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MAR
2013

24 Novembre 2003: Abolizione della limitazione per i Medici di Medicina Generale per la partecipazione ai Congressi

Con la LEGGE 24 Novembre 2003, n. 326 (Gazzetta Uff N. 274 del 25 Novembre 2003 ) Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti pubblici E' stato convertito in legge il precedente decreto legge numero 269 che ha modificato la legge 541/92 che limitava la partecipazione dei MMG ai Congressi. E' ora possibile partecipare ad eventi ECM come i nostri Congressi con le modalità previste nella legge 326. (vedi Articolo 48 comma 22 e seguenti e legge 541/92 articoli 6 e 12).  Articolo 48 (vedi comma 22 e seguenti) della legge 326 del 24 Novembre 2003 Articoli 6 e 12 del Decreto 541 del 30 Dicembre 1992 (Pdf  33 Kb) (Pdf  17 Kb)
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2013

29 Agosto 2002: Nuova Enciclopedia della Salute: In edicola lavoro editoriale realizzato in collaborazione con SIMG

In allegato al numero 35 del 29 Agosto 2002 de L’Espresso è stato distribuito il primo dei 7 volumi della “Nuova Enciclopedia della Salute” in elegante copertina blu, con accattivante impostazione grafica e ricca ed elegante iconografia. Questa pubblicazione è motivo di particolare orgoglio per la SIMG che è stata scelta dal gruppo Editoriale per la sua realizzazione. Il lavoro è stato particolarmente complesso non solo perché ciascuna delle 6300 voci (da Abasia a Zuccheri) era da realizzare in modo originale, ma soprattutto per la necessità di spiegare termini e concetti spesso di altissimo livello scientifico con un linguaggio semplice e comprensibile al grande pubblico a cui l’opera si rivolge.Il tutto con grandi limitazioni di spazi e di tempi di realizzazione. Un grande ringraziamento quindi a tutti i soci che hanno avuto il coraggio di misurarsi in questa prova e che con grande professionalità hanno contribuito a realizzare un opera utile ai cittadini ma sicuramente anche a molti medici.  
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MAR
2013

Marzo 2002. Claudio Cricelli: I migliori anni della nostra vita

Venti anni fa, era d’estate, fu fondata la Società Italiana di medicina generale, altrimenti detta “ SIMG”. Non cercherò in questa sede di riepilogarne la storia, l’evoluzione, i successi raggiunti o mancati. Tutto ciò appartiene alla dimensione dei bilanci, che è utile tracciare, ma in altri momenti. Mi pare invece utile sottolineare come i venti anni trascorsi hanno visto trasformazioni radicali della professione della MG, tali da imporre oggi la riflessione su come affrontare quello che a mio parere si configura come un vero e proprio nuovo ciclo, della professione da una parte e della SIMG di conseguenza. Il nuovo ciclo si configura come formalmente assai ricco di opportunità. Abbiamo apparentemente raggiunto l’obiettivo del riconoscimento della formazione, dell’accreditamento professionale, della formazione a distanza. La tecnologia, l’informatica, le telecomunicazioni e la telemedicina sembrano ormai fortemente penetrate ed affermate nel contesto della Medicina Generale. La Ricerca in MG sembra ormai un dato acquisito e quella farmaceutica ha anche un riconoscimento formale e normativo. L’evoluzione manageriale della MG sembra testimoniata dallo sviluppo della medicina di gruppo, dell’associazionismo, della medicina in rete. Ma il sistema sanitario sembra parlare bene e razzolare male. La sensibilità scientifica dei MG sembra testimoniata dalla nascita di una miriade di società scientifiche. Persino i sindacati medici le hanno promosse a testimonianza di un’interessante evoluzione che va osservata attentamente. Non siamo ancora all’insegnamento universitario della Medicina Generale, ma ci sono grandi evoluzioni nel rapporto con l’Università. In molti Atenei la frequenza e l’insegnamento agli studenti del V e VI anno sono stati accettati ed in alcuni casi attuati o in via di attuazione. Il Governo italiano non l’ha ancora recepito, ma il Tirocinio in MG è stato portato ad un minimo di tre anni. Il quadro normativo sembra recepire, almeno sulla carta, le istanze più avanzate della professione anche Europea. La Convenzione appare strutturalmente definire una MG di ampie vedute e di prospettive interessanti ed avanzate. Iniziamo a valutare sul campo luci e ombre della situazione della MG, dall’associazionismo al Distretto. Vengono annunciate gigantesche iniziative che prevedono l’uso esteso della telematica, del satellite, del networking. Ci affligge ormai e torna fastidiosa ad affliggerci l’ennesima puntata della telenovela sui farmaci, le note, le riclassificazioni, i prezzi di riferimento ed altre simili circostanze. Occorrono strumenti per orientare la professione in questo ennesimo rimescolamento di carte. Lo faremo in un simposio che pubblicheremo presto. Se questi sono gli elementi prioritari dello scenario, occorre analizzare alcuni indicatori in grado di confermare se tutti questi dati siano ancora una volta mere enunciazioni di principio, maquillage a copertura di esigenze risapute ma mai soddisfatte, finzioni sceniche o dati di fatto forieri di successo. Una valutazione del genere ci serve a comprendere le luci e le ombre del panorama e ad orientare l’attività societaria dell’immediato futuro. Tuttavia rispetto a questi apparenti successi ed evidenti opportunità occorre sottolineare alcune ambiguità, contraddizioni, timori. Non potendo in questa sede ragionare su tutto mi occuperò solo di formazione e farmaci. La formazione in Medicina Generale non ha mai conosciuto un periodo di maggiore interesse rispetto agli anni passati. Ribadisco un concetto: la SIMG ha letteralmente inventato nell’ordine: la formazione permanente o continua, gli animatori di formazione, le scuole della medicina generale, la formazione complementare e la formazione dei tutor in medicina generale. Ha promosso infaticabilmente la formazione universitaria e l’insegnamento della MG nell’università, nonché l’idea di dipartimento in Medicina Generale Universitario. Tutto ciò detto occorre aggiungere fino allo sfinimento che nelle altre discipline della Medicina Italiana, le Associazioni scientifiche hanno portato al livello dell’eccellenza metodi e pratica della formazione continua in Medicina. La comunità scientifica di questo Paese non ha avuto il piacere di essere coinvolta nell’elaborazione di un progetto organico di formazione permanente per i medici italiani. A titolo personale tutti ci hanno messo la bocca: sindacati, ministri, amici, scienziati, singoli medici e consulenti, gli Ordini dei Medici, oltre ovviamente alla Commissione nazionale preposta alla CME. Il risultato è che viene proposto un sistema striminzito, largamente inadeguato ai bisogni delle professioni sanitarie, splendido nella missione e debolissimo nella visione. Ha prevalso, a mio parere, una sconcertante aspettativa di “business” che ha scatenato appetiti e voglie di controllare il sistema, in una miope ottica di appropriazione di spazi. Per cui si è prodotta una proposta stitica, che non tiene conto dell’esperienza consolidata, che include solo gli amici, marginalizza le società scientifiche e non rispetta le regole della competenza professionale, della qualità dell’offerta di mercato e soprattutto i bisogni dei medici, del SSN e dei cittadini. Rispetto a questa posizione ribadiamo il concetto che senza la comunità scientifica di questo Paese non si può realizzare un processo e un progetto di CME credibile ed accettabile. Chi pensa di ricorrere a succedanei della Comunità Scientifica per avallare operazioni sulle CME , ripete stancamente errori già commessi da altri. L’esperienza, la storia, le realizzazioni consolidate e ispirate alla qualità, sono la forza della comunità delle Società scientifiche in tutto il mondo. Da cento e più anni esse esistono e sono destinate a sopravvivere gagliardamente. Uguale ragionamento va ribadito per tutti gli aspetti della formazione, compresa quella universitaria. Con leggendaria cautela, l’Università italiana si avvicina al traguardo di includere la Medicina Generale tra le discipline oggetto di insegnamento. Dove e come questo avverrà è oscuro anche a me che pure me ne occupo da tempo. Modena ha siglato un’esperienza pilota, Perugia un’altra. Con circospezione si racconta di grandi progetti nel Lazio , tenuti stranamenti riservati. Varese e Milano tentano timide esperienze, e attendiamo tra breve evoluzioni clamorose che però seguono percorsi ellittici e a volte apparentemente indecifrabili. Noi invece, tediati dal persistente bizantinismo e attaccamento alla suspence del nostro Paese, ribadiamo apertamente alcuni concetti fondamentali. La medicina generale va insegnata sia negli aspetti di completamento della metodologia clinica, che di esercizio clinico, sia come supporto alla propedeutica biologica e clinica. Chi non ricorda le ragioni a sostegno di questa tesi può leggere la sterminata pubblicistica in materia, compiere un viaggio conoscitivo, oppure limitarsi ad esercitare il buon senso comune. Tale insegnamento deve avvenire preferibilmente attraverso […]
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MAR
2013

2 Aprile 2002. Cricelli (SIMG): “Sì all’eutanasia passiva”

Firenze, 2 aprile 2002 - “Non siamo favorevoli all’eutanasia attiva, ma sosteniamo il diritto della persona di affrontare la morte senza sofferenze e senza dolore”. Ad affermarlo è Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale, che interviene oggi nel dibattito sollevato dall’approvazione in Olanda di una legge che permette di praticare ‘la dolce morte’. “Se in questo Paese arrivasse, come io penso che prima o poi arriverà, una legge che consenta al medico di praticare l’eutanasia passiva, quelle cioè in cui non si dà la morta ma si aiuta il paziente ad affrontare la morte sollevandolo da tutte le sofferenze – prosegue Cricelli – credo che tutti i medici non solo sarebbero tenuti ad applicarla ma sarebbero anche d’accordo”. Per quanto riguarda l’eutanasia attiva, in cui è invece il medico a procurare la morte, “non basterà – secondo Cricelli - un atto legislativo, ma ci si dovrà affidare alla coscienza individuale delle persone, nel rispetto della volontà del paziente e del credo del medico”. Resta però – a giudizio del presidente della SIMG - il diritto del paziente a non soffrire. E questo può essere ottenuto già adesso “con l’ausilio di terapie e di cure palliative, che tutti medici dovrebbero saper praticare”.
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MAR
2013

Settembre 2002. Pagando di tasca nostra, come sempre

Editoriale del Presidente Claudio Cricelli per il numero 1/2002 della Rivista Simg Si apre con questo numero una nuova serie della Rivista della SIMG . La serie passata ha avuto un evidente successo : facile leggibilità, immagini gradevoli , modernità del formato e dell’impianto. E’ mia opinione che i suoi contenuti in media, fossero di alto livello. L’editore, Intermedia che ringraziamo in maniera amichevole e per niente di circostanza, ha profuso in essa intelligenza e stile. Sono nostri amici e continueremo a lavorare insieme. Perché dunque cambiare veste , stile , formato e contenuti? Solo per soddisfare l’affannato ciclo che chiede periodicamente di cambiare sempre e comunque anche le formule di successo? Oppure la voglia di provare nuove strade , oppure ancora la ricerca di una formula diversa , che più e meglio delle precedenti fotografi una realtà come la nostra , in continua evoluzione? Credo con onestà, che la più vera sia l’ultima ipotesi . Abbiamo bisogno di uno strumento , non nuovo ma rinnovato che serva ad una Società come la nostra che affronta oggi la sua maturità con compiti difficili e scenari ambigui, incerti, inquietanti. Abbiamo soprattutto bisogno di essere visibili ed inviare il nostro messaggio, le nostre idee, la nostra cultura a trentamila medici, perché oggi la qualità non è più per pochi ma per tutti . Nei momenti dell’incertezza, diceva Montaigne, abbandona il dubbio e costruisci le tue certezze , quali che siano, ma che vengano dai fondamenti della tua vita. Negli ultimi due anni della nostra vita, travagliata ma avventurosa e divertente , abbiamo applicato questa regola, fatta di saggezza e di determinazione. Questa Rivista nuova, edita dall’editore Pacini, che oggi salutiamo e ringraziamo, rappresenta il testimonial delle nostre scelte, il veicolo delle nostre idee, la vetrina delle nostre azioni. Azioni di una Società che compie venti anni, interamente dedicati a costruire i fondamenti di una professione che allora non esisteva. Nel 1982, in Italia, la pratica della Medicina Generale e della medicina in genere, era talvolta ai limiti della decenza. I medici della SIMG vollero compiere un gesto sostanziale di sfida, proponendo ai tanti colleghi che attendevano un cambiamento, una luce nel buio del sapere, della qualità della professione, delle buone cure. Cominciò così la costruzione di una struttura come la SIMG che oggi è divenuta solida, capillare, autorevole, rispettata. In particolare rispettata: poiché si può dissentire dalle opinioni della SIMG, dalle dichiarazioni di chi la rappresenta, persino dalle caratteristiche umane dei suoi dirigenti, ma sempre i nostri interlocutori hanno mostrato rispetto per le posizioni di chi come noi ha applicato le regole del rigore scientifico alla Medicina Generale. Abbiamo in questi anni, sviluppato la collaborazione con gli specialisti, rompendo l’omertà e la miopia di chi voleva la Medicina generale, l’ospedale e le discipline specialistiche, in concorrenza o peggio in conflitto tra loro, come cani che litigano per un osso. Oggi lavoriamo in concordia con le Società Scientifiche di tutti i settori e con tutti applichiamo la regola della condivisione della cura dell’uomo , nel rispetto dei ruoli , ma mai timorosi di estendere i confini della competenza della Medicina Generale attraverso il confronto . Abbiamo costruito e continuiamo a costruire un modello funzionale di Società che consenta a tutti i Medici Italiani di partecipare . Si conclude oggi il percorso di un rinnovamento che da inizio ad una nuova fase del nostro lavoro . Da giugno, infatti tutti i soci della SIMG dovranno essere sottoposti ad accreditamento e, per la prima volta, al di là degli apprezzabili tentativi di accreditare i medici italiani sulla base di pochi crediti annuali , noi accrediteremo i nostri soci per il complesso della loro vita professionale e a ciascuno di loro proporremo un personale individuale percorso di Sviluppo Professionale Continuo. oooOOOooo Celebriamo quest’anno il ventennale della Simg e abbiamo deciso di farlo senza clamori ma con determinazione. Ci siamo posti allora il problema di manifestare al mondo medico e sanitario italiano il significato effettuale della nostra presenza: il modo cioè in cui la nostra esistenza può contribuire a migliorare il mondo. E abbiamo deciso che in un mondo come il nostro, di vanitosi ,spesso sconsiderati millantatori , in cui tutti dicono tutto e il contrario di tutto, in cui i parvenu divengono protagonisti, in cui gli sconosciuti divengono maestri del sapere, c’era un solo modo di agire: lanciare la sfida sul campo e dire, per la prima volta con chiarezza: noi oggi scopriamo per l’ennesima volta le nostre carte e vogliamo scoprire le carte di tutti. Per i prossimi due anni , ma in realtà per sempre, inzieremo a valutare l’efficacia clinica e l’impatto sulla salute degli oltre 12 milioni di cittadini italiani assistiti dai medici della SIMG.di un diverso modo di agire e di lavorare dei Medici di Medicina Generale iscritti alla SIMG Siamo convinti, che affermare l’eccellenza e predicarla non basti: occorre praticarla e sottoporre il proprio operato ad una continua, infinita , puntigliosa opera di valutazione. Definiremo dunque, come annunciato alla Convention di Aprile ,un set di alcune decine di indicatori, di efficacia clinica, di qualità della cura, di gradimento della popolazione, di risultati clinici, di management. Tutti i nostri iscritti saranno impegnati, come in una gigantesca concreta coorte a questa operazione. Essa al di della simbolica, positiva sfida al sistema, è innanzitutto la conclusione di una profezia e di una scommessa: se davvero siamo i migliori, bisogna che questo si veda, si costati nella pratica quotidiana, si percepisca palesemente e si possa misurare. Che la pratica della prevenzione, della buona medicina, delle lineee guida dell’uso del computer, della ricerca siano correlabili obbiettivamente alla diminuzione del rischio cardiovascolare piuttosto che oncologico, di un aumento delle cure al domicilio piuttosto che in ospedale, alla diminuzione della mortalità e della morbosità della popolazione. Insomma alla miglior cura delle persone. Misureremo dunque se il possesso di alcuni requisiti formali significhi essere di fatto anche migliori e se davvero produrre e consumare formazione generi automaticamente un aumento di qualità della performance. Questa operazione vede schierate tutte le […]
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MAR
2013

12 Settembre 2002. PRONTUARIO: La SIMG, coinvolgere di più la Comunità Scientifica

Firenze, 12 Settembre 2002. Giudizio sospeso sul nuovo prontuario da parte della Società Italiana di Medicina Generale in attesa di valutare, a documento terminato, quali saranno effettivamente gli spostamenti di fascia dei prodotti e i criteri di prescrizione dei farmaci. “L’unica speranza - commenta il presidente della Società Italiana di medicina Generale (Simg), Claudio Cricelli – è che queste scelte non comportino alcun effetto negativo sulla salute dei cittadini. Certo è che, ancora una volta la comunità scientifica medica di questo Paese non è stata coinvolta in aspetti che, al di la della componente economica, riguardano in maniera sostanziale i contenuti scientifici e l’efficacia dei farmaci”. “Dopo il completamento della revisione del prontuario farmaceutico effettuato dalla CUF – ha detto Cricelli – gli organi di stampa hanno annunciato che siamo di fronte ad una manovra equilibrata. Il Ministro della Sanità ha inoltre spiegato che tale manovra inciderà in maniera positiva sulla spesa dei farmaci da parte del sistema sanitario nazionale. Riteniamo però che l’unica rassicurazione possibile – una volta noti in maniera dettagliata i contenuti e le modalità della operazione – è che questa decisione non comporti alcun effetto negativo sulla professione della medicina generale. Ci auguriamo dunque di essere ascoltati proprio sugli aspetti scientifici che porteranno alla riscrittura delle Note e che la medicina generale non venga dequalificata togliendole la possibilità di prescrivere alcune categorie farmaci, riservate, non si sa per quale arcana ragione, agli specialisti.
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MAR
2013

7 Gennaio 2002. Problemi sessuali? Il 50% dei pazienti cerca aiuto nel medico di famiglia

Firenze, 7 gennaio 2002 - “Non credo che un tema come la disfunzione sessuale femminile possa essere risolto stabilendo se si tratti o meno di una patologia creata a tavolino per interessi economici. A mio avviso la sessualità femminile va analizzata nella sua specificità, nella singolarità del suo svilupparsi e nell’estrema differenza rispetto al ciclo sessuale maschile, elementi questi che spiegano per esempio la difficoltà nell’approcciare i disturbi correlati”. Ad affermarlo è Raffaella Michieli, responsabile nazionale dell’area Salute della Donna della Società Italiana di Medicina Generale. Michieli - che interviene nel dibattito aperto da un articolo pubblicato sul 'British Medical Journal' dello scorso 3 gennaio, in cui si sosteneva la tesi che questo “nuovo disordine” fosse stato “ideato e definito negli ultimi 6 anni in meeting sponsorizzati dalle società del farmaco'' - porta all’attenzione l’esperienza della SIMG in questo settore. “A dimostrazione di quanto la sessualità e i suoi eventuali disturbi siano ben presenti nella quotidianità del nostro lavoro – spiega Michieli - nel nostro ultimo congresso nazionale, svoltosi a novembre, abbiamo presentato i risultati di una ricerca, ideata con il responsabile dell’area Andrologica, Aurelio Sessa, che ha coinvolto 1300 medici di famiglia in tutta Italia e con cui abbiamo cercato di analizzare le loro conoscenze e l’interesse verso l’argomento. Cosa è emerso? In primo luogo che il 62% dei medici di medicina generale ha un interesse personale elevato e che oltre il 50% dei loro assistiti, sia uomini che donne, vorrebbe parlare della propria sessualità. Una percentuale non di poco conto, ma che potrebbe ricevere spiegazioni e cure adeguate se il medico avesse più conoscenze, come pensano il 34% degli intervistati. Per quanto riguarda la disfunzione sessuale femminile, la maggioranza dei colleghi (60%) ritiene che riguardi solo il 4% delle donne. Abbiamo infine indagato la possibile influenza dell’uscita di nuovi farmaci nella presa di coscienza del problema. Anche in questo caso oltre il 50% dei medici la ritiene comunque utile, sia per il professionista che per i pazienti.Tra breve – conclude Michieli - saranno disponibili anche i risultati di un questionario sottoposto a circa 1500 pazienti, maschi e femmine, che aveva lo scopo di esplorare la loro consapevolezza delle problematiche sessuali. I risultati permetteranno di valutare l’entità del fenomeno “disfunzione sessuale” in campo maschile e femminile”.