SIMG Bologna

Praise of complexity: caring people in the era of artificial intelligence

Spesso la narrazione pubblica della medicina celebra i trionfi acuti: il salvataggio in extremis in sala operatoria o la scoperta di una nuova terapia genica mirata. È una complessità "rumorosa", affascinante e misurabile. Tuttavia, esiste una complessità più silenziosa, lontana dai riflettori ma altrettanto, se non più, sfidante: la gestione quotidiana della cronicità e della multimorbidità. Si tratta di concetti che rischiano di rimanere gusci vuoti, astrazioni accademiche difficilmente interpretabili se non calate nella vita reale.

Prendiamo Maria. Ha 83 anni e nel mio software di gestione clinica ho annotato otto diverse patologie croniche. Per citare solo le più ingombranti: diabete mellito tipo 2, scompenso cardiaco cronico e insufficienza renale cronica. Ora, togliamo lo sguardo dallo schermo e guardiamo la realtà logistica: Maria vive al terzo piano senza ascensore, è vedova, non ha reti familiari di prossimità su cui contare e, ultimamente, fatica a ricordare la complessa posologia delle sue numerose pillole.

In questo scenario, la rassicurante ortodossia delle singole linee guida fallisce miseramente. Applicare simultaneamente e con rigidità i protocolli "ideali" raccomandati per ogni sua singola patologia significherebbe creare pericolosi cortocircuiti iatrogeni. Se spingessi sui diuretici per curare il suo cuore a regola d'arte, peggiorerei i suoi reni e la costringerei a frequenti corse in bagno, aumentando drasticamente il rischio di caduta e quindi di una frattura di femore in una donna che vive sola.

In questo territorio di confine, in tutti i casi come quello della signora Maria (che costituiscono il fondale demografico del nostro tempo), la medicina basata sulle evidenze deve cedere il passo a quella che potremmo definire “sintesi clinica applicata alla vita reale”.

Questa trasmutazione della scienza in arte medica ci impone di sviluppare competenze trasversali, non insegnate sui manuali e difficilmente misurabili. Solo per citarne alcune:

A questi tre pilastri si aggiunge un altro punto fondamentale, un lusso che nessuna linea guida potrà mai incorporare con facilità: la longitudinalità del tempo.

Il MMG non incontra mai solo una biologia; incontra una biografia. Attraverso gli anni, impariamo a conoscere i silenzi dei nostri assistiti, le loro paure inespresse, le risorse emotive su cui possono fare leva e le crepe strutturali del loro nucleo familiare. Questa continuità relazionale trasforma il freddo atto clinico in un'alleanza terapeutica profonda, un patto fiduciario inscindibile che non potrà mai essere surrogato dal mero "prestazionismo" a gettone.

Tutto questo richiede una forma di intelligenza fluida, empatica e situazionale che fa del MMG un vero e proprio pensatore sistemico. Ed è proprio qui, in questo crocevia tra scienza rigorosa e imperfezione umana, che si definisce la nostra imminente alleanza con l'Intelligenza Artificiale.

A lei potremo delegare la straordinaria e inarrivabile capacità di calcolo: elaborerà in millisecondi le migliaia di possibili interazioni farmacologiche della signora Maria, ci allerterà sui calcoli di rischio predittivo e sintetizzerà moli di letteratura scientifica in tempo reale.

La presenza di questo copilota formidabile ci permetterà di riappropriarci di una risorsa fondamentale: il tempo. Questo tempo sapremo utilizzarlo per continuare a nutrire quelle doti difficilmente misurabili come la capacità di coltivare la relazione umana e la fiducia. Ecco perché, a maggior ragione con il supporto dell'intelligenza artificiale, non potremo mai rassegnarci a essere considerati dei semplici “prescrittori” o, peggio, i burocrati di un sistema frammentato, come una certa narrazione sbrigativa e superficiale a volte suggerisce.

Il MMG è, per definizione e per vocazione, il medico della complessità umana che, grazie agli algoritmi, sarà sempre più radicato sul territorio e nel tempo di cura.

A noi è affidato il ruolo cruciale e insostituibile di custodire, ora più che mai, la visione d'insieme.

Conflitto di interessi

L'Autore dichiara nessun conflitto di interessi.