sesso femminile che su quelli di sesso maschile sul rischio osservato di frattura osteoporotica nei pazienti già con precedente frattura osteoporotica per le specifiche fasce di età decennali.