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19
MAR
2013

Influenza: sono 69.000 gli Italiani a letto. I Medici di Medicina Generale: Il picco arriverà a Natale

Valle d’Aosta, Trentino e Campania fanno registrare i tassi d’incidenza più alti Claudio Cricelli (presidente SIMG): "Attenti alle complicanze del virus. Fine anno è il termine ultimo per vaccinarsi. Le sindromi parainfluenzali da ottobre hanno colpito un milione e 700mila persone”   Firenze, 17 dicembre 2012 – L’influenza finora ha messo a letto 349.350 italiani, di cui 69.000 nella settimana compresa fra il 3 e il 9 dicembre. E, in questo periodo, 228mila persone sono state curate per malattie respiratorie acute (virus parainfluenzali), che da ottobre hanno fatto registrare complessivamente 1.721.400 casi. Lo rivela il Bollettino sull’influenza stilato dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). "Le Regioni a maggiore incidenza – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG -  sono state la Valle d’Aosta, il Trentino e la Campania. Il freddo intenso degli ultimi giorni ha contribuito ad aumentare il numero di persone colpite dall’influenza rispetto alle settimane precedenti, con un’incidenza pari a 1,15 casi per mille abitanti (all’inizio di novembre era di 0,68 per mille). Ma il picco vero e proprio arriverà con le feste di Natale. Quest’anno il virus sarà di gravità media rispetto al passato e colpirà complessivamente dai 4 ai 6 milioni di italiani, l’8% della popolazione. I medici di famiglia sono pronti per affrontare al meglio questa situazione. In queste settimane continuiamo ad insistere perché sempre più cittadini si vaccinino. Fino alla fine dell’anno si è ancora in tempo per ricorre a questo importante strumento di profilassi. Deve vaccinarsi soprattutto chi appartiene alle categorie a rischio, in particolare malati cronici, anziani e bambini. Da parte nostra, ci siamo attrezzati con la nostra rete di medici sentinella che effettua un monitoraggio quotidiano su tutto il territorio nazionale. Il nostro obiettivo come SIMG è ridurre al massimo le complicanze della malattia”. "Abbiamo iniziato le rilevazioni a metà ottobre – conclude il dott. Cricelli -, e dagli ultimi dati risulta che il virus influenzale è sempre più diffuso e le malattie respiratorie simili all’influenza stanno avanzando”.
19
MAR
2013

SIMG: troppi tagli hanno impoverito il Servizio Sanitario. La Riforma dele partire dalla Medicina Generale

L’intervento della società scientifica dopo l’allarme di Mario Monti sulla sostenibilità del sistema SIMG: "Troppi tagli hanno impoverito il servizio sanitario la riforma deve partire dalla medicina di famiglia” Il presidente Cricelli: "Serve una forte assunzione di responsabilità della classe politica. Altrimenti i cittadini saranno costretti a rivolgersi al privato per curarsi”   Firenze, 28 novembre 2012 – "In questi anni abbiamo assistito a preoccupanti interventi che hanno determinato un sostanziale sottofinanziamento del servizio sanitario nazionale. Il sistema oggi è vicino al collasso. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: si trasferiscono sulle persone i costi dei servizi. E molti cittadini sono costretti a ricorrere al privato. Serve una forte assunzione di responsabilità da parte dell’intera classe politica che dal prossimo anno sarà chiamata a governare il Paese”. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), concorda con l’allarme lanciato dal Presidente del Consiglio, Mario Monti, sulle difficili prospettive per la sostenibilità futura del servizio sanitario e sulla necessità di individuare nuove modalità di finanziamento e di organizzazione dei servizi e delle prestazioni. La Corte dei Conti stima 31 miliardi di tagli fino al 2015. "Da tempo – continua il dott. Cricelli – ribadiamo l’importanza di una riforma globale dell’intero sistema sanitario, che parta dalle cure primarie e includa necessariamente la componente ospedaliera. Perché questo cambiamento si verifichi, abbiamo bisogno non solo di investimenti, ma anche di una mentalità nuova che attragga risorse nel nostro Paese. La realizzazione del Decreto Balduzzi sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale non può avvenire a costo zero”. "Le esperienze realizzate dalla SIMG – conclude il dott. Cricelli - dimostrano che il medico di famiglia è in grado di prendersi cura dei pazienti cronici e di produrre risultati di salute misurabili e verificabili in termini di riduzione dei ricoveri, risparmi e miglioramento della qualità di vita delle persone. Il servizio sanitario si deve fidare dei medici di famiglia e offrire segni tangibili di questa fiducia finanziando in modo adeguato il comparto che, se opportunamente attrezzato, è in grado di  gestire la cronicità e la complessità senza ricorrere ai servizi ospedalieri”.
19
MAR
2013

Dolore Cronico, per 4 pazienti su 10 la cura non è adeguata. Nasce il progetto TESEO per formare il medico di famiglia

  L'iniziativa presentata al 29° Congresso Nazionale della SIMG in corso a Firenze DOLORE CRONICO, PER 4 PAZIENTI SU 10 LA CURA NON è ADEGUATA "NASCE IL PROGETTO TESEO PER FORMARE IL MEDICO DI FAMIGLIA” Il presidente Claudio Cricelli: "22 camici bianchi istruiranno 400 colleghi. L'obiettivo è migliorare la qualità di vita dei malati e dare concreta attuazione alla legge 38 del 2010” Firenze, 23 novembre 2012 – In Italia 13 milioni di persone soffrono di dolore cronico (il 21,7% della popolazione), ma l'impatto della malattia è sottovalutato. Il 41% infatti dichiara di non essere trattato in maniera adeguata. Nonostante l'approvazione nel 2010 della Legge 38 che ci pone all'avanguardia in Europa, la risposta assistenziale in questo ambito è ancora incompleta. Per dare concreta attuazione alle Aggregazioni Funzionali Territoriali, i grandi ambulatori di famiglia aperti 7 giorni su 7 (previsti dalla normativa ma non ancora realizzati) nasce il progetto TESEO, con il grant educazionale di Angelini, presentato al 29° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) in corso a Firenze. "Questa iniziativa – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG -, centrata sulla figura del medico di famiglia, ha l'obiettivo di sperimentare un modello organizzativo di erogazione delle cure palliative e terapia del dolore e migliorare la qualità di vita dei pazienti. La Legge 38/2010 ha rappresentato un passo in avanti decisivo perché ha segnato il passaggio della concezione del dolore non più solo come sintomo ma come malattia. Il percorso era già iniziato qualche anno fa con la depenalizzazione della prescrizione degli oppioidi e con la modifica delle tabelle dei farmaci. La Legge ha indicato la chiave di volta per far chiarezza e mettere a disposizione dei medici nuovi strumenti. Restano però ancora alcune criticità. La gestione del dolore è uno degli aspetti più importanti nella medicina generale. Dobbiamo avere le giuste conoscenze delle terapie per attenuare quanto più possibile le sofferenze del paziente, migliorandone la qualità di vita”. Le cure palliative rappresentano da tempo una priorità per i medici di medicina generale che già nel 2008 avevano condotto al proprio interno un'indagine per verificare il livello di sensibilità e competenze. "Il progetto TESEO,– continua il dott. Pierangelo Lora Aprile, Responsabile dell'Area Cure Palliative della SIMG -, prevede un iniziale intervento formativo su un gruppo nazionale di 22 medici di famiglia ‘con speciale interesse in cure palliative e terapia del dolore', che a loro volta hanno il ruolo di formare oltre 400 colleghi sul territorio. Segue una fase attuativa a livello locale, in cui viene valutato l'impatto dell'attività del medico di famiglia sui percorsi assistenziali e in particolare il miglior riconoscimento dei pazienti da inserire nelle reti di cure palliative e terapia del dolore, previste dalla Legge 38”.  
19
MAR
2013

Presentata una indagine sulle abitudini alimentari. Cricelli: questi dati sono indispensabili per svolgere reali azioni di prevenzione

Al congresso nazionale SIMG di Firenze presentata un'indagine sulle abitudini alimentari I MEDICI DI FAMIGLIA: GLI ITALIANI BEVONO TROPPO POCO "MENO DI 1 LITRO AL GIORNO, MA NON ECCEDONO CON GLI ZUCCHERI” Il presidente Cricelli: "Questi dati sono indispensabili per svolgere reali azioni di prevenzione. Appare ingiustificata la proposta di tassare le bibite gassate”. Solo 3 cucchiaini di saccarosio aggiunti a cibi e bevande Firenze, 23 novembre 2012 – Gli italiani sanno che dovrebbero bere almeno due litri di bevande al giorno ma ne consumano meno della metà (circa 800 ml). Perché si dissetano solo quando hanno sete. Da sfatare invece le credenze sull'assunzione eccessiva degli zuccheri (saccarosio, fruttosio e lattosio): circa 67 grammi quotidiani per gli uomini e 61 per le donne. Ben al di sotto quindi dei 75 grammi, indicati dagli esperti come limite da non superare. Lo zucchero aggiunto in media agli alimenti e bevande durante la giornata (caffè, tè, spremute, yogurt ecc.) è pari a circa 3,3 cucchiaini (poco più di 60 Kcal, pari a solo il 3,3% delle calorie giornaliere per un adulto sano). È quanto emerge dai dati preliminari dell'indagine LIZ, raccolti su circa 800 persone (saranno 5.000 al termine dello studio) dai medici di famiglia della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), in collaborazione con Nutrition Foundation of Italy (NFI). Lo studio è presentato oggi al 29° Congresso della società scientifica in corso a Firenze. "È significativo che il 35% degli uomini ed il 40% delle donne non aggiunga zucchero (saccarosio) ad alcun cibo – afferma il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG -. Abbiamo raccolto dati reali e aggiornati per intraprendere e proporre alle Istituzioni azioni di prevenzione mirate. Dal 2005 mancavano statistiche di questo tipo. Nel sondaggio abbiamo chiesto agli italiani cosa sanno del corretto consumo di liquidi e zuccheri e come effettivamente si comportano. La recente proposta di tassare le bevande gassate, anche se virtuosa negli intenti, appare quindi ingiustificata perché non tiene conto dei consumi reali dei cittadini. Basti pensare che la Danimarca, dopo aver introdotto una tassa analoga su alimenti ad elevato contenuto di grassi saturi, l'ha recentemente abrogata, e ha inoltre desistito dall'idea di introdurne un'altra sullo zucchero. La medicina dei sani, cioè la promozione della salute attraverso stili di vita corretti, deve agire su sedentarietà, alimentazione scorretta, fumo di sigaretta e abuso di alcol”. Eliminando questi fattori di rischio, l'80% delle malattie croniche, come diabete, tumori, ipertensione e patologie cardiovascolari, può essere prevenuto. "Servono nuovi strumenti per far comprendere ai cittadini come mantenersi sani – sottolinea il dott. Ovidio Brignoli, vicepresidente SIMG -. Se nel 1995 il 37,8% della popolazione era sedentario, nel 2010 questa percentuale è salita al 38,3%: si tratta di più di 22 milioni di persone che dichiarano di non praticare nessuna attività fisica nel tempo libero. Il verdetto immediato di questa carenza di esercizio lo pronuncia la bilancia. Il 36,6% dei nostri connazionali è in sovrappeso, il 10,6% addirittura obeso, pari a circa 6 milioni di individui. L'andamento è in preoccupante aumento se si considera che il numero degli obesi dal 1994 ad oggi è cresciuto del 25%. Per agire in modo mirato stiamo raccogliendo concreti e aggiornati”. "Dopo quella su liquidi e zuccheri – spiega il dott. Andrea Poli, Direttore scientifico di Nutrition Foundation of Italy - continueremo a collaborare con SIMG promuovendo indagini sul consumo di grassi, sale e alcol. Per capire esattamente cosa mangiano gli italiani. Il medico di famiglia, per la sua posizione nodale sul territorio, rappresenta infatti l'osservatore ottimale per raccogliere solidi dati di carattere epidemiologico sulle abitudini della popolazione italiana, senza conoscere le quali è illusorio pensare di poter pianificare interventi educativi efficaci”. In Italia sono 2 milioni e 970mila i diabetici (il 4,9% della popolazione), 2 milioni e 250mila persone vivono con una diagnosi di tumore. Ancora più alto è l'impatto delle patologie cardiovascolari: la sola ipertensione, un vero "killer silenzioso” provoca circa 240.000 morti l'anno ed è responsabile del 47% delle cardiopatie ischemiche e del 54% degli ictus cerebrali. Per combattere queste malattie, alla dieta corretta deve essere associata l'attività fisica, che può essere efficace come un farmaco. Per assicurare la sostenibilità del sistema sanitario è necessario ripensare il modo in cui la medicina si è presa cura delle persone fino ad oggi. Non solo la terapia coi farmaci quando la malattia si è già manifestata, ma una prevenzione efficace. "Una delle sessioni del Congresso – continua il dott. Cricelli – è dedicata alla prescrizione del movimento. Per rimanere in salute, però, è necessaria la giusta dose. Strafare è sbagliato ma, se non si raggiunge un livello soglia, lo sforzo risulta inutile. È fondamentale quindi fissare paletti ben precisi non solo sulla quantità minima di esercizio consigliata, ma anche su quella massima. E questo controllo può essere garantito soltanto dal medico. L'esercizio fisico in ricetta, oltre ad assicurare una salute migliore, può garantire la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. L'avanzamento continuo dell'età media ci impone di intervenire al più presto”. Oggi l'11% della popolazione mondiale ha più di 60 anni, si calcola che nel 2030 questa percentuale salirà fino al 17% e nel 2050 al 22%. E l'Italia si colloca ai vertici della classifica della longevità: è il secondo Paese al mondo, dopo il Giappone, per aspettativa di vita. "In base alla ‘Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2009-2010' del Ministero della Salute – conclude il dott. Brignoli - gli italiani vivono sempre più a lungo: dei 60.626.000 abitanti censiti al primo gennaio 2011, ormai oltre uno su cinque (il 20,3%) ha più di 65 anni, mentre i giovani fino a 14 anni sono il 14% e la popolazione in età attiva (15 - 64 anni) è pari a meno dei due terzi del totale. La speranza di vita alla nascita è pari a 78,8 anni per gli uomini e a 84,1 per le donne. Dobbiamo sapere rispondere alle esigenze di salute di queste persone”. Ufficio stampa SIMG Intermedia 030.226105 – 3351892975 - 335265394 intermedia@intermedianews.it
19
MAR
2013

SIMG e FEDERANZIANI: “Contro l’influenza affidatevi al vaccino. Claudio Cricelli: “La prevenzione resta l’arma vincente”.

Appello degli specialisti durante la prima giornata del Congresso dei medici di famiglia SIMG E FEDERANZIANI: "CONTRO L’INFLUENZA AFFIDATEVI AL VACCINO” ITALIANI DIFFIDENTI, MA IN 700.000 SONO STATI GIà COLPITI DAL VIRUS Claudio Cricelli: "La prevenzione resta l’arma vincente”. Roberto Messina: "L’obiettivo è estendere l’immunizzazione alle categorie più fragili: malati cronici, bambini e anziani”   Firenze, 22 novembre 2012 – "Il vaccino antinfluenzale rimane la vera arma di prevenzione contro l’influenza. Per questo rivolgiamo un appello a tutti gli italiani, in particolare alle categorie più a rischio come over65 e bambini, perchè si sottopongano alla vaccinazione”. È l’invito del dr. Claudio Cricelli, presidente della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e del dr. Roberto Messina, presidente di Federanziani durante la prima giornata del 29° Congresso dei medici di famiglia in corso a Firenze. I sequestri cautelativi disposti dal Ministero della Salute hanno creato diffidenza negli italiani, che al momento disertano l’appuntamento in farmacia. Il nostro Paese è fanalino di coda in Europa per la somministrazione del vaccino alle categorie fragili. Ma l’influenza ha già colpito da metà ottobre quasi 700.000 persone e nel periodo delle festività natalizie metterà a letto dai 4 ai 6 milioni di italiani, l’8% della popolazione. "Come spiegato sia dal Ministero della Salute sia da AIFA (l’Agenzia italiana per il farmaco) – sottolinea il presidente SIMG Claudio Cricelli –  il divieto di utilizzo di alcuni lotti di vaccini antinfluenzali è stato disposto a scopo cautelativo per dare la massima garanzia sul rispetto dei criteri di qualità stabiliti per il controllo della produzione e della distribuzione di qualsiasi farmaco. Questo conferma che i controlli sulla sicurezza, cui sono sottoposti i vaccini prima e dopo la commercializzazione, sono rigorosi e garantiscono la salute dei cittadini. La vaccinazione, quindi, rimane l’unica forma sicura ed efficace di prevenzione dall’influenza”. "Vogliamo raggiungere con il vaccino almeno l’80% della popolazione ‘fragile’ - afferma Roberto Messina, presidente di Federanziani – in particolare gli over 65 e chi soffre di patologie croniche, respiratorie o cardiache nelle quali l’influenza può determinare complicanze. A queste categorie, tra l’altro, viene somministrato in modo gratuito. La vaccinazione rappresenta una importante misura di protezione individuale e di tutela della salute pubblica, perchè riduce le complicanze al proprio stato di salute, evita ricoveri a volte inutili e favorisce l’efficienza dell’assistenza sanitaria. I medici di famiglia sono ancora i più ascoltati dagli anziani, quindi la nostra Federazione si fa volentieri portavoce di questo messaggio lanciato durante il Congresso”. Quest’anno il vaccino antinfluenzale conterrà due nuove varianti antigeniche, per cui, anche chi è stato vaccinato nelle precedenti campagne, non risulterà completamente protetto. "Ciò richiede una maggiore attenzione alla vaccinazione soprattutto nei confronti delle categorie a rischio – continua Cricelli -. È importante non banalizzare i sintomi, visto che ogni anno si registrano circa 8000 decessi attribuibili alle complicanze dell’influenza. Il nostro consiglio è ricorrere all’immunizzazione, fino a fine dicembre, termine ultimo indicato dal Ministero della Salute”. La rete di medici di medicina generale distribuiti su tutto il territorio nazionale non solo fornisce con tempestività informazioni sull’evoluzione della patologia, i cui dati peraltro sono già tenuti sotto osservazione dalla rete Influnet, ma verifica anche capillarmente le complicanze e lo stato di salute della popolazione italiana nel corso del periodo influenzale, il numero di indagini diagnostiche effettuate, i trattamenti terapeutici prescritti, le assenze dal lavoro causate dalla malattia e i ricoveri ospedalieri richiesti.   Intermedia Ufficio Stampa SIMG intermedia@intermedianews.it
19
MAR
2013

Si apre oggi a Firenze il 29° Congresso nazionale con la partecipazione di 1500 camici bianchi. Il presidente Cricelli: “Serve un nuovo modello organizzativo per seguire i pazienti nell’intero percorso di cura. E per evitare ricoveri impropri negli ospedali e caos nei pronto soccorso”

  Si apre oggi a Firenze il 29° Congresso nazionale con la partecipazione di 1500 camici bianchi SIMG: "LA MEDICINA DI FAMIGLIA DIVENTA Cure del territorio A km ZERO Così a regime RISPARMIEREMO FINO A 8 MILIARDI DI EURO OGNI ANNO” Il presidente Cricelli: "Serve un nuovo modello organizzativo per seguire i pazienti nell'intero percorso di cura. E per evitare ricoveri impropri negli ospedali e caos nei pronto soccorso” Firenze, 22 novembre 2012 – Tutti i cittadini devono avere il diritto di ricevere la migliore assistenza, anche avanzata, sul territorio, senza dover andare in ospedale se non strettamente necessario. È il principio della medicina a chilometri zero che, all'interno del modello organizzativo delle nuove cure primarie basato su servizi territoriali sempre disponibili, non deve più rappresentare una semplice opzione, ma una realtà concreta. Solo così si potranno evitare ricoveri impropri in ospedale con inevitabili intasamenti dei pronto soccorso. La nuova sfida per il servizio sanitario nazionale è rappresentata dalle cosiddette "cure di prossimità”, che faranno risparmiare una cifra compresa fra i 5 e gli 8 miliardi di euro ogni anno. Per far fronte ai tagli che il sistema deve affrontare nel prossimo triennio, la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), nel 29° Congresso nazionale che si apre oggi a Firenze, indica le priorità da realizzare a partire dal 2013. "è indispensabile – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG - garantire ai cittadini il diritto di trovare sul territorio, nella propria comunità, le migliori cure vicino a casa per essere seguiti dal medico di famiglia e dall'equipe delle Cure primarie nell'intero percorso terapeutico. Nel nuovo modello, la medicina del territorio potrà avere un respiro più ampio, coordinando anche le prestazioni specialistiche e diagnostiche. Una cura attenta non solo ai malati cronici, ma anche ai disabili e ai giovani”. La sofferenza del sistema sanitario nazionale si misura nei numeri. La Corte dei Conti stima 31 miliardi di tagli fino al 2015, a cui si uniscono nuovi ticket, previsti dalla manovra del 2011 e che entreranno in vigore da gennaio 2014. Il totale è una somma pari a una decurtazione del 20-30% dei finanziamenti. Non solo. È anche previsto un ridimensionamento della rete ospedaliera, saranno infatti depennati dai 20 ai 27mila posti letto. E, con la revisione dei LEA (i livelli essenziali di assistenza, cioè i servizi che il Servizio sanitario è tenuto a garantire a tutti i cittadini) prevista entro fine anno, saranno più i servizi mutuabili in uscita di quelli in entrata. "Siamo pronti a fare la nostra parte – sottolinea il dott. Cricelli -. Chiediamo al Ministro della Salute, Renato Balduzzi, ed a tutte le forze politiche che le cure primarie del futuro costituiscano un LEA assoluto e prioritario. Tutti i cittadini devono potervi accedere, sempre e gratuitamente. Il nuovo sistema di pagamento ‘a franchigia' probabilmente sostituirà gli attuali ticket. Riteniamo che, mentre le altre prestazioni possono essere erogate in base ai singoli livelli reddituali, per accedere al punto focale, il più importante del SSN, l'assistenza territoriale, non si dovrà discriminare le persone sulla base del reddito, del censo o di qualsiasi altro criterio”. Il decreto Balduzzi (D.l. 13 settembre 2012, n. 158), recentemente convertito in legge, prevede che qualsiasi modifica, inclusa la ristrutturazione dell'assistenza territoriale in aggregazioni funzionali e unità complesse di cure primarie, avvenga senza oneri aggiuntivi. La medicina a chilometri zero permetterà risparmi diretti e indiretti. Da un lato prestazioni prima realizzate in ospedali, cioè in strutture complesse ad alta intensità, confluiranno sul territorio e si libereranno i nosocomi da compiti incongrui e inutilmente gravosi. Dall'altro i cittadini eviteranno code e attese per essere curati. "Disponiamo di conoscenze approfondite della epidemiologia della popolazione italiana – afferma il dott. Ovidio Brignoli, vicepresidente SIMG -, dei costi legati ai comportamenti dei medici, della qualità delle prestazioni erogate. Un ‘patrimonio' che ci pone in una posizione privilegiata nel valutare l'impatto delle nuove soluzioni sanitarie”. Dal 1998 la SIMG ha avviato Health Search, il data base della medicina generale italiana, in grado di produrre informazioni sullo stato di salute della popolazione. Analizza oggi circa 30 milioni di diagnosi, 285 milioni di accertamenti diagnostici e 185 milioni di ricette per quasi 3 milioni di pazienti. "All'inizio del 2013 – continua il dott. Brignoli - partirà un'iniziativa, la prima di questo tipo in Italia, che coinvolgerà 1500 future unità di cure complesse in cui verrà installato il sistema di governo e controllo clinico e valutazione dei risultati della nostra società scientifica. In futuro tutti gli ambulatori dei medici di famiglia saranno dotati di questa infrastruttura in grado di gestire il budget assegnato al territorio e di verificare i risultati ottenuti dalla professione per ogni euro investito”. "La SIMG laboratorio aperto della nuova medicina generale nelle nuove cure primarie” è il titolo del Congresso di quest'anno, che si conclude il 24 novembre e coincide con il trentennale della società scientifica. La SIMG ha chiamato a raccolta tutti i suoi giovani iscritti (circa 700) e consegnerà loro il testimone per la continuità delle attività costruite in questi 30 anni. Un rappresentante dei giovani medici terrà infatti la lettura "Raccogliamo il legato. Progettiamo la professione del futuro”, a testimoniare l'importanza della medicina di famiglia per garantire la sostenibilità del sistema. Nel corso della prima giornata ampio spazio è dedicato al tema delle cure palliative e della terapia del dolore. Si parlerà anche di fibrillazione atriale, ipertensione, diabete e salute della donna. I lavori proseguiranno con sessioni dedicati alle malattie croniche (ad esempio BPCO e osteoporosi) e si spazierà dai temi clinici e scientifici a quelli di politica sanitaria. Questa sera, alle 20.30 (Palazzo dei Congressi, Auditorium), si terrà la celebrazione del trentennale della SIMG. Sono previsti gli interventi, tra gli altri, del Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, del Presidente della XII Commissione Sanità del Senato, Antonio Tomassini, del Presidente del Censis, Giuseppe De Rita, e dei Senatori Claudio Gustavino ed Ignazio Marino. Ufficio stampa SIMG Intermedia intermedia@intermedianews.it 030.226105 – 3351892975 - 335265394
19
MAR
2013

Influenza, l’appello dei Medici di Famiglia: Vaccinatevi, non balizzate i sintomi

Da metà ottobre più di 627.000 persone sono state colpite da patologie respiratorie acute Claudio Cricelli (presidente SIMG): "La  prevenzione col vaccino rimane la vera arma vincente. L’obiettivo è estendere l’immunizzazione all’80% dei più fragili: malati cronici, bambini e anziani” Firenze, 13 novembre 2012 – L’influenza arriverà con le feste di Natale e metterà a letto dai 4 ai 6 milioni di italiani, l’8% della popolazione. Il virus non è ancora stato isolato, ma in base alle rilevazioni della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) da metà ottobre ben 627.600 persone sono state colpite da malattie respiratorie acute.  "Vogliamo raggiungere con il vaccino almeno l’80% della popolazione ‘fragile’, in particolare malati cronici, anziani e bambini, sui quali anche un virus debole può avere conseguenze pesanti - afferma il dott. Claudio Cricelli, presidente della SIMG -.  Nel corso delle ultime settimane il ritiro di milioni di dosi di vaccino ha ridotto la fiducia dei cittadini nei confronti di questo importante strumento di profilassi. I lotti sono stati sbloccati dall’Agenzia Italiana del Farmaco e il divieto di utilizzo era stato stabilito a scopo cautelativo, ma le notizie pubblicate potrebbero spingere molte persone a evitare di vaccinarsi. È importante non banalizzare i sintomi, visto che ogni anno si registrano circa 8000 decessi attribuibili alle complicanze dell’influenza. Senza dimenticare l’aspetto dei costi: un giorno di ospedalizzazione per il Servizio Sanitario Nazionale rappresenta un esborso tra i 400 e i 600 euro. Il nostro consiglio è ricorrere all’immunizzazione, fino a fine dicembre, termine ultimo indicato dal Ministero della Salute”. Quest’anno i virus influenzali in circolazione saranno tre. "La nostra rete di medici di medicina generale distribuiti su tutto il territorio nazionale – continua il dott. Cricelli - non solo fornisce con tempestività informazioni sull’evoluzione della patologia, i cui dati peraltro sono già tenuti sotto osservazione dalla rete Influnet, ma verifica anche capillarmente le complicanze e lo stato di salute della popolazione italiana nel corso del periodo influenzale, il numero di indagini diagnostiche effettuate, i trattamenti terapeutici prescritti, le assenze dal lavoro causate dalla malattia e i ricoveri ospedalieri richiesti. Abbiamo iniziato le rilevazioni quattro settimane fa e dagli ultimi dati risulta con evidenza che le malattie respiratorie simili all’influenza stanno avanzando”.
19
MAR
2013

La posizione SIMG sul decreto Balduzzi: Norme chiare su prescrizioni di Farmaci e Ricette. I medici vanno aiutati per curare meglio i pazienti

La posizione della Società Italiana di Medicina Generale sul decreto Balduzzi LA SIMG: "NORME CHIARE SU PRESCRIZIONI DI FARMACI E RICETTE I MEDICI VANNO AIUTATI PER CURARE AL MEGLIO I PAZIENTI” Il presidente Cricelli: "Qualsiasi situazione, caso per caso va ponderata sulla base di criteri derivanti dalle evidenze e dal ragionamento clinico. Non è mai applicabile una regola valida per tutte le circostanze”   Firenze, 26 settembre 2012 – Semplici e pratiche direttive che aiutino i medici di famiglia nella prescrizione dei farmaci e nella compilazione delle ricette. È questo l’obiettivo della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), che interviene in seguito alle nuove disposizioni del decreto Balduzzi che hanno rivoluzionato la sanità italiana. "In un momento così importante per il Sistema Sanitario Nazionale – sottolinea il presidente Claudio Cricelli - vogliamo far sentire la vicinanza della nostra Società ai colleghi di tutta Italia, che si trovano a dover fare i conti con una situazione per alcuni versi nuova. Un principio generale che vogliamo sottolineare è che qualsiasi prescrizione, paziente per paziente, caso per caso,  farmaco per farmaco, va ponderata sulla base di criteri derivanti dalle evidenze e dal ragionamento clinico”. Il concetto più importante è che la prescrizione per decine di milioni di pazienti già in cura per condizioni croniche resta del tutto invariata. "Il clima di confusione che si è creato nelle ultime settimane che ha impedito di fornire  ai medici una informazione corretta e univoca – continua Cricelli -. Le nuove modalità di prescrizione sono legate solo ai nuovi casi di malattie acute e croniche di cui pubblicheremo a breve la reale incidenza, cioè i nuovi casi per anno. A titolo di esempio, a  fronte di  15.000.000 di  pazienti ipertesi  già diagnosticati (di cui  un terzo non trattati) per cui nulla è variato si stimano solo  385.000 nuovi casi di ipertensione all’anno (di cui da 60 a 100 mila non vengono trattati). Solo in tali casi c’è oggi l’obbligo, in virtù di una norma che ha  con valore prevalentemente informativo, di prescrivere sempre il principio attivo, salvo la decisione di far consegnare dal farmacista un prodotto specifico”. I casi più spinosi sono quindi tre: il paziente con patologia cronica, già in cura; il paziente con patologia cronica, per il quale si inizia la cura; il paziente affetto da un nuovo episodio di patologia non cronica. "Nel primo caso – afferma Cricelli - il medico può continuare a prescrivere come prima indicando lo stesso farmaco usato in precedenza (brand o il "generico”). Nulla cambia rispetto al passato per alcune decine di milioni di pazienti già in cura per patologie croniche (13 milioni di ipertesi, 3,7 milioni di diabetici…). Renderemo note a breve le reali incidenze dei "nuovi casi” di patologie acute o croniche nel nostro Paese. Nel secondo caso il medico, se vuole usare un nuovo ciclo di terapia, indicherà nella ricetta SSN il nome del principio attivo prescritto. Potrà prescrivere anche il farmaco con denominazione propria (generico di marca o brand). Apponendo la dizione "non sostituibile” e inserendo obbligatoriamente una sintetica motivazione obbliga il farmacista alla consegna del nome commerciale prescritto. Nel terzo caso il medico dovrà indicare nella ricetta SSN il nome del principio attivo nei casi in cui ritenga di utilizzare un farmaco, di cui sono disponibili più farmaci equivalenti, con principio attivo mai usato in quello specifico paziente. In aggiunta potrà inserire anche il farmaco con denominazione propria (di marca o brand) o con denominazione generica (principio attivo e azienda produttrice), ma deve apporre la clausola "non sostituibile” inserendo obbligatoriamente una sintetica motivazione (motivo clinico spiegato)”. La SIMG, a tal proposito, rende noto che è prudente non sostituire ad una paziente in terapia cronica farmaci (con nome commerciale o equivalenti) a Ristretto Indice Terapeutico. "Per questi farmaci – continua Cricelli - piccole variazioni di biodisponibilità tra il medicinale in uso e la sostituzione possono comportare sensibili variazioni di efficacia e sicurezza. È considerato  un Indice Terapeutico Ristretto  (90-111% per AUC e Cmax) per le seguenti categorie di  farmaci: immunosoppressori, antiepilettici (escluse le benzodiazepine), antiaritmici, antidepressivi triciclici, aminofillina/teofillina, anticoagulanti, altri (tacrolimus…). Qualunque indicazione, disposizione o suggerimento difformi dalle indicazioni del Ministero della Salute sono a nostro parere illegittime ed espongono il medico a contestazioni. Nei prossimi giorni pubblicheremo un dossier sulle sostanze a Ristretto Indice Terapeutico e sulle circostanze nelle quali è prudente non sostituire il farmaco in uso”. Infine un appello rivolto a tutti i medici di famiglia del nostro Paese. "Suggeriamo – conclude Cricelli - come ben specifica il chiarimento del Ministero, di evitare motivazioni di non sostituibilità speciose o eccessivamente generiche, o palesemente prive di evidenza e comunque non riferite a specifiche circostanze cliniche (come il Ristretto Indice Terapeutico). Argomentazioni rigorose costituiscono sempre una salvaguardia per il medico. Chiediamo in conclusione  ai medici di concentrare la propria attenzione non solo sulle modalità di compilazione della ricetta, bensì sulla buona cura dei cittadini. Recuperare e portare a target tutti i pazienti ipertesi, cardiopatici, con patologie croniche e non trasmissibili è l’unica vera risposta alle leggi farraginose ed alla burocrazia del nostro paese”.     Intermedia Ufficio Stampa 030.226105 intermedia@intermedianews.it
19
MAR
2013

SIMG: NO ai diktat delle Regioni sul Decreto Balduzzi. Sosteniamo una vera evoluzione della Medicina Generale

La posizione della società scientifica sulle modifiche al provvedimento del Ministro Il presidente Cricelli: "Percepiamo un’aria di regime impositivo. La trasformazione delle cure primarie parta dalla professionalità dei camici bianchi e non da vincoli burocratici”   Roma, 5 settembre 2012 – "Siamo preoccupati perché vengono prospettate soluzioni burocratiche perentorie che non entrano nel merito della qualità professionale dei medici di medicina generale. Al posto della concertazione percepiamo atteggiamenti di sufficienza, quasi diktat, e respiriamo un’aria di regime impositivo”. Il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), critica la posizione delle Regioni rispetto al decreto Balduzzi, che hanno giudicato "irrinunciabili” alcuni emendamenti, esprimendo riserve su alcuni passi del provvedimento. Gli enti locali temono che, con la riforma delle cure primarie prevista dal decreto, debbano farsi carico di ulteriori oneri e chiedono al Governo di rinunciare alla decretazione d’urgenza. "Riproponiamo un sistema migliorativo rispetto a quello delineato dalle Regioni che esalti le capacità, gli strumenti e le opportunità che la professione ha sviluppato in questi anni, a partire dal governo clinico di tutti i processi di cura, dall’audit, dalla valutazione dell’efficacia delle cure e dalla promozione della salute. Chiediamo con forza ai sindacati medici di voler spostare l’attenzione da modalità organizzative burocratiche, quali quelle proposte dalle Regioni, verso contenuti di alta qualificazione della professione della medicina generale”. "Abbiamo sostenuto con forza – continua il dott. Cricelli - l’evoluzione della medicina generale e delle nuove cure primarie in cui crediamo. Rappresenta un’occasione straordinaria a favore dei cittadini di nostro Paese. Ci siamo assunti la responsabilità di questa trasformazione qualitativa negli ultimi 30 anni, che ha portato la medicina di famiglia ad essere il più efficiente di tutti i comparti della sanità italiana anche dal punto di vista economico. Infatti in 10 anni il costo della medicina generale, al lordo di tutte le prestazioni e della farmaceutica, è diminuito anziché crescere, a testimonianza di uno straordinario senso di responsabilità e di capacità professionale, mentre i costi del resto del sistema sanitario sono aumentati in un decennio di circa 18 miliardi di euro. Quindi siamo il vero risparmio del sistema sanitario nazionale e siamo in grado di aumentarne ancora l’efficienza allocativa”."Questa evoluzione – conclude il dott. Cricelli - ha portato a un sostanziale aumento della qualità erogata e percepita. Noi continuiamo a sostenere un processo di trasformazione delle cure primarie che sia interamente centrato sulla capacità autonoma dei medici di garantire la governabilità e la sostenibilità economica del sistema, nell’esclusivo rispetto della salute dei cittadini e introducendo criteri di valutazione e di premio del merito”. Rassegna stampa completa Ufficio stampa SIMG Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it </>  
19
MAR
2013

La norma sui farmaci aggrava i carichi di lavoro, cadute nel vuoto le nostre proposte per migliorare il sistema

Il commento dei medici di famiglia sulla versione finale del decreto sulla spending review LA SIMG : "Nel tempo della Governance Clinica LA NORMA SUI FARMACI, AGGRAVA I CARICHI DI LAVORO CADUTE NEL VUOTO LE NOSTRE PROPOSTE PER MIGLIORARE IL SISTEMA” Il Presidente Claudio Cricelli: "Il processo di razionalizzazione dell'impiego delle risorse, indispensabile per l'Italia, deve essere affrontato in ben altro modo”   Roma, 31 luglio 2012 – "Esprimiamo delusione e sconcerto. La versione finale dell'emendamento sui farmaci è la dimostrazione di come si possano stravolgere giusti intendimenti di politica sanitaria, trasformandoli nell'italica abitudine delle soluzioni imposte dall'alto che si trasformano in burocrazia e scartoffie”. Il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), ritiene che l'articolo 15 del decreto sulla spending review che ha come obiettivo finale il contenimento della spesa pubblica , pur migliorato , preveda procedure a carico del medico inutilmente onerose . La mediazione raggiunta prevede che per il medico di famiglia rimanga l'obbligo di indicare sulla ricetta il principio attivo. Il professionista ha però la facoltà di specificare sulla ricetta il nome commerciale del medicinale, giustificando la scelta con una sintetica motivazione scritta. E l'indicazione risulta vincolante per il farmacista. "Ci aspettiamo – continua il dott. Cricelli - che il processo di razionalizzazione dell'impiego delle risorse, indispensabile per l'Italia, venga affrontato in ben altro modo, concertando e collaborando con i medici di medicina generale e le professioni del Servizio Sanitario Nazionale, che sono una forza sana e consapevole del nostro Paese, oltre che con tutti i settori della sanità e della società. Al contrario, i contorsionismi dell'articolo, l'aggiungere oneri e orpelli da controriforma nonrendono onore ai meriti delle professioni mediche del Servizio Sanitario Nazionale e, in particolare, della Medicina Generale, eaggravano i carichi di lavoro. Vorrei ricordare peraltro che cadono sistematicamente nel vuoto le nostre proposte di contribuire al governo del sistema ed alla sua sostenibilità con strumenti che da soli basterebbero a mettere sotto controllo la spesa sanitaria, salvaguardando l'efficienza dei servizi e la qualità delle cure. Tutto questo mentre una visione di politica sanitaria avanzata sta sviluppando un piano ambizioso finalizzato ad una nuova architettura dell'Assistenza Primaria”. "Le cure primarie – conclude il dott. Cricelli - sono il comparto più efficiente del Sistema Sanitarioe hanno garantito la sostenibilità del comparto territoriale, il cui assorbimento di risorse non è cresciuto minimamente negli ultimi otto anni. Chiediamo al Governo e alle forze politiche e sociali un nuovo metodo di coinvolgimento e concertazione con i professionisti del Servizio Sanitario fondato sulla fiducia e sulla valorizzazione delle capacità professionali”.     Ufficio stampa SIMG Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
19
MAR
2013

Comunicato Stampa: 8 Italiani su 10 promuovono il SSN ma scandali e poca meritocrazia peggiorano la qualità del sistema

Claudio Cricelli, presidente dei medici di famiglia (SIMG): "Il nostro SSN è un vanto mondiale, ma si può migliorare: ai vertici servono scelte manageriali e non politiche”   Firenze, 25 giugno 2012 – Il 52% dei cittadini del nostro Paese assegna al Servizio Sanitario Nazionale un giudizio ottimo. Il 28% lo ritiene di buona qualità. Solo il 12% pensa invece che le prestazioni offerte dal SSN siano insufficienti. Malgrado la promozione a pieni voti, tre italiani su quattro sono convinti però che negli ultimi cinque anni tutto il sistema si sia indebolito. Quali sono le cause percepite? Tagli indiscriminati alla spesa (53%), corruzione e continui scandali (32%), scelte politiche e non manageriali, con conseguente poca meritocrazia (15%). È quanto emerge dal sondaggio promosso da "Il ritratto della salute NEWS”, il primo quotidiano on-line interamente dedicato alla prevenzione, con il bollino della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), inviato ogni mattina via e-mail agli italiani. Al questionario hanno risposto 3.462 persone. "Da anni il nostro Servizio Sanitario Nazionale occupa i primi posti nelle classifiche mondiali – commenta il dr. Claudio Cricelli, presidente SIMG –. È uno dei pochi che dà sempre la garanzia di curare tutti i cittadini, indipendentemente dal ceto sociale, senza bisogno di assicurazioni. Certo, come tutte le cose si può sempre migliorare. Registriamo infatti un crescente malcontento tra gli italiani, che si lamentano soprattutto dei tagli imposti alla spesa sanitaria. Effetti soprattutto della crisi, ma siamo convinti che si potrebbero comunque investire meglio le risorse, con una gestione più accorta dei finanziamenti. Questo è possibile però solo con una maggior meritocrazia nella scelta delle cariche manageriali. La risposta della SIMG è investire in appropriatezza e innovazione. Noi siamo pronti a fare la nostra parte: oggi la medicina generale deve sempre più farsi carico delle carenze del sistema, come testimoniato dai dati del nostro Centro di Ricerca SISSI. Ciascuno di noi è responsabile della salute di una media di 1.114 assistiti e ci sono oltre 25 milioni di malati cronici cui dobbiamo garantire continuità di cura per ricoveri e prestazioni inutili: una parte degli esami diagnostici potrebbe essere razionalizzata, con un risparmio di risorse da reinvestire in altri settori critici dell’assistenza”.    Ufficio stampa Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
19
MAR
2013

MMG: la crisi logora la salute degli Italiani. 6 cittadini su 10 eseguono meno esami. Claudio Cricelli: “L’impatto delle difficoltà economiche è forte. Le persone si sentono più stressate del passato. No a ulteriori tagli indiscriminati ai servizi sanitari

Il sondaggio realizzato da "Il ritratto della salute”, il primo free press della prevenzione   Firenze, 18 giugno 2012 – Il 79% degli italiani ritiene che la crisi possa minare la salute e il benessere. Il 59% fa meno esami e visite mediche, il 29% avverte maggiormente lo stress lavorativo e il 12% va meno in ferie. È quanto emerge dal sondaggio promosso da "Il ritratto della salute”, il primo quotidiano on line interamente dedicato alla prevenzione con il bollino della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), inviato ogni mattina agli italiani. Al questionario hanno risposto 2916 cittadini. "Come medici di famiglia – afferma il dott. Claudio Cricelli, presidente SIMG - riscontriamo il problema emerso dal questionario. Le persone fanno meno esami per colpa della crisi. Per oltre il  70% il medico di famiglia rimane il punto di riferimento. Ci capita sempre più di dialogare con i nostri pazienti non solo di temi medici ma anche di gestione della vita quotidiana”. L’impatto della crisi economico-finanziaria sulla salute è forte: le persone si sentono più stressate e meno in forma rispetto a qualche anno fa, sono costrette in molti casi a risparmiare sulla spesa alimentare più appropriata anche mangiando meno frutta e verdura, diventate un lusso per pochi. "Le difficoltà finanziarie – continua il dott. Cricelli – non devono tradursi in un taglio indiscriminato dei servizi sanitari. Le ultime manovre finanziarie hanno inciso profondamente sul livello dell’assistenza e si preannunciano nuovi aggravi, si tratti o meno di ticket. Anche i provvedimenti della spending review rischiano di compromettere ulteriormente la qualità delle cure. La risposta della SIMG è investire in appropriatezza e innovazione. Oggi la medicina generale deve sempre più farsi carico delle carenze del sistema come testimoniato dai dati del nostro Centro di Ricerca SISSI. Ciascuno di noi è responsabile della salute di una media di 1.114 assistiti e ci sono oltre 25 milioni di malati cronici cui dobbiamo garantire continuità di cura per ricoveri e prestazioni inutili: oggi una parte degli esami diagnostici potrebbe essere razionalizzato con un risparmio di risorse da reinvestire in altri settori critici dell’assistenza”. "Il ritratto della salute” è un progetto consolidato che, fin dalla sua ideazione nel 2011 e grazie al bollino delle principali società scientifiche italiane, ha deciso di puntare sul concetto di medicina dei sani: assumere cioè comportamenti ‘virtuosi’ per risparmiarsi problemi di salute in futuro e garantirsi un’ottima qualità di vita.     Ufficio stampa SIMG Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
19
MAR
2013

La Società Italiana di Medicina Generale ha rinnovato il Consiglio di Presidenza e l’Esecutivo Nazionale

SIMG: CLAUDIO CRICELLI CONFERMATO PRESIDENTE "VOGLIAMO REALIZZARE UN NUOVO MODELLO DELLE CURE PRIMARIE”  "Siamo in grado di offrire prestazioni di alto livello a costi sostenibili. Devono essere utilizzati gli strumenti per misurare l’efficienza e la qualità del nostro lavoro”   Firenze, 5 giugno 2012 – Claudio Cricelli è stato riconfermato Presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) per il prossimo triennio. "La Medicina Generale è in grado di coordinare il rinnovamento delle cure primarie – spiega il dott. Cricelli –. Nel prossimo mandato verranno affrontati alcuni punti cruciali. L’importanza della nostra associazione è non solo nei numeri, oltre 7500 soci, ma soprattutto nelle competenze che dimostriamo nella nostra attività quotidiana. Siamo in grado di offrire prestazioni non solo di alto livello ma anche di costo adeguato e inferiore a quelle erogate da altri comparti. Siamo convinti che esistano ormai ampie evidenze a supporto della realizzazione di un modello moderno, efficiente ed efficace della Medicina Generale che evolva sviluppando le Cure Primarie e del territorio, grazie a un lavoro fondato sull’epidemiologia speciale delle condizioni cliniche, sulla presa in carico delle persone, sull’integrazione tra processi clinici e assistenziali e totalmente governato da un sistema di controllo di gestione e di management sanitario che verifichi l’efficienza allocativa e produttiva e l’equità delle prestazioni”.   L’Assemblea nazionale elettiva della SIMG ha eletto per acclamazione il nuovo Consiglio di Presidenza, il Collegio dei Revisori dei Conti e dei Probiviri. Oltre a Cricelli, il Consiglio ha riconfermato per il prossimo triennio: Ovidio Brignoli (Vice Presidente/Presidente Fondazione SIMG), Raffaella Michieli (Segretario Nazionale), Luigi Galvano, (Tesoriere), Pierangelo Lora Aprile (Responsabile Segretariato Scientifico), Gaetano Piccinocchi (Responsabile Segretariato Organizzativo) e Alessandro Rossi (Responsabile Ufficio di Presidenza). "I medici di medicina generale – continua il dott. Cricelli - hanno l’obbligo deontologico e giuridico di curare tutta la popolazione italiana, ma talvolta non posseggono l’informazione necessaria per il monitoraggio di terapie per patologie come il diabete mellito, la psoriasi, l’artrite reumatoide e i tumori. Anzi sono spesso impotenti di fronte a pazienti dei quali dovrebbero essere in grado di osservare l’evoluzione clinica, di monitorare efficacia e comparsa di reazioni avverse per farmaci poco conosciuti o addirittura totalmente sconosciuti. Attraverso l’integrazione di strumenti tecnici per l’analisi epidemiologica e la valutazione dei risultati, stiamo realizzando un’infrastruttura definita Primary Care Governance System (PCGS) che avrà obiettivi gestionali, di eccellenza delle cure cliniche, di analisi dei costi e dei benefici prodotti”. Ufficio stampa SIMG Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
19
MAR
2013

Lutto per la scompara di Carlo Niccolai

  il 3 giugno 2012 Carlo Niccolai, per molti anni stretto collaboratore della SIMG, ha concluso la sua vita terrena.   Diamo il triste annuncio ai Soci , ai Collaboratori  ai Dirigenti della Simg e a quanti lo hanno conosciuto ed hanno avuto modo di collaborare con lui. La SIMG  è stata vicina a lui ed alla sua famiglia  in ogni momento della sua umana  vicenda. Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra vicinanza alla moglie sig. Cristina ed al figlio Lorenzo. Note e messaggi di cordoglio vanno inviati alla segreteria della Simg segreteria@simg.it   Il Presidente SIMG, Claudio Cricelli
19
MAR
2013

I recenti episodi di cronaca rischiano di offrire un’immagine distorta del lavoro di migliaia di camici bianchi. Medici di Famiglia: “La professione è sana, non siamo tutti uguali. Il valore delle nostre prestazioni deve essere chiaro e misurabile

Il dott. Claudio Cricelli (presidente SIMG): "Condanniamo gli atti di corruzione che vanno puniti dalle autorità competenti. Possiamo e dobbiamo essere trasparenti. è urgente adottare criteri oggettivi e uniformi di valutazione. E la remunerazione corrisponda alla reale qualità del servizio”   Firenze, 23 marzo 2012 – "Vogliamo rendere evidenti e verificabili in ogni  momento la nostra onestà e bravura. Difendiamo la medicina generale e il Servizio Sanitario Nazionale con la sola operazione possibile: trasparenza, qualità delle prestazioni, valutabilità dei risultati del nostro operato. Perciò chiediamo che il nostro valore sia misurato. Purtroppo non sono ancora utilizzati adeguatamente gli strumenti, peraltro oggi disponibili, in grado di distinguere e pesare qualità professionali diverse. Questo genera frustrazione e rabbia in chi, a parità di retribuzione, è in grado di offrire prestazioni migliori”. Il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), esprime preoccupazione per i recenti episodi di cronaca che hanno offerto sui media un’immagine distorta della professione. "Questo insieme di manifestazioni di malcelato disprezzo - continua il dott. Cricelli - è in aperta e palese contraddizione con lo sforzo che stiamo compiendo verso una modernizzazione delle cure. Con frequenza ricorrente e sospetta, ad esempio, un informatore del farmaco si pente e racconta episodi di presunta corruzione o comportamenti illeciti da parte delle aziende farmaceutiche e dei medici. Non c’è dubbio che molte critiche pretestuose traggono spunto dalla presenza di singoli camici bianchi con comportamenti inaccettabili e livelli di offerta di servizio e di prestazioni insufficienti. Ma non si può amplificare un episodio per infangare tutti”. Questi servizi giornalistici alimentano una falsa immagine della Medicina Generale, associata a indisponibilità, sciatteria e disinteresse, cui si aggiunge come un triste periodico refrain il sospetto di corruzione. "Perché – continua il dott Cricelli - non sono disponibili i dati sui risultati di cura dei singoli camici bianchi in modo che il paziente possa finalmente scegliere il medico per il suo oggettivo valore professionale? L’arretratezza della cultura dell’organizzazione sanitaria produce i risultati che hanno generato le polemiche degli ultimi giorni. Vanno superati i principi della remunerazione uguale per tutti e della assenza di criteri di valutazione differenziata della qualità delle prestazioni”.       Ufficio stampa Intermedia 030.226105 intermedia@intermedianews.it
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