Introduzione

L'acne vulgaris è una delle patologie infiammatorie della cute più comuni: interessa il 9.4% della popolazione globale, è l'ottava patologia più frequente tra le malattie della cute1, tipica negli adolescenti (85%) per l'aumentata produzione di androgeni alla pubertà o una maggiore sensibilità della ghiandola sebacea a normali livelli ormonali. Può persistere anche oltre i 30 anni, causare cicatrici permanenti ed associarsi a disagio psicologico. La prevalenza negli adulti è dello 0.74% e una dieta ricca di zuccheri, il fumo o lo stress possono favorirne l'insorgenza2. Negli USA, il costo socio/sanitario/anno è stato valutato in oltre un miliardo di dollari3. Nella maggior parte dei casi, il MMG è il primo sanitario che viene contattato dal/la paziente o dal genitore per una valutazione del problema o per una visita specialistica.

1. La patogenesi

La patogenesi dell'acne è multifattoriale: eccessiva produzione di sebo, iperproliferazione batterica (Cutibacterium acnes), ipercheratinizzazione dei follicoli pilosebacei, conseguente infiammazione.

Gli androgeni, il testosterone in particolare, e l'Insulin Growth Hormone (IGH-1) aumentano la sintesi e la secrezione di sebo. L'iperproliferazione dei cheratinociti porta ad un accumulo di corneociti e grassi nel follicolo pilosebaceo.

Il Cutibacterium acnes è un batterio gram+, anaerobio, lipofilo, proliferante nei follicoli ricchi di sebo dove esiste un habitat anaerobico, produce una lipasi che trasforma i trigliceridi in glicerolo favorendo la formazione di comedoni ed infiammazione4.

2. La classificazione

Sono descritte diverse forme di acne (rosacea, conglobata, cosmetica, meccanica, etc.) ma l'acne vulgaris rappresenta il 99% dei casi. È classificata in due forme5:

3. Trattamento topico

Il trattamento topico è la prima scelta per l'acne leggera o moderata e si avvale dell'uso combinato di retinoidi, benzoil perossido, acido azelaico ed antibiotici.

I retinoidi, derivati della vitamina A, sono i più usati come prima linea di trattamento; riducono la produzione di sebo, la crescita dei comedoni, l'infiammazione, le cicatrici, l'iperpigmentazione della cute. Il trattamento deve essere prolungato per almeno 3 mesi. Gli effetti collaterali più comuni sono l'irritazione locale, l'eritema e la fotosensibilizzazione6.

Il benzoil perossido produce ossigeno libero riducendo la formazione di comedoni, ha una azione antinfiammatoria ed antibatterica, solitamente usato in combinazione con retinoidi o antibiotici per via locale. Effetti collaterali: esfoliazione, secchezza e ipersensibilità della cute, eritema7.

L'acido azelaico ha una azione antinfiammatoria, cheratolitica, antibatterica, raramente usato in monoterapia. Gli antibiotici più usati per via topica sono la clindamicina gel al 1% e l'eritromicina crema al 2%, di solito associati a retinoidi o benzoil perossido per migliorarne l'efficacia e prevenire l'antibiotico resistenza. La durata del trattamento deve limitarsi a 12 settimane e gli effetti collaterali più comuni sono irritazione, eritema e prurito7.

4. Terapia sistemica

L'isotretinoina è indicata nel trattamento dell'acne severa resistente ad altre terapie. È l'unico farmaco che agisce su tutti i fattori patogenetici dell'acne. La durata del trattamento è di 16-24 settimane. Necessita di uno stretto controllo clinico e di laboratorio per i possibili effetti collaterali: aumento degli enzimi epatici e dei grassi, disturbi psichiatrici (depressione e tendenze suicide), disturbi intestinali.

Il problema maggiore è il rischio teratogenico nelle donne in età fertile e per questo le pazienti devono eseguire un test di gravidanza prima di ogni prescrizione del farmaco, da riportare nella ricetta6. L'effetto teratogeno è per i feti maschi e femmine.

Le tetracicline (doxiciclina e minociclina) soprattutto, vengono prescritte nelle forme severe resistenti al trattamento topico o se sono interessate vaste aree della cute. L'efficacia del trattamento con antibiotici per via sistemica dipende dalla loro capacità di penetrare nell'ambiente lipidico del follicolo pilosebaceo.

Le tetracicline sono liposolubili e quindi penetrano nel follicolo, hanno una azione antibatterica ed antinfiammatoria e sono poco costose. L'azitromicina e le cefalosporine sono raccomandate soltanto in casi limitati per evitare l'antibiotico-resistenza. La durata del trattamento non dovrebbe superare le 12 settimane4.

5. Terapia ormonale

La terapia ormonale estro-progestinica (EP) riduce l'attività androgenica e può essere associata allo spironolattone o agli inibitori della 5 alfa-reduttasi. Gli estrogeni comprendono l'estradiolo (E2) e l'estetrolo, estrogeni naturali, o l'etinil estradiolo (EE). I progestinici sono derivati del progesterone e si diversificano per la loro attività pro o antiandrogenica, appartengono a 4 generazioni: 1) noretinedrone; 2) levonorgestrel, norgestrel; 3) desogestrel; 4) drospirenone8. La prescrizione di una EP non richiede accertamenti clinici ma è sufficiente una corretta anamnesi per accertare eventuali controindicazioni (Tabella 1).

Tabella 1 — Controindicazioni all'uso di terapia estro-progestinica
Controindicazioni
Storia di emicrania con aura
Età > 35 anni
Fumatrice > di 15 sigarette/die
Ipertensione arteriosa
Anamnesi personale o familiare di TVP
Gravidanza
Neoplasia della mammella
Epatopatia
Nota: TVP = trombosi venosa profonda.

L'uso della EP aumenta il rischio di trombo-embolismo venoso (TEV) rispetto alle donne non in gravidanza che non assumono contraccettivo orale. Il rischio aumenta con l'uso di alcuni progestinici rispetto ad altri: il drospirenone ha un rischio 1.5-2.0 volte maggiore rispetto al levonorgestrel. Così come gli estrogeni naturali hanno un 33% di rischio di TEV in meno rispetto all'EE8. Potenziali effetti collaterali sono: irregolarità del ciclo mestruale (10.5%), cefalea (8.6%), nausea (6.4%)9.

Di contro, riducono il rischio di gravidanze indesiderate, la sindrome pre-mestruale e la cefalea ad essa collegata, i dolori pelvici; la caduta dei capelli e l'irsutismo nelle pazienti con policistosi ovarica. Nelle adolescenti, l'uso di EP può ridurre il picco di massa ossea che normalmente si raggiunge tra i 16 e 19 anni9.

Lo spironolattone, 50-100 mg/die, è la prima scelta terapeutica nelle donne con acne; associato ad un EP riduce del 75% le lesioni grazie alle sue proprietà antiandrogeniche, bloccando i recettori della 5-alfa-reduttasi nella ghiandola sebacea e riducendo la produzione del testosterone10.

Gli effetti collaterali sono veramente pochi tanto che soltanto il 15% delle pazienti sospende il trattamento10. La ginecomastia negli uomini e la tensione mammaria nelle donne è presente nel 10% circa dei trattati ed è dose dipendente. Non esiste alcuna correlazione con il cancro della mammella. È controindicato nella insufficienza renale, nella malattia di Addison e nella insufficienza cardiaca. In condizioni normali, il rischio di iperkaliemia è presente soltanto nello 0.7% dei casi8.

Gli inibitori della 5-alfa-reduttasi, da soli nel maschio ed in associazione a EP nella donna per possibili malformazioni fetali in caso di gravidanza, riducono i livelli di diidrotestosterone e, quindi, della produzione di sebo a livello della cute e del cuoio capelluto. La dutasteride, 0.5 mg/die è più efficace della finasteride ed il suo uso è stato approvato per l'alopecia nell'uomo e nella donna. Gli effetti collaterali, soprattutto nel maschio con riduzione della libido e disfunzione erettile, riguardano il 10% circa dei trattati e tendono a diminuire nel tempo10.

Conclusioni

L'acne è una condizione infiammatoria della cute piuttosto comune nell'ambulatorio del MMG, che può causare frequentemente depressione e disagio sociale. L'impatto sulla qualità della vita è simile a quello di altre patologie croniche come l'asma, la psoriasi e l'artrite. La terapia di associazione, sistemica e topica, garantisce i migliori risultati soprattutto nelle forme più severe. Per valutare l'efficacia di un trattamento, la durata dovrebbe essere minimo di 8 settimane, salvo effetti collaterali. Se il quadro clinico non migliora sarà opportuno inviare il/la paziente allo specialista.

Bibliografia

1. Hazarika N, et al. Acne vulgaris: new evidence in pathogenesis and future modalities of treatment. J Dermatol Treat 2021;32:277-85.

2. Ogè LK, et al. Acne vulgaris: diagnosis and treatment. Am Fam Phys 2019;100:475-84.

3. Reynolds RV, et al. Guidelines of care for the management of acne vulgaris. Am Acad Dermatol 2024;90:1006.

4. Vasam M, et al. Acne vulgaris: a review of the pathophysiology, treatment, and recent nanotechnology based advances. Biochem Biophys Rep 2023;36:101578.

5. Greydanus DE, et al. Acne in the first three decades of life: an update of a disorder with profound implications for all decades of life. Dis Mon 2021;67:101103.

6. Tan AU, et al. A review of diagnosis and treatment of acne in adult female patients. Int J Womens Dermatol 2017;4:56-71.

7. Kosmadaki M, et al. Topical treatment for acne. Clin Dermatol 2017;35:173-8.

8. Smith CA, et al. Hormonal therapies for acne: comprehensive update for dermatologist. Dermatol Ther 2025;15:45-9.

9. Goshtasebi A, et al. Adolescent use of combine hormonal contraception and peak bone mineral density accrual: a meta-analysis of international prospective controlled studies. Clin Endocrinol 2019;50:517-24.

10. Ito T, et al. Dual effects of 5-alfa-reductase inhibitor dutasteride on androgenic alopecia and acne vulgaris. Dermatol Sin 2019;37:237-8.