Home News Alzheimer: Il progetto Interceptor per la diagnosi precoce

Alzheimer: Il progetto Interceptor per la diagnosi precoce

4 minuti di lettura
0
234

11 settembre 2018

https://www.agensir.it/quotidiano/2018/9/11/alzheimer-rossini-policlinico-gemelli-fondamentale-diagnosi-precocissima-il-progetto-interceptor/

 

“L’Alzheimer, che rappresenta la metà delle demenze, è una malattia che esula dall’invecchiamento fisiologico e comporta un lento e progressivo decadimento delle funzioni cognitive, dovuto all’azione di numerosi fattori tra cui principalmente indiziate due proteine, la Beta-amiloide e la proteina Tau, che si accumulano nel cervello causandone la morte cellulare. Evidenze scientifiche indicano che l’attacco ai neuroni ed ai circuiti nervosi inizia almeno 15-20 anni prima della comparsa dei ‘tipici’ disturbi della memoria”, spiega Paolo Maria Rossini, direttore Area neuroscienze, Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs-Università Cattolica. Il limite dei trattamenti terapeutici sin qui sperimentati è stato proprio quello di essere somministrati in presenza di una sintomatologia già conclamata corrispondente ad una fase di malattia in cui le riserve plastiche del cervello sono esaurite. In sostanza, come voler curare il cancro in un paziente plurimetastatico e, per questo motivo, gli sforzi della ricerca sono sempre più tesi a intercettare il prima possibile i primi sintomi della malattia aiutandoci con dei marcatori.

E’ necessario individuare le caratteristiche precocissime e spesso visibili solo con l’ausilio di esami strumentali, così da intervenire il prima possibile con cambiamento degli stili di vita, trattamenti specifici e supporti tecnologici.

L’Italia è in prima fila in questa attività di ricerca con il progetto “Interceptor”, finanziato da AIFA e Ministero della Salute, che vede coinvolte le principali società scientifiche di pertinenza quali la Società Italiana di Geriatria, la Società Italiana di Neurologia e la SIMG. L’obiettivo del progetto è intercettare con precisione i soggetti che svilupperanno la patologia di Alzheimer sviluppando un modello di medicina sociale altamente accurato, ma sostenibile per il SSN dal punto organizzativo e finanziario. In attesa dei nuovi farmaci disease modifying, il trattamento farmacologico è sintomatico e, tra i trattamenti non farmacologici, la combinazione di test neuro psicologici ed esercizi di training è molto promettente.

Il ruolo della Medicina Generale nell’individuare i pazienti con disturbi cognitivi in fase iniziale, definita Mild Cognitive Impairment (MCI) o Disturbo Neurocognitivo Minore, è fondamentale. La SIMG ha già da tempo formato i MMG ad individuare l’MCI tramite strumenti specifici per la Medicina Generale (test psicometrico: General Practitioner assessment og Cognition –GPCog- inserito anche nel gestionale Millewin/sezione DSS). Il progetto Interceptor vede quindi la Medicina Generale in prima linea per individuare i pazienti con MCI ed inviarli tempestivamente ai Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze di riferimento per la ricerca. Per ulteriori informazioni: https://www.interceptorproject.com/news/

 

VIDEO

 

Carica più articoli correlati
Carica ancora in News

Leggi Anche

Risposta al sottosegretario Giorgetti in merito al suo intervento a Rimini

Il sottosegretario Giorgetti in un intervento a Rimini pare abbia sostenuto la prematura s…