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30
NOV
2015

Dolore Cronico: “Colpisce 15 milioni di Italiani, un Kit e un Video per definire la Terapia Migliore”

COMUNICATO STAMPA L’iniziativa "Pain Generator" presentata al 32° Congresso Nazionale della SIMG in corso a Firenze DOLORE CRONICO: “COLPISCE 15 MILIONI DI ITALIANI UN KIT E UN VIDEO PER DEFINIRE LA TERAPIA MIGLIORE” Saranno distribuiti a 3.000 medici di medicina generale. Il presidente Claudio Cricelli: “è una malattia con gravi conseguenze sociali ed economiche”. E il progetto Teseo 2 ha coinvolto 440 camici bianchi “formati”: sono migliorati l’adesione al trattamento e il controllo del disturbo   Firenze, 27 novembre 2015 – Un kit per misurare il dolore e impostare in modo corretto la terapia. Si chiama Pain Generator e verrà distribuito insieme a un video illustrativo a 3.000 medici di medicina generale all’inizio del 2016. L’iniziativa, realizzata con il contributo incondizionato di Angelini, è presentata oggi al 32° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) in corso a Firenze. E con il progetto Teseo 2 la SIMG ha definito un nuovo modello per migliorare anche l’adesione al trattamento. “La tipizzazione del dolore costituisce il punto di partenza per definire la terapia appropriata – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG -. In questi ultimi dieci anni il dolore è emerso come importante problema di salute pubblica, causa di gravi sofferenze e di enormi costi sanitari, pari ogni anno a circa 18 miliardi di euro. Rappresenta oggi la seconda causa di assenteismo dal lavoro per motivi medici, una persona su cinque perde la propria occupazione, il 50% dei pazienti soffre di depressione e i disturbi ansiosi sono presenti nel 40% dei casi”. Pain Generator è composto da semplici strumenti come pennelli, batuffoli di cotone e spillette. Nel video (pubblicato anche sul canale You Tube della SIMG https://youtu.be/Sk2LRV8f9UQ) vengono illustrati gli step che portano a classificare il disturbo come nocicettivo, neuropatico o sindrome mista meccanico-strutturale. “Il dolore cronico non oncologico costituisce uno dei più comuni motivi di consultazione medica: basti pensare che interessa nel nostro Paese oltre 15 milioni di persone, il 20% della popolazione. Mina l’integrità fisica e psichica del paziente, preoccupa i familiari e incide in maniera negativa sulla qualità della vita - afferma il dott. Pierangelo Lora Aprile, segretario scientifico SIMG e responsabile Area medicina del dolore e cure palliative -. La terapia consigliata varia in base all’intensità del disturbo. Se lieve, è utile il paracetamolo. Quando è moderato, la scelta migliore è costituita dall’associazione paracetamolo e codeina. Per controllare il dolore severo, è opportuno la somministrazione di oppiacei di terzo gradino”. Uno dei problemi centrali nelle malattie croniche è rappresentato dall’aderenza ai farmaci. “Teseo 2 – sottolinea il dott. Lora Aprile - è il progetto di formazione sviluppato da SIMG, che ha analizzato per la prima volta il tema dell’aderenza alla terapia con oppiacei nel dolore cronico attraverso la valutazione di gruppi di medici già formati a riconoscere e tipizzare la malattia e a impostare il trattamento. Protagonisti 440 camici bianchi provenienti da 24 Aggregazioni Funzionali Territoriali (i grandi ambulatori di famiglia aperti 7 giorni su 7) presenti in 17 Regioni italiane, coordinati da 24 medici di famiglia ‘con speciale interesse per la terapia del dolore’. Questi ultimi sono veri e propri esperti del settore grazie alla formazione intensiva e all’esperienza sul campo maturate negli step precedenti del progetto”.  Il nuovo modello organizzativo trae ispirazione dal mondo anglosassone, in cui il medico di medicina generale con “particolare interesse in cure palliative e terapia del dolore” (practitioner with special interest in pain) è una figura chiave nel National Health Service del Regno Unito.  “L’obiettivo del progetto – continua il dott. Lora Aprile – è stato quello di far apprendere ai colleghi un metodo per formulare una diagnosi centrata sul tipo di disturbo e definire così la terapia corretta”. “La scelta del farmaco - spiega il prof. Diego Fornasari, farmacologo dell’Università Statale di Milano - non può prescindere da una corretta individuazione del generatore del dolore (pain generator)”. “Questo metodo è una vera e propria ‘rivoluzione copernicana’ nell’approccio al dolore – continua il prof. Fornasari – perché consente di scegliere in modo razionale i farmaci per controllare il dolore agendo con essi nei punti dove si generano e/o si modificano gli impulsi dolorosi e scongiurare così la possibilità che la cronicizzazione del dolore determini modificazioni plastiche del sistema rendendone molto più difficile il trattamento”. “Il dolore è stato considerato per lungo tempo solo come un sintomo indicatore di un processo patologico - afferma il dott. Andrea Fanelli, terapista del dolore al Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna -, oggi invece si tende a consideralo come malattia a sé stante. Per questo l’aderenza e la persistenza terapeutica assumono notevole rilevanza nel controllo del dolore”. L’audit di Teseo 2 rileva una aderenza alla terapia con farmaci oppiacei che varia dal 20 al 35% a seconda del tipo di farmaco utilizzato. “Questo dato deve essere interpretato - continua il dott. Fanelli - e suggerisce che sarà necessario trovare nuovi metodi per calcolare l’aderenza nel campo della terapia del dolore, ma ciò che più conta è che il processo di cura con farmaci oppiacei è un progetto che medico e malato debbono condividere, che può avere durata variabile, ma con un obiettivo ben chiaro, che necessita di verifica periodica”. Ai 440 medici è stata erogata in tre momenti la formazione su come migliorare l’aderenza alla terapia: al termine di ogni sessione formativa, sono state misurate le variazioni nei comportamenti di medici e pazienti. In particolare è aumentata di circa 9 volte la quantità di oppiacei prescritta. Non solo, grazie al nuovo metodo, è migliorata la capacità diagnostica con un impatto positivo sul controllo della malattia. “Angelini conferma il supporto incondizionato al progetto Teseo 2, teso al monitoraggio e quindi al miglioramento dell’aderenza alla terapia analgesica del paziente con dolore – conclude Fabio De Luca, Chief Commercial Officer Italia di Angelini –. Allo stesso modo riteniamo che tanto il kit quanto il video Pain Generator potranno essere validi supporti affinché l’aderenza terapeutica abbia come solida base l’appropriatezza della stessa terapia analgesica. Il medico di famiglia è il primo riferimento del paziente […]
24
NOV
2015

SIMG: “Al via il corso di Management delle Cure Primarie così i Giovani Medici imparano a gestire la Professione”

COMUNICATO STAMPA  Iniziano domani a Firenze le lezioni alla Scuola di Alta Formazione della Società scientifica SIMG: “AL VIA IL CORSO DI MANAGEMENT DELLE CURE PRIMARIE COSì I GIOVANI MEDICI IMPARANO A GESTIRE LA PROFESSIONE” Il Presidente Claudio Cricelli: “è la prima iniziativa di questo tipo nel nostro Paese. Offriamo strumenti che si fondano sulle più avanzate conoscenze informatiche”  Firenze, 24 novembre 2015 – Parte domani a Firenze il corso di introduzione al management delle cure primarie. L’iniziativa fa parte dell’offerta formativa della Scuola di Alta Formazione della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). “La nostra professione – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG - affronta oggi cambiamenti decisivi in rapporto alle competenze mediche, organizzative e manageriali. È la prima volta che in Italia viene istituito un corso di questo tipo, indirizzato a formare inizialmente 40 giovani medici di medicina generale. In programma focus sull’appropriatezza basata sulle evidenze, sugli obiettivi di budget e sugli outcome. Vogliamo offrire ai giovani che si affacciano alla professione strumenti avanzati di gestione pratica che si fondano sulle più avanzate conoscenze informatiche, sulla capacità di sviluppare un’osservazione integrata degli outcome in medicina e del mercato della sanità, elementi essenziali per comprendere l’evoluzione del nostro sistema sanitario. Vogliamo offre ai giovani medici in formazione conoscenze indispensabili per colmare le lacune del loro percorso professionale e clinico, finora poco orientato ai temi gestionali”. Il corso, realizzato con il supporto incondizionato di Assogenerici, è articolato in numerose sessioni in più anni consecutivi. “Siamo particolarmente lieti - afferma il Presidente di Assogenerici Enrique Häusermann - di avviare questa collaborazione con SIMG nell'ambito della scuola di alta formazione ed in particolare di sostenere il corso di introduzione al management delle cure primarie. La Medicina Generale è oggi interessata da molteplici e rapide evoluzioni che richiedono ai clinici un mutamento di approccio, sempre più orientato all'appropriatezza diagnostica e terapeutica, alla conoscenza della popolazione degli assistiti ma anche alla pianificazione e programmazione delle valutazioni, della attività e degli interventi anche nell'ottica del migliore utilizzo delle risorse pubbliche. In questo senso il contributo dei farmaci equivalenti alla razionalizzazione della spesa pubblica e di quella dei cittadini resta un fattore strategico nel futuro della medicina generale. Sempre con l’obiettivo - che condividiamo pienamente con SIMG - che la competenza e l'impegno dei medici possano generare il massimo risultato in termini di prevenzione e tutela della salute dei pazienti”. Ufficio stampa Intermedia 030.226105 - 3351892975 intermedia@intermedia.it
06
NOV
2015

Influenza: “Vogliamo Essere Un Esempio Per I Cittadini Ci Vaccineremo In Massa Al Congresso”

COMUNICATO STAMPA Il progetto di sensibilizzazione si svolgerà all’Assise Nazionale SIMG di Firenze (26-28 novembre) INFLUENZA: “VOGLIAMO ESSERE UN ESEMPIO PER I CITTADINI CI VACCINEREMO IN MASSA AL CONGRESSO” La Campagna della SIMG “NOI CI VACCINIAMO” Nella scorsa stagione il virus ha colpito sei milioni di italiani e si è registrato un calo preoccupante delle immunizzazioni (-20%). Il presidente Claudio Cricelli: “No ai falsi miti contro la profilassi, anche i camici bianchi devono comprendere l’importanza di questa pratica” Firenze, 6 novembre 2015 – I medici di famiglia si vaccinano in massa contro l’influenza. Per sensibilizzare i cittadini e far capire loro l’importanza dell’immunizzazione. Almeno cinquecento dosi di vaccino saranno distribuite grazie alla collaborazione del Direttore del Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute, dott. Raniero Guerra, durante il 32° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), che si svolgerà a Firenze dal 26 al 28 novembre. Molte altre dosi potranno essere rese disponibili grazie alla collaborazione delle Aziende Produttrici. “Lanciamo la campagna ‘Noi ci vacciniamo’ – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG -. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un calo preoccupante del numero di cittadini vaccinati, a fronte di un’offerta che è rimasta invariata. Si stima che solo il 20% degli operatori sanitari (medici e infermieri) si protegga, un dato decisamente troppo basso tra chi dovrebbe essere ben consapevole dell’efficacia del ‘cordone di sicurezza’ creato dalla profilassi. Per questo la nostra Società scientifica vuole rappresentare un esempio e stimolare camici bianchi, pazienti e Istituzioni. Il virus è già stato isolato lo scorso 9 ottobre, la campagna vaccinale inizierà ufficialmente a metà novembre e proseguirà fino a Natale”. Nel corso dell’ultima stagione (2014-2015) sei milioni di italiani sono stati colpiti dal virus. Ma le vaccinazioni sono calate di oltre il 20% rispetto al 2013. Con conseguenze evidenti: si sono registrati 485 casi di complicanze gravi e 160 decessi (segnalati da 19 Regioni e Province Autonome). E la maggior parte di queste situazioni si è verificata in cittadini non vaccinati. In generale l’andamento delle coperture dal 1999-2000 al 2014-2015 mostra come nell’ultima stagione sia stato fatto un salto indietro di quindici anni tornando al livello di copertura raggiunto nel 2000-2001. “Di solito il 10-20% dei malati va incontro a complicanze, più o meno impegnative – continua il dott. Cricelli -. Non possiamo prevedere la pericolosità dei virus che circoleranno nei prossimi mesi. L’impatto della malattia dipende dalla percentuale della popolazione protetta. Il vaccino rappresenta l’arma principale per la prevenzione ed è raccomandato a tutte le categorie a rischio: adulti con più di 65 anni, bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da patologie croniche, cardiovascolari e respiratorie. Desideriamo ringraziare il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e l’Assessore alla Salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi, che ha sostenuto la nostra proposta sin dall’inizio offrendo l’indispensabile  supporto logistico della Regione Toscana”. “Vogliamo vaccinare fino al 95% della popolazione ‘fragile’ – conclude il dott. Cricelli -, il traguardo minimo è il 75%, come sottolineato nel Piano nazionale della Prevenzione Vaccinale. Ricordiamo che negli over 65 la copertura di solito si attesta poco sopra il 50%. La nostra campagna vuole anche sfatare i falsi miti che spesso circondano la vaccinazione. In questo senso ci attendiamo di  produrre processi di emulazione positivi”. Intermedia Ufficio stampa SIMG 030.226105 – 3351892975 intermedia@intermedianews.it
22
OTT
2015

La SIMG: “Dire Si Ai Vaccini, Un Impegno Etico Per Medici e Pazienti”

COMUNICATO STAMPA  LA SIMG: “DIRE SI AI VACCINI, UN IMPEGNO ETICO PER MEDICI E PAZIENTI”  Il presidente Claudio Cricelli: “L’importanza delle immunizzazioni fa parte del bagaglio culturale e professionale di ogni clinico. Come società scientifica ci impegniamo a raddoppiare il tasso di copertura per l’influenza tra i medici di Medicina Generale e tutta la popolazione adulta nei prossimi due anni.”   Roma, 22 ottobre 2015 - “L’efficacia e la sicurezza dei vaccini sono supportate da solide evidenze scientifiche. Fanno parte a pieno titolo del bagaglio culturale e professionale del Medico Generale. Ci impegniamo ad intraprendere, insieme alle altre Associazioni scientifiche interessate, ogni azione volta a riaffermare e a promuovere le vaccinazioni nella popolazione, anche con nuove e opportune attività di comunicazione di massa”. La  Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) riafferma così l’impegno dei suoi iscritti alla pratica vaccinale attiva dopo le ultime polemiche sull’utilità e la sicurezza delle immunizzazioni antiinfluenzali e l’annuncio del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin di sanzionare i medici che sconsigliano i vaccini. “Le immunizzazioni hanno un valore universale e rappresentano il più importante strumento di prevenzione delle malattie infettive e di salvaguardia della salute pubblica - sottolinea il dott. Claudio Cricelli, presidente nazionale SIMG -. Hanno determinato l’eradicazione di  terribili malattie quali il vaiolo e la polio. La SIMG considera l’impegno dei suoi iscritti a vaccinarsi come elemento di altissimo valore etico e morale da portare a testimonianza e magistero nei confronti di tutti i medici di Medicina Generale, della comunità scientifica, della Società tutta del nostro Paese. Un impegno scientifico, professionale ed etico che ci porta a promuovere e diffondere la ricerca, la corretta informazione e lo sviluppo di strumenti professionali con la finalità di una più ampia diffusione delle vaccinazioni nell’adulto. Innalzare il  tasso di copertura vaccinale nella propria popolazione di assistiti – evidenzia Cricelli – rappresenta un obiettivo professionale prioritario dei medici della SIMG che negli anni si sono dotati di  appositi strumenti professionali, in grado di favorire tale azione. Noi ci impegnano a vaccinarsi ogni anno nei confronti dell'influenza stagionale e a raccomandare la vaccinazione ai Colleghi e al personale di studio. In questo momento, si assumono un impegno preciso: raddoppiare il tasso di copertura vaccinale per influenza tra i medici di Medicina Generale nei prossimi due anni”.   Ufficio stampa SIMG Intermedia intermedia@intermedianews.it 030.226105
07
OTT
2015

Cricelli (Simg): “Vaccini: se non si inverte la tendenza corriamo il rischio di vere e proprie epidemie”

COMUNICATO STAMPA Cricelli (Simg): “Vaccini: se non si inverte la tendenza corriamo il rischio di vere e proprie epidemie” “Siamo al limite della soglia limite di sicurezza del 95% per molte malattie gravi come poliomielite, tetano, difterite ed epatite B. Se non invertiamo quanto prima questa tendenza corriamo il rischio di vere e proprie epidemie di gravi patologie che invece possono essere prevenute. La riduzione delle percentuali di immunizzazioni è anche il risultato della disformazione che da troppo tempo assistiamo verso questi importanti presidi medici. Ricordiamo invece che i vaccini, oltre ad essere efficaci, sono estremamente sicuri perché sottoposti a rigidi controlli da parte delle Istituzioni sanitarie competenti”. È quanto ha dichiarato Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) esprimendo la forte preoccupazione per il calo delle vaccinazioni nel nostro Paese. “Noi medici di famiglia siamo tutti i giorni in prima linea nell’incentivare le immunizzazioni tra tutta la popolazione – ha aggiunto Cricelli – auspichiamo che sia approvato e reso operativo quanto prima il nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane”
05
OTT
2015

Budget per l’Assistenza Sanitaria ad Ogni Medico di Famiglia

COMUNICATO STAMPA Lo studio di Health Search in pubblicazione sulla rivista Value in Health BUDGET PER L’ASSISTENZA SANITARIA AD OGNI MEDICO DI FAMIGLIA “ECCO IL NUOVO MODELLO TUTTO ITALIANO DI CONTROLLO DELLA SPESA” Lo ha elaborato la SIMG. Il presidente Claudio Cricelli: “Fino ad oggi, nel nostro Paese, la regolazione dei fondi per i clinici del territorio si basa su modelli mutuati dall’estero, che non considerano le caratteristiche del sistema e la variabilità di costo di ogni malato. Questo lavoro invece garantisce più vigilanza contro le ripartizioni improprie”. Roma, ? - Un nuovo strumento di calcolo per predire in modo accurato i costi di assistenza a carico delle singole autorità territoriali e dei medici di famiglia. È quanto sviluppato dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). “Periodicamente le autorità stabiliscono la quota di capitale da destinare a un contesto regionale, alla singola ASL o al medico – spiega il dott. Claudio Cricelli, Presidente SIMG –. Ad oggi, in Italia, l’assegnazione dei fondi è definita solo sulle caratteristiche demografiche della popolazione (sesso ed età del paziente); molte autorità territoriali si basano su sistemi pensati e validati all’estero, con parametri diversi da quelli del Bel Paese. Abbiamo individuato un metodo efficace, il primo tutto italiano, pensato in favore dei pazienti e sulle esigenze reali dei clinici di casa nostra”. Il lavoro è in stampa sulla prestigiosa rivista internazionale Value in Health della International Society for Pharmaeconomics and Outcomes Research. La ricerca è stata condotta dalla SIMG grazie al database di “Health Search”. Sono stati considerati due gruppi di circa 25mila pazienti con patologie acute e croniche, registrati tra il 2008 e il 2010. Sul primo gruppo è stato impostato l’algoritmo, sul secondo è stato validato. “Il database ci ha permesso di elaborare un sistema fondato sul mondo reale e quindi immediatamente applicabile nel panorama sanitario –. spiega il dott. Francesco Lapi, Direttore della Ricerca di ‘Health Search’ e autore dello studio – Abbiamo raccolto tutti i dati clinici e la spesa di ogni paziente a carico del Medico di Medicina Generale. Abbiamo quindi considerato non più puri valori demografici, ma anche la variabilità dei costi delle persone in carico a uno stesso clinico, tra provincia e provincia, tra le Asl, le Regioni e il comportamento prescrittivo dei medici. Sulla base di queste variabili, abbiamo creato un algoritmo, che ci fornisce la predizione  della spesa per ogni paziente corretta per la sua specifica complessità clinica”. Il sistema è valido e di immediata applicazione nella pratica clinica. “Questo modello consentirà ai medici e alle autorità sanitarie di conoscere i costi reali per ogni malato in cura e di regolare in modo equo e definito i budget da stanziare per la sua assistenza – prosegue il dott. Lapi – Non solo. Potrà essere usato anche come sistema di vigilanza: sia le autorità che i clinici stessi potranno, infatti, monitorare come vengono impiegati i fondi assegnati. In questo modo sarà più facile controllare la loro gestione delle risorse”. Un sistema innovativo e trasversale, già sviluppato in altri Paesi. “Gli Stati Uniti e poi la Gran Bretagna hanno approvato già da tempo modelli analoghi – aggiunge il dott. Lapi –. In Italia, invece, siamo in ritardo. Attualmente le autorità amministrative continuano a basarsi su sistemi influenzati da alcune limitazioni, che considerano soltanto caratteristiche demografiche o che sono mutuati da realtà internazionali, studiati quindi su una popolazione e per un sistema sanitario diversi dal nostro, con il rischio di predire dati impropri”. “Questo lavoro, proprio perché costruito su dati reali del nostro Paese – conclude il dott. Claudio Cricelli – fornisce finalmente un modello utile a garantire la sostenibilità del sistema e un’efficace gestione delle risorse disponibili per ogni persona assistita”.   [Disponibile il free text dell’articolo originale]   Ufficio stampa SIMG Intermedia intermedia@intermedianews.it 030.226105 – 333.1048693 – 335.265394
28
SET
2015

SIMG: La Società ha rinnovato il Consiglio di Presidenza e l’Esecutivo Nazionale SIMG. Claudio Cricelli confermato Presidente: “vogliamo mostrare la qualità della nostra professione”

COMUNICATO STAMPA La Società Italiana di Medicina Generale ha rinnovato il Consiglio di Presidenza e l’Esecutivo Nazionale SIMG: CLAUDIO CRICELLI CONFERMATO PRESIDENTE “vogliamo mostrare la qualità della nostra professione” In una lettera il punto di vista della Società Scientifica sul Decreto appropriatezza. “Sappiamo garantire una tempestiva valutazione della qualità delle prestazioni erogate. Non serve punire i camici bianchi”   Firenze, 26 settembre 2015 – Claudio Cricelli è stato riconfermato Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) per il prossimo triennio. L’Assemblea Nazionale della SIMG, riunita a Sansepolcro, ha acclamato all’unanimità il nuovo Esecutivo Nazionale e ha rieletto Claudio Cricelli, Presidente Nazionale della società scientifica. Il Presidente ha presentato una lettera inviata alle Istituzioni Sanitarie Nazionale, proponendo soluzioni radicalmente differenti ed alternative alle proposte del Governo e delle Regioni sul cosiddetto Decreto Appropriatezza. “I medici della SIMG - ha affermato il Presidente Cricelli – hanno la capacità di utilizzare strumenti di valutazione professionale in grado di mostrare i livelli di competenza e di qualità professionale e di garantire una tempestiva valutazione della qualità delle prestazioni erogate. Non serve punire i medici ed è inutile e puerile. Basta chiedere loro di essere valutabili e i medici di medicina generale collaboreranno con piacere e tempestività. La sfida per la qualità rende superato e arcaico il dibattito attuale”. “Chi pensa di salvare il Servizio Sanitario Nazionale – ha concluso il dott. Cricelli - non è al corrente dell’esistenza di medici di gran lunga migliori di quanto l’esausto immaginario dei politici possa immaginare”.   Ufficio stampa Intermedia intermedia@intermedianews.it 030226105 - 3351892975
28
SET
2015

La SIMG Contro il Giro di Vite sugli Esami Diagnostici

COMUNICATO STAMPA LA SIMG CONTRO IL GIRO DI VITE SUGLI ESAMI DIAGNOSTICI ‘COSI SI RISCHIA DI CREARE UNA “MEDICINA ASTENSIVA”’ Il presidente Claudio Cricelli: “Il criterio economico non può guidare la nostra politica sanitaria. Scioperi o altre forme di protesta però non servono. L’appropriatezza deve essere stabilità solo su basi scientifiche”   Roma, settembre 2015 – “Il nuovo giro di vite del Governo sugli esami diagnostici rischia di portare da una medicina difensiva ad una astensiva”. È questo l’allarme lanciato dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) dopo l’annuncio del Ministero della Salute di risparmiare 13 miliardi tramite il Decreto Appropriatezza e la lotta ai presunti esami inutili.  “Dall’eccessiva prescrizione di test dettati dalla paura di una denuncia di un paziente si passerà all’astensione per il timore di una multa da parte delle autorità sanitarie - spiega il dott. Claudio Cricelli presidente SIMG -. I professionisti della salute devono invece poter svolgere liberamente il proprio lavoro”. “Il criterio economico del risparmio non deve essere l’unico parametro che può guidare la politica sanitaria del nostro Paese - aggiunge Cricelli -. Proclamare, o minacciare, scioperi o altre forme di protesta eclatanti non rappresenta però una soluzione. Tutta la comunità medica e scientifica deve rimboccarsi le maniche e capire che ci troviamo davanti ad una grande sfida: garantire la migliore assistenza sanitaria possibile nonostante le sempre minori risorse a disposizione”. “Chiediamo quindi al Governo norme che tutelino la nostra libertà di professione – conclude il presidente SIMG -. Ma al tempo stesso se non vogliamo essere presentati come sperperatori di denaro pubblico è necessario rivedere alcune consuetudini. L’appropriatezza di un esame deve essere stabilita solo ed esclusivamente su basi scientifiche. Per incentivare questa pratica è necessario investire sulla preparazione e l’aggiornamento dei medici di famiglia e di tutto il personale sanitario. In questo modo è possibile garantire sia i risparmi che la salute dell’intera collettività”.   Ufficio stampa Intermedia intermedia@intermedianews.it 030226105
28
LUG
2015

Costi e salute nella sanità italiana: non più un difficile connubio?

COMUNICATO STAMPA COSTI E SALUTE NELLA SANITà ITALIANA: NON PIÙ UN DIFFICILE CONNUBIO? Claudio Cricelli – Presidente della Società Italiana di Medicina Generale Vincenzo Atella – Professore Associato di Economia – Direttore CEIS Tor Vergata – Università Tor Vergata Il nesso tra le prestazioni sanitarie richieste dai medici ed erogate dal Sistema Sanitario, pubblico e privato, è da tempo oggetto di studi e analisi, che nel tempo hanno dato luogo ad una letteratura molto ampia e approfondita. Ciò che alcuni di questi studi cercano di comprendere è, tra l’altro, il rapporto tra bisogno reale del paziente e la richiesta di prestazioni erogate (appropriatezza clinica), il costo degli interventi di cura disponibili (costo efficacia) e il costo delle cosiddette prestazioni evitabili. Più recentemente, grazie alla disponibilità di dati e informazioni, alcune analisi sono state condotte anche sulle procedure e gli strumenti che consentono ai professionisti di prendere decisioni allocative di tipo “micro” in modo ottimale (le singole scelte terapeutiche per i singoli pazienti) in modo compatibile con i vincoli macroeconomici imposti dai decisori politici (tetti di spesa). Quest’ultimo aspetto è una delle novità più interessanti nel campo dell’economia sanitaria e della gestione macroeconomica della spesa, che potrebbe aprire una nuova interessante fase nei rapporti tra decisioni “macro” a livello centrale e interventi “micro” a livello locale. In tal modo si potrebbe anche provare a risolvere l’annoso problema del governo della nostra sanità che è sempre stata attenta sui livelli di “output” (quantità di prestazioni, beni e servizi erogati) e non, invece, sui livelli di “outcome” (la quantità di salute prodotta). In altri termini, si è sempre chiesto di rispettare dei tetti di spesa (output), senza alcun rapporto con le reali esigenze di salute di ciascuna persona (outcome). Infatti, ciò che realmente determina l’appropriatezza e l’utilità della decisione clinica non è tanto il valore dell’assorbimento di risorse (“quanto costa”), quanto piuttosto il risultato del processo di cura che scaturisce da singole decisioni allocative adottate. Invece, con il semplice controllo dei tetti di spesa sul farmaco si finisce col premiare i bassi prescrittori, considerandoli virtuosi indipendentemente dai risultati clinici ottenuti. Paradossalmente, si tende quindi a ritenere i medici virtuosi per la loro capacità di NON PRESCIVERE farmaci, esami, visite specialistiche e ricoveri, piuttosto che per i risultati e i miglioramenti clinici che scaturiscono dalle loro decisioni. Non avrebbe quindi importanza verificare che ogni singolo farmaco per l’ipertensione, la cura dei rischi cardiovascolari, il trattamento delle patologie respiratorie e così via, raggiungano il risultato atteso di diminuire la mortalità, le complicanze, gli eventi prevenibili attesi e di modificare il profilo di rischio del paziente. L’unica cosa importante sarebbe il contenimento della spesa. La sostanziale incomprensione tra decisori politici (“macro”) e la logica e la prassi della decisione clinica (“micro”) ha generato nel tempo una totale sfiducia nei confronti della collaborazione programmatoria con i medici e le strutture cliniche. Il risultato più nefasto di tale incomprensione è rappresentato dalla sostanziale convinzione che l’unico strumento percorribile per il contenimento della spesa sia quello di definire TETTI di prestazioni, di costo delle prestazioni, di liste di preferenza delle prestazioni a minor costo, e, a conti fatti, di spostare i consumi dal SSN al privato, nella convinzione che le prestazioni pagate out-of-pocket, siano sostanzialmente non necessarie o poco utili e che il SSN sia il regno dell’appropriatezza e del rigore. In assoluto questo teorema non è vero semplicemente perché non è dimostrabile o al massimo è dimostrabile il suo contrario. I mezzi per intervenire e dimostrare che tale teorema non è vero esistono e sono già largamente diffusi nella professione medica, che fa uso di strumenti di analisi della decisione clinica, in grado di comparare non solo i percorsi e le decisioni più efficienti, ma di profilare la popolazione del Paese in base a elementi di rischio, e di allocare le risorse esclusivamente sulla base del fabbisogno di salute. Ciò dà la possibilità al medico di adottare sempre strategie di trattamento più efficaci e più efficienti, avendo come riferimento lo stato di salute di ogni singolo individuo e nella consapevolezza di sapere quanto tale salute è costata (“value for money”) e non, invece, solo il riferimento del tetto imposto a livello macro. Per poter arrivare a questi risultati è, però, necessario avere una conoscenza approfondita di questi strumenti ed essere in grado di dare risposte certe e positive ad alcune fondamentali quesiti: E’ possibile affiancare le decisioni macroeconomiche a quelle microeconomiche, considerando che si tratta di governare centinaia di milioni di decisioni micro-allocative (esami, farmaci, visite, ricoveri) e valutarne l’utilità, l’efficacia e il risultato pesato per unità allocata? E’ possibile fidarsi dei medici, attribuendo loro un ruolo primario nella determinazione delle esigenze cliniche, della valutazione pesata dei loro clienti (case mix, pesatura dei rischi, indici di Charlson, HSI ecc.) della appropriatezza delle risorse allocate e assorbite? E’ possibile che i medici siano “verificabili” (accountable) per l’insieme e il dettaglio delle loro decisioni (anche di tipo economico) e che accettino di essere verificati nel merito e nel metodo delle loro scelte di trattare? E’ possibile che tali strumenti di Audit Clinico, di Governance e di controllo allocativo in rapporto ai risultati ottenuti esistano nella realtà del Nostro Paese, siano utilizzabili e utilizzati dai professionisti e che i risultati del loro uso siano concretamente visibili e facilmente governabili dall’autorità sanitaria del Paese (problema della certificabilità)? E’ possibile ottenere UN CRUSCOTTO di sistema che consenta a vari livelli il controllo in tempo reale dei comportamenti e un intervento programmato che salvaguardi la qualità dell’intervento necessario senza un razionamento acritico che danneggi i cittadini senza eliminare gli sprechi? E, infine, quale è il costo di questi strumenti qualora si volessero adottare e utilizzare, ed in quanto tempo essi possono essere diffusi, utilizzati dai medici e condivisi con l’autorità sanitaria? Grazie al lavoro e alle capacità professionali di molti professionisti oggi in Italia siamo in grado di rispondere in modo positivo a tutte queste domande poiché tali strumenti esistono e rispondono a gran parte delle esigenze di governance clinico-economiche del sistema. Inoltre, sono […]
15
GIU
2015

Artrosi, Il Ruolo del Paracemolo nel Controllo del Dolore Cronico

COMUNICATO STAMPA Lo studio real life di “Health Search” ha selezionato una coorte di circa 37 mila pazienti con osteoartrosi trattati nel decennio 2002-2012   ARTROSI, IL RUOLO DEL PARACEMOLO NEL CONTROLLO DEL DOLORE CRONICO LA SIMG: “LA NOSTRA RICERCA CONFERMA LA SICUREZZA DELLA MOLECOLA”  Il presidente Claudio Cricelli: “Nonostante le evidenze scientifiche, ribadite ora dal nostro studio, in Italia il paracetamolo rappresenta solo il 6% delle prescrizioni come terapia analgesica. È utile promuoverne l’uso e favorire un salto culturale fra i clinici”. Il database dei medici di famiglia è iuno dei più grandi d’Europa Firenze, 15 giugno 2015 – Il paracetamolo risulta sicuro per la gestione del dolore cronico nei pazienti con artrosi sia sul piano cardiovascolare che su quello gastrointestinale. “Anche nelle persone con un alto rischio di eventi cerebro e cardiovascolari o quando usato a lungo termine – sottolinea il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie) – il paracetamolo non appare associato a un aumento del rischio di ictus e cardiopatia ischemica”. È quanto emerge dalla prima analisi effettuata nel nostro Paese sull’impatto effettivo di questa molecola in persone colpite dalla malattia al di fuori dei criteri di selezione tipici degli studi clinici, cioè appartenenti al cosiddetto mondo reale (real life). La ricerca è stata condotta dalla SIMG grazie al database di “Health Search” selezionando una coorte di circa 37 mila pazienti con osteoartrosi trattati per un decennio, fra il 2002 e il 2012. “Solo una medicina generale evoluta e dotata di una delle banche dati più grandi d’Europa – afferma il dott. Cricelli - è in grado di condurre studi retrospettivi fondati sul mondo reale. Queste conclusioni dovrebbero determinare un salto culturale fra i clinici. Infatti in Italia il paracetamolo rappresenta solo il 6% delle prescrizioni come terapia analgesica”. Il dolore cronico non oncologico costituisce uno dei più comuni motivi di consultazione medica: basti pensare che interessa nel nostro Paese oltre 15 milioni di persone (20% della popolazione), la maggior parte delle quali (75%) soffre proprio di artrosi. La ricerca ha analizzato i pazienti in relazione alla comparsa di eventi cardiovascolari acuti ed emorragie digestive superiori in corrispondenza del trattamento con paracetamolo. “Nello studio condotto con ‘Health Search’, l’uso di paracetamolo è stato definito corrente (da 0 a 90 giorni), recente (da 91 a 180 giorni) o passato (da 181 a 365 giorni) in relazione alla data dell’ultima prescrizione antecedente l’insorgenza di eventi cardiovascolari acuti e di emorragie del tratto gastrointestinale superiore – spiega  il dott. Francesco Lapi,  Direttore della Ricerca di ‘Health Search’ -. La presenza di due diversi eventi clinici ha richiesto di suddividere i pazienti in due coorti: la prima ha individuato 2.215 casi per gli eventi cardiovascolari acuti, la seconda 462 casi per le emorragie digestive superiori. L’analisi ha dimostrato che l’utilizzo corrente, recente o passato del farmaco non presenta alcuna associazione significativa con eventi cardiovascolari acuti. Anche sul fronte delle problematiche gastrointestinali, l’uso di paracetamolo è risultato di per sé sicuro: in questo contesto il rischio di emorragie superiori ha riguardato, in particolare,i pazienti in co-trattamento con antinfiammatori (FANS).” A conferma di ciò, è stato osservato che rispettando un intervallo di almeno 150 giorni tra interruzione dei FANS e avvio della terapia del paracetamolo, l’insorgenza di emorragie risultava sensibilmente ridotta. “Sappiamo che nel mondo ‘reale’ è necessario tenere conto dell’assunzione contemporanea di antinfiammatori, di analgesici da banco e dell’esposizione a FANS, che rappresentano un fattore di rischio rilevante per eventi cardiovascolari e gastrointestinali - afferma il dott. Pierangelo Lora Aprile, segretario scientifico SIMG e responsabile Area medicina del dolore e cure palliative -. La nostra analisi multivariata ha tenuto conto di fattori potenzialmente confondenti quali stili di vita, altre patologie e terapie farmacologiche concomitanti: ossia, di quanto avviene nella pratica clinica italiana, che vede tra l’altro la frequente assunzione di FANS. Proprio perché calata nella realtà del nostro Paese, l’indagine fornisce dati solidi e utili al medico e queste conclusioni dovrebbero determinare un importante salto culturale”.   Ufficio stampa SIMG Intermedia intermedia@intermedianews.it 030.226105 – 3351892975 - 335265394
19
MAG
2015

Malattie Croniche: Il Sistema Sanitario verso ‘La Tempesta Perfetta’

COMUNICATO STAMPA Al Ministero della Salute presentato il volume sulle prospettive dell’assistenza in Italia MALATTIE CRONICHE: IL SISTEMA SANITARIO VERSO ‘LA TEMPESTA PERFETTA’ “Troppi tagli e poche risorse, Educhiamo i cittadini alla prevenzione” Negli ultimi 60 anni il numero di over 65 è aumentato di oltre 30 volte. Oggi sono 13 milioni. Ipertensione, diabete, cardiopatie e tumori le patologie più diffuse. Il prof. Walter Ricciardi: “La spesa sanitaria non può subire ulteriori riduzioni, il rischio è la non sostenibilità”. Il dott. Claudio Cricelli: “Insegniamo alle persone le regole per tutelare la salute”.  Il prof. Vincenzo Atella: “Dal 2010 il turn over del personale è sceso del 78%”   Roma, 19 maggio 2015 – Il Servizio Sanitario Nazionale è paragonabile a una nave che si sta dirigendo verso la tempesta perfetta. Gli elementi per prevedere lo scenario imminente sono chiari: aumento progressivo delle malattie croniche (ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e tumori), tagli alla spesa sanitaria, scarsi investimenti strutturali, blocco del turn over. Bastano alcuni numeri per comprendere la portata del possibile ‘naufragio’: negli ultimi 60 anni in Italia il numero di cittadini di età pari o superiore ai 65 anni è aumentato di oltre 30 volte. Nel 2015 sono previsti oltre 13 milioni di over 65 e, in base ai dati ISTAT, nel 2030 saranno più di 16 milioni. Nell’ultimo ventennio la proporzione di italiani affetti da almeno una malattia cronica è aumentata  dal 35,1 al 37,9% (pari a 2,7 milioni di cittadini), mentre la percentuale di persone colpite da almeno due di queste patologie è passata dal 17,7 al 20% (2 milioni). I ‘multicronici’ saranno quasi 13 milioni nel 2024 e oltre 14 milioni nel 2034, pari rispettivamente al 20,2% e 22,6% della popolazione (nel 2013 si attesta al 14,4%). Il sistema rischia di non riuscire a reggere le crescenti richieste di salute di questi cittadini. Ma la nave si può salvare e la ricetta è contenuta nel volume “La tempesta perfetta” (ed. Vita e Pensiero, pp. 138), presentato oggi al Ministero della Salute con l’intervento del Ministro, Beatrice Lorenzin, e degli autori, Walter Ricciardi, Claudio Cricelli, Vincenzo Atella e Federico Serra. “Innanzitutto – spiega il prof. Walter Ricciardi, Ordinario di Igiene presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Commissario dell’Istituto Superiore di Sanità – è necessario evitare che il Sistema Sanitario Nazionale sia l’espressione, a volte schizofrenica, delle volontà di 21 Regioni e Province Autonome che, in nome della riforma federalista, interpretano il dettato costituzionale come possibilità di operare senza vincoli, salvo poi trovare un salvatore di ultima istanza nello Stato. Questo non significa voler tornare indietro al dirigismo centralista precedente agli anni 2000. I vantaggi di una gestione locale più vicina al paziente sono a tutti noti e, quindi, vanno preservati. Deve però essere rivalutato il ruolo di cooperazione e di scambio di esperienze tra Regioni e tra Centro e Regioni che in questi anni è venuto a mancare per vari motivi. Questa fase di ristrettezze economiche potrebbe rappresentare un’opportunità proprio per migliorare l’efficienza del sistema, eliminando la corruzione e gli sprechi che lo affliggono grazie ad una vera e sistematizzata valutazione delle performance e all’applicazione di una logica dell’accountability”. Nel 2011 in Italia la spesa sanitaria rappresentava il 9,2% del PIL, una percentuale leggermente inferiore alla media dei Paesi dell’OCSE (9,3%), ma decisamente più bassa rispetto a quella di altre nazioni europee come i Paesi Bassi (11,9%), la Francia (11,6%) e la Germania (11,3%). “Le dinamiche osservate dal 2011 fino a oggi sul fronte del finanziamento pubblico alla Sanità ci lasciano immaginare che non vi saranno risorse aggiuntive in questo settore – sottolinea il dott. Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG). La sanità nel nostro Paese va cambiata in modo strutturale. è necessario introdurre politiche efficaci per prevenire le malattie, rafforzare l’accesso a un’assistenza primaria di qualità e migliorare il coordinamento delle cure, soprattutto per le persone con patologie croniche. I vantaggi di questa operazione sono elevatissimi e consentiranno di traghettare la nave del sistema sanitario verso un porto sicuro”.  L’Italia, in merito ai corretti stili di vita, si attesta fra le peggiori realtà europee. Il nostro Paese è, infatti, terzo, dietro a Grecia e Stati Uniti, presentando il 30,9% di bambine tra i 5 ed i 17 anni di età in condizione di sovrappeso o obesità, nonostante un patrimonio di tradizioni e cultura legato ai benefici della dieta mediterranea. Differisce non di molto la situazione legata ai maschi che vede i bambini italiani dietro ai coetanei di Grecia, Stati Uniti e Spagna, con il 32,4% di obesi o sovrappeso (media europea: 22,9%). E il 39,2% degli italiani (23 milioni di persone) è sedentario. “La nuova rotta – continua il dott. Cricelli - dovrà spostare risorse economiche e umane dalla cura delle malattie alla prevenzione. Questo imporrà di dover ‘re-ingegnerizzare’ l’intero Servizio Sanitario Nazionale, formando una nuova classe di professionisti della salute preventiva e trasformare, mettendole in rete, le strutture già esistenti sul territorio (ad es. strutture sanitarie, scuole alberghiere, scuole primarie e secondarie, palestre pubbliche) per educare attivamente i cittadini alla tutela della propria salute”. Un altro aspetto centrale riguarda gli investimenti. Da tempo, infatti, il sistema sanitario ha fortemente contenuto le spese per il rinnovo e lo sviluppo strutturale, infrastrutturale e tecnologico, soprattutto nelle Regioni del Sud, portando a strutture sanitarie, soprattutto pubbliche, sempre più vetuste che spesso si confrontano con centri privati che al contrario risultano più moderni, confortevoli e all’avanguardia. “Ma non sono solo le mura degli ospedali ad invecchiare – sottolinea il prof. Vincenzo Atella, Direttore del CEIS Tor Vergata (Center for Economic and International Studies). Il blocco del turnover pone il problema di un personale sanitario sempre più anziano e spesso numericamente insufficiente per soddisfare le necessità dei pazienti: il personale in dotazione alle strutture sanitarie pubbliche è infatti in continua riduzione dal 2010, come testimoniato dal tasso di turnover, sceso in media di oltre il 78%, con le Regioni del Centro-Nord che presentano valori più elevati rispetto al Meridione”. “Negli […]
22
APR
2015

SIMG: “No alle soluzioni oscurantiste proposte dalle regioni così può nascere una nuova forma dannosa di medicina difensiva”

Comunicato stampa La dura presa di posizione della società di medicina generale sui provvedimenti degli enti locali SIMG: “NO ALLE SOLUZIONI OSCURANTISTE PROPOSTE DALLE REGIONI COSÌ PUÒ NASCERE UNA NUOVA FORMA DANNOSA DI MEDICINA DIFENSIVA” Il presidente Cricelli: “è irragionevole pensare che il camice bianco risponda con i propri beni della inappropriatezza della prescrizione. In questo modo sarebbe minata la relazione fiduciaria con il paziente. Abbiamo gli strumenti per controllare non solo la spesa ma anche i risultati di ogni euro impiegato” Firenze, 22 aprile 2015 - “Prevedere che il medico risponda con i propri beni della inappropriatezza della prescrizione dei farmaci non è solo un atto irragionevole e arcaico, ma dimostra ancora una volta il rifiuto di adottare strumenti moderni ed avanzati che consentono alle Regioni di stabilire con i medici una relazione fiduciaria basata sull’uso di procedure non burocratiche e che consentano percorsi professionali rigorosi, rendendo i medici di medicina generale la punta avanzata del Servizio Sanitario Nazionale”. È la durissima presa di posizione del Presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), Claudio Cricelli, sui provvedimenti ipotizzati di recente dalle Regioni. “Queste misure – sottolinea il dott. Cricelli - genererebbero nel medico un conflitto di interessi minando anche la relazione fiduciaria tra camice bianco e paziente con conseguenze imprevedibili sulla reale qualità dell’assistenza. Si rischia di generare un’altra e, forse più dannosa, forma di medicina difensiva”. “Abbiamo – continua il dott. Cricelli - anche di recente dimostrato in un confronto con la Regione Veneto come si possa tenere perfettamente sotto controllo non solo la spesa, ma i risultati di ogni euro impiegato dai nostri medici. Questo è il vero denominatore della cosiddetta appropriatezza. È appropriato tutto ciò che produce i risultati attesi e programmati e che può essere adeguatamente misurato. Sono appropriati i risultati, non il mero costo delle risorse”. L’alta Scuola della SIMG presenta oggi il suo percorso di Management, basato sull’uso della suite di Governance che, una volta validato con le Regioni, rende automaticamente il medico auditabile attraverso la condivisione di strumenti che garantiscano comportamenti verificabili e accontabili. L’uso di strumenti di Management e di Clinical Governance applicati alla pratica della medicina costituisce l’alternativa moderna e rigorosa alle soluzioni oscurantiste proposte dalle Regioni. “è realmente uno dei falsi miti e credenze del nostro Sistema sanitario nazionale  – conclude il dott. Cricelli - che alcuni fenomeni di inappropriatezza si combattano con la repressione invece che con la condivisione di corretti strumenti professionali e di una buona organizzazione sanitaria”.   Ufficio stampa SIMG Intermedia intermedia@intermedianews.it 030.226105 - 3351892975
23
GEN
2015

Influenza, Sono 550.000 gli Italiani a letto

COMUNICATO STAMPA Dallo scorso ottobre circa 2 milioni di persone sono state colpite dalla malattia INFLUENZA, SONO 550.000 GLI ITALIANI A LETTO I MEDICI DI FAMIGLIA: “IL PICCO ARRIVERÀ A METÀ FEBBRAIO” Claudio Cricelli, presidente SIMG: “Quest’anno il virus è più aggressivo. Le  vaccinazioni hanno fatto registrare un calo del 20%. Casi raddoppiati fra gli ultra sessantacinquenni” Firenze, 23 gennaio 2015 – Il picco dell’epidemia di influenza si sta avvicinando e arriverà entro metà di febbraio: nell’ultima settimana di rilevazione (12-18 gennaio) il virus ha messo a letto ben 550.000 italiani. Dallo scorso ottobre circa 2 milioni di persone sono state colpite dalla malattia. Anche le altre patologie respiratorie hanno un forte impatto. Nella terza settimana di gennaio mezzo milione di cittadini è stato colpito da forme respiratorie acute parainfluenzali, con migliaia di casi di virosi intestinale. “Come previsto - spiega Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) - la clamorosa catena di equivoci ed  errori, che aveva attribuito al vaccino la responsabilità di alcuni decessi, ha provocato malattie evitabili, complicanze anche gravi e sicuramente decessi evitabili. Il danno provocato alla sanità pubblica è incalcolabile e deve essere oggetto di valutazione da parte dell’Autorità Sanitaria e del Governo”. “Il carico di lavoro dei medici di famiglia – continua il dott. Cricelli - sta diventando sempre più importante a causa dell’accelerazione dell’epidemia.  Possiamo stilare un primo bilancio di metà stagione influenzale. L’attuale curva di incidenza indica che ci stiamo avvicinando al raggiungimento del picco nelle prossime tre settimane. L’epidemia è sotto controllo, ma quest’anno il virus è stato più aggressivo, anche perché le vaccinazioni hanno fatto registrare un calo del 20% e, dato particolarmente preoccupante, i casi di influenza fra gli ultra sessantacinquenni sono raddoppiati, con il rischio di complicanze gravi legati proprio all’età. L’incidenza della malattia è maggiore nelle Marche (19.7 casi per mille abitanti), in Campania (14.4) e in Trentino (12.8). Rispetto agli anni precedenti sono aumentati significativamente anche gli accessi in pronto soccorso e i ricoveri dovuti al virus”. “Grazie alla nostra rete di medici sentinella – conclude il dott. Aurelio Sessa,  presidente regionale SIMG Lombardia e medico sentinella -, siamo in grado di fornire con tempestività informazioni sull’evoluzione della patologia e svolgiamo un’attività sia di tipo epidemiologico che virologico. I medici di famiglia italiani dispongono in tempo reale e con criteri scientifici assoluti di informazioni essenziali per il miglior funzionamento del sistema sanitario”. Ufficio stampa Intermedia 030.226105 - 3351892975 intermedia@intermedianews.it