SIMG macroarea cronicità

Le bronchiectasie sono una condizione respiratoria cronica caratterizzata da dilatazione irreversibile dei bronchi, infiammazione cronica ed infezioni ricorrenti. Le Linee Guida dell'European Respiratory Society (ERS) 2025 ne ridefiniscono la gestione in senso più personalizzato e orientato alla prevenzione delle esacerbazioni, sottolineando il ruolo chiave della Medicina Generale1,2.

I dati epidemiologici più recenti, provenienti dai grandi registri internazionali come l'EMBARC europeo e il Registro Statunitense, dipingono uno scenario in evoluzione: la prevalenza è in netto aumento, in particolare nella popolazione over 65 e nel sesso femminile3.

Per il MMG, la sfida è duplice e cruciale: da un lato, intercettare precocemente i casi sospetti che spesso si celano dietro diagnosi generiche di "bronchite cronica"; dall'altro, gestire una cronicità complessa che richiede un approccio olistico e personalizzato, ben oltre la semplice prescrizione antibiotica.

Le nuove linee guida ribadiscono il concetto del "vicious vortex" (Figura 1), nel quale alterata clearance mucociliare, ristagno di secrezioni, infezione, infiammazione neutrofila o eosinofila e danno strutturale si alimentano reciprocamente, determinando progressione della malattia e peggioramento della qualità di vita1,2.

Rompere questo vortice richiede interventi mirati su ciascuno di questi componenti. Inoltre, recenti studi hanno evidenziato l'esistenza di endotipi specifici: mentre l'infiammazione neutrofila è predominante, circa il 20-25% dei pazienti presenta un'infiammazione di tipo 2 (eosinofila), aprendo la strada a terapie biologiche mirate simili a quelle utilizzate nell'asma grave1.

Figura 1. Il Vicious Vortex
Infiammazione
  • Neutrofila / Eosinofila
  • Infiltrazione cellule T
  • Immunodeficit locale/sistemico

Raccomandati: Macrolidi a lungo termine (forte, ⨁⨁⨁⨁)
Non raccomandati: Corticosteroidi inalatori (condizionale, ⨁⨁⨁)

Infezione
  • Infezione cronica
  • Virulenza batterica

Raccomandati: Antibiotici inalatori a lungo termine (PA +) (forte, ⨁⨁⨁⨁); Antibiotici inalatori a lungo termine (PA −) (condizionale, ⨁⨁⨁); Eradicazione P. aeruginosa (condizionale, ⨁⨁)
Non raccomandati: Antibiotici non macrolidi a lungo termine (condizionale, ⨁)

Danno polmonare
  • Bronchiectasie
  • Danno strutturale

Raccomandata: Riabilitazione polmonare (forte, ⨁)

Alterata clearance mucociliare
  • Disfunzione cellule epiteliali
  • Ipersecrezione muco

Raccomandate: Clearance vie aeree (forte, ⨁); Mucoattivi (condizionale, ⨁)
Non raccomandata: DNAsi ricombinante (condizionale, ⨁)

Verde = raccomandato (✔✔ forte, ✔ condizionale); Rosso = non raccomandato (✗ condizionale). Livello evidenza: ⨁ molto basso, ⨁⨁ basso, ⨁⨁⨁ moderato, ⨁⨁⨁⨁ alto. [Modificato ERS 2025]

Dal sospetto alla diagnosi

Il sospetto di bronchiectasie deve emergere in presenza di:

La conferma diagnostica richiede HRCT, ma il MMG può avviare gran parte degli accertamenti preliminari (Tabella 1).

Tabella 1 - Esami di base raccomandati nelle bronchiectasie e motivazione clinica
Esame Utilità clinica
Emocromo completo Identifica eosinofilia e/o neutrofilia
Elettroforesi siero-proteica Valuta gammopatie e ipogammaglobulinemie trattabili
Dosaggio IgE totali + IgE/IgG anti Aspergillus fumigatus Diagnosi di ABPA (aspergillosi broncopolmonare allergica), condizione trattabile
Dosaggio immunoglobuline (IgG, IgA, IgM) Screening di immunodeficienze primitive/secondarie
Espettorato per coltura + antibiogramma Identificazione di patogeni, in particolare P. aeruginosa
Ricerca NTM (3 espettorati mattutini con richiesta "coltura NTM") Obbligatorio escludere NTM prima dei macrolidi, in quanto in monoterapia selezionano resistenze e peggiorano la prognosi dei pazienti con NTM1,8
NTM: micobatteri non tubercolari.

La HRCT rimane il gold standard diagnostico. Consente di documentare:

Le linee guida non raccomandano HRCT seriali di follow-up, se non in caso di peggioramento significativo o prima di eventuali valutazioni chirurgiche1,2.

La spirometria va eseguita alla diagnosi e ripetuta annualmente nei pazienti stabili, ogni 6–12 mesi nei moderati e ogni 3–6 mesi nei casi severi o dopo esacerbazioni importanti2–4,6.

Il Bronchiectasis Severity Index (BSI) è un indice multidimensionale per predire mortalità, esacerbazioni e ricoveri5. ERS 2025 suggerisce di calcolare il BSI alla diagnosi e rivalutarlo in caso di peggioramento o incremento delle esacerbazioni (Tabella 2)1. Il punteggio totale da 0 a 26 consente di stratificare i pazienti:

Tabella 2 - BSI (Bronchiectasis Severity Index)
Variabile Categoria Punti
Età (anni)<50 / 50–69 / 70–79 / ≥800 / 2 / 4 / 6
BMI (kg/m²)≥18,5 / <18,50 / 2
FEV1 (% predetto)≥80 / 50–79 / 30–49 / <300 / 1 / 2 / 3
Ricovero respiratorio 2 anniNo / Sì0 / 5
Esacerbazioni anno0–2 / ≥30 / 2
Dispnea mMRC0–3 / 4 / 50 / 2 / 3
P. aeruginosa cronicoNo / Sì0 / 3
Altri patogeni croniciNo / Sì0 / 1
Estensione radiologica1–2 lobi / ≥3 lobi o cistica0 / 1
mMRC = modified Medical Research Council.

Il FEV1 non è l'unico marker di gravità, ma il declino nel tempo (es. ≥50–80 mL/anno) è un indicatore di progressione e di peggior prognosi2,3. Le Linee Guida ERS non definiscono in modo rigido la frequenza delle spirometrie, ma concordano con le Linee Guida della British Thoracic Society (BTS) e con le review più recenti, sull'importanza di1–4:

Tabella 3 - Stratificazione del rischio e proposta follow-up in Medicina Generale1–6
Classe Criteri principali* Follow-up MMG Quando coinvolgere lo specialista
Basso rischio BSI 0–4; FEV1 ≥50%; <2 esacerbazioni/anno Visita annuale; spirometria periodica; rinforzo ACT Sospetto eziologico complesso
Moderato rischio BSI 5–8; FEV1 30–49%; 1–2 esacerbazioni/anno Visita ogni 3–6 mesi; spirometria 6–12 mesi Valutazione per macrolidi, ACT avanzate, riabilitazione
Alto rischio BSI ≥9; FEV1 <30%; ≥2 esacerbazioni/anno o ricoveri; declino rapido Visita ogni 3 mesi; spirometria 3–6 mesi Antibiotici inalatori, gestione P. aeruginosa/NTM, terapie avanzate
*Criteri indicativi: da integrare con il giudizio clinico e la situazione del singolo paziente. ACT = airway clearance techniques.

Terapia: i pilastri della gestione attuale

Il concetto di "Treatable Traits" (Caratteristiche Trattabili) ha rivoluzionato l'approccio alla gestione. Non si tratta solo di curare i bronchi, ma di gestire il paziente nella sua complessità.

Le comorbilità giocano un ruolo determinante nella prognosi e nella qualità della vita. Dati recenti mostrano che la rinosinusite cronica colpisce circa il 18-20% dei pazienti, contribuendo alla discesa di patogeni dalle vie aeree superiori a quelle inferiori10.

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è presente fino al 43% dei casi e può causare micro-aspirazioni che infiammano ulteriormente l'albero bronchiale10.

Non meno importante è l'aspetto psicologico: ansia e depressione affliggono circa 1 paziente su 6, riducendo l'aderenza alle terapie inalatorie e fisiche10. Il compito del MMG è identificare attivamente queste condizioni e trattarle: il controllo delle comorbilità si traduce direttamente in un miglior controllo della patologia respiratoria.

Le airway clearance techniques (ACT) sono fondamentali e ricevono una forte raccomandazione ERS1–4. Ogni paziente dovrebbe essere istruito da un fisioterapista dedicato e monitorato nel tempo dal MMG. I farmaci mucoattivi si utilizzano quando l'ACT non è sufficiente o quando il muco è particolarmente denso:

ERS 2025 conferma una forte raccomandazione per la terapia a lungo termine con macrolidi nei pazienti ad alto rischio di future esacerbazioni (≥2 esacerbazioni/anno oppure 1 esacerbazione severa, oppure episodi che richiedono ospedalizzazione)1. Prima dell'inizio è obbligatorio escludere NTM, poiché i macrolidi in monoterapia selezionano resistenze e rendono molto difficile il trattamento di queste infezioni1,8. Oltre ciò è indispensabile eseguire ECG (QTc), esami di funzionalità epatica, valutare interazioni farmacologiche e possibili effetti otologici (tinnito, ipoacusia, disfunzione vestibolare)1,2,7–8.

I regimi consigliati sono:

Durata: 12 mesi, con rivalutazione a 6–12 mesi1,7.

Alternative in caso di allergia sono limitate; in casi selezionati può essere usata doxiciclina 100 mg BID, ma non esiste una vera alternativa equivalente ai macrolidi6.

Gli ICS (inhaled corticosteroids) non sono raccomandati nelle bronchiectasie in assenza di asma o BPCO, e il loro abuso aumenta il rischio di infezioni. I corticosteroidi sistemici sono indicati solo in situazioni come ABPA non controllata1–4.

Riacutizzazioni

Una riacutizzazione è definita come un peggioramento acuto di uno o più sintomi respiratori (tosse, volume/purulenza dell'espettorato, dispnea, emottisi, affaticamento, malessere)1–4. ERS raccomanda un ciclo di antibioticoterapia per 14 giorni nella maggior parte dei casi2,7.

La terapia deve essere guidata da coltura dell'espettorato con antibiogramma, quando possibile, considerando anche la storia microbiologica del paziente. Se non disponibili, si avvia terapia empirica e si corregge alla ricezione dei risultati.

In assenza di P. aeruginosa le principali opzioni terapeutiche prevedono2:

In presenza di P. aeruginosa, infezione associata a maggiore gravità, più ricoveri e peggior prognosi2,4,7, la terapia, in caso di primo isolamento, prevede il tentativo di eradicazione con ciprofloxacina orale 500–750 mg BID per 14 giorni2,6,7. Nella colonizzazione cronica, invece, vi è indicazione ad antibiotici inalatori (colistina, tobramicina, ciprofloxacina), di pertinenza specialistica1,2.

Le nuove frontiere terapeutiche

La ricerca farmacologica sta vivendo un momento di grande fermento, focalizzandosi sull'interruzione della cascata infiammatoria neutrofila. Una delle molecole più promettenti è il Brensocatib, un inibitore orale reversibile della Dipeptidil Peptidasi-1 (DPP-1), un enzima attivatore delle serina-proteasi all'interno dei neutrofili, inclusa l'elastasi neutrofila, che causa il danno tissutale polmonare.

I dati dello studio ASPEN di fase 3, che ha arruolato oltre 1700 pazienti, hanno confermato che il trattamento con Brensocatib riduce significativamente il tasso annualizzato di riacutizzazioni (del 21% con dose da 10 mg e del 19% con 25 mg)4. Agendo a monte dell'infiammazione, potrebbe rappresentare il primo trattamento specifico per le bronchiectasie, segnando un cambio di paradigma epocale. Parallelamente, la ricerca sugli antibiotici inalatori prosegue. Sebbene studi come il PROMIS (colistimetato inalatorio) abbiano dato risultati contrastanti a causa dell'impatto della pandemia COVID-19 sui tassi di riacutizzazione, metanalisi recenti confermano che questi farmaci riducono la frequenza delle riacutizzazioni gravi e migliorano la qualità della vita nei pazienti con infezione cronica da P. aeruginosa11.

Conclusioni

Le Linee Guida ERS 2025 confermano che le bronchiectasie non sono più una patologia "di nicchia", ma una condizione cronica frequente e complessa, che richiede un modello di cura condiviso tra Medicina Generale e specialistica. Compiti del MMG sono:

Un approccio strutturato, condiviso e pragmatico permette al MMG di migliorare la gestione, la qualità della vita e pertanto la prognosi dei pazienti con bronchiectasie1-9.

Bibliografia

1. Chalmers JD, et al. ERS clinical practice guideline for the management of bronchiectasis in adults – 2025 update. Eur Respir J 2025.

2. Polverino E, et al. European Respiratory Society guidelines for the management of adult bronchiectasis. Eur Respir J 2017;50:1700629.

3. Choi H, et al. Bronchiectasis management in adults: state of the art and future directions. Eur Respir J 2024;63:2400518.

4. Hill AT, et al. BTS Guideline for bronchiectasis in adults. Thorax 2019;74(Suppl 1):1–69.

5. Chalmers JD, et al. The Bronchiectasis Severity Index. Am J Respir Crit Care Med 2014;189:576–85.

6. Aliberti S, et al. Criteria and management of exacerbations in bronchiectasis. Eur Respir J 2016;47:28–35.

7. Wong C, et al. Azithromycin for prevention of exacerbations in bronchiectasis. Lancet 2012;380:660–67.

8. Daley CL, et al. Treatment of NTM pulmonary disease. Eur Respir J 2020;56:2000535.

9. Johnson E, et al. Bronchiectasis pathophysiology and treatment goals. Eur Respir Rev 2024;33:230234.

10. Cicchetti M, et al. Prevalence and types of treatable traits in bronchiectasis: a multicentre, cross-sectional study. Eur Respir J 2025;11:00670-2025.

11. Haworth CS, et al. Inhaled colistimethate sodium in patients with bronchiectasis and Pseudomonas aeruginosa infection: results of PROMIS-I and PROMIS-II, two randomised, double-blind, placebo-controlled phase 3 trials assessing safety and efficacy over 12 months. Lancet Respir Med 2024;12:787-98.